Mar 16 2015

(15.03.15) S. Paolo d’Argon. Sfratti: aggiornamento sulla vicenda di Francesco e Luciana

Alcuni nostri conoscenti ci chiedono come si sia conclusa la vicenda dello sfratto di cui abbiamo scritto nelle scorse settimane (cfr. alternainsieme.net 15.02.15 qui e 17.02.15 qui). Per Francesco, il cuoco di quasi 65 anni, disoccupato, sfrattato da un appartamento al “Bivio”, i servizi sociali del Comune hanno provveduto ad alloggiarlo in un un bed&breakfast, in attesa di approntare altra sistemazione. Francesco, purtroppo, continua ad essere in grave difficoltà perché non ha alcun reddito, non trova lavoro, ha bisogno per sopravvivere dei pacchi della Caritas. Ancora nulla da fare neppure per Luciana, l’anziana lavoratrice disoccupata e senza casa, che continua a non trovare lavoro, vive provvisoriamente a casa di conoscenti e si sta sbattendo per un’occupazione e per un aiuto dalle istituzioni competenti (non risulta residente a San Paolo d’Argon). Non c’è mai una fine alle vicende umane legate agli sfratti, né ci sarà mai finché non cambiano le odiose politiche sociali imposte dalla Bce e dal governo. Il risultato, parziale, ottenuto per Francesco è stato possibile soprattutto grazie alla mobilitazione delle compagne e dei compagni del nostro Sportello Sociale Autogestito e dei volontari del sindacato Unione Inquilini di Bergamo, che hanno indetto un presidio antisfratto al Bivio (di cui ha parlato anche la stampa) e uno davanti al comune, per sollecitare l’amministrazione comunale a farsi carico. Altrimenti la sola alternativa lasciata Francesco era quella del “dormitorio”. E la solitudine. Ciò mostra quanto siano importanti la solidarietà e la lotta, se si vuole ottenere qualche risultato, in questa fase di crisi e di scelte governative indirizzate sempre più contro i poveri e a vantaggio dei ricchi. In questa vicenda abbiamo notato - pur senza particolari sorprese - come fra la maggior parte di quei nostri compaesani che sono sempre pronti a declamare stentorei “prima gli italiani, gli stranieri a casa loro” (quando vengono a sapere delle nostre iniziative antisfratto a favore delle famiglie degli immigrati), non c’è stata una parola di solidarietà neppure per Francesco, anzi, proprio l’esatto contrario, nonostante Francesco sia italianissimo, originario dal cuore della bergamasca (Città Alta), con un cognome che più orobico non si può! E su quest’ultima nota non possiamo che invitare tutti i nostri concittadini e concittadine a riflettere su quale sia la vera natura della xenofobia, che anche da noi è diffusa a piene mani da più parti. (15.03.15, San Paolo d’Argon - Per Sportello Sociale Autogestito, m.m.)

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