Nov 30 2014

(30.11.14) San Paolo d’Argon. Di come le anziane signore ora temano le “occupazioni”

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(30.11.14) SAN PAOLO D’ARGON. DI COME ANCHE NEL NOSTRO VILLAGGIO LE ANZIANE SIGNORE ABBIANO INIZIATO A TEMERE LE “OCCUPAZIONI”

Una delle signore che mi ricorda sempre di avermi tenuto in braccio nei primi mesi di vita, qualche giorno fa, mi ha detto che doveva andare di fretta, perché era preoccupata che gli si infilasse qualche “abusivo” nell’appartamento e se ne appropriasse “come succede a Milano”.
L’età, ahinoi, non porta lucidità, ma ancor di meno ne portano i media e la politica nazionale, che in meno di quarantott’ore sono riusciti con successo ad inoculare nel corpo della nazione pure la fobia degli “occupanti abusivi”.
Eppure a chiunque basterebbe guardarsi in giro per vedere che il problema vero è che ci sono ovunque tantissime case vuote perché le famiglie non hanno più i soldi né per comprarle né per affittarle; e basterebbe aver letto anche solo “L’Eco di Bergamo” negli ultimi mesi per sapere che sta crescendo oltremisura il numero delle persone che rischiano la strada perché sono state sfrattate.
Case senza famiglie e famiglie senza casa: un governo serio, anche moderato, si sforzerebbe senz’altro di correggere questa mostruosa anomalia nel mercato della casa.
Almeno, si dovrebbe operare in via d’urgenza perché gli appartamenti di edilizia pubblica non fossero - come avviene - lasciati vuoti o abbandonati al degrado ma venissero invece celermente ristrutturati e assegnati secondo i regolamenti a quelli che hanno presentato le loro regolari domande.
Abbiamo anche noi denunciato più volte che nella sola città di Bergamo ci sono più di 200 alloggi popolari sfitti mentre non meno di un migliaio sono le domande inevase di chi ne avrebbe diritto e bisogno; e anche a Bergamo cresce il numero delle famiglie sfrattate che non si sa più dove alloggiare.
Cogliamo l’occasione per ricordare che gli alloggi del condominio occupato nel quartiere Celadina dal Comitato di lotta per la casa non rientrano affatto fra quelli destinati all’assegnazione, e che da parte nostra riteniamo questa occupazione assolutamente giustificata, legittima e lodevole, anche in relazione al positivo rapporto che i ragazzi del comitato stanno costruendo con il quartiere.
Esemplare però quello che sta succedendo nella città di Milano. Qui ci sono ben 9.700 appartamenti pubblici lasciati colpevolmente sfitti dall’Aler; i cosiddetti “abusivi” sono meno di 4.000 mentre le domande di edilizia sociale inevase sono ben 25 mila
(per una analisi più approfondita si rimanda all’articolo del nostro amico Luciano Muhlbauer, di Milano, nel suo blog: qui).
La prima cosa da fare dovrebbe essere quella di sistemare al più presto i quasi 10 mila appartamenti sfitti e dare così risposta ad altrettante famiglie che cercano casa; solo in un secondo tempo procedere alla verifica attenta delle situazioni di cosiddetto “abusivismo”, notoriamente molto diversificate, ma comunque quasi tutte famiglie che hanno bisogno di casa.
A Milano si è scelto di fare il contrario e manu militari la polizia ha proceduto in questi giorni a gettare famiglie per strada con la violenza per sgomberare appartamenti che poi saranno lasciati vuoti per chissà quanto tempo.
I media per parte loro hanno contribuito a stravolgere il senso comune creando la fobia degli “occupanti”. Il problema non sono più le centinaia di migliaia di famiglie che non hanno più casa o la stanno perdendo; non è più la speculazione edilizia che ha distrutto paesaggio e territorio lasciando in giro un numero impressionante di case vuote; non è più la politica che ha consegnato al degrado gli edifici di edilizia popolare invece di assegnarli.
No, per i media il problema è quello degli “occupanti”, fenomeno peraltro molto ristretto, limitato ad alcune fra le città più grandi, e per di più con la mistificazione di mettere sotto la stessa etichetta tanto i giri illegali e malavitosi quanto le iniziative - secondo noi del tutto meritorie e da sostenere- di comitati o gruppi di quartiere che sono seriamente impegnati contro il degrado urbano o per dare risposte alle famiglie più in difficoltà.
Non c’è da stupirsi che così avvenga proprio con l’attuale governo Pd, attento anche più di quelli precedenti agli interessi della speculazione edilizia e intenzionato ad affrontare i problemi sociali gravissimi indotti dalla crisi come problemi puramente di ordine pubblico.
Di certo la mia cattolicissima balia occasionale di tanti anni fa, oltre alla paura di ebola, dei ladruncoli di appartamento, dei clandestini, dei musulmani e dei comunisti (con l’esclusione di quelli che ha tenuto in braccio da bambini), per colpa dei media governativi, dovrà convivere negli ultimi anni della sua vita anche con la paura - a San Paolo d’Argon pateticamente ridicola - degli “occupanti”, e questo soprattutto per il tornaconto non solo del signor Salvini, ma anche per quello - parallelo e complementare - dell’impagabile Matteo Renzi e degli speculatori di ogni specie.
(m.m.)

P.s.
A San Paolo d’Argon tutti gli appartamenti di edilizia pubblica (solo 35, percentualmente una quantità ampiamente al di sotto di tutte le medie provinciali, regionali, nazionali, per non parlare di quelle europee) sono regolarmente assegnati ed abitati. Sul mercato ci sono però numerosi alloggi, vecchi, nuovi, nuovissimi ancora vuoti perché non si riescono a vendere né ad affittare. Gli affitti, anche se scesi leggermente, sono ancora molto alti. Per la famiglia che vive in un box e di cui abbiamo parlato anche noi (cfr. Alternainsieme.net 26.10.14: qui), i servizi sociali del comune hanno proposto un alloggio in convivenza con un’altra famiglia (però solo le rispettive madri con figli minori, padri e adulti… per strada), oppure un alloggio per qualche mese nelle case a disposizione del Consorzio Valcavallina a Vigano San Martino, ipotesi che comprometterebbe non solo le relazioni sociali ma anche qualche modesta occasione di lavoro e reddito che J. e K. riescono ad avere stando qui in paese. Invece di recuperarla a fini abitativi, alcuni mesi fa, l’amministrazione comunale ha abbattuto la cosiddetta “casa gialla” all’inizio di Via dei Benedettini di cui era venuta in possesso (cfr. Alternainsieme.net 31.03.14: qui). Ci risulta che a San Paolo d’Argon alcune cause di sfratto stiano per concludersi in queste settimane con lo sgombero; le abitazioni di alcuni nostri concittadini sono finite nelle aste giudiziarie (sono storie tristissime che mostrano come bisogna aver paura delle banche, altro che occupanti, clandestini e così via!). Alcune ricerche universitarie hanno documentato che in bergamasca la domanda di edilizia residenziale pubblica - per effetto della crisi e per il crollo dei salari - è destinata nei prossimi anni a crescere vertiginosamente.

Diritto alla casa. Le nostre precedenti info: qui