Nov 18 2014

(18.11.14) Bergamo. Maratona antisfratto fa rinviare lo sgombero di Marisa. Latitante il comune di Bergamo

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(18.11.14) BERGAMO. VIA BROSETA: MARATONA ANTI-SFRATTO RINVIA LO SGOMBERO DI MARISA. LATITANTE IL COMUNE DI BERGAMO

Dopo una maratona antisfratto che ha impegnato gli attivisti del sindacato dalla mattina alla sera di oggi, martedì 18 novembre, si è riusciti infine a ottenere il rinvio dello sgombero della famiglia di Marisa al prossimo 5 dicembre. L’ufficiale giudiziario aveva scelto di non rendere nota l’ora dell’esecuzione dello sfratto, evidentemente in attesa che il presidio venisse meno e poter poi sfrattare in santa pace le persone che abitano l’alloggio di via Broseta 9 e destinarle … alla strada!
Gli attivisti antisfratto che già conoscono questi espedienti “giolittiani”, hanno continuato imperterriti il presidio (per 8 ore!), facendo appello anche ai cittadini sensibili alle tematiche per il diritto alla casa che si sono alternati al presidio per tutta la giornata.
Lo sfratto di oggi a Bergamo in via Broseta n 9, coinvolgeva Marisa, lavoratrice precaria e il suo compagno, anch’egli italiano, disoccupato.
Nella vicenda di questo sfratto esiste un grande colpevole: il comune di Bergamo. Infatti l’Assessore alla casa, Valesini, avrebbe dovuto intervenire per evitare lo sfratto, perché da oltre 1 anno vi è una legge che difende dallo sfratto forzoso i morosi incolpevoli (coloro che a causa della crisi non riescono più pagare l’affitto). Purtroppo la sua applicazione si è fermata nelle pastoie burocratiche.
Stiamo parlando della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che OBBLIGA i Comuni a sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di accompagnamento sociale e di “graduazione” dello sfratto: in altre parole, il comune di Bergamo avrebbe dovuto aiutare chi, come Marisa, non può più pagare l’affitto. In mancanza di questo aiuto, lo sfratto non avrebbe dovuto essere eseguito, così come già previsto da diversi Prefetti in tutta Italia (Milano, Pisa, Livorno e altre province).
Oggi è successo esattamente il contrario. Infatti l’ufficiale giudiziario si è presentato alle ore 17.30, accompagnato da un ingente spiegamento di forze di polizia (5 volanti tra polizia e Digos). Dopo una trattativa tesissima, a causa della esagerata aggressività delle forze dell’ordine, si è riusciti a convincere la società Immobiliare “Vala” srl ad accettare un breve rinvio.
Quello che chiediamo è molto semplice: che l’Amministrazione comunale intervenga e garantisca un alloggio alternativo ragionevole alle persone sfrattate, ed eviti loro il dramma di uno sgombero forzato e del finire in strada. (Fabio Cochis, Unione Inquilini Bergamo, 18.11.14)

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