Ott 28 2014

(26.10.14) San Paolo d’Argon. Disagio abitativo: un appello per la famiglia di K. che vive in un box

(26.10.14) SAN PAOLO D’ARGON. DISAGIO ABITATIVO: UN APPELLO PER LA FAMIGLIA DI K. CHE VIVE IN UN BOX

Come si fa a vivere in quattro persone, due adulti e due bambini piccoli, in uno spazio di circa 20 metri quadri? Forse qualcuno di noi ha provato questa esperienza, per pochi giorni in qualche vacanza un po’ particolare, ma K., suo marito J., un bambino di un anno e una bambina di quattro anni (nati entrambi in Italia) dal gennaio 2014 vivono in uno spazio così, in un box addossato ad un caseggiato, col soffitto di poco più di due metri. Avendo dovuto lasciare l’appartamento che abitavano per finita locazione (avevano sempre pagato regolarmente), si sono adattati a questa sistemazione grazie ai proprietari che hanno messo a disposizione gratuitamente il box. K. e J. all’inizio di quest’anno speravano di riuscire a trovare in tempi ragionevoli una casa, vera, da prendere in affitto, ma dopo mesi e mesi di ricerca non hanno ancora trovato nessuno disposto a sottoscrivere un contratto a chi può documentare solo contratti di lavoro precario. Ormai siamo in autunno avanzato, tra un po’ arriva il freddo, ma riscaldare la “casa” con qualche soluzione di fortuna potrebbe essere poco efficace (ci sono molte fessure) oltre che pericoloso. La signora K. vive in Italia da 18 anni, da quando aveva solo 11 anni, e ha frequentato regolarmente scuola dell’obbligo e scuola superiore. La prima volta che abbiamo parlato con lei al telefono abbiamo capito che non era di origini italiane solo quando ci ha detto il nome. Anche J. è in Italia da diversi anni; l’avevamo conosciuto circa una decina d’anni fa quando aveva partecipato al corso di italiano autogestito che avevamo organizzato presso la scuola elementare di domenica mattina. Dopo oltre sette anni di crisi economica, le situazioni di disagio abitativo come questa si stanno moltiplicando in continuazione e gli Enti Locali che dovrebbero occuparsi o non hanno le risorse o semplicemente evitano di curarsene. La signora K. si è recata più volte a chiedere aiuto in comune, che ha dato qualche risposta ai problemi della famiglia, ma per quanto riguarda il problema principale - quello della casa - dopo quasi un anno siamo ancora ad un nulla di fatto. Le case comunali sono tutte occupate, l’assegnazione è regolata dai bandi, né esisterebbero più - è stato detto a K. dai responsabili - spazi pubblici o sociali per soluzioni abitative di emergenza. Crediamo da parte nostra che sia invece urgente reperire e investire risorse aggiuntive per tutte le situazioni di disagio abitativo. Recenti indagini mostrano infatti che - comunque siano gli sviluppi della crisi economica in corso - la richiesta di edilizia sociale è destinata ad aumentare fortemente, a fronte della contrazione dei salari, e che quindi è necessario un deciso intervento pubblico, se non vogliamo continuare a vedere - anche qui nel nostro territorio - una miriade di case vuote e tante famiglie nella disperazione perché stanno perdendo la casa, non hanno risorse e nemmeno “garanzie” poter affittare alloggi dignitosi. Per questo siamo impegnati perché il Governo attui provvedimenti - come il blocco degli sfratti o il rilancio dell’edilizia sociale. Per la famiglia di K. e per tutti coloro che a San Paolo d’Argon stanno vivendo in modo altrettanto drammatico il problema della casa in conseguenza alla crisi, chiediamo che anche il comune rafforzi il suo intervento e si doti di nuovi strumenti per combattere il disagio abitativo. Sarebbe davvero disumano che un bambino di poco più di un anno e una bambina di quattro anni dovessero passare un altro inverno - quello che ormai sta per arrivare - in un box inabitabile, per quanto pulitissimo e ordinatissimo. (26.10.14, Sportello Sociale Autogestito, tel c/o 3389759975)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

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