Lug 25 2014

(25.07.14) San Paolo d’Argon. I giovani hanno bisogno della saggezza degli anziani

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(25.07.14) SAN PAOLO D’ARGON. I GIOVANI HANNO BISOGNO DELLA SAGGEZZA DI NOI ANZIANI

Sono uno scrigno di inestimabile saggezza i pensionati del nostro paese, per cui approfitto di questi giorni di (relativo) riposo per poter raccoglierne almeno qualche briciola di cui ristorarmi.
Cerco così di tanto in tanto di intrattenermi con i migliori di loro, scelti fra quelli di poco più anziani di me, ma già in pensione da parecchi anni, in quanto hanno potuto approfittare ancora in buona misura delle antiche, ormai anacronistiche e prossime fortunatamente all’estinzione, conquiste del movimento operaio, contro le quali, quand’erano più giovani - ma già allora saggi e preveggenti - esercitarono il crumiraggio (documentato!) più tenace.
In questi giorni i miei amici mi hanno esternato il loro articolato dissenso riguardo i profughi africani alloggiati nei pressi del nostro ex Monastero cinquecentesco sotto la responsabilità di una importante istituzione cattolica. Sono ragazzi giovani con la pelle lucente color dell’ebano, alti e longilinei che richiamano le movenze delle gazzelle delle loro savane, oppure robusti e statuari come scolpiti dallo scalpello di Buonarroti. Vivono nel nostro villaggio insieme a noi, timidi e con discrezione, mostrandosi peraltro - come mi è parso di cogliere in alcune brevi conversazioni che ho potuto avere con qualcuno di loro - più acculturati rispetto alla media dei loro coetanei autoctoni.
Ancorché lasciarsi avvincere dai facili sentimentalismi filantropici, nella loro saggezza i miei amici pensionati colgono perfettamente come gli oneri elargiti dalla Stato per il loro vitto e alloggio siano fonte diretta e prioritaria della grave crisi economica che attanaglia il Paese; ed hanno ben presente - e me lo fanno notare alzando tristemente gli occhi al cielo! - come l’insieme degli stranieri presenti su tutto il territorio nazionale sottraggano ingenti risorse al pubblico erario, ai fondi del sistema sanitario e di quello pensionistico, col conseguente immiserimento della popolazione italica, costretta a subire questo raccapricciante parassitismo.
A chi va ascritta la responsabilità di tale mostruosità che sta trascinando nella rovina il nostro Paese?
Così si chiedono e mi chiedono facendomi sprofondare nella vergogna perché a causa della mia impreparazione saprei dare soltanto argomentazioni lunghe e prolisse, e per ciò stesso mendaci.
Che ci si trovi nei pressi di una panchina, al tavolino di un bar, o a passeggio sotto gli alberi per ripararci dalla calura estiva, mi evitano benignamente la ricerca affannosa e disperata di una risposta ponderata che non potrei mai trovare.
Sono stati i politici, corrotti e ladri tutti, senza distinzione e per definizione, tautologia, ad alimentare le invasioni bibliche dalle quali - non si sa bene come - essi traggono gigantesche prebende a discapito della italica nazione, costretta pertanto a dover raddoppiare le proprie fatiche e tribolazioni per consegnarne i frutti alle decine di milioni di individui (”legioni”!) giunti da ogni dove come mosche ingorde per abbuffarsi senza dare nulla in cambio.
Va da sé che di questa gigantesca rapina si nutrono anche le gazzette, le università e i centri di ricerca la cui mistificante funzione è solo quella di far astutamente trapelare di quando in quando - per turlupinare i semplici - come, ad esempio, la percentuale di Pil prodotto dagli stranieri e così pure quella delle tasse ed imposte da loro versate all’erario siano forsanche superiori alla percentuale degli stranieri stessi nel totale della popolazione residente, fino al punto di suggerire una assurda quanto ridicola immagine capovolta della realtà.
Lo stesso dicasi della colossale bugia secondo la quale le casse delle pensioni sono rimpinguate proprio grazie ai contributi versati dagli stranieri, molti dei quali - nel caso si decidano di ritornare anzitempo nelle proprie patrie - rischieranno di non percepire alcunché come pensione.
Come si sa la statistica è scienza falsa e le informazioni delle gazzette sono sempre di parte, mentre la vera conoscenza nasce solo nel profondo dell’anima nel rapporto diretto con lo Spirito.
Il quale Spirito non è mai riuscito a dissuadere i più saggi fra i miei amici dal votare sempre proprio quei partiti dove corruzione, prepotenza, pulsioni affamatorie o autoritarie sono state o sono a tutt’oggi più plateali.
Ma questo deve essere detto sottovoce affinché non si turbi la serenità che deriva soltanto da lunghe condotte di vita ispirate alla saggezza, all’equilibrio, alla benevolenza, da cui le giovani generazioni devono solo cercare di nutrirsi il più avidamente possibile. (25.07.14, m.m.)

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