Mag 04 2014

(04.05.14) Bergamo. Unione Inquilini: nessun patto con l’assessore

Tag:Tag admin @ 18:53

(04.05.14) BERGAMO. UNIONE INQUILINI: NESSUN PATTO CON L’ASSESSORE; VOGLIAMO UNA VERA TRATTATIVA PERCHE’ IL COMUNE SISTEMI LE CASE POPOLARI VUOTE E ABBASSI L’AFFITTO

L’Unione Inquilini smentisce le dichiarazioni dell’Assessore alla casa del Comune di Bergamo apparse in un articolo de “L’Eco di Bergamo” del 03.05.2014

Abbiamo letto con un poco di meraviglia l’articolo pubblicato su “L’Eco di Bergamo” del 03.05.2014 che a nostro avviso riporta informazioni non corrette. Innanzitutto è fuorviante il titolo: “Palafrizzoni e sindacato inquilini: edilizia pubblica, c’è il patto anticrisi”, come fuorvianti e generiche le dichiarazione rilasciate da Tommaso D’Aloia, Assessore alla casa del Comune di Bergamo: “Il protocollo serve per suggellare il buon rapporto di collaborazione che c’è con la rappresentanza sindacale degli inquilini, che ringrazio”.
Intendiamo pertanto chiarire alcuni elementi della trattativa che vede coinvolti i sindacati e il Comune di Bergamo che non sono stati spiegati nell’articolo.
Innanzitutto i sindacati inquilini - Sunia-Cgil, Sicet-Cisl, Unione Inquilini - hanno avviato da alcuni anni una difficile e lunga trattativa con l’Amministrazione Comunale di Bergamo scaturita dalle domande sociali degli inquilini delle case popolari di proprietà comunale che in questi anni hanno subito pesanti processi di impoverimento a causa della crisi economica e delle leggi regionali che hanno aumentato esageratamente l’affitto.
La piattaforma sindacale, discussa in numerose assemblee, che riassume le rivendicazioni degli inquilini (cfr. qui), è stata consegnata all’Assessore d’Aloia e si articola su 3 (tre) elementi:
1) ridurre l’affitto e le spese condominali per sostenere soprattutto le fasce più deboli degli assegnatari (le famiglie con reddito sotto la soglia di povertà);
2) dare avvio seriamente alla manutenzione dei caseggiati di case popolari che complessivamente in questi anni sono stati lasciati in stato di conservazione scadente;
3) rimettere in sesto le circa 250 case popolari vuote, perché prive di manutenzione, che sarebbero un prezioso strumento per calmierare la difficile situazione abitativa di molte famiglie colpite dalla crisi economica.
L’Amministrazione comunale non è stata in grado, fino ad ora, di dare una risposta soddisfacente alle rivendicazioni contenute nella piattaforma sindacale. L’unica eccezione è stata la decisione dell’assessore D’Aloia di coprire con stanziamenti economici l’esposizione debitoria degli inquilini dovuta gli errori di calcolo dell’affitto da parte dell’Ufficio alloggi del Comune.
Nei fatti, a quasi due anni dall’inizio del confronto, la trattativa tra sindacati e l’Amministrazione non è nemmeno entrata nel merito dei bisogni reali degli inquilini e delle proposte che le organizzzaioni sindacali hanno avanzato da tempo.
Quanto al Protocollo di intesa, chiamato erroneamente dal giornalista “patto anticrisi” è una bozza (cfr. qui) che è stata inviata all’attenzione dei sindacati solo in questi giorni di vigilia elettorale (30 aprile 2014) e che non entra nel merito delle rivendicazioni contenute nella piattaforma (che veramente richiedono interventi anti-crisi) limitandosi a delineare un “ambito” (un quadro, ndr) che dovrebbe dare continuità alla trattativa tra sindacati e Comune, condotta peraltro in questi anni dal Comune di Bergamo in modo del tutto inadeguato. (04.05.14, Unione Inquilini Bergamo)

Diritto alla Casa, le nostre precedenti info: qui

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