Feb 09 2014

(09.02.14) Media Valcavallina, fusione. Ora la Regione non faccia come il Duce

(09.02.14) VALCAVALLINA, REFERENDUM FUSIONE. ORA LA REGIONE CHIUDA LA PARTITA E NON FACCIA COME IL REGIME FASCISTA!

E’ passata una settimana esatta dal referendum con il quale i cittadini di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino, i tre piccoli comuni già uniti nell’Unione della Media Valcavallina, si sono pronunciati a riguardo della fusione in un unico comune. Partecipazione molto alta, ha vinto il Sì alla fusione a Luzzana e a Vigano, ma ha perso a Borgo di Terzo. Per il fronte del Sì, dietro il quale ci stava tutto l’establishment trasversale Pd e centrodestra che controlla la Valcavallina, è una caporetto che giunge dopo sei mesi di campagna elettorale sistematica, univoca e insistente, preceduta da una raccolta firme sottoscritta mediamente da circa il 60% dei cittadini dei tre comuni. Al termine dello spoglio delle schede domenica scorsa si è potuto però constatare che dei 1440 sottoscrittori solo 847 avevano effettivamente votato Si (cfr. qui). Questa clamorosa differenza ha una sua logica e coerente spiegazione. Il titolo della raccolta firme recitava “Perchè i cittadini possano liberamente e democraticamente esprimersi sul tema della fusione (…)”. E chi mai dovrebbe rinunciare a potersi esprimere“liberamente e democraticamente”? Nel testo però era scritto che “i cittadini italiani (…) sottoscrivono il presente documento per avviare il processo legislativo volto alla creazione di un comune unico (…)”, processo legislativo entro il quale il referendum – secondo le norme regionali – ha solo valore consultivo, mentre la decisione vera spetta al Consiglio regionale e non più ai cittadini. Vi è una precisa contraddizione tra titolo e testo e ciò spiega come mai circa 600 firmatari abbiano preferito o non votare o votare no, il che – secondo noi - rende francamente catastrofica sul piano politico e anche sul piano morale – la sconfitta del Si. E rende palesi i limiti culturali di questa proposta, affrettata e confusa, intrisa di vetero tecnicismo e altrettanto vetero decisionismo che con la democrazia e la partecipazione c’entrano ben poco e perciò stesso hanno irritato i cittadini, tra cui molti anche fra coloro che non erano affatto contrari alla fusione. E che le cose siano andate così lo fa capire anche il sindaco (del Si) di Luzzana Ivan Beluzzi: “Io ho condiviso l’idea di arrivare ad una fusione dei tre Comuni, ma non ho condiviso questa volontà di procedere freneticamente” (cfr. L’Eco di Bergamo 04.02.14: qui). Nel concreto ora il Consiglio regionale e le forze politiche che ne fanno parte non devono fare altro che prendere atto della sconfitta del Sì alla fusione, tenendo ben presente che in un comune - Borgo di Terzo - tanto l’amministrazione comunale quanto la cittadinanza hanno espresso congiuntamente la loro contrarietà a tutta questa operazione. La Regione chiuda rapidamente la vicenda accantonando qualsiasi retropensiero di “fusione dall’alto”, che sarebbe soltanto una arrogante riedizione di quella decretata dal regime fascista del 1928 per i comuni di Borgo di Terzo, Vigano San Martino, Berzo San Fermo e Grone (cfr. qui). Di fusione si potrà tornare a parlare quando tutti saranno d’accordo nel costruirla come strumento volto a rafforzare democrazia e partecipazione e non invece per limitare il protagonismo dei cittadini e delle comunità, o per togliere di mezzo chi la pensa diversamente. Il sindaco di Vigano, Massimo Armati, attualmente Presidente dell’Unione della Media Valcavallina, leader del fronte del Sì, si preoccupi nel frattempo del buon andamento dei servizi dell’Unione, perché a maggio Luzzana e Vigano devono tornare alle urne, e pertanto questa per l’Unione è una fase delicata di transizione, che va affrontata con senso di responsabilità da parte di tutti. Occorre quindi convocare gli organi istituzionali dell’Unione, e non strane assemblee di consiglieri comunali dei tre comuni, come quella prevista per mercoledì prossimo. Eviti ancora il sindaco di Vigano, che nel mandato precedente aveva nominato come assessore il capo della Lega Nord, di dichiarare alla stampa panzane quali ”la strana alleanza”(sic!) tra Rifondazione Comunista e Lega Nord di Borgo di Terzo (dove la Lega nemmeno esiste come forza organizzata), e faccia ammenda di dichiarazioni come quella in cui se la prende con il “gruppo formato da persone che non sono originarie del paese (di Borgo - ndr)” e che hanno “voluto far prevalere le ragioni del No, ragioni di campanilismo che ora rischiano di far saltare il progetto di fusione” (cfr. L’Eco di Bergamo 03.02.14: qui). Le panzane e, ancor peggio, la xenofobia neppure tanto velata non contribuiscono certo alla convivenza civile: a maggior ragione se provengono da un primo cittadino.

Referendum fusione Borgo-Luzzana-Vigano, le nostre precedenti info: qui

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