Gen 31 2014

(31.01.14) Borgo-Vigano-Luzzana. Domenica si vota per fusione o NO

(31.01.14) REFERENDUM SI/NO FUSIONE COMUNI DI BORGO-VIGANO-LUZZANA. ULTIME BATTUTE CAMPAGNA REFERENDARIA. DOMENICA SI VOTA

Siamo ormai alla fine della campagna referendaria per il SI/NO alla fusione dei tre comuni che già fanno parte dell’Unione della Media Valle Cavallina. Il fronte del Si ha caratterizzato la sua campagna sul tema dei “costi della politica”: un comune invece di tre dovrebbe costare di meno, anche se alla fine dei conti il tutto si gioca su poche migliaia di euro. La lista Nuova Proposta di Borgo di Terzo, nel suo ultimo appello per il No, così risponde:“Tramite l’attuale Unione, le funzioni e i servizi comunali sono svolti in forma associata con qualità e risparmi, senza compromettere l’autonomia comunale. Perché rinunciare al tuo Comune? La Regione Lombardia è in dubbio se finanziare le Fusioni ma continuerà certamente a finanziare le Unioni. Lo Stato finanzierà per tre anni sia le Unioni e sia le Fusioni ma, con la grave situazione economica del nostro Paese, è difficile ed aleatorio ipotizzare l’entità di questi contributi. Perché non continuare con il nostro Comune e la nostra Unione? L’attuale Unione è e rimarrà, esclusa dal Patto di Stabilità, permettendo maggiore flessibilità nella gestione delle funzioni associate.” Entrando poi nel dettaglio Nuova proposta enumera le spese in più che deriverebbero dalla fusone quali “rifare la numerazione civica all’americana con le distanze metriche a Borgo di Terzo e Vigano San Martino”,“fare il Piano di Governo del Territorio (PGT) per il nuovo Comune”; “accentrare tutti gli uffici comunali a Borgo di Terzo ristrutturando il municipio con una spesa di € 650.000, cifra stimata nella relazione allegata al progetto di legge regionale di fusione.” E poi ci sono problemi come quello dell’addizionale irpef: “a Borgo di Terzo l’addizionale comunale Irpef è a scaglioni di reddito e mediamente incide sui redditi di pensionati e dipendenti per il 3,1 per mille; a Luzzana l’addizionale corrisponde all’aliquota massima consentita, pari all’ 8 per mille sull’intero reddito. Con la fusione come sarà l’aliquota?” (cfr. volantino Nuova Proposta-Borgo di Terzo 30.01.14: qui) Certamente di questi dettagli hanno tenuto poco conto i promotori della proposta di fusione! La fusione invece - si legge nella pagina anti-fusionista in facebook - “è stata prepotentemente sollecitata, in tutta fretta, da coloro che, in scadenza elettorale, non possono candidarsi per un terzo mandato o temono di non essere rieletti (elezioni amministrative a Luzzana e Vigano sono previste la prossima primavera)” e per questo “hanno respinto la proposta dell’amministrazione di Borgo di Terzo di valutare un dettagliato progetto di fusione in modo da sottoporre un analitico e il più possibile approfondito piano- con tutti i pro e gli eventuali contro - ai cittadini”. La proposta di legge depositata in regione per la fusione dei comuni anche a noi appare di una approssimazione - tecnica, politica e culturale - obiettivamente spaventosa, pensata non tanto in rapporto ai bisogni della popolazioni coinvolte quanto per la conservazione dell’assetto politico-amministrativo in una vallata immobilizzata da decenni, prima dalla Dc ora dagli accordi bipartisan che hanno generato solo fallimenti. Vogliamo infine ricordare l’appello dell’aprile scorso promosso dagli intellettuali, docenti universitari e studiosi della SdT - Società dei Territorialisti/e, che mette bene in chiaro come la difesa delle autonomie locali e dell’identità dei piccoli comuni (contro le fusioni forzate o incentivate dai governi) non sia affatto una battaglia rivolta al passato: “In una fase storica come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dal progressivo allontanamento delle scelte dai luoghi di vita e dalla prevalenza dei poteri economico-finanziari sulle modalità democratiche di governo, i Comuni, intesi come comunità reali degli abitanti e dei patrimoni territoriali che costituiscono i beni comuni (e non come mera appendice amministrativa di partiti e poteri economico finanziari, come sovente avviene), devono essere considerati come la struttura di base dello Stato, l’ossatura viva della democrazia.” (il testo completo dell’appello“Ripartire dal territorio. Appello per la salvaguardia dell’autonomia comunale e del ruolo dei piccoli comuni italiani”: qui)

Referendum fusione Borgo-Luzzana-Vigano, le nostre precedenti info: qui

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