Ott 15 2013

(14.10.13) San Paolo d’Argon. Fiaccolata per i morti di Lampedusa. Documenti

Tag:Tag , admin @ 8:37

(14.10.13) SAN PAOLO D’ARGON. FIACCOLATA PER I MORTI DI LAMPEDUSA. DOCUMENTI

* Di seguito riportiamo la mail inaspettata che abbiamo ricevuto nella tarda serata di venerdì 11 ottobre dal Gruppo Adelphos, promotore della manifestazione del 13 ottobre indetta per ricordare a San Paolo d’Argon i migranti vittime del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre scorso.

Buona sera
sono ***, referente del gruppo giovani Adelphos…
Siamo contenti che aderiate alla nostra proposta…
Vi scrivo in merito all’articolo pubblicato sul vostro sito
(cfr. QUI - ndr)
Pensiamo che l’iniziativa di domenica sera sia e debba essere un semplice momento di ricordo, appoggio e memoria all’accaduto e pertanto vi invitiamo a specificarlo come priorità sul vostro sito!
Il vostro articolo, a partire dal Titolo, fa risultare la Fiaccolata organizzata per appoggiare l’abolizione della Legge Bossi-Fini e non per ricordare tutte le vittime degli sbarchi nel mediterraneo dalla fine degli anni ‘80 ad oggi!
Non vogliamo, da come la fiaccolata è nata, relazionare il ricordo alla protesta per una legge sicuramente ingiusta, pertanto chiediamo di vivere il momento nella semplicità più totale senza politicizzazione ne manifestazioni di dissenso!
Vi invito a leggere l’articolo pubblicato sul ponte che spiega il vero senso della fiaccolata:
http://ilpontenotizie.blogspot.it/2013/10/dopo-questi-morti-cosa-resta.html#more
Non volevamo creare polemiche o contestazioni ma semplicemente ribadire il nostro pensiero…
Partecipiamo come singoli Uomini di coscienza. A Domenica
(11.10.13, ** e gruppo Giovani Adelphos)

* La risposta di “L’Alternativa-San Paolo d’Argon” al “gruppo Giovani Adelphos” in data odierna.

Come da programma ieri sera si è tenuta per le vie del nostro paese la fiaccolata, toccante , suggestiva e partecipata, indetta in memoria dei migranti morti a Lampedusa.
Rispondiamo solo ora alla richiesta di rettifica, che ovviamente ci siamo guardati bene dall’esaudire, sia perché con apposito link l’articolo in questione rimandava diligentemente alla pagina ufficiale dei promotori della manifestazione, sia perché ciascuno è libero di motivare le ragioni della propria adesione a questa o a quella iniziativa nonché di chiedere agli altri di condividerle.
La legislazione xenofoba che vige nel nostro paese è presupposto strutturale delle tragedie come quelle di Lampedusa e causa strutturale delle condizioni di vergognosa discriminazione subita dai cittadini stranieri che vivono e lavorano nel nostro Paese. Volere escludere l’opposizione a queste norme dalla manifestazione per Lampedusa la riteniamo scelta sbagliata, priva di coerenza e chiarezza. Questo nei giorni in cui perfino una parte non piccola della stessa classe dirigente in un sussulto di dignità - che speriamo perduri e dia frutti concreti - sta prendendo posizione contro la legge Bossi Fini e il reato di clandestinità. Giungere poi fino al punto di andare a chiedere ieri sera in piazza alle compagne e ai compagni de “L’Alternativa” - da molti anni impegnati sui temi dell’antirazzismo e della solidarietà verso i migranti - di togliere lo striscione “Via la legge Bossi-Fini” è stato davvero un brutto gesto.
Da parte nostra siamo fermamente convinti che contrapporre, perfino ostentatamente, l’emotività al senso di responsabilità nelle scelte sia un’operazione fortemente diseducativa in quanto provoca una paralizzante e schizofrenica visione della realtà.
Undici anni fa, nei giorni in cui il centrodestra di Berlusconi, Bossi e Fini si apprestava a varare l’odiosa riforma della legislazione che peggiorava in modo indecente la precedente normativa (Turco-Napolitano) contro i migranti, ci mobilitammo convinti e con passione anche a San Paolo d’Argon insieme a molti migranti. Quelli della politica “responsabile e sopra le parti” glissarono facendoci capire che a stare esplicitamente dalla parte dei migranti e dei diritti universali (recitati suggestivamente pure nella manifestazione di ieri sera) si correva il rischio di perdere voti e consensi: li mandammo allora a quel paese.
Ci dispiacerebbe che anche i giovani - in particolare quelli di Adelphos - fossero sulla stessa lunghezza d’onda, perché - se così fosse - non potremmo che comportarci allo stesso modo di undici anni fa. (14.10.13 Maurizio M. e Luca L., “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”)

2 risposte a “(14.10.13) San Paolo d’Argon. Fiaccolata per i morti di Lampedusa. Documenti”

  1. don Matteo Marcassoli ha scritto:

    Impressioni… Da una parte la convinzione che vadano fatti i giusti passi, nel rispetto dei tempi e delle sensibilità di tutti, per fare opera di sensibilizzazione delle coscienze, senza paura di fare un percorso più lungo ma più condiviso. Dall’altra parte la convinzione forte che certi problemi abbiano cause, o con-cause, chiare ed evidenti e che quindi il ricordo non vada disgiunto da un impegno che non esiti a diventare protesta. Le differenze ci sono, innegabilmente, ma forse ci si può venire incontro. Dico questo perché mi sembra brutto che ci si scontri per quelli che, alla fine, sono dettagli (per quanto non irrilevanti) rispetto ad un pensiero che mi sembra comune: le tragedie di questi giorni (e non solo) evidenziano problemi strutturali su cui vale la pena riflettere e spendersi.
    Il ricordo senza impegno è sterile e la protesta senza condivisione è inefficace.

  2. Emiliana Colosio ha scritto:

    STO CERCANDO DI CAPIRE…
    La fiaccolata di domenica, organizzata dal gruppo apartitico Giovani Adelphos, era LODEVOLE per lo spirito umanitario dimostrato. L’evento era un segno di rispetto e una richiesta di scuse per non essere riusciti ad evitare l’ennesima tragedia di Lampedusa. Esprimeva l’auspicio e l’impegno che mai più una tragedia del genere si possa verificare. Queste erano le priorità dei Giovani Adelphos.
    Rispettabilissime! Anche il gruppo “L’Alternativa” ha aderito di buon grado e ha condiviso l’iniziativa, ovviamente con le sue priorità: non alla legge Bossi Fini, introduzione di un canale umanitario, condanna delle politiche xenofobe.. Questi non sono SLOGAN: sono proposte per prevenire ennesime tragedie.
    All’ultimo minuto arriva una mail del gruppo Adelphos che pone divieto a chi aderisce di protestare “per una legge SICURAMENTE ingiusta”: è preferibile la semplicità del silenzio. Si tratta di una richiesta PARADOSSALE: se esprimi il dissenso sei un rompiballe, se NON lo esprimi compi un atto di ingiustizia.
    Successivamente, la ciliegina sulla torta. Domenica sera è stato chiesto ai rappresentanti de “L’Alternativa” di togliere lo striscione “Via la legge Bossi-Fini”. Lo striscione non è stato tolto.
    Io mi chiedo: perché per aderire ad un’iniziativa dei Giovani Adelphos occorre perdere la propria identità? Non era preferibile INSIEME e IN SILENZIO camminare per San Paolo d’Argon con le NOSTRE fiammelle di speranza e con i NOSTRI striscioni?

Lascia una risposta