Giu 25 2013

(25.06.13) Bergamo. 1702 gli sfratti nel 2012 in bergamasca

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(25.06.13) BERGAMO. MINISTERO INTERNI: LO TSUNAMI DEGLI SFRATTI NON SI ARRESTA. 1.702 NEL 2012 IN BERGAMASCA LE RICHIESTE DI ESECUZIONE DI SFRATTO

* Dichiarazioni di Roberto Bertola (Sicet-Cisl), Fabio Cochis (Unione Inquilini), Pietro Roberti (Sunia-Cgil)

“I numeri sugli sfratti nel 2012, appena pubblicati dal Ministero dell’Interno sono angoscianti. La valanga degli sfratti non si arresta ma si fa maggiormente dirompente.
e si resta stupefatti di come associazioni della proprietà edilizia possano alterare la realtà di dati incontrovertibili. La valanga degli sfratti non si arresta ma si fa maggiormente dirompente.
Con dati ancora non definitivi (per esempio, non sono completi quelli forniti da province di grandi aree metropolitane, come Milano, Napoli e Bari), i nuovi sfratti emessi nel 2012 raggiungono la cifra complessiva di 67.790 (+ 6,18%) e quelli per morosità il numero è di 60.244.
Ormai gli sfratti per morosità sono l’88,86% delle nuove sentenze emesse.
Anche per la bergamasca i dati forniti evidenziano una crescita vertiginosa degli sfratti per morosità nel 2012 i provvedimenti di sfratto hanno coinvolto 1.172 famiglie, le richieste di esecuzione sono state 1.702 (+ 16,66), ne sono stati eseguiti con l’ausilio della forza dell’ordine (polizia locale, carabinieri e altre forze dell’ordine) quasi 529, con un aumento rispetto all’anno precedente del 9,98 %.
Secondo i dati provvisori degli Uffici delle Cancellerie dei Tribunali, il numero nel 2013 continuerà ad aumentare.
Di fronte a questa gravissima situazione del moltiplicarsi di persone e famiglie con la presenza di minori, invalidi, portatori di handicap, ecc. e con notevole difficoltà nelle relazioni sociali - economica per la perdita dell’unico reddito in funzione della svanita certezza di un lavoro, si vedono estromesse e lasciate al loro destino sociale (buttate in strada perché non hanno più i soldi per pagare l’affitto).
I sindacati degli inquilini Sicet-Sunia e Unione Inquilini di Bergamo, denunciano l’assenza del governo Letta-Alfano che non destina fondi economici sufficienti per attenuare il dramma di queste persone e famiglie che ormai da situazioni sporadiche, sono diventate realtà quotidiane verificabili in tutti i paesi della nominata: prosperosa e laboriosa terra Bergamasca.
A conferma di quanto denunciamo, sono i numeri che il Ministero dell’Interno Italiano ha raccolto nel corso del 2012 in merito alla attività Giudiziaria riguardanti le convalide e esecuzioni forzate (sfratti/sloggi).
Basterebbe incrementare dai € 9.000.000,00 previsti, ai 300.000.000,00, necessari, il Fondo Sociale previsto dalla Legge nazionale sulla “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”, istituto legislativo previsto per calmierare la sofferenza dei padroni di casa che affittano per la mancanza di riscossioni degli affitti e le spese condominiali da parte degli inquilini nelle condizioni sopradescritte.
Un nuovo intervento pubblico nelle politiche abitative sarebbe assolutamente necessario, a partire dal recupero e riuso ai fini della residenza sociale del patrimonio esistente e che rappresenterebbe una grande opera di utilità sociale e per la ripresa economica del nostro Paese.
Assieme al Governo centrale si nota la grande insensibilità di tanti Enti locali che ignorano le decine di sfratti che stanno sconvolgendo in profondità gli equilibri sociali del nostro territorio.
Ricordiamo, inoltre, che vi sono nella città di Bergamo circa 1.000 famiglie, con i requisiti necessari per essere inseriti nell’elenco della graduatoria per l’assegnazione di un alloggio popolare.
I sindacati degli inquilini da alcuni anni sollecitano inutilmente la Prefettura di Bergamo, insieme al governo, perché agiscano attraverso una immediata sospensione temporanea dell’esecuzione di tutti gli sfratti per morosità incolpevole, per dare modo alle autorità preposte e alle parti sociali di concordare un meccanismo che consenta agli sfrattati il passaggio da casa a casa.
In questa situazione drammatica, grida scandalo che vi siano nella città di Bergamo circa 200 alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale non assegnati perché inagibili e appare scellerata la decisione della giunta comunale di centro-destra di vendere una parte degli alloggi di proprietà comunale, ancora abitati, che rappresentano un prezioso strumento per intervenire a calmierare la difficile situazione abitativa di molti.” (Bergamo, 25.06.13)

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 30.06.13: 1 - 2; Il Giornale di Bergamo 26.06.13: qui

Unione Inquilini Bergamo, le nostre precedenti info: qui

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