Apr 18 2013

(18.04.13) Interporto di Montello. A che punto siamo con la gara d’appalto

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(18.04.13) INTERPORTO DI MONTELLO. A CHE PUNTO SIAMO CON LA GARA D’APPALTO. RASSEGNA STAMPA

Un progetto ideato nella prima repubblica, finanziato e progettato nella seconda, avviate ora – terza repubblica – le pratiche per la sua costruzione. E’ questo in sintesi la storia dell’interporto di Montello, di cui la stampa (ma solo L’Eco di Bergamo) si è occupata la scorsa settimana a proposito della conclusione della gara d’appalto indetta allo scadere dell’anno 2012 dalla Sibem – la società dell’Interporto Bergamo-Montello controllata per il 90% dal ben noto finanziere Antonio Percassi. Eppure mai come in questo momento è stata così ampia la contrarietà al progetto e d’altro canto così mosci gli entusiasmi dei sostenitori a prescindere. La stessa Sibem aveva già messo le mani avanti facendo presente nel bando di essere impegnata “in contenziosi di rilevante entità economica”, tanto che “l’esito negativo di essi è suscettibile di generare impatti sostanziali sui presupposti della procedura, impedendone la prosecuzione” (cfr. L’eco di Bergamo, 09.04.13). Inoltre, per arrivare ai 100 milioni necessari per tutta l’opera ne mancherebbero ben 80, avendo la Sibem a disposizione solo quelli del finanziamento pubblico risalente al 1996, cioè 28 miliardi di lire ora diventati con gli interessi 21 milioni di euro. Tale disponibilità ha però tempi non lunghi, perché la scadenza è al 30 giugno 2015. Andare oltre, per la Sibem, significherebbe rischiare di perdere tutto. Ventidue sono comunque state le offerte per il bando di gara, ma per sapere chi realizzerà effettivamente l’Interporto di Montello bisogna aspettare fino all’autunno (cfr. L’Eco di Bergamo, 11.04.13). La stampa ha riportato delle posizioni di contrarietà del Presidente della Provincia Ettore Pirovano, che – favorevole all’interporto di Treviglio/Caravaggio – ha annunciato l’intenzione di far uscire la sua amministrazione dalla Sibem, del sindaco di Albano Maurizio Dionisi e del vice-sindaco di Montello Celestino Bianchi. Quest’ultimo, in predicato una decina di anni fa di diventare presidente della Sibem, ha ricordato ora che “per quanto riguarda gli oneri di urbanizazione, il Comune di Montello era ricorso al Tar, che ci ha dato ragione perché non sono mai stati versati come invece prevedono i regolamenti dopo il via libera al progetto”. “In ballo – precisa il Bianchi – ci sono circa 2 milioni di euro”, mentre “in merito ai terreni, si tratta di aree pubbliche in possesso di Sibem, che non sono ancora state saldate perché è in corso un contenzioso pendente al Tar, che ha nominato un Ctu per la definizione del prezzo”. Sappiamo bene che in questi tempi di crisi un po’ di milioni che si riversano per il tramite dell’interporto sulla asfittica economia locale possono essere visti come manna dal cielo da qualcuno. Ma è uno scandalo gigantesco sprecare 21 milioni per un’opera inutile, anacronistica, bocciata peraltro sonoramente dal referendum popolare di Albano Sant’Alessandro nel 1999. Ci sono altre cose, quelle utili, da fare, come investire per potenziare la nostra linea ferroviaria e il trasporto su ferro nella nostra zona con l’introduzione di mezzi alternativi quali metropolitane di superficie. D’altro canto ormai tutti sanno perfettamente che dalle opere inutili di benefici economici ne vengono ben pochi ai comuni mortali, mentre molto più consistenti risultano il malaffare e le devastazioni ambientali che ne conseguono e che poi ricadono - pesantemente - su tutti.

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