Set 17 2012

(17.09.12) San Paolo d’Argon. La Variante alla SS 42 è quasi pronta

(17.09.12) SAN PAOLO D’ARGON. LA VARIANTE ALLA STATALE 42 DA ALBANO A TRESCORE E’ QUASI PRONTA

FOTO (settembre 2012): qui

Il termine dei lavori in corso, iniziati nei primi mesi dello scorso anno dall’impresa Milesi Srl (con Bonifica Spa e Domus Engineering Srl), è stato indicato nel sito ufficiale dell’Anas per il 1° ottobre prossimo. E’ però ovvio che debba passare qualche altro tempo prima che la nuova strada venga aperta al traffico. Sono poco più di quattro chilometri tra Albano Sant’Alessandro fino alla zona sud di Trescore Balneario per una spesa complessiva di oltre 36 milioni di euro. Ormai è quasi tutto finito: il percorso è completamente asfaltato, i guard-rail sono stati montati lungo quasi l’intero percorso, si sta ultimando la posa dei lampioni per l’illuminazione. Non vi è però ancora traccia - per lo meno nel breve tratto che abbiamo potuto visitare tra lo svincolo a sud di San Paolo d’Argon (in corrispondenza dell’intersezione della strada provinciale 91 con via Baracca) e il cavalcavia vicino alla chiesa di San Lorenzo) - né della segnaletica orizzontale né di quella verticale. Ci auguriamo che la fretta di finire e inaugurare la strada (già sono pronte a pavoneggiarsi le elite politiche locali) non vada a discapito della qualità nonché della sicurezza di coloro che dovranno frequentare la variante con i loro automezzi. Quando verrà aperta, la circolazione sarà certamente più agevole e consentirà di arrivare più velocemente a Trescore da Albano o viceversa, mentre per il territorio del comune di San Paolo d’Argon - ora tagliato a metà dalla trafficatissima statale - si spera nella riduzione del traffico e dell’inquinamento. Vanno però valutati anche gli altri effetti e le altre dinamiche, nel loro insieme. Se è lecito sperare in un miglioramento della situazione nel nostro comune, molto probabilmente qualche problema ci potrà essere in entrata e in uscita a Trescore, dove cioè la variante si ricongiunge con la viabilità esistente. Problemi che le amministrazioni comunali di Trescore Balneario e Gorlago hanno già segnalato; ed è pure cominciata la campagna per chiedere che la nuova strada prosegua oltre Trescore in Valcavallina, dove però il tracciato ipotizzabile appare decisamente più problematico e accidentato. Se per i quattro chilometri tra Albano e Trescore, il tratto più facile da realizzare, ci sono voluti 36 milioni, oltre Trescore, in valle, con gallerie, viadotti e quant’altro, i costi non potranno che essere immensamente superiori. E dove li troviamo questi soldi e quanto tempo si dovrà aspettare? Le altre ipotesi in alternativa ad una strada costosissima e devastante che risalga la Valcavallina negli anni scorsi, vennero avversate o ignorate da quasi tutto il ceto politico e amministrativo locale. Si tratta poi di capire se e di quanto diminuiranno effettivamente il traffico e l’inquinamento nel centro abitato, e questo in particolare per il nostro comune. E’ vero infatti che con la variante traffico e inquinamento sono allontanati dalle abitazioni, ma è altrettanto vero che ogni nuova strada tende a far aumentare in un dato territorio il volume complessivo di traffico totale e non a diminuirlo. A maggior ragione se le previsioni urbanistiche stimolate dagli appetiti fondiari ed edilizi prevedono trasformazioni tali da attirare altri volumi di traffico nella zona. A tal proposito non va dimenticato che il progetto di interporto a Montello - approvato dalla Regione nel 2003 e per il quale già da alcuni anni sono state avviate perfino le pratiche di esproprio dei terreni (per ora, ci risulta, sospese) - potrebbe divenire operativo da un momento all’altro (la variante è fatta su misura per l’interporto a Montello!). In una zona come la nostra, il cui tessuto produttivo è stato coinvolto da fenomeni di esternalizzazione che hanno moltiplicato i trasporti tra le numerose micro unità produttive diffuse nel territorio, oltre alla direttrice est-ovest ne esistono anche altre non intercettabili dalla nuova strada. A San Paolo d’Argon, poi, l’ultima pianificazione urbanistica (2010) sembra - al di là delle parole - quasi dichiaratamente orientata a conservare la maggior parte possibile di quota traffico lungo l’attuale tracciato della statale nell’illusione - irrealistica - di potervi conservare o addirittura espandere un continuum di attività commerciali in funzione ancora del traffico di attraversamento. Purtroppo - e questa è un’ultima osservazione - nella nostra zona è ancora assente, o comunque ancora timida e quasi clandestina nonostante gli sforzi di pochi (compresi i nostri), l’idea che ai problemi del traffico si deve rispondere cercando prima di tutto di diminuirlo, attraverso una corretta pianificazione urbana e attraverso il rafforzamento dei mezzi pubblici, collettivi, alternativi (piste ciclabili), su ferro (treno, tram, metrò), sistemi meno inquinanti, più sicuri, meno costosi e che non necessitano di infrastrutturazioni così devastanti e invasive come quelle per strade, superstrade, svincoli, rotatorie etc. Crediamo che di questo cose sarà necessario parlare seriamente, perché il futuro non può cominciare con una variante di asfalto e cemento. Semmai questa variante dovrebbe servire a concludere il passato. Ricordiamo, in ogni caso e per finire, che ancora per diverse domeniche la variante potremo godercela per le nostre passeggiate a piedi o in bicicletta. Poi le auto e i camion ne diventeranno i padroni assoluti.

Statale 42, le nostre precedenti info: qui

Rassegna stampa. Bergamonews.it 19.09.12: qui; L’Eco di Bergamo 20.09.12: qui.

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