Set 09 2011

(09.09.11) Albano S.A. Danneggiata la statua di Alberto da Giussano alla festa della Lega

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(09.09.11) ALBANO S.A. DANNEGGIATA LA STATUA DI ALBERTO DA GIUSSANO ALLA FESTA DELLA LEGA

Tra giovedì e venerdì qualcuno ha parzialmente danneggiato la statua di Alberto da Giussano, fatta di polistirolo e posta nei pressi della festa della Lega che si sta svolgendo ad Albano Sant’Alessandro. Alcune “guardie” (?) sono intervenute e hanno messo in fuga il “vandalo” alle due di notte. “Siamo di fronte all’ennesimo atto vandalico messo in atto da chi la pensa in modo diverso da noi e che, evidentemente, invece di aprire un confronto politico preferisce esprimere le proprie idee con gesti incivili”. Così ha dichiarato Cristian Invernizzi, assessore alla sicurezza al comune di Bergamo e segretario provinciale della Lega Nord, che ha poi così proseguito:“Anche se a livello nazionale stiamo vivendo un momento particolarmente delicato dal punto di vista politico, l’invito è a rispettare sempre e comunque la legalità, preferendo un confronto politico serio rispetto a gesti incivili e irrispettosi come quello verificatosi ad Albano”. Come è noto gli uomini della Lega Nord sempre e ovunque agiscono e parlano in modo civile e rispettoso; d’altro canto esibire una statua-orpello di 5 metri di altezza come quella di Albano non ha niente di provocatorio… Un anonimo commento nel sito di un giornale on-line ha lamentato la scarsa reattività della Polizia dei Colli, la cui caserma si trova nelle immediate vicinanze della festa leghista:“Nonostante i potentissimi mezzi a disposizione della polizia locale dei colli, non si è riusciti a trovare il colpevole. Usare l’elicottero!”

L’Eco di Bergamo 09.09.11: qui. Bergamonews.it 09.09.11: qui

Una risposta a “(09.09.11) Albano S.A. Danneggiata la statua di Alberto da Giussano alla festa della Lega”

  1. marco ha scritto:

    Sono stati scelti la falce e il martello dopo che Tutto città fece propri forchetta e coltello per indicare i ristoranti sulla carta. Il martello veniva utilizzato per percuotere il capo delle persone in modo che queste, a causa di commozioni cerebrali, aderissero al partito; quando ciò non bastava a convertirli, con la falce veniva tagliata direttamente la testa, così il problema non sussisteva.
    Attualmente i simboli sono utilizzati per indicare i cessi all’aperto.

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