Gen 10 2011

(10.01.11) Martinengo (bg). Uno sfratto

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(10.01.11) MARTINENGO COME SI ESEGUE UNO SFRATTO

Allontanati dall’appartamento di via Pinetti 8, Ahmed El Mansour, ex muratore di 39 anni disoccupato da un anno e mezzo, la moglie Kadija e le due figlie di tre e un anno hanno ricevuto un contributo di 500 euro, “unico e irripetibile” (sic!), da parte del Comune di Martinengo. “Le persone - ha dichiarato Fabio Cochis - non possono essre lasciate sole e il diritto fondamentale alla casa deve essere garantito a tutti. Questo messaggio deve giungere al Comune e al governo”.

FOTO 10.01.11: QUI. L’Eco di Bg 11.01.11: qui; Giornale di Treviglio 14.01.11: 1 - 2. Sfratti. Le nostre precedenti info:qui

(12.01.10) COME SONO ANDATE LE COSE A MARTINENGO. Cfr. oltre il report

REPORT “LOTTA CONTRO LO SFRATTO DI AHMED”

Ahmed Mansour abitava a Martinengo (Bg) presso via Pinetti nr 8 in un nucleo famigliare comprensivo di moglie, due figli minori (uno 3 anni, l’altro 1 anno) e i genitori untra-sesantacinquenni. Ahmed ha  lavorato regolarmente per anni come muratore ed è in possesso di una Carta di Soggiorno (titolo di soggiorno a tempo indeterminato). A partire dal 30/09/2009, è stato licenziamento e ha percepito fino a settembre solamente una indennità di disoccupazione.

A causa del mancato pagamento di alcune rate del canone di affitto il proprietario ha avviato ai suoi danni le procedure di sfratto per morosità. Durante la prima udienza per la trattazione del procedimento ha ottenuto dal giudice la concessione di un “termine di grazia” per sanare la morosità entro la fine di luglio; dopo questo termine il giudice ha convalidato lo sfratto che è stato eseguito lunedi 10 gennaio 2011.

A seguito di alcuni colloqui con i Servizi sociali del Comune, l’assistente sociale si era impegnata a ricollocare al lavoro Ahmed ma si è sempre resa indisponibile ad avviare con il signor Mansour un percorso di accompagnamento verso una sistemazione abitativa alternativa.

Il sindacato ha sempre sostenuto che il  signor Mansur, avendo a suo carico due figli minori e due anziani ultra-sesantacinquenni, subendo un provvedimento esecutivo di sfratto, avrebbe avuto diritto ad un sostegno maggiore da parte della Amministrazione comunale. Infatti il Comune in queste circostanze puo` intervenire attraverso una assegnazione in deroga di un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica, cosi come prevede l’art.14 del Regolamento Regionale nr 1/2004. In alternativa, qualora fosse carente o assente la disponibilità di alloggi a canone sociale, il Comune ha il potere di assegnazione in via di urgenza per periodi determinati come prevede l’art. 15 del Regolamento Regionale nr 1/2004. Nessuna proposta è mai stata presa in considerazione.

Lunedi 10 gennaio 2010 è stato il giorno della esecuzione dello sfratto. All’esterno della abitazione di Martinengo e in sostegno del signor Mansur si sono raccolte circa 30 persone tra amici degli inquilini, esponenti del sindacato, attivisti delle Brigate di Solidarietà Attiva. Tutti gli intervenuti volevano sostenere la necessità di uno spostamento della data dello sgombero per dare il tempo di avviare iniziative di solidarietà per aiutare Ahmed a trovare una nuova casa.

All’arrivo del proprietario e dell’ufficiale giudiziario si è capito subito che non esisteva alcuna volontà di rinvio dello sfratto. Da costatare che la presenza dell’assistente sociale in rappresentanza dell’Amministrazione comunale non è stata di alcun aiuto nel proteggere e sostenere i diritti dell’inquilino. Immediatamente sono stati fatti intervenire un numero consistente di forze di polizia, è stata chiusa l’accesso alla strada e si è proceduto al tentativo di sgombero.

Gli attivisti della Rete Contro la Crisi e i cittadini di Martinengo hanno respinto il tentativo di sgombero tentato dalla polizia e hanno avviato con il maresciallo dei carabinieri una trattativa tesa e difficile che è durata 4 ore.

Durante le trattative l’Amministrazione comunale ha proposto, per voce della assistente sociale, l’inserimento in comunità della moglie e delle figlie o in alternativa il rimpatrio dell’intera famiglia nel paese di origine a spese del Comune. Entrambe le proposte sono state comprensibilmente rifiutate dall’inquilino che ha cresciuto i figli in Italia e non vuole né separarsi dalla famiglia né tornare in una terra che, data la situazione economica, non darebbe alcuna prospettiva né a sé né ai suoi figli. Gli esponenti della Rete hanno proposto il rinvio dello sfratto anche attraverso il pagamento al proprietario di un mese di affitto comprensivo delle spese condominiali. Tale proposta è stata sdegnosamente rifiutata dal proprietario che ha sostenuto di non essere un istituto assistenziale

Al termine della difficile trattativa si è raggiunto l’accordo che l’intera famiglia venisse ospitata in un albergo o pensione per la durata di un mese a spese del Comune. Con questa rassicurazione i manifestanti hanno lasciato che lo sgombero dell’alloggio avvenisse.

Purtroppo l’accordo non è stato rispettato e durante il successivo incontro presso i locali del Comune il sindaco Paolo Nozza e Pierangela Solazzo, Assessore alle Politiche Sociali, hanno presentato un verbale scritto che proponeva l’erogazione di 500 euro scaricando sull’inquilino sfrattato non solo l’impegno di trovarsi un albergo libero ma anche la responsabilità di accudire i figli minorenni. Se infatti Ahmed non darà prova di poter accudire la famiglia esiste la possibilità che i servizi sociali lo denuncino al Tribunale e potrebbe perdere i figli.

Difronte ad un simile ricatto l’inquilino si è preso tempo per valutare se accettare o meno quello che si è rivelato un vero e proprio ricatto.

Una risposta a “(10.01.11) Martinengo (bg). Uno sfratto”

  1. Alternainsieme.net » (04.02.11) Martinengo (bg). Il Sindaco nega la sala per l’assemblea sul diritto alla casa ha scritto:

    [...] Una famiglia proprio nei giorni scorsi è stata sfrattata (cfr. Alternainsieme.net 10.01.11: qui) e una partecipata manifestazione di protesta si è svolta successivamente (cfr. Alternainsieme.net [...]

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