Dic 23 2010

(23.12.10) San Paolo d’Argon. Le “ragioni” della Bonduelle

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(23.12.10) SAN PAOLO D’ARGON BONDUELLE: L’AD GALASSINI SPIEGA LE “SUE” RAGIONI In vista della riapertura del sito di San Paolo d’Argon che accorperà tutte le attività della multinazionale presenti in provincia, Bonduelle vuole estendere a tutti i dipendenti il contratto del commercio, ma si è manifestata nei giorni scorsi l’opposizione delle organizzazioni sindacali che ritengono l’operazione particolarmente svantaggiosa (perdita fino a 3.500 euro l’anno per ogni lavoratore). «E’ vero che intendiamo cambiare contratto - ha dichiarato l’amministratore delegato Galassini - ma a parità di grandezze economiche: lo stipendio lordo verrà adeguato con un superminimo ed è appunto per questo che auspichiamo una ripresa del confronto». Il manager poi ha garantito anche l’intenzione di rispettare le migliori condizioni normative, dove presenti: per esempio in materia di malattia (con il nuovo contratto i primi 3 giorni non sono pagati al 100%) o di cassa integrazione, che non sarebbe nemmeno contemplata (!?). «La Bonduelle - precisa Galassini - non ha mai fatto ricorso alla cig, se non per un breve periodo subito dopo l’incendio del 2008». Nemmeno ha mai licenziato la Bonduelle, ricordiamo noi: ti trasferisce a Battipaglia, a 900 chilometri, come è avvenuto nella vertenza del 2008! Cfr. Giornale di Bergamo 23.12.10: qui. Le nostre precedenti info: qui

Il ritorno di Bonduelle
Riaprendo a S. Paolo i francesi chiedono il ccnl del commercio

Dopo tre mesi senza guardarsi in faccia, riprende oggi il confronto tra sindacati e Bonduelle sul nuovo contratto che la multinazionale francese intende applicare a San Paolo d’Argon, riaprendo lo stabilimento andato a fuoco nel 2008. L’azienda vuole infatti il passaggio di tutti i lavoratori trasferiti a San Paolo - 120 dallo stabilimento di Costa di Mezzate e 90 da quello di Lallio - il contratto collettivo nazionale del commercio, ritenuto più svantaggioso rispetto a quello applicato ai 120 lavoratori oggi a Costa di Mezzate, inquadrati nel ccnl dell’industria alimentare. Sull’argomento c’è stata una dura presa di posizione unitaria, in cui le segreterie provinciali hanno criticato aspramente il contratto di ritorno, considerato «fortemente penalizzante» sul piano economico; i vertici Fai Cisl, Flai Cgil, Filcams Cgil e Fisascat Cisl hanno indicato in 5.000 euro la differenza salariale annua procapite e in 600.000 euro (3.500 euro per lavoratore) i minori costi a carico della società. Da parte sua, l’amministratore delegato di Bonduelle Italia, Umberto Galassini, ha definito le cifre campate per aria: «E’ vero che intendiamo cambiare contratto - ha dichiarato - ma a parità di grandezze economiche: lo stipendio lordo verrà adeguato con un superminimo ed è appunto per questo che auspichiamo una ripresa del confronto». Il manager ha garantito anche l’intenzione di rispettare le migliori condizioni normative, dove presenti: per esempio in materia di malattia (con il nuovo contratto i primi 3 giorni non sono pagati al 100%) o di cassa integrazione, che non sarebbe nemmeno contemplata, se non con lo strumento della deroga: «Ma la Bonduelle - precisa Galassini - non ha mai fatto ricorso alla cig, se non per un breve periodo subito dopo l’incendio del 2008». Quanto all’insistenza dell’azienda su questo cambio di ccnl, secondo l’amministratore delegato si tratterebbe di un’esigenza contabile, in quanto gli altri stabilimenti di Battipagllia e Lallio applicano appunto la piattaforma del commercio. Per i 400 dipendenti del gruppo, l’attuale costo del personale è di circa 14,5 milioni annui.

Giornale di Bergamo, 23.12.10

Una risposta a “(23.12.10) San Paolo d’Argon. Le “ragioni” della Bonduelle”

  1. Alternainsieme.net » (24.01.11) Costa di Mezzate. “Sospeso” il referendum alla Bonduelle ha scritto:

    [...] i circa 60 dipendenti provenienti dal sito di Lallio (cfr. alternainsieme.net 09.12.10 e 23.12.10). Le organizzazione sindacali locali di categoria della Cisl e della Cgil avevano dichiarato la [...]

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