Dic 01 2010

(04.12.10) Bergamo. Presidio “contro gli sfratti, per il diritto alla casa”

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(04.12.10) BERGAMO. “CONTRO GLI SFRATTI, PER IL DIRITTO ALLA CASA”

PRESIDIO-MANIFESTAZIONE PROVINCIALE per chiedere: * la moratoria degli sfratti; * un “tavolo” per affrontare l’emergenza casa in bergamasca; * il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica; * un fondo di solidarietà per le famiglie e le persone colpite dalla crisi (cfr. oltre bozza piattaforma)

Sabato 4 dicembre alle ore 15.oo davanti alla Prefettura in via Tasso 8, Bergamo

Piattaforma sull’emergenza abitativa a Bergamo

I dati forniti dati forniti Ministero degli Interni evidenziano la crescita vertiginoso degli sfratti per morosità a Bergamo e provincia: nel 2009 sono stati eseguiti più di mille sfratti e, secondo i dati provvisori dei tribunali, il numero nel 2010 potrebbero raddoppiare.

Dai dati disponibili emerge che non è solo il numero elevato e crescente dei casi di sfratto per morosità incolpevole a denunciare le gravi criticità attuali della questione casa a Bergamo. Infatti, anche chi ha acceso un mutuo per l’acquisto della prima casa da tempo fatica a sostenere le rate e finisce con il subire la requisizione dell’abitazione, tanto che nel 2009 le insolvenze nel pagamento dei mutui sono triplicate.

Questi dati evidenziano che negli ultimi anni il problema casa a Bergamo e provincia è diventato una vera e propria emergenza sociale.

Al di là dei pur rilevanti aspetti strutturali e di lungo periodo della questione abitativa, al di là delle controversie riguardanti le diverse valutazioni e proposte per affrontare tale emergenza, è di evidenza comune lo stretto legame di causa-effetto esistente in questo periodo tra l’incidenza eccezionale della crisi economica in atto anche nella città e nella provincia di Bergamo e la dimensione altrettanto eccezionale che l’emergenza sfratti sta assumendo.

Infatti nel 90% dei casi queste ingiunzioni di sfratto sono motivate dalla condizione di morosità, che a sua volta negli ultimi anni è molto spesso conseguenza diretta della messa in cassa integrazione, della perdita del lavoro, della precarietà e insufficienza del reddito degli affittuari. Tantissimi lavoratori, cittadini, famiglie non ce la fanno più a pagare gli affitti spesso troppo elevati del mercato privato (i canoni continuano a crescere e arrivano spesso a 500-600 € mensili per mono e bilocali), in un contesto di insufficiente disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica e a canone sociale.

In città a Bergamo assistiamo a un aumento della richiesta di accedere ad alloggi popolari a fronte di politiche di ulteriore svendita del patrimonio e di una mancata azione, da parte dell’attuale amministrazione, sul terreno della realizzazione di nuovi alloggi popolari. Pesano quindi sulle famiglie in difficoltà i nefasti risultati di una colpevole ignavia istituzionale sul tema e di scelte scellerate che hanno in passato portato alla vendita di un patrimonio, non solo scarso, ma che oggi sarebbe prezioso per intervenire a calmierare la difficile situazione abitativa di molte famiglie.

Inoltre gli stereotipi xenofobi e razzisti che ancora vengono diffusi per ricavarne un vantaggio elettorale dalla destra fomentando una vera guerra dei poveri contro i più poveri, Una propaganda scellerata che in questo contesto, rischia di innestare tensioni e scontri sociali drammatici.

In una situazione si estrema emergenza diventa necessaria una azione straordinaria.

Chiediamo:

Una moratoria generale immediata sugli sfratti incolpevoli,  legati alla situazione sociale determinata da cassa integrazione, licenziamento, precarietà;

In subordine:

  • 1. La revisione della legislazione regionale in materia di assegnazione e gestione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica che oggi risulta totalmente inadeguata e fortemente discriminatoria proprio nei confronti dei soggetti più esposti alle conseguenze dell’emergenza abitativa in corso. In particolare si chiede il congelamento immediato delle norme che consentono agli enti pubblici la vendita del 20% del loro patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica, e una forte ripresa dell’attività pubblica nel settore con dotazioni economiche adeguate;
  • 2. Dare immediata attuazione all’Accordo Quadro, stipulato nel 2006, tra Regione e alcuni enti e forse sociali e sindacali locali della provincia per lo sviluppo dell’Edilizia Sociale i provincia di Bergamo.
  • 3. La formalizzazione di un tavolo di confronto e di lavoro provinciale tra le parti istituzionali, sindacali e sociali che intervenga sull’emergenza casa e che si ponga l’obiettivo di supplire all’evidente inattività sull’emergenza casa dei vari enti locali:
  • 4. La creazione e il rafforzamento dei fondi pubblici (sostenuti congiuntamente dai vari enti Regione, Provincia e Comuni) per il sostegno temporaneo agli affitti, con una particolare attenzione al sostegno delle famiglie in condizione di morosità incolpevole. Anche attraverso l’eliminazione delle norme discriminatorie del regolamento della Regione che impediscono a numerose persone, soprattutto migranti, di accedere ai bonus;
  • 5. La stipula di nuovi contratti di locazione a canone concordato negli stessi alloggi su cui pende il provvedimento di sfratto;
  • 6. Provvedimenti straordinari per la messa a disposizione temporanea, motivata dalla grave emergenza abitativa, di grandi proprietà immobiliari pubbliche o anche private lasciate a lungo inutilizzate e non disponibili sul mercato per volontà dei proprietari sulla base di logiche speculative finalizzate a farne lievitare il valore economico;
  • 7. Razionalizzazione della gestione del patrimonio pubblico esistente. In particolare agendo sulle capacità operative degli enti locali che limitino al massimo la quota di alloggi non disponibili all’assegnazione in quanto in attesa di manutenzione o adeguamento tecnologico.
  • 8. L’ampliamento e il rilancio del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica attraverso le politiche urbanistiche previste dalla nuova legislazione regionale. In particolare la realizzazione di alloggi a canone sociale o a canone moderato all’interno delle procedure previste dalla LR 23 all’interno delle politiche di Urbanistica Contrattata con la qualifica di standard qualitativo. Anche prevedendo aspetti premiali all’operatore che intende dare corso alla realizzazione di tali tipologie d’alloggi;
  • 9. L’inquadramento dell’Edilizia Residenziale Pubblica all’interno dei Piani dei Servizi di cui si devono dotare in sede di adozione dei PGT le amministrazioni locali. In sostanza il riconoscimento dell’Edilizia Sociale Pubblica come uno standard effettivo, con tutte le conseguenze normative e procedurali conseguenti;
  • 10. L’istituzione di specifiche operazioni di riqualificazione dei quartieri ad alta concentrazione di ERP che risultino in stato di degrado urbanistico, edilizio e sociale secondo le modalità previste dalla legislazione regionale sui Contratti di Quartiere:
  • 11. Un più attento controllo sulle reali condizioni di vendita degli alloggi e canoni calmierati e sugli affitti del mercato privato. Delle adeguate politiche di incentivizzazione nei confronti dei proprietari verso le formule d’affitto degli alloggi, in particolare istituendo e rafforzando (dove presenti) le Agenzie per la Locazione comunali. Adeguate politiche legislative e economiche regionali che sostengano gli enti locali che intendono, anche in forma consorziata, dotarsi di specifiche Agenzie per la Locazione;
  • 12. Provvedimenti di tutela degli insolventi al mutuo prima casa.

Bergamo 24-11-2010

 

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