Nov 15 2010

(15.11.10) San Paolo d’Argon. CC e Local-Polizia al nostro banchetto di ieri

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(15.11.10) SAN PAOLO D’ARGON PERCHE’ MAI CARABINIERI E LOCAL-POLIZIA CONTRO IL NOSTRO BANCHETTO DI IERI? E’ andato bene il banchetto “No nucleare” di ieri, malgrado la pioggia e malgrado ci sia stato un fuori programma. Come è noto, da molti anni, prima ancora della Lega, facciamo periodicamente banchetti all’angolo tra via Marconi e via Giovanni XXIII, ma mai siamo stati “attenzionati” come ieri, addirittura con l’intervento di due automezzi delle forze dell’ordine, ciascuno con due agenti, rispettivamente del Consorzio di Polizia dei Colli e dei Carabinieri di Trescore. Sono arrivati circa venti minuti dopo che avevamo appostato banchetto, pannelli e striscioni, hanno voluto vedere l’autorizzazione di occupazione suolo pubblico, controllare i documenti di uno di noi (mai successo!) e indicarci come dovevamo sistemare banchetto e gazebo, non senza qualche discussione. Il tutto si è svolto nelle regole, anche in quelle della buona educazione (reciproca). Ma perché questo intervento delle forze dell’ordine dopo tanti anni? Nessuna ci toglie dalla testa che lo striscione “Berlusconi vattene via” abbia turbato qualche nostro concittadino tanto da convincerlo a chiamare le forze dell’ordine… Ma lo striscione è rimasto dove lo avevamo messo, e non ha turbato più di tanto gli altri concittadini transitati dall’incrocio, anzi! Questo è successo ieri, il giorno prima dell’apertura della crisi del governo Berlusconi… Foto: 0 - 1 - 2 - 3 - 4. Info No-Nuke: qui. “Silvieide” pdf: qui

Una risposta a “(15.11.10) San Paolo d’Argon. CC e Local-Polizia al nostro banchetto di ieri”

  1. Alternainsieme.net » (12.03.11) San Paolo d’Argon. Bene il banchetto per la scuola pubblica e per la Costituzione ha scritto:

    [...] Siamo stati dalle 10,30 alle 13.30 sulla Piazza Cortesi, con i nostri cartelloni, volantini e striscioni, rendendo così la piazza meno desolata. Ma la cosa non è stata gradita a qualche nostro concittadino rimasto anonimo, il quale - pensando di essere in epoca storica a lui più congeniale - ha ravvisato certamente qualche estremo di qualcosa nella dicitura “Berlusconi vattene via”, che campeggiava su uno dei nostri striscioni, e ha chiamato i carabinieri, secondo quanto ci hanno riferito i militari della stessa benemerita prontamente intervenuti. I quali evidentemente hanno dovuto prendere atto che i nostri striscioni erano pienamente legittimi. Se ne sono poi andati, non senza però aver controllato minuziosamente i volantini (storcendo un po’ il naso alle divertenti rime del nostro Zio Enzo: qui) e anche i nostri documenti. Tutto ciò ha reso anche più interessante il tranquillo e proficuo meeting-volantinaggio a difesa della scuola pubblica e della Carta fondativa della nostra Repubblica nata dalla Resistenza. Sempre per via - quasi certamente - del medesimo striscione già una volta le forze dell’ordine (carabinieri e anche local-polizia) erano intervenute, vanamente (cfr. qui). [...]

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