Nov 13 2010

(20.11.10) Grumello del Monte. Presidio antisfratto davanti al Comune

(20.11.10) GRUMELLO DEL MONTE PRESIDIO “GLI SFRATTI NON SI FERMANO, LA SOLIDARIETA’ NEPPUREPer chiedere che le istituzioni facciano il loro dovere e non lascino sole le persone sfrattate. Il diritto fondamentale alla casa deve essere garantito a tutte e tutti: anche a Fatiha,  la cui famiglia è stata sfrattata; per due volte grazie alla mobilitazione e alla solidarietà sono state ottenute due sospensioni, ma l’Amministrazione comunale di Grumello del Monte si rifiuta ancora di intervenire. L’appuntamento è per sabato 20 novembre, dalle ore 15, davanti al Comune di Grumello del Monte in piazza Camozzi. A cura di Rete Contro la Crisi: Sportello sociale CastelliCalepio, Ass.ne marocchina “Orizzonte”, Unione Inquilini, Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra. Per adesioni e informazioni: 333.8737525. Cfr. Fb: qui. Volantino: qui. Precedenti info: qui

GLI SFRATTI NON SI FERMANO, LA SOLIDARIETA’ NEPPURE

TUTTI A GRUMELLO PER SALVARE UN’ALTRA FAMIGLIA DALLA STRADA

Un presidio per costringere le istituzioni a intervenire per sostenere le famiglie dei lavoratori colpiti dalla crisi economica.

 

E’ uno dei numerosissimi sfratti per morosità in corso nella bergamasca. Il 29 Novembre a finire sulla strada potrebbe toccare a Fatiha, al marito, alla sorella col figlio di due anni.

Sono tante le case sfitte, anche a Grumello, quasi sempre vuote. Purtroppo sono tante le persone - stranieri, ma anche molti italiani - che rischiano di rimanere senza un tetto dopo aver perduto il lavoro e non riuscendo più a pagare l’affitto.


Questo è il caso della famiglia di Fatiha. Lei e suo marito sono stati collocati in aspettativa non retribuita dalla cooperativa di facchinaggio per cui lavorano. L’unica persona della famiglia che lavora, per un’altra cooperativa, è la sorella di Fatiha, che guadagna circa 600 euro al mese. Un reddito troppo basso per poter pagare un affitto di 450 euro al mese per un bilocale e contemporaneamente pagare luce, gas e far mangiare la famiglia e figlio di 2 anni.

 

La famiglia di Fatiha è stata sfrattata dal proprietario, anch’egli immigrato. Il procedimento è giunto alla conclusione e sarà eseguito con l’ausilio delle forze di polizia.

 

La mobilitazione e la solidarietà dei cittadini della Valcalepio sono riusciti, per ben due volte, a rinviare l’esecuzione dello sfratto, per permettere all’Unione Inquilini di aprire la trattativa con la Giunta comunale leghista per una soluzione alternativa.


Purtroppo, dopo una lunga trattativa, il Comune insiste nella propria posizione di occuparsi, mediante affidamento a comunità di accoglienza, solo della piccola di 3 anni e della madre, rifiutando qualsiasi intervento rivolto all’intero nucleo famigliare. Fatiha e il marito saranno abbandonati, il nucleo famigliare smembrato, la sorella, che lavora a Grumello, e la figlia dovranno, collocate in una comunità alloggio per minori.

 

La decisione dell’amministrazione è priva del minimo buon senso e dimostra l’incapacità di questi amministratori di avviare serie politiche di sostegno alle famiglie dei lavoratori colpiti dalla crisi economica. Non vale, in questo caso, la solita litania della mancanza di risorse economiche: infatti il comune (peraltro costretto per legge a non abbandonare minori per strada) è disposto a spendere cifre esorbitanti, fino a 2.700 euro al mese, per sostenere la residenza in una comunità di accoglienza, piuttosto che intervenire, a costi decisamente inferiori, per cercare di rimandare ulteriormente lo sfratto (sull’esempio delle trattative condotte dai cittadini con il proprietario), o, meglio, per accompagnare e sostenere la famiglia nella ricerca di un appartamento con un affitto adeguato al basso reddito.

 

Facciamo appello a tutti ci cittadini sensibili per una giornata di mobilitazione e di solidarietà a fianco della famiglia di Fatiha. Sabato 20 Novembre, alle ore 15 organizziamo un presidio nella piazza di fronte al Comune di Grumello del Monte, per chiedere, ancora una volta, alle istituzioni di fare il proprio dovere, di non lasciare sole le persone sfrattate (cittadini che con il loro lavoro per anni hanno pagato le tasse e arricchito le nostre comunità).

Il diritto fondamentale alla casa deve essere garantito a tutte e tutti.

Rete Contro la Crisi: Sportello sociale Castelli Calepio, Ass.ne marocchina “Orizzonte”,

Unione Inquilini, Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra, ecc……
Per adesioni e informazioni: 3288959353 (Maltof); 3338737525 (Claudio)

BASTA SFRATTI

LA CASA E` UN DIRITTO PER TUTTI

Con la crisi economica, che ha colpito pesantemente anche la bergamasca, migliaia di persone stanno perdendo il posto di lavoro, o sono già disoccupate. Molte aziende ricorrono all’utilizzo esasperato di forme di lavoro precario o, addirittura, chiudono e de-localizzano. Crescono la cassa integrazione e i licenziamenti.

 

E cresce il numero di famiglie che non riescono più a sostenere le spese quotidiane (affitto, gas, luce, ecc…) ed a far fronte a mutui ed affitti esagerati. La conseguenza diretta è il vertiginoso aumento degli sfratti per morosità (+337% rispetto al 2008 nella nostra provincia). Nel 2009 sono stati eseguiti, nella sola provincia di Bergamo, mille sfratti esecutivi e, visto il perdurare della crisi, la situazione è destinata a peggiorare.

 

La crisi colpisce tutti, ma la situazione è particolarmente grave per gli stranieri, principali vittime dell’allargarsi della disoccupazione e della precarietà. Per tanti di loro, infatti, la perdita del lavoro e della casa comporta anche la revoca del permesso di soggiorno.

Sono centinaia le persone che, loro malgrado, stanno scivolando verso la clandestinità.

 

Gli Enti Locali (Regione, Provincia e Comuni) si dimostrano totalmente assenti ed insensibili a questo dramma sociale. Il risultato è che centinaia di famiglie vengono buttate fuori casa, anche con l’intervento della polizia. Intanto le grandi proprietà e le banche continuano ad investire capitale e occupare territorio con costruzioni puramente funzionali alla rendita speculativa.

 

Con gli sfratti, la crisi economica diventa una drammatica crisi sociale che si può contrastare solo garantendo i diritti fondamentali alle persone più deboli: tra questi il diritto alla casa. Le istituzioni non devono abbandonare le persone in difficoltà.

 

Anche a Bergamo si è costituita di recente la Rete Contro la Crisi con l’obiettivo di far crescere l’auto-organizzazione dei tanti soggetti sociali precari, isolati o abbandonati e di raccordare l’iniziativa di realtà politiche, sindacali e sociali impegnate su queste questioni. La Rete Contro la Crisi propone a tutte le realtà politiche e sociali del territorio di costruire una mobilitazione per chiedere un tavolo istituzionale che si proponga di intervenire sul fronte dell’emergenza sfratti mettendo in campo adeguate politiche.

 

Chiediamo:

 

- una moratoria degli sfratti per morosità, soprattutto per i casi determinati da perdita occupazionale

- la requisizione delle case sfitte della grandi immobiliari, delle banche e delle finanziarie.

- l’istituzione e il finanziamento di un fondo di garanzia per sospendere gli sfratti

- L’impegno a risolvere i casi piu’ delicati e urgenti in particolare quelli riguardanti famiglie con minori, anziani, disabili



A cura di Rete Contro la Crisi BG: Unione Inquilini, Brigate di Solidarietà Attiva, Coordinamento Immigrati Bergamo, Scuole Popolari di italiano per i migranti……. Per info: 339.7728683 (Fabio)

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