Lug 09 2010

(10.07.10) Bergamo. Seminario Rete contro la Crisi

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(10.07.10) BERGAMO INCONTRO SEMINARIALE PER FARE RETE CONTRO LA CRISI Sabato 10 Luglio, ore 14.45 - Sede Rifondazione Comunista Via B. Palazzo, 84/g - Bergamo

* “EMERGENZA CASA A BERGAMO: COSTRUIRE UN MOVIMENTO CONTRO GLI SFRATTI”.

Introduce: Roberta Caprini (Brigate Solidarietà Attiva). Intervengono: Gabriele Bernardi (Associazione Diritti Per Tutti - Brescia), Francesco Macario (già assessore alle politiche della casa a Bergamo), Gianni Belli (Unione Inquilini), Claudio Ceruti (Ass.ne “Sgrignapola” su lotta inquilini di Zingonia)

A cura di: RETE CONTRO LA CRISI. Durante l’incontro sarà presentata La Rete Contro la Crisi Bergamo (una rete aperta a tutti coloro che sono impegnati a fare lotta e solidarietà contro la crisi). Rete contro la crisi: qui. Unione Inquilini Bergamo: qui

Cfr. resoconto de L’Eco di Bg 12.07.10: QUI

Appello “EMERGENZA CASA A BERGAMO: COSTRUIRE UN MOVIMENTO CONTRO GLI SFRATTI”

La crisi colpisce pesantemente anche la bergamasca. La produzione nel 2009 si è ridotta del 10% in tutti i settori (industria, artiginanato, commercio e servizi). In crescita invece sono stati i licenziamenti e il ricorso alla cassa integrazione. I dati forniti dai Centri per l’impiego della Provincia ci dicono che sono 52 mila le persone iscritte alle liste di disoccupazione. Il 5 % della popolazione, una cifra mai raggiunta prima. Per quanto riguarda la cassa integrazione, la Fiom-Cgil ha reso noti i dati: su 370 aziende in crisi, sono 22 mila e 291 i lavoratori metalmeccanici coinvolti in cassa integrazione ordinaria, straordinaria e mobilità.

In questo contesto i lavoratori e le famiglie non riescono più a fare fronte alle spese fisse del vivere quotidiano. In questo scenario si aggrava l’emergenza casa. Due situazioni in particolare indicano un’emergenza sociale che sta coinvolgendo sempre più famiglie.

Da una parte l’aumento delle famiglie che in ristrettezze economiche non riescono più a fare fronte a mutui e a affitti esosi, del tutto non realistici rispetto alle loro effettive attuali possibilità. La conseguenza immediata è il vertiginoso aumento nell’ultimo anno degli sfratti per morosità, soprattutto sul mercato libero (+337% rispetto al 2008). Un fenomeno di cui in bergamasca nessuno sembra interessarsi.

Dall’altro le sciagurate politiche regionali, volute dalla destra (PdL e dalla Lega Nord), che hanno introdotto la possibilità di aumentare sensibilmente i canoni delle case pubbliche, ma che consentiranno anche agli enti (ALER e comuni) di liquidare a privati una quota significativa del proprio patrimonio immobiliare pubblico (Case Popolari). Un provvedimento che, a fronte di una crisi abitativa e sociale drammatica, indebolirà ulteriormente il ruolo degli enti pubblici sul fronte del diritto alla casa.

Anche nella città di Bergamo, dove giacciono inevase - ogni anno - 1200 domande di accesso alle case popolari di cittadini aventi diritto, ci si chiede che senso abbia proporre la liquidazione di una parte dei pochi alloggi popolari esistenti.

Inoltre, ci si chiede, che fine faranno le famiglie non in grado di acquisire l’alloggio che oggi occupano? Nel migliore dei casi saranno trasferite in altri quartieri paesi sradicandole dal contesto sociale in cui vivono magari da decenni.

Per ultimo, se i pochi alloggi che si rendono liberi abitualmente saranno utilizzati per ricollocare queste famiglie, dove si troveranno i nuovi alloggi per ospitare coloro che sono in lista di attesa magari da molti anni? Nell’ultimo anno (2009) sono stati eseguiti nel disinteresse generale, altri mille sfratti esecutivi (più di due al giorno) e visto l’avanzare della crisi la situazione peggiorerà. Gli enti locali in parte perché senza risorse in parte perché in mano a forze del centro destra, insensibili ai problemi sociali, poco stanno facendo. In una situazione d’emergenza in qualche caso, soprattutto nella città di Bergamo, permangono alloggi inutilizzati per cause burocratiche o altro. Si pone il problema di cosa fare:

1) In primo luogo opporsi agli sfratti esecutivi, mobilitando i soggetti interessati. Soprattutto è necessario mobilitare le famiglie italiane in difesa delle famiglie migranti e viceversa, con l’obbiettivo di interrompere il tentativo delle destre di contrapporre settori diversi di ceto popolare, negando di fatto diritti ad entrambe (come le dichiarazioni del sindaco leghista di Azzano hanno chiarito bene).

2) Aprire vertenze, sia legali che politiche (Box, criteri di assegnazione degli alloggi con procedure in deroga, ecc.) con gli enti dotati di patrimonio pubblico (Comuni, ALER, ecc.), dare risalto ai risultati.

3) Realizzare un bollettino di collegamento tra i soggetti interessati (sia in rete che cartaceo) da diffondere soprattutto nelle case popolari.

4) Aprire vertenze sul pieno utilizzo del patrimonio esistente sotto utilizzato o inutilizzato.

5) Porsi l’obiettivo di aprire con la prefettura, i sindacati e gli enti locali un tavolo provinciale che intervenga sul fronte degli sfratti esecutivi adottando adeguate politiche sociali e di sostegno.

A cura di: Unione Inquilini, Rifondazione Comunista. Per info: 339.7728683 (Fabio)

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