(10.04.20) BERGAMO. EMERGENZA COVID NEI CASEGGIATI DI CASE POPOLARI: MANCANO ANCORA LE SANIFICAZIONI

Unione Inquilini: “Potrebbe ripetersi una emergenza simile a quella scoperta nelle Case di riposo. Aler e Comuni prendano misure di contenimento: sanificazione e distribuzione delle mascherine”

Potrebbe ripetersi un’emergenza simile a quella riscontrata nelle case di riposo. Sono tantissime le segnalazioni che giungono agli attivisti di Unione Inquilini a proposito di un numero alto di decessi da Coronavirus nelle case popolari nel mese di marzo; molti sono anche gli infetti trasportati d’urgenza negli ospedali; senza contare i malati e i decessi sospetti perché colpiti da polmonite o attacco cardiaco, su cui non viene colpevolmente effettuato alcun tampone.

Nelle case popolari della bergamasca circa il 70% degli inquilini è molto anziano, tanti sono gli invalidi. Nei mesi di gennaio e febbraio, molti si sono recati a visite specialistiche negli ospedali della provincia. Il contagio potrebbe essere avvenuto in quei luoghi e poi, rapidamente diffuso nei caseggiati, sopratutto in quelli grandi a Bergamo città, nei comuni dell’hinterland e della Valseriana. In molti palazzi c’è una grande concetrazione di persone in spazi condominali molto ristretti.

Le Amministrazioni comunali e Aler hanno sottovalutato e sottovalutano il pericolo. Rita Rebecchi e Francesco Macario (del direttivo provinciale di Unione Inquilini) denunciano: “Sappiamo che in alcuni caseggiati, per esempio nel quartiere della Clementina di Bergamo, gli inquilini hanno chiamato gli uffici di ALER per segnalare i decessi accertati per Covid 19, chiedendo la sanificazione delle scale e dei cortili. Si sono sentiti rispondere di arrangiarsi. Siccome un intervento di sanificazione ha costi molto elevati (1500-2000 euro) hanno desistito e gli inquilini stanno vivendo con il terrore. Abbiamo raccolto la testimonianza di persone invalide che sono state contagiate ma hanno dovuto curarsi in casa perchè non c’era posto negli ospedali. Ora hanno contagiato l’intera famiglia e rischiano di diffondere il virus ai vicini.”

“Siamo molto preoccupati per quello che è avvenuto e può ancora avvenire nelle case popolari. Per questo abbiamo fatto numerose sollecitazioni chiedendo che ALER e i comuni, a partire dal Comune di Bergamo città, intervengano per: operare la sanificazione degli spazi comuni, soprattutto dove ci sono stati morti o malati per coronavirus; distribuire guanti e mascherine, soprattutto ad anziani e invalidi; sospendere i bollettini di affitto per evitare che gli anziani debbano uscire da casa per andare a pagare in posta o in banca. Non siamo stati ancora ascoltati.” ( Bergamo, 10.04.20, perUnione Inquilini di Bergamo: Rita Rebecchi)

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