(31.10.18) IL CONTADINO INVISIBILE. “LA TERRA A CHI FA FIGLI”

Ricevuta ieri sera…

“Il governo concederà terreni gratis e in cambio chiederà di fare un terzo figlio”. Praticamente un insulto a chi vive coltivando la terra, a chi sopravvive con due ettari, a chi si dispera pascolando le sue bestie su terre che non gli appartengono e che – per fortuna - nessuno reclama. Un insulto nell’idea che le terre demaniali siano una disponibilità del governo, qualunque esso sia, e non una disponibilità degli italiani tutti. Non è questo il primo governo che cerca di disporre di questo importante patrimonio secondo gli umori del suo elettorato. Chi voleva venderla con aste al rialzo, per “favorire l’ingresso dei giovani agricoltori” che – come sapete perfettamente – hanno tanta disponibilità di cassa che giocare d’azzardo per acquistare qualche decina di ettari risulta loro la cosa più conveniente. Chi voleva farne altri usi fantasiosi. Mai un governo che dicesse, applichiamo le leggi esistenti (Legge 4 agosto 1978, n. 440. “Norme per l’utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate”) e promuoviamo una nuova riforma agraria - non un tweet - capace in 20 anni di garantire una vita dignitosa a chi lavora la terra.

Ma fino ad ora, a parte l’azione dell’Opera Nazionale Combattenti e la costruzione dei Centri di Colonizzazione in epoca fascista, nessuno aveva mai pensato di inventare contadini a fini demografici. Certo che il premio è allettante e, magari, ci sarà un’esplosione di candidati, tutti “italianissimi” e “di provata fede “nella famiglia “di un uomo ed una donna” per riportare la purezza di razza “nell’Italia rurale”.
Certo che, nella legge finanziaria, invece che soldi per questa operazione – qualche milione – o per una fantomatica agricoltura 4.0 che serve a finanziarie il “made in Italy” delle transnazionali agroalimentari oltre che le industrie a monte del sistema agroalimentare nazionale, ci saremmo aspettati un’indicazione sull’impegno italiano nel negoziato in corso sulla PAC ed in particolare sul secondo pilastro – lo sviluppo rurale - che dovrà essere finanziato con soldi nazionali in quota parte maggiore di quanto non fosse fin ora. L’attuale ministro all’agricoltura ed al turismo, di cui conosciamo tutto dei suoi tattuaggi e della sua Harley Davidson, non ci ha ancora fatto sapere il suo pensiero sulla riforma della PAC o sui nuovi OGM.
Noi che mandiamo avanti con difficoltà e resistenza quell’ottanta percento di aziende che riceve meno del 15% del totale dei soldi della PAC e nessun supporto dalla Stato, noi siamo contadini, siamo lavoratori che producono alimenti, non siamo “rurali” e, spesso non abbiamo figli perché nell’”Italia rurale” c’è troppo da lavorare nelle stalle, sono sparite le scuole, gli asili nido, i trasporti, il medico condotto e la medicina preventiva, il veterinario condotto e l’assistenza veterinaria di base, le strade sono tanto malridotte da essere impraticabili e le strade interpoderali ce le dobbiamo riparare da soli anche se sono diventate strade ad alta percorrenza, dal Piemonte alla Sicilia. E la connessione internet ad una velocità normale resta un inutile desiderio. Altro che agricoltura 4.0!
La terra a chi la lavora! (ottobre 2018, Antonio Onorati, contadino di Associazione Rurale Italiana, Campagna Romana)


(27.10.18) ENDINE GAIANO. PREMIO GIUSEPPE BRIGHENTI PER LO STUDIO E LA DIVULGAZIONE DELLA STORIA DEL NOVECENTO- XXII EDIZIONE

* Sabato 27 ottobre 2018 alle ore 15:30, presso la Sala consiliare del comune di Endine Gaiano (Piazza A. Moro)

Saluti di Marco Zoppetti, sindaco del Comune di Endine Gaiano, Andrea Brighenti, presidente Anpi di Endine Gaiano, Rappresentanti associazioni che promuovono il premio

Interventi dei premiati:

- Francesco Corniani, giovane studioso di Schio, vincitore del Premio per la tesi di laurea “Sarete accolti con il massimo rispetto”: disertori dell’esercito tedesco in Italia (1943-1945), Università degli studi di Trieste, a.a. 2016/2017

- Chiara Cremaschi, regista bergamasca, vincitrice della Borsa di ricerca Una storia di nomi e di città.

Coordina Elisabetta Ruffini, direttrice Isrec di Bergamo

A cura di Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea in collaborazione con il Comune di Endine Gaiano e la Sezione Anpi “Giuseppe Brighenti” di Endine Gaíano,  con il patrocinio del Comitato antifascista bergamasco, Associazione partigiani d’Italia e Camera del lavoro Cgil di Bergamo

INVITO: QUI


SERIATE. Sfratto. 64enne non riesce più a pagare il mutuo-casa e rischia di finire al dormitorio. Mobilitazione solidale

* Lunedì 22 ottobre, presidio solidale antisfratto in Via Cerioli 1, dalle ore 10.00

Abou Saleh, cittadino italiano di origine egiziana, insieme a suo figlio quindicenne, lunedì subirà lo sfratto dalla abitazione di Via Cerioli 1 a Seriate. Hanno perso la casa all’asta , in quanto Abou Saleh, disoccupato da tempo, non è più riuscito a far fronte alle spese del mutuo.

Come è noto, negli anni scorsi nella bergamasca abbiamo assistito una moltiplicazione dei mutui-casa offerti dal sistema creditizio in modo selvaggio per “drogare” il business dell’edilizia illudendo migliaia di famglia ed appropriandosi dei loro risparmi.

In una realtà come la nostra in cui agenzie immobiliari e proprietari di abitazioni sono particolarmente restii ad affittare a stranieri, quella del mutuo è stata una scelta obbligata per molte famiglie immigrate.

Inutile dire che, col sopraggiungere e il perdurare della crisi economica, un numero impressionante di famiglie, straniere e non, non è più riuscita a pagare i mutui perdendo di conseguenza la casa

L’alternativa proposta dal Comune ad Abou Saleh è quella di mandarlo al dormitorio, mentre per il figlio si pensa di inserirlo nell’abitazione del fratello che vive già in ristrettezza in un bilocale con un figlio e moglie incinta.

Nel territorio del Comune di Seriate ci sono almeno 700 abitazioni sfitte o invendute; da tre anni il Comune non rinnova il bando per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, il cui patrimonio ammonta a poco più 180 appartamenti di cui – secondo una nostra valutazione – almeno una decina sono ancora vuoti.

Sono segnali di gravei carenza nella politica delle casa da parte dell’Amministrazione comunale.

Che a 64 anni Abou Saleh sia costretto a finire all’albergo popolare, crediamo sia un’umiliazione che gli possa e debba essere risparmiata.

Per questo non intendiamo lasciarlo solo e chiediamo alla cittadinanza di sostenere la mobilitazione per chiedere di rimandare lo sgombero al fine di consentire la ricerca di una soluzione alloggiativa dignitosa e non precaria, sia per il padre che per il figlio.

L’appuntamento è alle ore 10.00 di lunedì 22 ottobre in Via Cerioli 1 a Seriate. (Unione Inquilini Bergamo e provincia, 20 ottobre 2018 - per comunicazioni tel. 3397728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: QUI


(17-24.10.18) VILLA DI SERIO - PONTE SAN PIETRO NO AL GESTORE PRIVATO. DIFENDIAMO LA SANITA’ PUBBLICA. DUE INCONTRI PUBBLICI

Negli ultimi 5-6 mesi a tre milioni di cittadine/i con patologie croniche è arrivata una lettera della Regione Lombardia che invita a scegliere un “gestore” che avrà il compito di pianificare l’assistenza e le cure. Tale riforma è stata presentata come la soluzione di tutte le difficoltà e i disservizi lamentati dagli utenti (interminabili liste d’attesa, carenza di medici di base…). Ma la realtà è ben diversa. Con il gestore privato la Regione Lombardia punta ad indebolire il Servizio Sanitario Nazionale per favorire gli interessi di operatori privati.

Di questo parleremo nei due incontri promossi dal “Tavolo della salute” di Potere al Popolo - Bergamo

* Mercoledì 17 ottobre ore 20.30 - Sala della Comunità - Biblioteca Villa Carrara - Via Giovanni XXIII 60 - Villa di Serio. Intervengono:

- Fulvio Aurora di Medicina Democratica
- Maurizio Bardi, medico di medicina generale

* Mercoledì 24 ottobre, ore 20.30 - Sala civica “F.lli Milani” in Via Piave 26 (sopra la biblioteca) - Ponte San Pietro. Intervengono:

- Elisabeth Cosandei e Fulvio Aurora (Medicina Democratica)


(8-13.10.18) MOBILITAZIONE NAZIONALE “SFRATTI ZERO”: DIRITTO ALLA CASA, AL LAVORO, AL REDDITO. GLI APPUNTAMENTI A BERGAMO E PROVINCIA

In bergamasca, ogni anno, fin dall’inizio della crisi economica, non meno di 400-500 famiglie subiscono sentenze di sfratto, nel 90% motivate da morosità per lo più incolpevole. A questi bisogna aggiungere le famiglie che perdono la casa perché non riescono più a pagare il mutuo, situazioni queste molto frequenti in alcune zone della provincia, ma che sfuggono alle statistiche ufficiali. Ogni anno oltre 500-600 famiglie sono sfrattate con l’uso della forza pubblica.
Tante sono collocate nelle graduatorie comunali per una casa popolare, alle quali non viene data nessuna risposta concreta. Tutto questo mentre alcune migliaia di alloggi di edilizia pubblica rimangono ancora oggi chiuse perché prive di manutenzione.
Ogni anno, centinaia di lavoratori e pensionati sono costretti ad andare in sofferenza nel pagamento degli affitti e delle spese condominiali, anche nelle case popolari, a causa dei processi di privatizzazione dell’edilizia residenziale pubblica imposti dai governi della Regione Lombardia.
Questi sono gli effetti delle politiche liberiste e di precarizzazione del lavoro attuate dai governi nazionali che si sono succeduti in questi anni e che hanno prodotto licenziamenti e forti riduzioni nei redditi.
Il Governo Salvini-Di Maio sta creando, anche attraverso il decreto sicurezza, divisioni tra i ceti popolari e razzismo, imponendo l’idea che il nemico è colui che ha i tuoi stessi bisogni ma è un poco più povero.
Noi rifiutiamo questa visione della società. Tutti i lavoratori, italiani e stranieri, sono costretti ai licenziamenti, all’azzeramento dei diritti nei luoghi di lavoro, alla riduzione dei redditi. Per questo tanti perdono la casa e sono condannati alla esclusione sociale.
Il territorio di tanti comuni della provincia, in questi ultimi decenni è stato deturpato, vittima di una cementificazione selvaggia che è stata favorita dalla deregolamentazione urbanistica.
Nonostante questo, i governi, quelli di prima e quello di adesso, pensano che la soluzione del problema casa  stia nella riduzione, fino all’azzeramento, dell’intervento pubblico per liberare la rendita immobiliare speculativa da regole e vincoli sociali, con tanto di provvedimenti repressivi verso chi è ridotto alla disperazione.
Ottobre 2018 è il mese di mobilitazione “Sfratti Zero”, lanciata dall’Alleanza Internazionale degli Abitanti. Questi gli appuntamenti che abbiamo previsto nei prossimi giorni:

* Lunedì 8 ottobre, assemblea degli inquilini delle case popolari a Bergamo, Via Luzzatti, Saletta del Portierato sociale (in collaborazione con il Comitato inquilini di Via Luzzatti)

* Martedì 9 ottobre a Bergamo, assemblea degli attivisti e delle famiglie sfrattate, alle 19 presso la sede di Unione Inquilini in Via Borgo Palazzo 84/g (al termine cena sociale autogestita).

* Mercoledì 10 ottobre a Treviglio, manifestazione cittadinacon ritrovo in Via Casnida 41 alle ore 16.00 e inizio corteo ore 17.00. In collaborazione con il Collettivo “Tana Libera Tutti”.

* Sabato 13 ottobre a Bergamo, manifestazione unitaria promossa da comitati e organizzzaioni sindacali, ritrovo alle ore 14.30 in Via Torquato Tasso 8 (Prefettura).

Unione Inquilini Bergamo e provincia, 7 ottobre 2018 (per comunicazioni tel. 3397728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui