(31.07.2018) TREVIGLIO. UNIONE INQUILINI: “IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE ABITATIVE E SOCIALI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE”

“In questo modo si aumentano i senza-tetto”.


A Treviglio questa mattina a seguito della mobilitazione antisfratto promossa in Via Casnida 41 dagli attivisti di Unione Inquilini, dal Comitato per il diritto alla casa e dal “Kollettivo Tana Libera Tutti” non è stato eseguito lo sgombero di una famiglia con 2 figli minorenni (10 e 7 anni). Purtroppo non ci è stato comunicato la data del prossimo accesso dell’ufficiale giudiziario e pertanto temiamo che – come già avvenuto a Treviglio la scorsa settimana - lo sgombero possa essere eseguito senza preavviso, con il risultato di buttare in strada un’altra famiglia.
Secondo gli attivisti anti-sfratto l’Amministrazione comunale di Treviglio mostra di aver abbandonato ogni tipo di politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio.
Come è ormai prassi consolidata, i Servizi sociali del comune scelgono di abbandonare le famiglie sfrattate a sé stesse, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta per la madre e i figli minorenni.
A tale proposito Unione Inquilini ha scritto al Garante lombardo per l’infanzia e per l’adolescenza denunciando la violazione di obblighi legali a cui è tenuto il Sindaco relativamente alle convenzioni internazionali quali: • l’art. 11 del Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), ratificata dall’Italia con la Legge n. 881 25 ottobre 1977; • l’art. 27 della Convenzione internazionale sui Diritti del fanciullo, ratificata dall’Italia con la Legge n. 176 del 27 maggio 1991; • gli articoli 14 e 15 della Convenzione per l’eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne, ratificata dall’Italia con la Legge n. 132 del 14 marzo 1985. Si tratta di obblighi legali che derivano dalla ratifica, da parte dello Stato italiano, di convenzioni internazionali che impongono alle autorità locali (non solo all’autorità nazionale) azioni e politiche adeguate di protezione delle donne e dei minori.
L’Amministrazione comunale non riesce neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione per combattere l’emergenza abitativa. Pur essendo di modesta entità, tali fondi a Treviglio non vengono nemmeno utilizzati interamente. Infatti la DGR n. 5644 del 3/10/2016, attraverso fondi in gran parte provenienti dallo Stato centrale stanziava € 160.670,85; con la DGR n. 7464 del 4.12.2017 altri € 36.004,28. Su un totale di € 196.675,13 a disposizione, l’Amministrazione comunale ne ha speso, ad oggi 31/07/2018, circa € 91.343,42, cioè meno della metà (46%) in due anni. Il rischio vero è che i soldi non spesi, entro fine anno 2018, debbano essere restituiti, nonostante vi siano famiglie che non riescono neppure ad accedere al mercato della locazione.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (secondo quanto previsto dalla L. 102/2013 e attuato da diverse Prefetture e Comuni in altre parti d’Italia) per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa.
L’esecuzione degli sfratti viene talora predisposta senza preavviso, con il risultato di “buttare in strada” famiglie intere, con minorenni e invalidi, con l’esito di avere così altre persone senza-tetto oltre a quelle che già dormono in giacigli di fortuna.
Segnaliamo il caso della famiglia sgomberata da Via dei Malgari due settimane addietro, di cui si sono perse le tracce, ma che sappiamo ancora presente sul territorio.
Oltre ad abbandonare a sé stesse le famiglie sfrattate, l’Amministrazione di Treviglio sta marciando verso la progressiva dismissione del patrimonio pubblico, dal momento che molti alloggi delle case popolari restano ancora oggi non assegnati perché inagibili a causa della mancata manutenzione straordinaria. L’ultimo bando comunale per l’assegnazione di alloggi pubblici a canone sociale risale ad 1 anno e mezzo addietro e ha assegnato circa 26 alloggi, a fronte un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione di poco inferiore alle trecento unità. (Unione Inquilini Bergamo-Treviglio, 31.07.18)

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(31.07.18) TREVIGLIO. MANIFESTAZIONE ANTISFRATTO

* Appuntamento alle ore 8.30 di martedi 31 luglio, dalle ore 8.30, Via Casnida n° 41-Treviglio. Nel corso della manifestazione: conferenza stampa con presentazione dei dati sul fallimento delle politiche abitative dell’Amministrazione comunale di Treviglio. Info c/o Unione Inquilini Treviglio/Bergamo - tel. 3387728683 (fabio)

A Treviglio martedi 31 luglio ufficiale giudiziario e forze dell’ordine interverranno per “buttare in strada” una famiglia con 2 figli minorenni (10 e 7 anni). Il capofamiglia fa parte di una lunga schiera di “lavoratori poveri”: coloro che con il loro salario non riescono neppure a coprire le spese del vivere quotidiano. L’inquilino infatti lavora in una fabbrica del bergamasco con un contratto a chiamata, assunto da una cooperativa di intermediazione lavorativa.
Come è ormai prassi consolidata, i Servizi sociali del comune hanno scelto di abbandonare la famiglia a sé stessa, senza neppure prevedere un ricovero in una struttura protetta nemmeno per la madre e i figli minorenni.
Il Comune di Treviglio è fra quei comuni che mostrano di voler rinunciare ad una politica per la casa, nonostante i gravi problemi sociali presenti nel territorio.
L’Amministrazione comunale non riesce neppure a spendere i soldi, messi a disposizione da Stato e Regione, per combattere l’emergenza abitativa.
Non si adempie neppure all’obbligo della “graduazione” dell’esecuzione degli sfratti (strumento previsto dalla L. 102/2013 per evitare gli sgomberi volenti e garantire il passaggio da casa a casa e applicato da Comuni e Prefetture in tante parti d’Italia). Anche per questo sfratto esistevano tutte le condizioni perché alla famiglia fosse evitato il trauma dello sgombero, posticipandolo, rimborsando la proprietà, garantendo in tempi brevi il passaggio da casa a casa. Niente di tutto questo è stato fatto e lo sfratto potrebbe avvenire con l’esito di avere un’altra famiglia senza-tetto.
Per questi motivi martedi 31 luglio Unione Inquilini, insieme al collettivo “Tana Libera tutti”, organizza una manifestazione di protesta contro l’ennesimo sfratto eseguito con l’utilizzo della polizia. La giornata di mobilitazione avrà inizio alle ore 8.30 a Treviglio in via Casnida n° 41, di fronte alla casa della famiglia di cui è previsto lo sgombero.
Nella conferenza stampa, prevista durante la manifestazione, presenteremo i dati sul fallimento delle politiche abitative dell’Amministrazione comunale compresa la testimonianza di una famiglia rimasta senza tetto e assistenza dopo aver subito uno sfratto nei giorni scorsi. (Unione Inquilini Trevigio/Bergamo, 26.07.18)

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(30.07.18) SERIATE. APPUNTAMENTO ANTISFRATTO

* Lunedì 30 luglio, ore 9.00 a Seriate, Via Don Minzoni n° 4, PRESIDIO SOLIDALE. Per info: tel. 3914724379 (Valentina)

In vista delle ferie d’agosto in questo fino mese di luglio si moltiplicano gli sfratti. Lunedì mattina a Seriate l’ufficiale giudiziario busserà alla porta di una famiglia con due bambini piccoli e malati per sgomberarla dall’appartamento in cui  vive. Ci troviamo pertanto lunedì mattina 30 luglio, alle ore 9.30 in Via Don Minzoni 4 a Seriate davanti all’abitazione della famiglia per un presidio solidale antisfratto. (Unione Inquilini Bergamo)

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(19.07.18) BORGO DI TERZO (bg). ASSEMBLEA PUBBLICA: COSTRUIAMO “POTERE AL POPOLO” ANCHE IN VALCAVALLINA E DINTORNI

* Giovedì 19 luglio alle ore 21.00, Sala comunale di “Casa Zinetti”, Via Roma 25/27 a Borgo di Terzo

APPELLO. La necessaria opposizione allo stato delle cose presente. Costruiamo “Potere al popolo” anche in Valcavallina e dintorni

Dopo la devastazione fatta dai governi a guida Pd nei confronti delle conquiste sociali e dei diritti dei lavoratori e delle persone, il governo a guida giallo-verde sta già accantonando le promesse elettorali per aderire strettamente alle politiche di austerity programmate dalla Ue.

Sempre più reale, cioè, è la prospettiva di dover passare dalla massacro sociale in salsa liberal-europeista a quello di Lega e 5 Stelle che fa perno sul progetto di Flat Tax, per far pagaremeno tasse ai ricchi, e questo in un Paese come l’Italia dove negli ultimi trent’anni abbiamo avuto una caduta continua e inarrestabile dei redditi popolari e una parallela concentrazione di ricchezze nelle mani di una cerchia sempre più ristretta di persone.

Di fronte a cinque milioni di persone in povertà assoluta, ad una estensione del lavoro precario e sottopagato che non ha precedenti nella storia del nostro paese, di fronte ad un profondo malessere sociale dovuto non alla scarsità ma ad una distribuzione profondamente distorta delle ricchezze, la scelta del governo in carica – con le orrende iniziative xenofobe e assassine di questi giorni – è stata quella di indicare nei migranti il “capro espiatorio” in funzione della guerra far i poveri, come hanno sempre fatto i fascisti di tutti i tempi.

La difesa dei diritti e delle aspirazioni dei lavoratori, dei giovani, dei ceti sociali che più hanno pagato e stanno pagando l’austerity non può essere affidata né ai partiti di questo governo né alle forze politiche che per decenni sono state artefici del massacro sociale.

Ma riconquistare quello che ci è stato tolto, impedire ulteriori rapine può essere possibile solo nel quadro di un reale protagonismo e disponibilità alla lotta da parte di tutti coloro, giovani e meno giovani, uomini e donne, lavoratori e lavoratrici, disoccupati, precari.

Si tratta non solo di far sentire la nostra voce, ma anche di dotarci di strumenti di solidarietà e mutualismo, capaci di dare risposte concrete, ora e senza deleghe, ai bisogni delle persone e di contrastare il neo-liberismo pervasivo che ci rende sempre più poveri e più isolati.

E’ con tali intendimenti che “Potere al popolo” nei mesi scorsi ha mosso i suoi primi passi e si appresta, con una presenza diffusa in tutta Italia, a dare corpo, in modo partecipato, organizzato ad un progetto di resistenza, di opposizione e di riscossa, popolare, sociale, antifascista, per difenderci e reagire dalle vecchie e nuove spoliazioni di diritti, reddito, dignità, democrazia e perfino di umanità.

Anche nella nostra zona è ormai ora di costruire “Potere al popolo”. Il primo passo è quello di incontrarci, conoscerci, organizzarci, progettare: per non essere più passivi, impotenti, rassegnati.

L’appuntamento è giovedì 19 luglio, alle ore 21.00, presso la Sala Comunale “Casa Zinetti”, a Borgo di Terzo, Via Roma n°25-27

Potere al Popolo Valcavallina e dintorni - bg tel. 3387268790 (luca)

papvalcavallina@libero.it


(07.07.18) COVO (bg). INCONTRO PUBBLICO. “LA TASSA SULL’ “IDONEITA’ ALLOGGIATIVA” PER GLI IMMIGRATI A COVO NON E’ GIUSTA E DEVE ESSERE CAMBIATA!”

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* Sabato 7 luglio, alle ore 15.30, presso Centro sociale “Ex Biolcheria”, Via Pradone - COVO

Tra il 2014 e il 2015 alcune amministrazioni comunali della provincia di Bergamo avevano deliberato di aumentare in modo esorbitante i diritti di segreteria per il cosiddetto “certificato di idoneità alloggiativa”, un documento che solo i cittadini extra Ue devono presentare in molte occasioni, come ad esempio all’atto del rilascio del primo permesso di soggiorno per lavoro, nei casi di ricongiungimento familiare oppure quando si chiede la carta di soggiorno anche per i familiari conviventi.
Così, in seguito ai ricorsi di cittadini stranieri, il Tribunale di Bergamo aveva più volte dichiarato questi provvedimenti illegittimi, ravvisandovi una ingiusta “’distinzione’ basata sull’’origine nazionale’ che ha come effetto quello di compromettere il riconoscimento, il godimento o l’esercizio, in condizioni di parità, dei diritti umani e delle libertà fondamentali” e ingiungendo quindi ai comuni che li avevano promossi di ritirarli e restituire le somme indebitamente riscosse.
Anche a Covo dal 2015 il costo del certificato di idoneità alloggiativa è stato portato da 50 euro (questo in media l’ammontare dei diritti di segreteria vigenti nei comuni) a ben 210 euro (+420%!) per ciascuna domanda, a cui bisogna aggiungere altre centinaia di euro per le attestazioni dell’idraulico o dell’elettricista, che – secondo il regolamento vigente a Covo – scadono ogni tre mesi.
Si tratta di oneri gravosi che incidono in modo significativo sul reddito delle famiglie, considerando che in diverse casi la certificazione di idoneità alloggiativa deve essere presentata anche più di una volta all’anno, e che pertanto ostacolano l’esercizio di diritti fondamentali.
Per questo le comunità degli immigrati di Covo chiedono al Sindaco e all’Amministrazione comunale di rivedere le delibere e i regolamenti comunali in materia prevedendo tariffe e modalità analoghe a quelle degli altri comuni“.
Su questo problema, dopo l’incontro con il Sindaco a cui sono state illustrate queste richieste, sabato 7 luglio alle ore 15.30 si terrà una assemblea pubblica presso il Centro sociale “Ex Biolcheria” (Via Pradone), a cui sono invitati i cittadini, il Sindaco, gli amministratori e consiglieri comunali, le associazioni, le forze sindacali e politiche. (a cura Comunità immigrati stranieri a Covo e sindacato Unione Inquilini di Bergamo e provincia, per info c/o tel. 3397728683 - Fabio Cochis)