Quello che ci è dato sapere è che stamattina verso le 9.00 le forze dell’ordine in assetto antisommossa sono entrate nella cascina annessa al Monastero dove alloggiano i richiedenti asilo in custodia della cooperativa Ruah. Una ventina di loro da tre giorni avevano “occupato” lo stabile come forma di lotta per chiedere – esasperati dopo ben tre anni di attesa e trafile – il permesso di soggiorno, forse anche perché da qualche tempo corre voce che le autorità governative siano intenzionate a sbarazzarsene e buttarli in strada al freddo e senza documenti (cfr. “BgReport 14.12.16: qui) . Della protesta informava solo ieri un trafiletto de “L’Eco di Bergamo” (cfr. qui). L’irruzione nella cascina delle forze dell’ordine è avvenuta senza alcuna resistenza da parte degli occupanti che però subito dopo sono stati fatti salire su di un pullman nel piazzale dietro la scuola materna e portati a Bergamo in Questura. Quello che rischiano è di essere estromessi dal progetto di accoglienza o addirittura di essere portati in un Cie, cioé misure di vera e propria repressione, che potrebbero avere conseguenze pesanti per il loro futuro. Sono colpevoli di aver voluto alzare la testa contro una situazione insostenibile fatta di totale precarietà e totale incertezza rispetto alla propria vita, considerati – come altre decine e decine di migliaia di persone sopravvissute ai naufragi e a mille traversie - in base alle leggi dello stato italiano e dell’Unione Europea come pacchi ingombranti da nascondere, deportare, nonché tenere a bada o far tacere con il pretesto “responsabile” di non svegliare la xenofobia diffusa nell’opinione pubblica portando acqua al mulino dell’imprenditoria (politica) della paura. Chiedono un permesso di soggiorno, cioè che venga loro riconosciuto il diritto sacrosanto di potersi muovere su questo pezzetto - Europa - della Terra, diritto ora negato da una “ragion politica” sempre più irreale e disumana nei confronti di chiunque non sia ricco e privilegiato. Quanto avvenuto questa mattina, questa protesta finita negli ingranaggi della repressione senza che i ragazzi abbiano avuto la possibilità di parlare quantomeno alla nostra comunità, davvero ci lascia molta amarezza. In attesa di avere notizie più precise e aggiornate, chiediamo con forza che i ragazzi tornino a San Paolo d’Argon, non abbiano a subire alcuna ritorsione e al più presto siano messi nelle condizione di disporre di sé stessi e della lora vita come tutti gli altri profughi e richiedenti asilo che vivono in analoghe condizioni. (15.12.16 - “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”)

* Cfr. anche L’Eco di Bergamo 16.12.16: qui


(22.12.16) BORGO DI TERZO. “CON IL NO ABBBIAMO DIFESO LA COSTITUZIONE: ORA LOTTIAMO PER APPLICARLA”

* Incontro del Circolo di Rifondazione Comunista - Valcavallina: valutazione dei risultati referendari,  prospettive e iniziativa politica. Interviene Francesco Macario - segretario provinciale Prc

* Borgo di Terzo, giovedì 22 dicembre, alle ore 21.00, presso le sede di Rifondazione Comunista in via Rivolta 1

Come introduzione alla discussione, riportiamo il documento conclusivo dell’Assemblea “Ricominciamo dal NO(i)” che si è tenuta a Roma l’11 dicembre scorso.

Come promotori e partecipanti agli incontri di “politica in comune”, in occasione dell’assemblea nazionale dell’11 dicembre a Roma, riaffermiamo la necessità di far dialogare e unire tutte le forze che a sinistra hanno contribuito alla straordinaria vittoria del No alla revisione costituzionale proposta dal governo Renzi.
Questa vittoria deve spingerci a far maturare nel nostro paese un profondo cambiamento politico, economico e sociale, che dia rappresentanza alle tante domande presenti nella società per la giustizia, la democrazia, il lavoro, i diritti sociali, la salvaguardia dell’ambiente, un’economica sostenibile. La Costituzione ora deve essere attuata compiutamente; e anzi il suo orientamento ideale rappresenta per noi l’indirizzo politico-programmatico di una nuova stagione della sinistra.
Dopo anni di separazione tra paese e istituzioni, società e politica riteniamo si debba andare alle elezioni generali con una legge elettorale che non può non avere un impianto proporzionale, in grado di dare effettiva rappresentanza a tutti gli orientamenti e sensibilità presenti nella società italiana, oltreché in contrasto con lo schiacciamento maggioritario del sistema politico, di cui sono evidenti i danni prodotti. Starà poi a noi lavorare a costruire, con il metodo della “politica in comune”, un’alternativa politica a tutte le forze neo-liberiste, Partito democratico compreso.
Serve una politica capace di valorizzare la dimensione democratico-partecipativa nelle comunità locali, attraverso il sostegno alle tante liste civiche che si sono misurate nelle diverse elezioni amministrative che si sono succedute, e il protagonismo sociale e culturale che si esprime in associazioni, movimenti, civismo, nei loro conflitti, nelle loro campagne. Il tutto con il decisivo contributo di una rinnovata e non autoreferenziale sinistra politica, capace di superare la frammentarietà organizzativa, la subalternità politica, le chiusure ideologiche.
Noi vogliamo dare un contributo alla costruzione di uno spazio aperto e inclusivo, plurale e cooperativo, dove ciascuno, ciascuna possano fare la propria parte per costruire una nuova stagione di cambiamento.
E per questo c’impegniamo a lavorare per realizzare tre obiettivi:

*   La costruzione di una proposta legata al “metodo” che deve essere alla base di quello spazio politico che intendiamo offrire. La forma è importante quanto il contenuto, le pratiche significative quanto i programmi, i comportamenti quanto i documenti. Bisogna mettere al bando derive autoreferenziali e politiciste per dar vita a forme e procedure partecipative, che incidano in modo radicalmente nuovo sul come si sta insieme, su come si decide, su come si formano nuove soggettività dal basso verso l’alto, forme e procedure non schiacciate su schieramenti, posizionamenti, assetti. Ciò significa inoltre riconoscere e valorizzare la pari dignità delle diverse forme della politica presenti a sinistra, che insieme si sono impegnate, ciascuna con un proprio ruolo, nella battaglia referendaria, e che possono allo stesso modo costruire una sinistra larga e plurale, un campo della trasformazione, in grado di misurarsi in modo innovativo con le prossime scadenze elettorali. E su questi temi c’impegniamo infine a promuovere un’assemblea nazionale entro gennaio, invitando le realtà locali a organizzare iniziative in preparazione di quest’appuntamento centrale.

*   Il contributo alla vittoria nei prossimi appuntamenti politici e sociali contro le politiche neo-liberiste attuate in questi anni. Proprio perché per noi la sinistra o è sociale o non è e la politica o è cambiamento sociale o non è, si svolgano o meno nel 2017 le elezioni politiche, chiediamo che si possano celebrare i referendum sul lavoro, su cui la Cgil ha raccolto più di tre milioni di firme. Ci impegniamo altresì a contribuire alla costituzione di Comitati per il Sì per sostenere la prossima campagna referendaria.

*   Il prosieguo del nostro percorso di “politica in comune”, attraverso un rafforzamento della comunicazione e della collaborazione tra le nostre realtà e allargando l’ambito del lavoro e delle iniziative fin qui svolte, attraverso un collegamento organico con le esperienze che si ritroveranno il prossimo 18 dicembre a Bologna, con le quali condividiamo il percorso politico e culturale, i temi del confronto e la domanda di un cambiamento radicale. Rivolgiamo pertanto ai promotori dell’iniziativa bolognese l’invito a incontrarci e continuare il nostro lavoro insieme

Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina. Per comunicazioni: tel. 3389759975