(23.12.16) BERZO SAN FERMO. ECCO COSA SUCCEDE SE VAI A BERTI DEL VINO AL BAR DEL TUO PAESE E TI RITROVI AD ASCOLTARE SLOGAN FASCISTI DA PARTE DI PICCOLI DECEREBRATI

Guance gonfie e rosse e occhi fuori dalle orbite più per l’ignoranza che per la sbornia chiaramente accentuata da una grande capacità interpretativa di caproni senza cultura. Per ubriacarsi ci vuole sempre della classe, l’ebbrezza è arte e se a fine serata ci si mette ad urlare a modalità grugnito maiale insulti infami del tipo “porco Allah” non si è dei fighi ubriachi, si è semplicemente dei coglioni di merda. E pure anche un po’ ridicoli dato che al forte senso di appartenenza contro Allah si pensa bene di aggiungerci, nel finale, un Porco Dio e un Dio cane più volte rivendicati in segno di grandezza personale. Alcuni giovincelli di Berzo hanno un’idea ben precisa del galateo, abituati ad ispirarsi a dignitose pratiche tradizionalmente cavernicole, meritevoli di conferire buona immagine e dignità: alla presenza di un pubblico formato da femmine, è quindi usanza che qualcheduno apra la sua coda da pavone alzando il braccio destro e gridando “Dux!Dux!” con la stessa convinzione di un fedele che dice l’Ave Maria.
Ora, oltre al profondo senso di schifo nei loro confronti e alla mia assoluta certezza che le ramanzine oramai non servano più e che dovrebbero dar spazio, qualche volta, a vere e proprie randellate, mi auguro che la prossima volta i gestori di questo bar anziché mettersi a filmare siparietti del genere, in primo luogo smettano di dar da bere a questi ragazzotti –soffro nel vedere alcol sprecato- ed in secondo luogo caccino via a calci in culo elementi del genere da un luogo che è pubblico e che, in quanto tale, dovrebbe rispettare la dignità umana.
Non è più tempo per lasciar passare le cose, soprattutto quando rivendicazioni del genere spuntano dalla bocca di ragazzotti che del mondo non conoscono un accidente. Mi auguro che gli stessi gestori e l’amministrazione comunale agiscano con le modalità che i loro ruoli nella società richiedono: e non con un telefonino in mano o facendo finta di niente.
Ecchecazzo.
(23.12.16 - Berzo San Fermo - Myrna Cambianica)


Potrebbe finalmente avere un esito positivo e in tempi non lunghissimi la vicenda dei 600 mutuati del nostro paese che non hanno più la possibilità di usufruire del servizio di medicina di base nell’ambulatorio di San Paolo d’Argon.
Come abbiamo riferito nei giorni scorsi, a seguito del pensionamento di uno dei medici di base, numerosi concittadini avevano ricevuto l’avviso per la scelta del nuovo medico, ma a partire dal 12 di dicembre l’unica possibilità era quella di iscriversi presso un medico che presterà servizio solo a Cenate Sotto. Una eventualità questa paventata in particolare da numerosi anziani, anche perché Cenate Sotto non è raggiungibile con mezzi pubblici.
Una petizione sottoscritta dai cittadini è stata recapitata la scorsa settimana alle autorità preposte con la richiesta “di poter continuare a far riferimento ad un medico operante presso l’ambulatorio comunale di San Paolo d’Argon”, che – come è nato – è stato inaugurato poco tempo fa nello stabile dell’ex municipio a seguito di un importante investimento del nostro Comune.
Dopo un primo incontro con l’amministrazione comunale andato a vuoto (cfr. qui), una delegazione di oltre 20 concittadine e concittadine lunedì (cfr. qui) ha incontrato il sindaco Stefano Cortinovis che assicurava il suo interessamento presso i responsabili dell’Azienda socio sanitaria di Bergamo.
Effettivamente nelle scorse settimane, verificate situazioni di criticità e carenze nella medicina di base non solo a San Paolo d’Argon ma anche in altri comuni del distretto di Trescore Balneario, l’Asst ha aperto un nuovo bando di concorso per 4 nuovi medici base, di cui uno – come ci è stato riferito dai funzionari della stessa Asst – quasi sicuramente a San Paolo d’Argon.
Ieri sera infine, in occasione della tradizionale Cena della Comunità che si tiene nel periodo natalizio, il sindaco ha informato i cittadini presenti che a partire dalla seconda metà o dalla fine di gennaio ci sarà un nuovo medico a San Paolo d’Argon. Questo significa che si dovrà pazientare ancora alcune settimane e poi la situazione dovrebbe risolversi.
E’ una buona notizia, di cui ringraziamo tutti coloro che si sono attivati e che ci hanno prestato attenzione. Nelle prossime settimane, fino a che non sarà andato tutto effettivamente a posto, invitiamo a fare ancora riferimento al signor Italo Ceccherini (tel. 3393414739), per informazioni o comunicazioni.
Per risolvere i problemi la collaborazione e la solidarietà sono sempre risorse preziose ed efficaci.


* Giovedì 22 dicembre, presidio solidale ad Azzano San Paolo in Via Roma 54, dalla mattinata (info: tel. 3345086230 – Davide)

Molti non sanno che nei giorni che precedono le feste si infittiscono gli sgomberi tanto che per molte famiglie sono giorni di trepidazione e di ansia. Domani tocca a Samira che vive ad Azzano San Paolo con i suoi e figli di 13 e 7 anni, disoccupata. Siamo alla terza uscita dell’ufficiale giudiziario. Gli attivisti di Unione Inquilini per settimane e settimane hanno insistito ripetutamente presso i servizi sociali del comune, ma a tutt’oggi non è stato possibile concordare alcuna soluzione abitativa alternativa ragionevole. Facciamo appello alla solidarietà. L’appuntamento è domani mattina ad Azzano San Paolo in via Roma 54. Comunicheremo l’orario del presidio non appena possibile. (21.12.16 – Unione Inquilini Bergamo – Davide Canto)

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(20.12.16) BERGAMO. INCHIESTA NELLE CASE POPOLARI ALER: TRA APPARTAMENTI VUOTI E CASEGGIATI FATISCENTI

UNIONE INQUILINI: “IL DEGRADO PEGGIORA GLI EFFETTI DELLA CRISI ECONOMICA, CHIEDIAMO DI ESSERE ASCOLTATI”
Affitti sempre più alti, caseggiati fatiscenti, appartamenti vuoti: questa è la realtà delle famiglie che vivono nelle case popolari Aler della città di Bergamo (ma anche della provincia). Per portare all’attenzione di tutta la città una situazione che negli anni ha assunto toni drammatici, il sindacato Unione Inquilini ha avviato una inchiesta visitando i caseggiati di edilizia pubblica del quartiere Autostrada (Via Carnovali dal nr 3 al nr 29 e dal n° 43 al n° 63), proseguito nei quartieri della Malpensata (via Luzzati nr 7-53) e di Clementina (via Rovelli n°36/1-12) infine nei caseggiati di via Moroni.
Abbiamo organizzato questa inchiesta perché vogliamo ridare la giusta attenzione ad una situazione diventata davvero difficile. Vogliamo che tutti i cittadini conoscano i problemi che l’attuale amministrazione di ALER ha nascosto per questi 2 (due) anni: la condizione di decadimento in cui sono stati colpevolmente lasciate le circa 2000 case popolari ALER della città di Bergamo merita una risposta da parte della attuale Dirigenza, che invece continua a non incontrare i sindacati e i Comitati autorganizzati degli inquilini.
Durante l’inchiesta abbiamo incontrato i Comitati che rappresentano gli inquilini che abitano in questi caseggiati e abbiamo “dato voce” a loro, ai loro problemi e alle richieste. Vorremmo che fossero loro a spiegare ad ALER le condizioni di abbandono in cui sono stati lasciati dall’attuale dirigenza (Luigi Mendolicchio e Valter Terruzzi) ma anche da quelle che si sono avvicendate negli ultimi anni. Il degrado in cui sono stati lasciati i caseggiati delle case popolari hanno notevolmente peggiorato il disagio sociale determinato dalla crisi economica e dalla povertà che avanza. L’aspetto peggiore del problema, sono i circa 150 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica tenuti vuoti nella città di Bergamo perché privi di manutenzione e quindi non assegnabili.
Di seguito trovate:
1) La piattaforma di rivendicazione dei Comitati
2) Articolo de L’eco di Bergamo (15.11.16) su situazione nei caseggiati
3) Articolo su L’Eco di Bergamo (15.11.16) sulle dichiarazioni dei sindacati inquilini
4)
Fotografie (L’Eco di Bergamo 15.11.16)

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* Aggiornato a lunedì 19 dicembre, ore 17.00, incontro in Municipio con il Sindaco (per info c/o tel. 3393414739 - Sig.Italo Ceccherini)

Nulla di fatto mercoledì 14 dicembre, perché all’incontro che avevamo chiesto (vedi qui), il sindaco Cortinovis non ha potuto essere presente a causa di concomitanti impegni istituzionali secondo quanto ci è stato riferito dal vicesindaco sig. Zanotti. Erano presenti 11 fra i circa 600 concittadini e le concittadine che rischiano di dover far riferimento per la medicina di base ad un ambulatorio non più a San Paolo d’Argon ma a Cenate Sotto. Il vicesindaco, a cui è stata illustrata - con “vivacità” -  la situazione problematica che si è venuta a creare con la scelta del nuovo medico di base a cui sono stati chiamati numerosi mutuati di San Paolo d’Argon, si è impegnato a concordare una nuova riunione con la presenza del sindaco Cortinovis, che si terrà appunto lunedì 19 dicembre alle ore 17.00 in Municipio (si entra da Via delle Rimembranze). Per scongiurare il rischio che numerosi cittadini perdano un servizio essenziale nel nostro Comune, a maggior ragione dopo che è stato realizzato il nuovo ambulatorio comunale, invitiamo gli interessati e le interessate a partecipare.  Per altre info si può fare riferimento al signor Italo Ceccherini -  tel. 3393414739.


Quello che ci è dato sapere è che stamattina verso le 9.00 le forze dell’ordine in assetto antisommossa sono entrate nella cascina annessa al Monastero dove alloggiano i richiedenti asilo in custodia della cooperativa Ruah. Una ventina di loro da tre giorni avevano “occupato” lo stabile come forma di lotta per chiedere – esasperati dopo ben tre anni di attesa e trafile – il permesso di soggiorno, forse anche perché da qualche tempo corre voce che le autorità governative siano intenzionate a sbarazzarsene e buttarli in strada al freddo e senza documenti (cfr. “BgReport 14.12.16: qui) . Della protesta informava solo ieri un trafiletto de “L’Eco di Bergamo” (cfr. qui). L’irruzione nella cascina delle forze dell’ordine è avvenuta senza alcuna resistenza da parte degli occupanti che però subito dopo sono stati fatti salire su di un pullman nel piazzale dietro la scuola materna e portati a Bergamo in Questura. Quello che rischiano è di essere estromessi dal progetto di accoglienza o addirittura di essere portati in un Cie, cioé misure di vera e propria repressione, che potrebbero avere conseguenze pesanti per il loro futuro. Sono colpevoli di aver voluto alzare la testa contro una situazione insostenibile fatta di totale precarietà e totale incertezza rispetto alla propria vita, considerati – come altre decine e decine di migliaia di persone sopravvissute ai naufragi e a mille traversie - in base alle leggi dello stato italiano e dell’Unione Europea come pacchi ingombranti da nascondere, deportare, nonché tenere a bada o far tacere con il pretesto “responsabile” di non svegliare la xenofobia diffusa nell’opinione pubblica portando acqua al mulino dell’imprenditoria (politica) della paura. Chiedono un permesso di soggiorno, cioè che venga loro riconosciuto il diritto sacrosanto di potersi muovere su questo pezzetto - Europa - della Terra, diritto ora negato da una “ragion politica” sempre più irreale e disumana nei confronti di chiunque non sia ricco e privilegiato. Quanto avvenuto questa mattina, questa protesta finita negli ingranaggi della repressione senza che i ragazzi abbiano avuto la possibilità di parlare quantomeno alla nostra comunità, davvero ci lascia molta amarezza. In attesa di avere notizie più precise e aggiornate, chiediamo con forza che i ragazzi tornino a San Paolo d’Argon, non abbiano a subire alcuna ritorsione e al più presto siano messi nelle condizione di disporre di sé stessi e della lora vita come tutti gli altri profughi e richiedenti asilo che vivono in analoghe condizioni. (15.12.16 - “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”)

* Cfr. anche L’Eco di Bergamo 16.12.16: qui


(22.12.16) BORGO DI TERZO. “CON IL NO ABBBIAMO DIFESO LA COSTITUZIONE: ORA LOTTIAMO PER APPLICARLA”

* Incontro del Circolo di Rifondazione Comunista - Valcavallina: valutazione dei risultati referendari,  prospettive e iniziativa politica. Interviene Francesco Macario - segretario provinciale Prc

* Borgo di Terzo, giovedì 22 dicembre, alle ore 21.00, presso le sede di Rifondazione Comunista in via Rivolta 1

Come introduzione alla discussione, riportiamo il documento conclusivo dell’Assemblea “Ricominciamo dal NO(i)” che si è tenuta a Roma l’11 dicembre scorso.

Come promotori e partecipanti agli incontri di “politica in comune”, in occasione dell’assemblea nazionale dell’11 dicembre a Roma, riaffermiamo la necessità di far dialogare e unire tutte le forze che a sinistra hanno contribuito alla straordinaria vittoria del No alla revisione costituzionale proposta dal governo Renzi.
Questa vittoria deve spingerci a far maturare nel nostro paese un profondo cambiamento politico, economico e sociale, che dia rappresentanza alle tante domande presenti nella società per la giustizia, la democrazia, il lavoro, i diritti sociali, la salvaguardia dell’ambiente, un’economica sostenibile. La Costituzione ora deve essere attuata compiutamente; e anzi il suo orientamento ideale rappresenta per noi l’indirizzo politico-programmatico di una nuova stagione della sinistra.
Dopo anni di separazione tra paese e istituzioni, società e politica riteniamo si debba andare alle elezioni generali con una legge elettorale che non può non avere un impianto proporzionale, in grado di dare effettiva rappresentanza a tutti gli orientamenti e sensibilità presenti nella società italiana, oltreché in contrasto con lo schiacciamento maggioritario del sistema politico, di cui sono evidenti i danni prodotti. Starà poi a noi lavorare a costruire, con il metodo della “politica in comune”, un’alternativa politica a tutte le forze neo-liberiste, Partito democratico compreso.
Serve una politica capace di valorizzare la dimensione democratico-partecipativa nelle comunità locali, attraverso il sostegno alle tante liste civiche che si sono misurate nelle diverse elezioni amministrative che si sono succedute, e il protagonismo sociale e culturale che si esprime in associazioni, movimenti, civismo, nei loro conflitti, nelle loro campagne. Il tutto con il decisivo contributo di una rinnovata e non autoreferenziale sinistra politica, capace di superare la frammentarietà organizzativa, la subalternità politica, le chiusure ideologiche.
Noi vogliamo dare un contributo alla costruzione di uno spazio aperto e inclusivo, plurale e cooperativo, dove ciascuno, ciascuna possano fare la propria parte per costruire una nuova stagione di cambiamento.
E per questo c’impegniamo a lavorare per realizzare tre obiettivi:

*   La costruzione di una proposta legata al “metodo” che deve essere alla base di quello spazio politico che intendiamo offrire. La forma è importante quanto il contenuto, le pratiche significative quanto i programmi, i comportamenti quanto i documenti. Bisogna mettere al bando derive autoreferenziali e politiciste per dar vita a forme e procedure partecipative, che incidano in modo radicalmente nuovo sul come si sta insieme, su come si decide, su come si formano nuove soggettività dal basso verso l’alto, forme e procedure non schiacciate su schieramenti, posizionamenti, assetti. Ciò significa inoltre riconoscere e valorizzare la pari dignità delle diverse forme della politica presenti a sinistra, che insieme si sono impegnate, ciascuna con un proprio ruolo, nella battaglia referendaria, e che possono allo stesso modo costruire una sinistra larga e plurale, un campo della trasformazione, in grado di misurarsi in modo innovativo con le prossime scadenze elettorali. E su questi temi c’impegniamo infine a promuovere un’assemblea nazionale entro gennaio, invitando le realtà locali a organizzare iniziative in preparazione di quest’appuntamento centrale.

*   Il contributo alla vittoria nei prossimi appuntamenti politici e sociali contro le politiche neo-liberiste attuate in questi anni. Proprio perché per noi la sinistra o è sociale o non è e la politica o è cambiamento sociale o non è, si svolgano o meno nel 2017 le elezioni politiche, chiediamo che si possano celebrare i referendum sul lavoro, su cui la Cgil ha raccolto più di tre milioni di firme. Ci impegniamo altresì a contribuire alla costituzione di Comitati per il Sì per sostenere la prossima campagna referendaria.

*   Il prosieguo del nostro percorso di “politica in comune”, attraverso un rafforzamento della comunicazione e della collaborazione tra le nostre realtà e allargando l’ambito del lavoro e delle iniziative fin qui svolte, attraverso un collegamento organico con le esperienze che si ritroveranno il prossimo 18 dicembre a Bologna, con le quali condividiamo il percorso politico e culturale, i temi del confronto e la domanda di un cambiamento radicale. Rivolgiamo pertanto ai promotori dell’iniziativa bolognese l’invito a incontrarci e continuare il nostro lavoro insieme

Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina. Per comunicazioni: tel. 3389759975


* Giovedì 15 dicembre,dalle ore 14.00, presidio anti-sfratto in Via Milano 2 a Martinengo (info tel. 3345086230 - Davide)

Giovedi 15 Dicembre a Martinengo, l’ufficiale giudiziario e forze dell’ordine tenteranno di eseguire lo sfratto della famiglia di Youssef: un invalido al 75% che vive con moglie e 2 (due) figli minorenni. A causa dell’invalidità Youssef non può lavorare e la famiglia vive con i soldi della pensione di invalidità. Per questo non è stato più possibile pagare l’affitto dell’appartamento. Le trattative avviate dagli attivisti di Unione Inquilini con l’Amministrazioni comunale di Martinengo non hanno prodotto alcun risultato. Il sindaco (Llega Nord) dichiara di non avere alcuna risorsa economica da spendere per aiutare la famiglia. Youseff ha fatto domanda per avere una casa popolare, è in buona posizione nella graduatoria comunale, ma, come succede sempre più spesso, gli alloggi gestiti dall’ALER di Bergamo non vengono assegnati perché privi di manutenzione per renderli abitabili. Nonostante il Papa si sia espresso tante volte invitando la politica a risolvere il problema dei poveri, nonostante si avvicini il Natale cattolico, sembra che a nessuno interessi la situazione della famiglia di Youssef. Per difendere il diritto alla casa e per esprimere solidarietà alla famiglia impoverita, saremo in presidio giovedi 15 dicembre, a partire dalle ore 14, a Martinengo in Via Milano n° 2.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


* Mercoledì 14 dicembre, ore 17.00, incontro con il Sindaco di San Paolo d’Argon (per info c/o tel. 3393414739)

Non meno di 600 concittadine e concittadini, che hanno recentemente ricevuto l’avviso per la scelta del nuovo medico, rischiano di dover andare a Cenate Sotto o in altro comune per il servizio ambulatoriale di base. Per scongiurare tale eventualità, che sarebbe fonte di disagio e senso di insicurezza in particolare per anziani, casalinghe e persone non auto-munite, alcuni concittadini si sono fatti carico di una petizione collettiva sottoscritta da numerose persone e inviata alle autorità preposte, ma allo stato attuale non ci sono risposte. Da poco è stato inaugurato il nuovo ambulatorio comunale, che ha comportato un significativo investimento pubblico, ed è francamente paradossale che molti concittadini siano costretti ad andare fuori paese per usufruire di un servizio sanitario fondamentale. Mercoledì 14 dicembre una delegazione incontrerà il sindaco di San Paolo d’Argon. L’appuntamento è alle ore 17.00 e gli interessati che volessero partecipare o essere informati possono far riferimento al signor Italo C., tel. 3393414739.


Milano, 12 dicembre 1969

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