(18.04.16) SAN PAOLO D’ARGON. DOPO IL REFERENDUM DEL 17 APRILE

Ringraziamo - di cuore! - tutte le nostre concittadine e tutti i nostri concittadini che ieri sono venuti ai seggi della scuola media per esprimere il loro voto nel referendum sulla trivelle.
E’ stato un atto di civiltà e responsabilità, contro una classe dirigente che non si è fatta scrupolo di imporre una norma - la consegna a tempi indefiniti del nostro mare ai petrolieri - che si qualifica come una privatizzazione pressoché perpetua di un bene pubblico senza contropartita per la collettività.
Il tutto in nome di un modello di sviluppo energetico distorto e anacronistico.
Chi ha votato ha dato prova di responsabilità e solidarietà verso quei territori del nostro Paese che stanno pagando più di tutti i costi di un modello energetico ed estrattivo distorto e di rapina (pensiamo in particolare alla piccola e coraggiosa Basilicata - tartassata e ferita selvaggiamente dal business delle estrazioni - dove più del 50 per cento dei cittadini si è recato alle urne).
La classe dirigente, economica e politica, e il governo che ne cura gli affari sapevano che l’unico modo per imporre le loro manovre contro i beni comuni era quello di puntare sulla passività delle persone, come peraltro è avvenuto in questi anni appena trascorsi su temi quali le pensioni, il jobs act, la scuola, le politiche fiscali ed economiche e così via.
Lo hanno fatto anche con le trivelle, ma da tempo puntano - per esempio attraverso le riforme costituzionali e il nuovo sistema elettorale - a togliere di mezzo il sistema democratico ed egualitario sancito dalla nostra Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
La democrazia e l’eguaglianza di fronte alla legge sono viste dai padroni del vapore e della finanza come un ostacolo da rimuovere per dare pieno corso al capitalismo più selvaggio e all’affarismo più corrotto a discapito dei diritti e delle condizioni di vita e lavoro di milioni di persone, dei lavoratori, delle comunità, dell’ambiente.
Ieri in Italia più del 30% degli elettori hanno alzato la testa (nel nostro comune il 33,3%); ad ottobre, per fermare lo stravolgimento della nostra Costituzione e delle nostre Istituzioni democratiche, per difendere e rilanciare i diritti dei cittadini e dei lavoratori, saremo certamente molti di più.
(L’Alternativa - San Paolo d’Argon, 18.04.2016)


(21.04.16) BERGAMO-Malpensata. NO ALLA RIFORMA REGIONALE CHE PRIVATIZZA LE CASE POPOLARI E AUMENTA GLI AFFITTI

* Bergamo, giovedì 21 aprile, ore 17.30 ASSEMBLEA PUBBLICA, Saletta condominiale di Via Luzzatti, secondo cortile

La Giunta Regionale di Maroni intende modificare la legge 27 (fatta da Formigoni nel 2009) che regola le assegnazioni e la gestione delle case popolari.
In questi anni tanti in
quilini si sono lamentati per: la carenza delle manutenzioni dei caseggiati, la pessima gestione delle Aler, il costo proibitivo degli affitti e delle spese condominiali. I sindacati da anni richiedono più finanziamenti per l’edilizia pubblica e la riduzione degli affitti.
Contrariamente a tutto que
sto la nuova legge regionale prevede:
Ø Entrata massiccia dei privati (cooperative edilizie e fondi immobiliari) nella gestione del patrimonio pubblico (case popolari) e delle assegnazioni.
Ø Aumento dei canoni di affitto. Infatti i nuovi affitti verranno stabiliti dalle ALER (e dai privati) in modo da garantire la “sostenibilità economica” della azienda e non più sulla base del reddito degli inquilini.
Ø Fortissime limitazioni nel subentro anche tra genitori e figli.
Ø Taglia i finanziamenti per sostenere le famiglie in difficoltà e per fare le manutenzioni dei caseggiati o per sistemare le tante case popolari vuote.
Lottiamo per fermare questa nuova legge. Partecipiamo all’assemblea promossa dalle organizzazioni sindacali degli inquilini Giovedì 21 aprile alle ore 17.30 presso Saletta condominiale di Via Luzzatti, secondo cortile - Bergamo. (a cura di Sunia/Cgil - Sicet/Cisl - Unione Inquilini)

Locandina: Qui. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui