Ancora nel pieno delle forze, era stato colto solo poche settimane fa da un male incurabile che l’ha portato rapidamente alla morte nella giornata di oggi. Ivan Valota, di Entratico, lascia la moglie Pinuccia e il figlio Diego; lascia la Cgil di Monza-Brianza, nella quale ricopriva da alcuni anni l’incarico di segretario organizzativo, ultimo approdo di una vita dedicata all’impegno sindacale e alla difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Da sempre militante sindacale, in tantissimi anche nella nostra zona lo hanno conosciuto come dirigente nel sindacato degli elettrici, nell’Inca, nella segreteria bergamasca della Cgil. Di lui vogliamo ricordare la curiosità umana ed intellettuale insieme alla tensione per un modo più libero e fraterno, che ci ha sempre trasmesso fin dai primi anni, da quando - ancora giovanissimo - partecipava ai movimenti giovanili della sinistra qui in Valcavallina. Un grande abbraccio. (31.03.16, Maurizio M. e Circolo Rifondazione Comunista - Valcavallina)

PS.
L’ultimo saluto a Ivan verrà dato alla Camera del Lavoro di Monza – Via Premuda, 17 - Sabato 2 aprile ore 14,15 presso il Salone “Bruno Trentin”. Si ricorda che nella giornata di oggi 31 marzo e domani 1° aprile Ivan sarà ancora presso l’Hospice di Via Borgo Palazzo a Bergamo.


(31.03.16) MARTINENGO (bg). MOBILITAZIONE PER FERMARE DUE SFRATTI

* Giovedi 31 marzo, dalle ore 8.30 presidio solidale per Jamila a Martinengo in Via San Zeno 4

* Giovedi 31 marzo, dalle ore 8.30 presidio solidale per Fadwa a Martinengo in Via F. Balicco 21

Due donne sole con figli minorenni da crescere e che, come tante famiglie, non riescono a pagare l’affitto. Con Jamila ci sono tre bambini, di 7, 4 e 3 anni; il più grande è affetto da sindrome di Kanner (autismo). Due i figli minorenni di Fadwa, di 12 e 4 anni.
Nella mattinata di giovedì 31 marzo è prevista l’uscita dell’ufficiale giudiziario per lo sgombero di entrambi i nuclei familiari senza che l’amministrazione comunale abbia individuato una soluzione alloggiativa alternativa.
Il comune di Martinengo, peraltro, è fra quei comuni hanno ritenuto di dover scegliere di rinunciare ad una propria politica abitativa.
Ci sono infatti nel territorio comunale 5 appartamenti di edilizia economico popolare ma da tempo risultano privi di manutenzione, quindi vuoti e ancora indisponibili per le famiglie che saranno sfrattate giovedì.
Altri 11 appartamenti di edilizia popolare sono stati “abbandonati” da Comune, che li ha prima “svuotati”, cioè sgomberati delle famiglie che vi abitavano, poi li ha messi in vendita ed ora attende da molto tempo improbabili acquirenti.
La crisi abitativa in corso, come abbiamo denunciato in più occasioni, non deriva solo dalla crisi economica, ma è il portato di decenni di assenza delle istituzioni per garantire al diritto alla casa.
Questo spiega come mai nella nostra provincia cresca il numero degli sfratti e degli sgomberi con la forza pubblica e insieme cresca - paradossalmente - il numero di appartamenti di edilizia pubblica lasciati vuoti o, come nel caso di Martinengo e di altri comuni, semplicemente dismessi per fare cassa.
“La mobilitazione contro gli sfratti - dichiara Fabio Cochis, segretario provinciale dell’Unione Inquilini - per il nostro sindacato va di pari passo con la lotta per il rilancio di una politica del diritto alla casa e per contrastare le logiche di privatizzazione e smantellamento del patrimonio abitativo sottese a progetti quali la riforma regionale di Maroni, in corso d’opera”.
Giovedì 31 marzo dalle ore 8.30 saremo presenti Martinengo con due presidi paralleli in solidarietà alle due famiglie sfrattate: di fronte alla casa di Jamila, in Via San Zeno 4 e alla casa di Fadwa in Via F. Balicco 21. Facciamo appello alla solidarietà di tutte le persone sensibili.
(Unione Inquilini Bergamo - info c/o Fabio Cochis tel. 339.7728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(31.03.16) MARTINENGO (bg). MOBILITAZIONE PER FERMARE DUE SFRATTI

* Giovedi 31 marzo, dalle ore 8.30 presidio solidale per Jamila a Martinengo in Via San Zeno 4

* Giovedi 31 marzo, dalle ore 8.30 presidio solidale per Fadwa a Martinengo in Via F. Balicco 21

Due donne sole con figli minorenni da crescere e che, come tante famiglie, non riescono a pagare l’affitto. Con Jamila ci sono tre bambini,  di 7, 4 e 3 anni; il più grande è affetto da sindrome di Kanner (autismo). Due i figli minorenni di Fadwa, di 12 e 4 anni.
Nella mattinata di giovedì 31 marzo è prevista l’uscita dell’ufficiale giudiziario per lo sgombero di entrambi i nuclei familiari senza che l’amministrazione comunale abbia individuato una soluzione alloggiativa alternativa.
Il comune di Martinengo, peraltro, è fra quei comuni hanno ritenuto di dover scegliere di rinunciare ad una propria politica abitativa.
Ci sono infatti nel territorio comunale 5 appartamenti di edilizia economico popolare ma da tempo risultano privi di manutenzione, quindi vuoti e ancora indisponibili per le famiglie che saranno  sfrattate giovedì.
Altri 11 appartamenti di edilizia popolare sono stati “abbandonati” da Comune, che li ha prima “svuotati”, cioè sgomberati delle famiglie che vi abitavano, poi li ha messi in vendita ed ora attende da molto tempo improbabili acquirenti.
La crisi abitativa in corso, come abbiamo denunciato in più occasioni, non deriva solo dalla crisi economica, ma è il portato di decenni di assenza delle istituzioni per garantire al diritto alla casa.
Questo spiega come mai nella nostra provincia cresca il numero degli sfratti e degli sgomberi con la forza pubblica e insieme cresca - paradossalmente - il numero di appartamenti di edilizia pubblica lasciati vuoti o, come nel caso di Martinengo e di altri comuni, semplicemente dismessi per fare cassa.
“La mobilitazione contro gli sfratti - dichiara Fabio Cochis, segretario provinciale dell’Unione Inquilini - per il nostro sindacato va di pari passo con la lotta per il rilancio di una politica del diritto alla casa e per contrastare le logiche di privatizzazione e smantellamento del patrimonio abitativo sottese a progetti quali la riforma regionale di Maroni, in corso d’opera”.
Giovedì 31 marzo dalle ore 8.30 saremo presenti Martinengo con due presidi paralleli in solidarietà alle due famiglie sfrattate: di fronte alla casa di Jamila, in Via San Zeno 4 e alla casa di Fadwa in Via F. Balicco 21. Facciamo appello alla solidarietà di tutte le persone sensibili.
(Unione Inquilini Bergamo - info c/o Fabio Cochis tel. 339.7728683)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(01.04.16) BERGAMO-Clementina. NO ALLA RIFORMA REGIONALE CHE PRIVATIZZA LE CASE POPOLARI E AUMENTA GLI AFFITTI

* Bergamo, venerdì 1° aprile, ore 17.45 ASSEMBLEA PUBBLICA, presso Sala della Clementina - Via Tolstoj 7 (entrata a fianco della chiesa) - Bergamo

La Giunta Regionale di Maroni intende modificare la legge 27 (fatta da Formigoni nel 2009) che regola le assegnazioni e la gestione delle case popolari.
In questi anni tanti in
quilini si sono lamentati per: la carenza delle manutenzioni dei caseggiati, la pessima gestione delle Aler, il costo proibitivo degli affitti e delle spese condominiali. I sindacati da anni richiedono più finanziamenti per l’edilizia pubblica e la riduzione degli affitti.
Contrariamente a tutto que
sto la nuova legge regionale prevede:
Ø Entrata massiccia dei privati (cooperative edilizie e fondi immobiliari) nella gestione del patrimonio pubblico (case popolari) e delle assegnazioni.
Ø Aumento dei canoni di affitto. Infatti i nuovi affitti verranno stabiliti dalle ALER (e dai privati) in modo da garantire la “sostenibilità economica” della azienda e non più sulla base del reddito degli inquilini.
Ø Fortissime limitazioni nel subentro anche tra genitori e figli.
Ø Taglia i finanziamenti per sostenere le famiglie in difficoltà e per fare le manutenzioni dei caseggiati o per sistemare le tante case popolari vuote.
Lottiamo per fermare questa nuova legge. Partecipiamo all’assemblea promossa dalle organizzazioni sindacali degli inquilini venerdì 1° aprile alle ore 17.45 presso la Sala della Clementina, in via Tolstoj 7 (entrata a fianco della chiesa) - Bergamo. (a cura di Sunia/Cgil - Sicet/Cisl - Unione Inquilini)

Locandina: QUI. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(01.04.16) BERGAMO-Clementina. NO ALLA RIFORMA REGIONALE CHE PRIVATIZZA LE CASE POPOLARI E AUMENTA GLI AFFITTI

* Bergamo, venerdì 1° aprile, ore 17.45 ASSEMBLEA PUBBLICA, presso Sala della Clementina - Via Tolstoj 7 (a fianco dell’enetrata della chiesa)  - Bergamo

La Giunta Regionale di Maroni intende modificare la legge 27 (fatta da Formigoni nel 2009) che regola le assegnazioni e la gestione delle case popolari.
In questi anni tanti inquilini si sono lamentati per: la carenza delle manutenzioni dei caseggiati, la pessima gestione delle Aler, il costo proibitivo degli affitti e delle spese condominiali. I sindacati da anni richiedono più finanziamenti per l’edilizia pubblica e la riduzione degli affitti.
Contrariamente a tutto questo la nuova legge regionale prevede:
Ø Entrata massiccia dei privati (cooperative edilizie e fondi immobiliari) nella gestione del patrimonio pubblico (case popolari) e delle assegnazioni.
Ø Aumento dei canoni di affitto. Infatti i nuovi affitti verranno stabiliti dalle ALER (e dai privati) in modo da garantire la “sostenibilità economica” della azienda e non più sulla base del reddito degli inquilini.
Ø Fortissime limitazioni nel subentro anche tra genitori e figli.
Ø Taglia i finanziamenti per sostenere le famiglie in difficoltà e per fare le manutenzioni dei caseggiati o per sistemare le tante case popolari vuote.
Lottiamo per fermare questa nuova legge. Partecipiamo all’assemblea promossa dalle organizzazioni sindacali degli inquilini venerdì 1° aprile alle ore 17.45 presso la Sala della Clementina, in via Tolstoj 7 (entrata a fianco della chiesa) - Bergamo. (a cura di Sunia/Cgil - Sicet/Cisl - Unione Inquilini)

Locandina: QUI. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(24.3.16) VILLA D’ADDA. GIANNI, ANCILLA E PAOLO, MALATI E INVALIDI, RISCHIANO DI ESSERE BUTTATI FUORI CASA, MA IL SINDACO LASCIA LE CASE POPOLARI VUOTE

* Presidio anti-sfratto, giovedì 24 marzo, dalle ore 12.15, Villa d’Adda in via Galgina 2.

Giovedì 24 Marzo a Villa d’Adda, l’Ufficiale Giudiziario e le forze dell’ordine tenteranno di eseguire lo sfratto ai danni della famiglia di Ancilla e Gianni e del loro amico e ospite Paolo.
Potrebbe sembrare a prima vista la oramai quotidiana notizia di uno sfratto che coinvolge una famiglia impoverita dalla crisi economica. Infatti, dai dati che emergono dalla relazione del Ministero degli Interni, sono oltre 500 le famiglie che ogni anno in bergamasca vengono buttate fuori casa da ufficiale giudiziario e polizia perché hanno l’unica colpa di non essere riusciti a pagare l’affitto della abitazione in cui vivono a causa della povertà.
Questo sfratto ha un ulteriore aspetto di gravità: coinvolge un nucleo famigliare interamente composto da invalidi. Infatti Ancilla è invalida al 67%, il marito Gianni ha una invalidità del 55% e l’amico Paolo del 50%.
La famiglia vive con 536,00 euro al mese proveniente dalla pensione di Gianni anche se, a partire dal mese di marzo 2016, un quinto di questa pensione viene decurtato dal Tribunale su richiesta del proprietario di casa che ha agito legalmente per recuperare la morosità.
A fine dell’anno 2014, la famiglia di Gianni e Ancilla ha presentato la domanda per accedere alla casa popolare nel bando aperto dal Comune di Villa d’Adda. Con grande felicità avevano appreso di essere i primi nella graduatoria, ma c’è voluto poco tempo però per scoprire che gli alloggi liberi (abbiamo saputo che sono quattro) sono inagibili perchè il Comune non vuole fare la manutenzione straordinaria per renderli abitabili. Il sindaco dichiara di non disporre del denaro necessario, anche se i lavori di manutenzione potrebbero riguardare solo piccole riparazioni.
Gli attivisti del Unione Inquilini hanno incontrato più volte il sindaco e l’Amministrazione comunale per tentare di trovare una soluzione ed evitare che le tre persone invalide finiscano in strada senza soluzioni. Purtroppo, con grande disappunto, abbiamo appreso che l’unica proposta è trasferire temporaneamente i due coniugi (l’amico Paolo non sarà aiutato) in un albergo per 2 mesi (spendendo peraltro somme esagerate).
Per evitare la drammatica e disumana soluzione proposta dall’Amministrazione comunale, Unione Inquilini ha indetto un presidio che si svolgerà giovedi 24 marzo, ore 12.15, davanti all’alloggio di Gianni e Ancilla a Villa d’Adda in via Gargina 2.
“Chiediamo innanzitutto alla Prefettura di Bergamo che stabilisca la sospensione delle esecuzioni degli sfratti”. Davide Canto e Fabio Cochis dell’Unione Inquilini dichiarano: “Nessuno deve rimanere sulla strada ma deve essere assicurato dai Comuni un passaggio da casa a casa per chi ha in corso uno sfratto.”
“Chiediamo inoltre che tutti i Comuni, a partire dall’Amministrazione comunale di Villa d’Adda, predispongano politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, tramite la ristrutturazione del patrimonio esistente lasciato per troppi anni nell’abbandono.”
(Unione Inquilini Bergamo - info c/o Fabio Cochis tel. 339.7728683)

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(21.03.16) CAROBBIO DEGLI ANGELI. MOBILITAZIONE ANTISFRATTO PER S., LA MOGLIE E TRE BAMBINI

*Lunedì 21 marzo, dalle ore 8.30 PRESIDIO SOLIDALE a Carobbio degli Angeli, via Salnitro 13

I servizi sociali del Comune di Carobbio degli Angeli già dall’estate scorsa erano stati diligentemente informati dell’ingiunzione di sfratto a carico della famiglia di S., disoccupato da diverso tempo e quindi non più in grado di pagare l’affitto.
L’ingiunzione di sfratto ha poi fatto il suo corso fino ad arrivare allo sfratto esecutivo, una prima volta alcune settimane fa e poi posticipato a lunedì 21 marzo, giorno in cui dovrà essere lasciato l’attuale alloggio - peraltro in precarie condizioni anche secondo la denuncia che è stata presentata all’autorità comunale.
Ma in tutto questo tempo - poco meno di una anno - la sola risposta alla richiesta di aiuto pervenuta dal Comune di Carobbio (ora retto da un commissario prefettizio) è quella di dividere la famiglia, mandando la moglie di S. con i tre bambini piccoli in una comunità a Bergamo e lasciare S. al suo destino, cioè senza alloggio.
Una soluzione irrispettosa dei diritti del persone e della famiglia e per di più costosa per le casse comunali. Perché non inserire invece S., la moglie e i figli nell’alloggio, ora libero e nella disponibilità del Consorzio Servizi Valcavallina, di cui Carobbio fa parte, e destinato ai casi di emergenze derivanti dalla crisi abitativa?
Inutile dire che in questo modo si risparmiarebbero oneri delle casse comunali, mentre la famiglia di S. potrebbe rimanere unita, tanto più che negli ultimi tempi S. ha trovato un lavoro seppure ancora precario.
“Ma se la famiglia entra in questo alloggio, poi non ne vorrà più uscire”, così ci è stato risposto dai servizi sociali. Una argomentazione che non regge per niente: che ci stanno a fare gli alloggi per le emergenze abitative se poi vengono lasciati vuoti e non vengono più utilizzati nemmeno quando servono?
Per chiedere una soluzione abitativa diversa, razionale e ragionevole, e perché siano risparmiati a S. e ai suoi cari disagi maggiori e un’ulteriore umiliazione, lunedì 21 marzo, dalle ore 8.30 circa, ci sarà un presidio solidale davanti all’abitazione di S. a Carobbio dgeli Angeli, in via Salnitro 13
.(Unione Inquilini Bergamo, per comunicazioni: tel. 3397728683 - Fabio Cochis)

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(21.03.16) SAN PAOLO D’ARGON. NO ALLA RIFORMA REGIONALE CHE PRIVATIZZA LE CASE POPOLARI E AUMENTA GLI AFFITTI

* San Paolo d’Argon, lunedì 21 marzo, ore 17.45 ASSEMBLEA PUBBLICA, presso Sala del Centro Anziani - Viale delle Rimembranze

La Giunta Regionale di Maroni intende modificare la legge 27 (fatta da Formigoni nel 2009) che regola le assegnazioni e la gestione delle case popolari.
In questi anni tanti inquilini si sono lamentati per: la carenza delle manutenzioni dei caseggiati, la pessima gestione delle Aler, il costo proibitivo degli affitti e delle spese condominiali. I sindacati da anni richiedono più finanziamenti per l’edilizia pubblica e la riduzione degli affitti.
Contrariamente a tutto questo la nuova legge regionale prevede:
Ø Entrata massiccia dei privati (cooperative edilizie e fondi immobiliari) nella gestione del patrimonio pubblico (case popolari) e delle assegnazioni.
Ø Aumento dei canoni di affitto. Infatti i nuovi affitti verranno stabiliti dalle ALER (e dai privati) in modo da garantire la “sostenibilità economica” della azienda e non più sulla base del reddito degli inquilini.
Ø Fortissime limitazioni nel subentro anche tra genitori e figli.
Ø Taglia i finanziamenti per sostenere le famiglie in difficoltà e per fare le manutenzioni dei caseggiati o per sistemare le tante case popolari vuote.
Lottiamo per fermare questa nuova legge. Partecipiamo all’assemblea promossa dalle organizzazioni sindacali degli inquilini lunedì 21 marzo ore 17.45 a San Paolo d’Argon (presso Sala del Centro anziani - Viale delle Rimembranze). (a cura di Sunia/Cgil - Sicet/Cisl - Unione Inquilini)

Locandina: Qui. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(21.03.16) SAN PAOLO D’ARGON. NO ALLA RIFORMA REGIONALE CHE PRIVATIZZA LE CASE POPOLARI E AUMENTA GLI AFFITTI

* San Paolo d’Argon, lunedì 21 marzo, ore 17.45 ASSEMBLEA PUBBLICA, presso Sala del Centro Anziani - Viale delle Rimembranze

La Giunta Regionale di Maroni intende modificare la legge 27 (fatta da Formigoni nel 2009) che regola le assegnazioni e la gestione delle case popolari.
In questi anni tanti inquilini si sono lamentati per: la carenza delle manutenzioni dei caseggiati, la pessima gestione delle Aler, il costo proibitivo degli affitti e delle spese condominiali. I sindacati da anni richiedono più finanziamenti per l’edilizia pubblica e la riduzione degli affitti.
Contrariamente a tutto questo la nuova legge regionale prevede:
Ø Entrata massiccia dei privati (cooperative edilizie e fondi immobiliari) nella gestione del patrimonio pubblico (case popolari) e delle assegnazioni.
Ø Aumento dei canoni di affitto. Infatti i nuovi affitti verranno stabiliti dalle ALER (e dai privati) in modo da garantire la “sostenibilità economica” della azienda e non più sulla base del reddito degli inquilini.
Ø Fortissime limitazioni nel subentro anche tra genitori e figli.
Ø Taglia i finanziamenti per sostenere le famiglie in difficoltà e per fare le manutenzioni dei caseggiati o per sistemare le tante case popolari vuote.
Lottiamo per fermare questa nuova legge. Partecipiamo all’assemblea promossa dalle organizzazioni sindacali degli inquilini lunedì 21 marzo ore 17.45 a San Paolo d’Argon (presso Sala del Centro anziani - Viale delle Rimembranze). (a cura di Sunia/Cgil - Sicet/Cisl - Unione Inquilini)

Locandina: Qui. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(16.03.2003  - 2016) OGGI E’ IL GIORNO DI DAX

Davide Cesare detto Dax

Brescia, 7 novembre 1977

Milano, 16 marzo 2003


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