* Domenica 24 gennaio, dalle ore10.00 alle ore 12.00, Banchetto e volantinaggio de “L’Alternativa – San Paolo d’Argon” in Via Giovanni XXIII (cabina del telefono di fronte a Conad)

* Per dire No all’austerity, alle diseguaglianze sociali,
alle politiche della Ue e del Governo Renzi

* Per sostenere la mobilitazione nazionale per il diritto di vivere in uno stato laico, contro l’omofobia e contro tutti i razzismi

VOLANTINO: QUI

Per comunicazioni:
“L’Alternativa - San Paolo d’Argon” tel. 338.7268790 (luca) - mail: alternainsieme@yahoo.it - fb: alternainsieme.net


(22.01.16) SERIATE. PRESIDIO PER SALVARE DALLO SFRATTO UNA DONNA SOLA CON FIGLI A CARICO

* Venerdi 22 gennaio, apppuntamento dalle ore 8,00 sotto la casa della famiglia di Fatima a Seriate in Via Nazionale 116 (Comonte)

Fatima è madre di 4 figli, di cui 2 (due) minorenni è disoccupata; il nucleo familiare, a causa del misero reddito disponibile, non è più riuscito a pagare un affitto di oltre 500 € al mese e per questo motivo la proprietà dell’alloggio ha avviato le procedure di sfratto che sono giunte oggi alla fase esecutiva.
Fatima sperava di evitare lo sfratto, perché da oltre due anni vi è la Legge 124/2013 che impone ai comuni di sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di accompagnamento sociale e di “graduazione” dello sfratto: in altre parole, il comune di Seriate avrebbe dovuto aiutare chi, come Fatima, non riesce più pagare l’affitto; in mancanza di questo aiuto, lo sfratto non deve essere eseguito. Invece l’Ufficiale giudiziario venerdì mattina si recherà presso alloggio in cui abitano Fatima e i suoi figli per sbatterli in strada.
Spiega Roberta Maltempi (Comitato Seriate x Tutti): “La campagna xenofoba sulla idoneità abitativa delle case degli immigrati, messa in campo dall Giunta per fomentare la guerra dei poveri contro i più poveri, serve a nascondere la mancanza di una politica sostegno alle famiglie impoverite dalla crisi economica. Il bando per l’assegnazione di case popolari ha reso disponibili soltanto 12 (dodici) alloggi in due anni (2014 e 2015), a fronte di un numero di famiglie che hanno fatto domanda che supera le cento unità (141). Le altre famiglie, italiane e immigrate, impoverite dalla crisi rimangono in disperata attesa con il rischio di finire in strada. La cosa più grave è che giacciono sfitti una decina di case popolari perché il comune non mette i soldi per ristrutturarle”.
Quanto al contributo stanziato effettivamente dal Comune di Seriate a sostegno delle famiglie sfrattate nel 2015, in base alla L.124/2013, è stato di € 64.793,83, ma a tutt’oggi ne è stata spesa solo la metà. Il resto dove è finito?
In solidarietà con Fatima e la sua famiglia e per chiedere la sospensione degli sfratti, venerdì mattina di fronte all’abitazione di Via Nazionale 116 a Seriate-Comonte, si terrà un presidio di protesta, dalle ore 8.00. (Unione Inquilini Bergamo, Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g, tel. 339.7728683 - Fabio Cochis)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(23.01.16) BERGAMO. 500 CASE POPOLARI (PUBBLICHE!) SENZA PERSONE, 500 FAMIGLIE SFRATTATE SENZA CASA

* Bergamo, sabato 23 gennaio ore 11.oo, PRESIDIO DELLE FAMIGLIE SFRATTATE davanti al cantiere delle case ALER, Via Borgo Palazzo n° 179 (info: tel. 339.7728683 - Fabio)

AUMENTANO GLI SFRATTI, MA AUMENTANO - SFACCIATAMENTE - ANCHE GLI ALLOGGI PUBBLICI LASCIATI VUOTI!

I dati evidenziano la crescita inarrestabile degli sfratti a Bergamo e provincia: le richieste di esecuzione di sfratto sono state 2.529 nel 2014 (+48%), le esecuzioni con l’ausilio della forza pubblica sono state 540 con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente.
Anche chi ha acceso un mutuo per l’acquisto della prima casa da tempo fatica a sostenere le rate e finisce con il subirne la requisizione. Nel 2012 le insolvenze nel pagamento dei mutui erano aumentate del 23% rispetto all’anno precedente (dati forniti da Adusbef).
E’ di evidenza comune lo stretto legame tra l’incidenza della crisi economica e la dimensione duratura dell’emergenza sfratti. Infatti nel 91% dei casi le ingiunzioni di sfratto sono dovuti alla morosità, conseguenza diretta di cassa integrazione, perdita del lavoro, precarietà e caduta del redditi degli affittuari.
Tantissime famiglie non ce la fanno più a pagare gli affitti troppo elevati del mercato privato: i canoni continuano a crescere e arrivano in media a 500 € mensili per un monolocale e 600 € per un bilocale. A Bergamo e in provincia, assistiamo ad un aumento della richiesta di accedere ad alloggi popolari ma questo avviene in un contesto di insufficiente disponibilità. Nella sola città capoluogo la domanda di case popolari non soddisfatta nel 2018 arriverà a 8.538 abitazioni, in provincia sarà di 23.573 (Ricerca “Offerta e fabbisogni abitativo al 2018 in Lombardia”, Cisl/Politecnico di Milano, 2010).
In città a Bergamo la crescente richiesta di alloggi popolari si scontra con i ritardi dell’Amministrazione comunale sul terreno della realizzazione di nuovi alloggi popolari ma anche nella messa a disposizione di quelli vuoti
Nella città di Bergamo il numero di case popolari (pubbliche!) tenute vuote è in crescita. La stima dei sindacati è di circa 500 alloggi:

  • 250 sono le case popolari comunali ancora oggi non assegnate perché inagibili a causa della mancata manutenzione straordinaria (da circa un anno l’attuale Amministrazione comunale ha dato in gestione ad ALER il patrimonio ma i lavori di sistemazione non sono ancora iniziati).
  • 200 circa sono gli alloggi nuovi o restaurati, ma non ancora assegnati: in via Carnovali n° 43-63 i lavori sono terminati ma sono stati assegnati soltanto 30 alloggi; in via Borgo Palazzo i lavori per 107 alloggi, iniziati nel 2005 sono ancora in corso.
  • 150 sono gli alloggi ALER resi disponibili nel corso degli ultimi due anni (a causa di decessi o trasferimenti degli assegnatari) ma i lavori per renderli adatti ad una nuova assegnazione non sono ancora terminati.

Nell’ultimo bando il Comune di Bergamo è riuscito ad assegnare soltanto una settantina di case popolari, a fronte di un numero di famiglie con il diritto alla assegnazione che supera le mille unità (1.154). Soltanto il 6 % delle domande.
In questa situazione di emergenza abbiamo indetto una mobilitazione straordinaria. Invitiamo tutti i cittadini solidali, i comitati e le associazioni che difendono il diritto all’abitare, le forze politiche e sindacali al PRESIDIO previsto davanti al cantiere di via Borgo Palazzo n° 179 (vicino al Sert) sabato 23 gennaio dalle ore 11.oo (mattino).
Chiediamo alla Prefettura di intervenire per superare i gravi ritardi degli enti locali e dell’ALER e imporre la sospensione delle esecuzioni degli sfratti in modo che nessuno rimanga sulla strada. Chiediamo al Comune di Bergamo, a tutti i comuni della Provincia e all’Aler di predisporre politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, partendo da un tempestivo utilizzo e assegnazione degli alloggi già disponibili. (19.01.16 - Unione Inquilini Bergamo)

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(17.01.1991/2016) LA GUERRA COMPIE 25 ANNI. HAPPY BIRTHDAY, STRONZA!

(Foto. Bergamo, 17.01.1991: ventimila in piazza contro la guerra) Passata la mezzanotte, nelle prime ore del 17 gennaio 1991, qualcuno mi tirò giù dal letto per dirmi che erano cominciati i bombardamenti su Bagdad, che a quel tempo associavo ancora alle “Mille e un notte”. Era il primo atto che avrebbe portato, nelle tappe successive, passando per l’invasione del 2003, alla distruzione di uno stato, certo a guida autoritaria, ma discretamente organizzato come stato, laico e pluriconfessionale, con un buon livello di welfare e perfino con un sorprendente avanzamento sul terreno della parità uomo/donna. L’Occidente raggiunse l’obiettivo agli inizi del XXI secolo aprendo brillantemente la strada ad AlQaeda, all’Isis, all’islamismo terrorista. Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale nel 1991 l’Italia diede il suo contributo attivo all’aggressione militare. Appena entrati nella seconda repubblica, i nostri governanti non vedevano l’ora di allungare la sequenza dei Paesi da noi aggrediti, sequenza che - iniziata ai tempi dell’Italia liberale e continuata massicciamente nel periodo fascista - era stata interrotta dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’articolo 11 della Costituzione veniva così cancellato, mentre negli stessi giorni nel nostro Paese l’opinione pubblica democratica si affannava appassionatamente a discutere se la guerra fosse giusta/ingiusta, nonostante la critica delle armi avesse già del tutto ridicolizzato l’arma della critica. Insomma, una discussione particolarmente idiota a cui diede un contributo forte un Norberto Bobbio non proprio in ottima forma. Giustamente oggi nessuno ne ricorda alcunché, ma quelle menate allora servirono molto per indebolire il fronte contro la guerra (mandai a quel paese molti “compagni” e molte “compagne” divenuti improvvisamente “seri e responsabili”…). Inutile dire che, calpestato l’art. 11, poi si sarebbero calpestati tutti gli altri. La distruzione dell’Iraq è costata da un milione a un milione e mezzo di morti. Ricordo questo soprattutto per gli imbecilli che pensano ancora che tutti i guai siano cominciati con l’attentato dell’11 settembre 2001 a Nuova York, peraltro espressamente e dettagliatamente programmato - secondo l’ultima vulgata degli imbecilli stessi, compresi quelli seri e responsabili - già dal VII secolo d.C. in qualche oasi tra La Mecca e Medina. Ma tranquilli: la guerra continua, disse Badoglio il 25 luglio 1943… (mm., S. Paolo d’Argon, 17.01.16)



* Presidio anti-sfratto in solidarietà a Monia: venerdì 15 gennaio alle ore 7.00, a Seriate, in Via Mulino Vecchio 2

Venerdì 15 gennaio Monia rischia di essere cacciata da casa a seguito di uno sfratto per morosità incolpevole. Infatti la donna che vive in un appartamento di Seriate, è disoccupata da circa un anno e non è più riuscita più a pagare l’affitto.

La colpa più grave di Monia è di essersi illusa che il Comune di Seriate non l’avrebbe abbandonata e che sarebbe stata aiutata con qualche misura di accompagnamento sociale. Sperava di evitare lo sfratto, perché da oltre 2 anni vi è una legge che la difende dallo sfratto forzoso. Purtroppo la sua applicazione è resa molto complicata dalle pastoie burocratiche. Stiamo parlando della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che OBBLIGA i Comuni a sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di accompagnamento sociale e di “graduazione” dello sfratto: in altre parole, il comune di Seriate dovrebbe aiutare chi, come Monia, non può più pagare l’affitto. Fino a quando l’accompagnamento sociale ad un nuovo alloggio non si è concluso, lo sfratto non dovrebbe essere eseguito.

In realtà l’esecuzione dello sfratto è stata rinviata fino a venerdì 15 gennaio a seguito di un consistente contributo che l’Amministrazione comunale ha erogato al proprietario di casa che è stato destinato anche a copertura del debito accumulato. Purtroppo l’accompagnamento sociale del Comune non è andato a buon fine in quanto Monia non è stata aiutata a trovare una nuova casa in affitto sul mercato privato e neppure ha ottenuto l’assegnazione di una casa popolare.

Scaduto il periodo di tempo stabilito, l’Ufficiale giudiziario si recherà presso il suo alloggio per sbatterla in strada. Questo anche se Monia, che vive con un figlio a carico, è incinta di un nuovo bambino.

Tutto questo mentre l’Amministrazione comunale di Seriate si è dimostrata incapace ed inefficiente a gestire le risorse stanziate dal governo. Infatti il contributo stanziato nel 2015 (secondo quanto stabilito dalla Legge 124/2013 di cui sopra) è stato di € 64.793,83. Tale risorse dovevano servire ad aiutare le famiglie con sfratto. Nonostante il consistente stanziamento l’Amministrazione ha speso soltanto € 33.000,00. Il resto verrà colpevolmente restituito al governo per l’ignavia della giunta comunale, mentre famiglie come quella di Monia rischiano di essere sbattute in strada.

“Chiediamo che l’Amministrazione stabilisca la sospensione delle esecuzioni degli sfratti in modo che nessuno rimanga sulla strada e sia quindi assicurato un passaggio da casa a casa per chi ha in corso uno sfratto”, così commenta Fabio Cochis (Unione Inquilini Bergamo). “Chiediamo - ribadisce Roberta Maltempi, portavoce del Comitato “Seriate x Tutti” - che il sindaco predisponga politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, tramite la ristrutturazione del patrimonio esistente, ma soprattutto deve spendere i soldi stanziati dal governo per aiutare le famiglie povere che hanno lo sfratto“.

Il Comitato “Seriate x Tutti” promuove  un presidio in solidarietà a Monia venerdì 15 gennaio alle ore 7.00, a Seriate, in Via Mulino Vecchio 2. (A cura di Comitato Seriate x Tutti. Per comunicazioni: tel. 3405841595 - Roberta; 3397728683 - Fabio)

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* Giovedì 14 gennaio dalle ore 8.00, PRESIDIO SOLIDALE in Via San Zeno 4 a Martinengo. Per info tel. 3463680766 (Davide) oppure tel. 3806933401 (Rita)

La famiglia di Jamila è in lista d’attesa per una casa popolare a Martinengo, dove da tempo ci sono 5 alloggi dell’Aler vuoti. Passano i mesi, ma non si è ancora trovato il tempo e il modo di metterli in condizioni di assegnarli. L’edilizia residenziale pubblica non è evidentemente fra le prime preoccupazioni delle autorità preposte. Anzi, a Martinengo continuano ad essere vuoti 5 alloggi e, per decisione del Comune, in vendita altri 11 alloggi. Di conseguenza la famiglia di Jamila, che da mesi attende di entrare nella casa popolare a cui ha diritto, giovedì dovrà ricevere ancora una volta la visita dell’ufficiale giudiziario per lo sfratto dall’alloggio in cui abita attualmente. Jamila è vedova, vive con l’anziana madre e i tre figli, di uno, tre e cinque anni, quest’ultimo riconosciuto invalido perché affetto da”autismo infantile severo”. E’ davvero scandaloso che questa famiglia debba subire un’altra volta un’ingiuzione di sgombero, col rischio di essere sbattuta in strada in pieno inverno. L’Unione Inquilini chiama quindi alla mobilitazione solidale. Giovedì 14 gennaio, dalle ore 8.00, in Via San Zeno 4 a Marrinengo ci sarà un presidio per Jamila, sua madre e i suoi bambini. (Unione Inquilini Bergamo, Bergamo, Via Borgo Palazzo 84/g, tel. 339.7728683)

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(11.01.16) SERIATE. L’INGLORIOSA FINE DELLA TASSA ANTI-IMMIGRATI

Rifondazione Comunista di Seriate: Una figura di merda della Giunta Leghista che tenta di rifarsi con i colpi di coda e le “narrazioni tossiche”

L’Amministrazione comunale di Seriate nel corso dell’anno appena finito, ha impiegato molte delle sue energie per portare il costo dei diritti di segreteria per il “certificato di idoneità alloggiativa” da 70 a 220 euro, un aumento spropositato che non avrebbe portato particolari vantaggi al bilancio comunale, ma colpito in modo significativo le disponibilità delle famiglie.
Poiché di questo documento hanno bisogno gli immigrati non UE per le pratiche inerenti il permesso di soggiorno, il lavoro, il ricongiungimento familiare, e poiché lo stesso documento in altri comuni costa molto meno (35 euro a Roma), anche noi siamo stati fra coloro che hanno definito “discriminatoria”, cioè razzista, l’iniziativa del comune di Seriate (delibera di Giunta 01.12.14).
Nella sua foga discriminatoria, tuttavia, la Giunta di Seriate non aveva tenuto conto che il certificato di idoneità alloggiativa lo devono richiedere anche gli anziani e anziane italiani per l’assunzione della badante straniera che quasi sempre vive presso l’abitazione dell’anziano stesso.
La Giunta, nonostante analoghe ordinanze di altri comuni (Bolgare, Telgate) fossero già state seccamente bocciate dal Tribunale perché contrarie al principio di eguaglianza fra le persone, ha insistito comunque, salvo poi dover ritirare la “tassa discriminatoria” (delibera di Giunta 30.11.15)
Ora il Comune dovrà dare corso alla restituzione delle somme indebitamente riscosse e pagare oneri di spese legali  che - solo per colpa e responsabilità della Giunta - andranno pertanto a gravare su tutta la comunità.
Una vittoria per i migranti e gli antirazzisti che si sono mobilitati; una colossale figuraccia invece per il Sindaco, avv. Vezzoli e per la sua Giunta.
Scornata e ridicolizzata clamorosamente, la maggioranza, cioè i consiglieri della Lega Nord, di Forza Italia e Progetto Seriate, per rifarsi della brutta figura, hanno pensato di far passare nel Consiglio comunale (il 22 dicembre scorso) una loro mozione nella quale vengono imposte sulle case degli immigrati (e di conseguenza anche sulle case degli anziani italiani che hanno bisogno dell’assistenza di una badante) ulteriori controlli palesemente diretti, soltanto a rendere più difficile la vita difficile alle famiglie straniere.
“Controlli che saranno pagati da tutti i cittadini”, ha subito precisato il Sindaco Vezzoli, con l’evidente intento di aizzare ancora una volta al disprezzo e all’odio verso gli stranieri, dando fiato alla solita “narrazione tossica”, indegna di un primo cittadino o di amministratori, che non devono - per legge - mai dimenticare di essere sindaco e amministratori per conto di tutti i cittadini residenti, italiani o stranieri che siano.
Perché la cittadinanza abbia ben chiaro quanto siano strumentali le argomentazioni del Sindaco e della sua maggioranza, va ricordato quanto segue:
1.  Ai fini del “controllo” sulle reali condizioni dell’alloggio abitato da una famiglia non UE è sufficiente richiedere ai conduttori dell’alloggio i certificati di regolarità degli impianti (firmati per legge da tecnici abilitati) per appurare che tutto sia in regola ai fini del rilascio del certificato di idoneità alloggiativa.
Se poi, come sostiene il solerte Sindaco padano, c’è il dubbio che gli impianti siano stati modificati (come se gli immigrati, come passatempo, avessero quello di manomettere gli impianti), ciò può essere appurato nel sopralluogo del tecnico comunale senza scomodare professionisti privati, che chiaramente non lavorano gratis, e senza quindi particolari costi aggiuntivi.
2.  Voler imporre altri “controlli” non previsti dalla normativa e dalla prassi quotidiana, significa avere nelle proprie intenzioni un obiettivo puramente vessatorio, rivolto esclusivamente contro gli stranieri, anche se si finisce per colpire anche quegli italiani, come gli anziani che hanno bisogno di dare alloggio alla badante.
Questi intenti discriminatori, mantenuti dalla Amministrazione comunale, rischiano di far rientrare di nuovo nell’illegittimità l’ordinanza del Comune esponendola ad ulteriori ricorsi.
Se la sicurezza delle abitazioni è una garanzia per tutti, non si capisce infatti perché i controlli aggiuntivi voluti dalla maggioranza consiliare dovrebbero riguardare soltanto le abitazioni degli immigrati e non l’insieme delle abitazioni del paese.
Quella del certificato di idoneità alloggiativa certamente è una delle tante complicazioni burocratiche contenute dalla legislazione sull’immigrazione (la Bossi-Fini -2002), che andrebbe senz’altro eliminate o superata, ma che la maggior parte dei comuni comunque gestisce con il buon senso.
A Seriate e in pochi altri comuni della provincia di Bergamo, la Lega Nord ha tentato di trasformare il rilascio di un semplice certificato burocratico in una operazione di chiaro stampo discriminatorio e razzista.
Gravissimo quindi che chi guida il nostro comune non si sia fatto scrupoli di utilizzare l’istituzione , cioè il Comune e i suoi organi, per piegarli alle proprie becere fissazioni, anche a costo di buttare via soldi pubblici. (a cura Circolo Prc “Angelo Polini” - Seriate, gennaio 2016)

Il “volantone” del Prc di Seriate in distribuzione in questi giorni: QUI

Foto della manifestazione No tassa discriminatoria 11.04.15: qui

Foto del presidio antirazzista 22.12.15: qui


(09.01.16) BERGAMO. FINITE LE FESTE, MA NESSUNO VUOLE FERMARE LO SFRATTO DI MARINELLA, INVALIDA AL 100%

* Presidio anti-sfratto in solidarietà a Marinella: sabato 9 gennaio alle ore 10.00, a Bergamo, in Via Pianone 4, località Castagneta (salire da Colle Aperto)

Sono appena finite le feste di Natale ma nessuno vuole risolvere l’emergenza abitativa di Marinella, donna affetta da Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (M.C.S.).
A causa della malattia, che la rende invalida al 100%, e per colpa di problemi economici determinati dalla crisi, era stata collocata dalla Amministrazione comunale presso un alloggio nel B&B “Villa Luna”, a Bergamo in Via Al Pianone n. 4.
A causa del successivo disimpegno del Comune, il gestore del B&B, dopo aver privato l’appartamento di riscaldamento e di energia elettrica, ha avviato uno sfratto per occupazione senza titolo.
L’ufficiale giudiziario ha già effettuato, durante tutto il 2015, alcuni accessi per cacciarla di casa. Il prossimo sgombero è previsto per sabato 9 gennaio.
Nonostante Unione Inquilini abbia rivolto numerosi appelli al Sindaco di Bergamo perché intervenisse a fermare lo sfratto e a trovare una soluzione abitativa adeguata alle condizioni di salute di Marinella, soltanto la mobilitazione solidale degli attivisti anti-sfratto è riuscita ad evitare il peggio.
“La possibilità che un malato grave e invalido possa essere buttato per strada - denuncia Fabio Cochis dell’Unione Inquilini - dimostra l’insensibilità e l’incapacità di chi governa di dare risposte alle fragilità sociali che crescono con l’avanzare della crisi economica.”
Gli attivisti anti-sfratto, insieme alla solidarietà attiva di altre famiglie sfrattate, sabato 9 gennaio, dalle ore 10, organizzano un presidio davanti alla casa di Marinella a Bergamo in via Al Pianone n.4.  (A cura di Unione Inquilini-Bergamo. Per comunicazioni: tel. 3397728683 - Fabio)

Unione Inquilini Bergamo, precedenti info: qui