(30.11.15) CASTELLI CALEPIO. ACQUA: TAGLIARE LA FORNITURA ALLE FAMIGLIE  E’ INTOLLERABILE. PRESIDIO ANTI-DISTACCO

* Lunedì 30 novembre ore 19.30 a Castelli Calepio, PRESIDIO con volantinaggio in Via Roma 20 davanti alla Biblioteca in concomitanza con il Consiglio Comunale

L’acqua è un diritto per tutti: tagliare la fornitura è un provvedimento intollerabile. Il sindaco si adoperi per una pronta riattivazione

Anche a Castelli Calepio ci sono famiglie senza la fornitura di gas, luce e perfino dell’acqua. In particolare abbiamo segnalato al sindaco il caso di una famiglia con padre disoccupato (dopo anni di lavoro in edilizia), la madre da poco operata al cuore, e tre figli di 7, 4 e 2 anni a cui Uniacque ha staccato definitivamente la fornitura di acqua. Abbiamo chiesto al Sindaco, in qualità di garante della salute pubblica di adoperarsi presso Uniacque per garantire alla famiglia almeno la fornitura del minimo vitale.
A distanza di 2 mesi nessuna risposta. Ci è stato detto : “…ci siamo attivati per chiedere ad un legale un parere circa le effettive eventuali responsabilità dell’amministrazione…”.Ci saremmo aspettati, di fronte a bambini piccoli costretti in una condizione così drammatica ben altra sensibilità. L’acqua costituisce bene primario; la sospensione della sua erogazione implica problemi di sanità e igiene pubblica e comporta una violazione del diritto alla salute, tutelato dall’articolo 32 della Costituzione.
Il diritto all’acqua (e quindi alla salute) non può mai essere condizionato da semplici ragioni di economia ed il distacco senza la tutela delle fasce deboli è da considerarsi vessatorio (Tribunale di Latina sentenza del 13/07/2006).
La necessità del quantitativo minimo d’acqua (50 litri a persona al giorno) da garantire anche a chi non può pagarla è sostenuto dalla risoluzione dell’ONU del 28/07/2010 e da numerose sentenze (n.5811 del 30/11/2012, Tribunale di Castrovillari), secondo cui la morosità dell’utente non è ragione sufficiente a determinare la sospensione della fornitura di acqua, perché in contrasto con l’articolo 2 della Costituzione.
I Referendum del giugno 2011 hanno confermano che per gli italiani l’acqua è un bene comune che non deve sottostare a logiche di mercato: un quantitativo minimo va garantito a tutti.
Al sindaco, per il caso specifico citato, e per tutte le altre famiglie colpite dal taglio dell’acqua (o anche gas e luce) chiediamo un intervento con la massima urgenza per la riattivazione del servizio nel rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali delle persone.
Con queste motivazioni, abbiamo indetto un presidio con volantinaggio, lunedì 30 novembre dalle ore 19,30, presso la Biblioteca Comunale in via Roma, 20 a Castelli Calepio in concomitanza con la riunione del Consiglio Comunale (Sportello sociale Unione Inquilini Valcalepio c/o Rifondazione comunista - Castelli Calepio, Via Roma 21. Aperto il lunedì dalle 19 alle 20.30. Info: 333.8737525-Claudio)

Volantino: Qui

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(29.11.15) SAN PAOLO D’ARGON. RISULTATI ELEZIONI NUOVO CONSIGLIO DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO SAN PAOLO D’ARGON - CENATE SOTTO

Le elezioni si sono svolte domenica 22 e lunedì 23 novembre (cfr. alternainsieme.net 22.11.15)

Per la componente personale A.T.A. hanno ottenuto voti: Fiorello Gianluca 13, Sanapo Anna Rita 2.

Per la componente docenti hanno ottenuto voti: Martinelli Cinzia 17; Latino Patrizia 10, Pesenti Pietro Mario 26, Torrisi Anna 2, Arsuffi Sabrina 18, Toffetti Elisabetta 6, Mori Silvia 6, Laria Eugenia 6, Olivieri Cristina 7, Perego Gloria 14, Alborghetti Patrizia 14, Veneziani Elena 0.

Per la componente genitori degli alunni hanno ottenuto voti: Nervi Nadia in Zois 89, Piscina Nadia in Ferrari 82, Belotti Elisabetta in Bosisio 99, Sana Matteo 77, Pensa Massimo 49, Algeri Thomas 100, Colli Domenico 22, Gabbiadini Marina 39, Rocchi Catia 84, Sonzogni Giovanni 45.


Lucio Magri

Ferrara, 19 agosto 1932 – Zurigo, 28 novembre 2011


(05.12.15) SERIATE (bg). ASSEMBLEA PUBBLICA. PRIMA I POVERI; DIRITTI E DIGNITA’ PER TUTTI

* Sabato 5 dicembre, ore16.oo, c/o Biblioteca Civica, Via Italia a Seriate

ITALIANI E STRANIERI UNITI CONTRO LA CRISI
Lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, giovani, italiani e stranieri continuano ad essere soli di fronte alla crisi economica: lavoro precario, taglio dei servizi, disoccupazione e riduzione dei salari.
Il diritto al lavoro, alla casa, alla salute e all’istruzione viene negato ad un numero sempre maggiore di cittadini italiani e stranieri.
Ecco per esempio alcuni problemi che riscontriamo nel nostro territorio:

  • L’Amministrazione comunale di Seriate non ha una politica per il diritto alla casa: non vengono fatte le manutenzioni delle case popolari sfitte, che pertanto non vengono assegnate a fronte di centinaia di famiglie che stanno anni in attesa nelle graduatorie comunali. Non vengono spesi i 67 mila euro che il Fondo nazionale “Morosità incolpevole” ha stanziato per aiutare le famiglie seriatesi colpite dagli sfratti (sono state accolte soltanto 7 domande a fronte di decine gli sfratti).
  • Ogni anno si ripete il problema dei bambini non ammessi alle scuole dell’infanzia pubbliche o si aggira il problema con classi sempre più numerose. Aumentano senza motivazione le rette delle mense scolastiche; gli spazi pubblici di socialità ed integrazione - come lo spazio gioco di Seriate - vengono chiusi e poco si sa del loro destino.
  • I tagli operati alla sanità stanno riducendo il pronto soccorso al collasso, con mesi di attesa per esami ed interventi operatori importanti. Mentre - per quanto riguarda anche l’Ospedale Bolognini - imperversano le vicende di tangenti, corruzione e sprechi.
  • Il comune di Seriate attua pratiche vessatorie come l’aumento della tassa di idoneità alloggiativa per gli stranieri.
  • I cittadini stranieri sono oberati di tasse spropositate per i documenti di soggiorno e si moltiplica quindi il disagio per migliaia di famiglie immigrate che senza la carta di soggiorno non possono accedere a diritti importanti, mentre la Prefettura non riesce a gestire le pratiche relative ai migranti per le istanze di cittadinanza o primi ingressi con continui aggravamenti delle procedure burocratiche.

Ai drammi della crisi economica non si risponde con le discriminazioni, ma con la mobilitazione, la solidarietà e la collaborazione fra coloro che ne pagano i costi. Dobbiamo affrontare i problemi che riguardano un numero crescente di famiglie attraverso il mutuo soccorso e la costituzione di una rete di cittadini e associazioni che possano dare risposte concrete ai nostri bisogni!
Invitiamo pertanto all’assemblea di sabato 5 dicembre alle ore 16 a Seriate presso la Biblioteca Civica in Via Italia. Interverranno sindacati ed associazioni che si muovono sul territori Invitiamo i cittadini italiani e stranieri di Seriate a prendere la parola numerosi! Facciamo sentire la nostra voce! (Promuove: SERIATEPERTUTTI/E Per info: tel. 3405841595-Roberta; seriatepertutti@yahoo.it)

Volantino: QUI


La Regione Lombardia stravolge le regole sulla assegnazione, della gestione e dei canoni delle case popolari

Milano, martedì 1 dicembre 2015 ore 16: MANIFESTAZIONE SINDACATI DEGLI INQUILINI, sotto la sede della Regione Lombardia via F. Filzi 22 ( Pirellone).

Partenza da Bergamo in treno. Appuntamento ore 14 davanti alla stazione dei treni, piazza Marconi a Bergamo. Per info: 339.7728683 (Fabio)

La legge di riforma che Regione Lombardia vuole fare non risolve i problemi degli inquilini ma stravolge le finalità sociali e di servizio dell’edilizia pubblica, perché:

  1. scarica la sostenibilità del servizio sull’utenza e i Comuni, tenendo fuori dalle case popolari le famiglie povere e trasferendo ai Servizi Sociali compiti e spesa di assistenza;

  2. riduce gli alloggi assegnabili a canone sociale;

  3. apre la gestione delle case popolari ai privati senza aver stabilito requisiti di qualità ed efficacia del servizio;

  4. abolisce principi e criteri di legge sul canone sociale trasferendo alla Giunta il compito di regolare gli affitti, per garantire con nuovi aumenti la copertura di tutti i costi delle gestioni e delle ALER;

  5. non decide impegni adeguati e permanenti sul finanziamento dell’edilizia pubblica.

E’ invece necessario:

  • rilanciare un modello di servizio e di gestione pubblica delle case popolari che tuteli i diritti di persone e famiglie in condizioni di disagio, senza discriminazioni nei criteri d’accesso, e tuteli l’utenza anziana, particolarmente esposta, a cui andrebbe destinata la realizzazione di servizi di prossimità;

  • ristabilire la sopportabilità del canone e delle spese rispetto alle reali capacità economiche degli inquilini, con affitti più bassi, una fascia di esenzione e un intervento regionale di sostegno per le famiglie più povere o in difficoltà

  • garantire il passaggio da alloggi a canone moderato o convenzionato ad alloggi a canone sociale o comunque l’applicazione del canone sociale in caso di peggioramento della condizione economica

  • cessare la vendita delle case popolari e in ogni caso tutelare i diritti degli assegnatari sui piani in atto escludendo il ricorso alla mobilità forzata

  • destinare ogni anno almeno l’1% del bilancio della Regione per garantire il buon funzionamento del servizio, la manutenzione programmata, e gli investimenti per la riqualificazione dei quartieri degradati e per nuove case popolari

  • assicurare il sostegno al risanamento delle ALER con fondi regionali, per valorizzare la funzione sociale, la professionalità degli operatorassicurare il sostegno al risanamento delle ALER con fondi regionali, per valorizzare la funzione sociale, la professionalità degli operatori dell’azienda e i livelli occupazionali

Organizzano: SUNIA, SICET, UNIAT, CONIA, UNIONE INQUILINI, Cgil, Cisl, Uil

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(05.12.15) BERGAMO. TRA UN MESE E’ NATALE, MA LO SFRATTO DI MARINELLA, INVALIDA AL 100%, RIMANE SENZA SOLUZIONE

* Presidio anti-sfratto in solidarietà a Marinella: sabato 5 dicembre alle ore 9.30, a Bergamo, in Via Pianone 4, località Castagneta (salire da Colle Aperto)

Tra poco più di un mese inizia la festa cattolica del Natale ma nessuno a Bergamo sembra ascoltare i discorsi del papa che più volte hanno ricordato il valore del diritto alla casa e hanno sollecitato i potenti ad aiutare i più poveri. A ricordarci della insensibilità delle istituzioni bergamasche, è il persistere della emergenza abitativa di Marinella, donna affetta da Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (M.C.S.).

A causa della malattia, che la rende invalida al 100%, e per colpa di problemi economici determinati dalla crisi, è stata collocata dalla Amministrazione comunale presso un alloggio nel B&B “Villa Luna”, a Bergamo in Via Al Pianone n. 4.
Purtroppo però l’Amministrazione che l’aveva presa in carico, l’ha abbandonata. Marinella non è più riuscita a pagare il costosissimo affitto e il gestore, dopo aver privato l’appartamento di riscaldamento e di energia elettrica, ha avviato ai sui danni uno sfratto per occupazione senza titolo.
Il Tribunale ha convalidato lo sfratto e l’ufficiale giudiziario ha già effettuato, durante questo anno (2015), diversi accessi per cacciarla di casa.
Durante il precedente tentativo di sgombero, il 29 settembre 2015, i medici dell’ASL hanno costatato che non esistono sul territorio provinciale strutture idonee ad accogliere Marinella al termine dell’eventuale sgombero, e hanno avvisato che la donna rischia di incorrere in un ulteriore aggravamento della malattia. Pertanto l’Ufficiale giudiziario è stato costretto a rinviare l’esecuzione dello sfratto al prossimo sabato 5 dicembre.
Unione Inquilini ha più volte rivolto un appello al Sindaco di Bergamo perché intervenisse a fermare lo sfratto e garantisse una sistemazione alloggiativa idonea e non più precaria. “La possibilità che un malato grave e invalido possa essere buttato per strada - denuncia Fabio Cochis dell’Unione Inquilini - dimostra l’insensibilità e l’incapacità di chi governa di dare risposte alle fragilità sociali che crescono con l’avanzare della crisi economica.”
Di fronte all’assenza di un intervento da parte delle istituzioni di governo, l’Unione Inquilini ha indetto un presidio per fermare lo sfratto e per garantire a Marinella una casa, almeno durante le feste di Natale. Insieme alle famiglie sfrattate che parteciperanno, sabato 5 dicembre, dalle ore 9.30, saremo in presidio solidale davanti alla casa di Marinella a Bergamo in via Al Pianone n.4.
(A cura di: Unione Inquilini. Per comunicazioni tel 339.7728683)

Unione Inquilini Bergamo, precedenti info: qui


(22-23.11.15) SAN PAOLO D’ARGON. SCUOLA: ELEZIONE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Domenica 22 e lunedì 23 si tengono le votazioni per eleggere i rappresentanti di genitori, docenti e personale non docente (Ata) nel consiglio dell’Istituto comprensivo di San Paolo d’Argon e Cenate Sotto. Si è votato domenica 22 novembre dalle 8.00 alle 12.00; si potrà votare ancora domani, lunedì 23 novembre, dalle ore 8.00 alle ore 13.30. Il seggio è allestito presso la scuola secondaria (media) di San Paolo d’Argon (Via Locatelli), dove votano docenti e Ata di tutto l’istituto, nonché i genitori degli alunni frequentanti la scuola primaria e secondaria di San Paolo d’Argon. I genitori delle scuole di Cenate Sotto (primaria, secondaria e scuola dell’infanzia di San Rocco) votano invece presso la scuola secondaria di Cenate Sotto. Per ciascuna componente (genitori, docenti e Ata) si presentano liste uniche e comuni a tutto l’istituto; ciascun elettore pertanto può solo indicare le preferenze individuali. (22.11.15, alternainsieme.net)


Sei bambini, i loro genitori e la loro nonna potranno essere sgomberati da un giorno all’altro dalla loro abitazione ad Endine. Da parte delle autorità preposte sembra ormai diventata prassi non più occasionale quella di rimandare l’esecuzione degli sfratti, senza stabilire la data, per potere così effettuare sgomberi a sorpresa per aggirare la protestata solidale e antisfratto e buttare la gente in strada senza tanti preamboli. Tutto ciò è inaccettabile e vergognoso. A questo punto si è arrivati anche perché l’Amministrazione comunale ha negato la disponibilità per operare al fine di ricercare una sistemazione abitativa alternativa per la famiglia sfrattata. Dopo le mobilitazioni di ottobre e di giovedì scorso (cfr. qui), molto partecipato è stato anche il presidio di questa mattina a Endine, all’incrocio dove si trova il monumento ai Caduti endinesi del 1945. Martedì 24 novembre incontreremo di nuovo il sindaco di Endine Gaiano.

Le altre foto di stamattina: qui


(26.11.15) BERGAMO-COLOGNOLA. ASSEMBLEA INQUILINI NO “RIFORMA” CASE POPOLARI

REGIONE LOMBARDIA FA UNA LEGGE CHE PRIVATIZZA LE CASE POPOLARI E AUMENTA GLI AFFITTI

La Giunta Regionale di Maroni intende modificare, entro fine novembre, la legge 27 (fatta da Formigoni nel 2009) che regola le assegnazioni e la gestione delle case popolari.
In questi anni gli inquilini hanno condannato: la carenza delle manutenzioni dei caseggiati, la pessima gestione delle ALER,  il costo proibitivo degli affitti e delle spese condominiali. I sindacati da anni richiedono più finanziamenti per l’edilizia pubblica.
Contrariamente a tutto questo la nuova legge prevede:
Ø     Entrata massiccia dei privati (cooperative edilizie e fondi immobiliari)
nella gestione del patrimonio pubblico (case popolari) e delle assegnazioni.
Ø     Aumento dei canoni di affitto. Infatti i nuovi affitti verranno stabiliti dalle ALER (o dai privati) in modo da garantire la “sostenibilità economica” della azienda e non più sulla base del reddito degli inquilini.
Ø    Fortissime limitazioni nel subentro anche tra genitori e figli.

Lottiamo per fermare questa nuova legge

ASSEMBLEA PUBBLICA: Giovedi 26 Novembre, ore 17.15 - Sala riunioni - Parrocchia di Colognola - Via San Sisto, 2 - Bergamo

Durante l’assemblea raccoglieremo le firme su una petizione che chiede all’ALER di Bergamo: 1) una forte riduzione dell’affitto del Box; 2) il controllo degli inquilini sulle manutenzioni straordinarie dei caseggiati.

Interverrà: BRUNO CATTOLI (Segretario regionale Unione Inquilini)

Volantino: Qui

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(19.11.15) ENDINE. PER LA FAMIGLIA CON 6 BAMBINI SFRATTO OGGI NON ESEGUITO, MA PROGRAMMATO A SORPRESA NEI PROSSIMI GIORNI!

Domenica 22 novembre, dalle ore 10 alle ore 12, PRESIDIO e volantinaggio a Endine, sotto il Muncipio, incrocio Statale 42-Via Martiri della Libertà

VOLANTINO: QUI

Per difendere dallo sfratto 6 bambini, i loro genitori e la loro nonna nel primissimo pomeriggio di oggi sono accorse a Endine numerose persone, della comunità marocchina e immigrata della zona, di altre famglie sotto sfratto, di compagne/i, e simpatizzanti del movimento di lotta per la casa e dell’Unione Inquilini. Nel confronto con l’ufficiale giudiziario e con la proprietà abbiamo denunciato l’atteggiamento dell’amministrazione comunale che si è di fatto rifiutata di prendersi a carico la famiglia, di mettersi in relazione e di cooperare con le strutture presenti nel territorio per costruire un progetto abitativo alternativo. Unione Inquilini ha chiesto quest’oggi di procrastinare lo sfratto anche in considerazione del fatto che il padre ha trovato un lavoro, qualificato, con un contratto ancora a termine, ma con buone prospettive di essere assunto a tempo indeterminato e di poter dare quindi una soluzione a breve ai problemi abitativi della famiglia. Ciò nonostante, la proprietà ha mantenuto una posizione rigida e l’Ufficiale giudiziario l’ha avallata. Ha rimandato lo sfratto - impossibile da eseguire quest’oggi data la presenza del presidio molto consistente -, ma ha scelto di non precisare la data della prossima uscita, che pertanto potrebbe avvenire in uno qualsiasi di prossimi giorni e senza preavviso ed evitando la presenza di altri picchetti solidali! Si profilano cioè per tutta la famiglia giornate di estrema incertezza, stress e tensione, con la prospettiva di uno sgombero a breve senza soluzione ponte alternativa. In corteo ci siamo recati in municipio per protestare e per incontrare l’amministrazione comunale, che però - telefonicamente, anche in questa occasione - si è negata, salvo poi ripensarci e accettare di incontrarci, ma solo martedì prossimo, 24 novembre alle ore 15.00. La mobilitazione antisfratto nel frattempo non intende rallentare. E’ grave che una amministrazione comunale abbia rifiutato per mesi di attivarsi per una soluzione abitativa per una famiglia sotto sfratto, per di più numerosa, con una nonna anziana e invalida, con sei bambini, la più grande dei quali ha 11 anni e il più piccolo solo 14 mesi. Domenica 22 novembre coloro che hanno partecipato al presidio solidale di quest’oggi hanno deciso di mobilitarsi di nuovo. Un presidio per denunciare la situazione che si è creata a Endine e per chiedere al comune di attivarsi nonché per protestare contro le politiche di tagli e crisi sostenute dal governo italiano. Saremo in strada, dalle ore 10.00 alle ore 12oo, sulla statale 42, all’incrocio con la strada che sale al centro di Endine, nei pressi del monumento dei caduti del 1945. Facciamo appello alla solidarietà e alla partecipazione di tutti i cittadini che hanno a cuore le ragioni della solidarietà e della giustizia sociale. (Unione Inquilini Bergamo)

Altre foto del presidio e corteo di oggi a Endine: qui

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