(16.10.15) DALMINE. SFRATTO: IERI COLPI DI SCENA E STRESS PER DANIELA E I SUOI DUE BAMBINI. MA POI LA LOTTA PAGA…

E’ finita bene la mobilitazione per Daniela e i suoi due bambini, che ancora ieri mattina dovevano essere sfrattati in Via Seghezzi a Dalmine. Grazie alle risorse economiche messe a disposizione dal Fondo nazionale a sostegno degli inquilini morosi incolpevoli, destinate ai comuni cosiddetti ad “alta tensione abitativa” (su 240 sono solo 4 - tra cui Dalmine - in tutta la provincia di Bergamo), la piccola famiglia avrà a disposizione per almeno un anno un appartamento che fa capo alle proprietà della parrocchia di Sabbio.
E’ finita bene, ma fino a ieri mattina Daniela ha rischiato di essere buttata in strada e, se ciò non è avvenuto, è stato solo grazie alla presenza dei compagni e dei volontari antisfratto e alla mobilitazione solidale indetta dall’Unione Inquilini.
E’ successo infatti che, a causa del mancato coordinamento tra il comune, ufficiale giudiziario, prefettura - dopo che ci era stato comunicata in via ufficiosa una proroga di un mese dell’esecuzione dello sfratto - si è presentata la proprietà con ufficiale giudiziario, forze dell’ordine e… fabbro ad esigere - bruscamente e perentoriamente - lo sgombero dell’alloggio.
C’è voluta tutta la determinazione di Daniela, dei nostri compagni (Rita e Davide) e degli altri amici per dissuadere e convincere la controparte a procrastinare lo sfratto di una decina di giorni.
In serata poi è stato possibile definire un accordo che dovrebbe consentire a Daniela di trovare un sistemazione dignitosa per almeno un anno, con la speranza nel frattempo di ottenere un lavoro meno precario, meno saltuario e con un salario decente.
Abbiamo spesso denunciato i limiti della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che nel decreto attuativo 14 maggio 2014 impone ai Comuni di sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di “accompagnamento sociale” e di “graduazione” dello sfratto. Succede che - come ci viene segnalato da più parti d’Italia e come rischiava di avvenire anche a Dalmine ieri mattina - tale provvedimento resti lettera morta e le risorse per il disagio abitativo, per altro modestissime, rimangano inutilizzate per l’incapacità delle amministrazioni comunali di fronte alle situazioni concrete delle persone e famiglie sfrattate.
Anche a Dalmine solo la mobilitazione attiva degli amici e del movimento per il diritto all’abitare ha potuto evitare il peggio; staremo bene attenti che le briciole messe a disposizione del governo ai comuni della bergamasca siano effettivamente e tempestivamente utilizzate per chi ne ha impellente bisogno. E staremo ben attenti a che Daniela e suoi due bambini non debbano ora incappare in qualche altro disguido imprevisto che li costringa di nuovo a vivere altre situazioni di stress inaccettabile. (Unioni Inquilini Bergamo, 16.10.15)

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 18.10.15: qui

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui