RIFORMA DELLA LEGGE 27/09: LA GIUNTA MARONI VUOLE SNATURARE L’EDILIZIA PUBBLICA E AUMENTARE GLI AFFITTI

La Giunta Regionale intende modificare entro fine novembre la legge 27/09 che regola le assegnazioni e la gestione delle case popolari.

Invece di affrontare  le questioni sulle quali da tanti anni gli inquilini attendono risposte, quella delle fonti di finanziamento dell’edilizia pubblica,  del degrado manutentivo, della non corretta gestione da parte delle ALER,  del costo in molti casi proibitivo di canoni e spese, si vuole far pagare agli assegnatari i costi degli sperperi e delle  politiche sbagliate di questi anni, aumentando nuovamente i canoni e riducendo i diritti degli assegnatari.

In particolare si prevede:

Ø     L’entrata massiccia dei privati ed il particolare delle cooperative nella gestione del patrimonio pubblico

Ø     La “riforma” dei canoni di affitto, abrogando la L. 27/09 e l’ attuale sistema di aree  e fasce, delegando la Giunta regionale a stabilire i nuovi canoni in modo da garantire la “sostenibilità economica” dei gestori pubblici o privati: una delega in bianco ad aumentare gli affitti

Ø     Assegnazioni a termine con contratti di 8 anni, passaggio all’ hausing sociale (canone di mercato “calmierato”) degli inquilini con redditi superiori a quelli dell’accesso (l’attuale area della permanenza) e ulteriori fortissime limitazioni alle possibilità di subentro anche tra genitori e figli

A questo si accompagnerebbe l’ulteriore riduzione del patrimonio pubblico a canone sociale, tramite le vendite e ulteriori forme di “valorizzazione del patrimonio” quali l’affidamento a cooperative o fondi, la delega ai comuni, con nessuna garanzia che questa avvenga realmente, della tutela delle condizioni di maggior difficoltà economica, l’ aumento dei possibili casi di decadenza dall’assegnazione, nonché lo smantellamento delle attuali procedure di assegnazione demandando la gestione dell’emergenza abitativa al privato sociale

SI TRATTA DI UN ATTACCO PESANTISSIMO NON SOLO  AI REDDITI ED AI DIRITTI DEGLI ATTUALI E FUTURI ASSEGNATARI, MA ANCHE DI UNO STRAVOLGIMENTO DELLA FUNZIONE SOCIALE DELL’EDILIZIA PUBBLICA, CHE VERREBBE TOTALMENTE ASSOGGETTATA ALLE ESIGENZE DEI GESTORI PUBBLICI O PRIVATI.

MOBILITIAMOCI FIN DA SUBITO PER DIRE NO ALLA CONTRO-RIFORMA DELL’EDILIZIA  PUBBLICA PER IMPEDIRE CHE LA REGIONE, DOPO SOLO POCHI ANNI DAL PESANTISSIMO AUMENTO DEGLI AFFITTI DEL 2008, METTA ANCORA LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ASSEGNATARI E NE CALPESTI I DIRITTI.

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