(11.10.15) SAN PAOLO D’ARGON. RECINZIONI

Quest’oggi ho avuto l’ispirazione di fare un giro in collina lungo percorsi non usuali che risultano sempre più complicati a causa delle recinzioni. Però conosco bene, o credevo di conoscere bene, dove si può passare. Sapevo di un varco in una certa rete metallica che corre tra campi e bosco. Quando però ci sono arrivato, mi sono accorto con disappunto che il varco - dopo anni ed anni - è stato diligentemente chiuso. Per andare avanti avrei dovuto fare un lungo giro, per cui sono dovuto tornare sui miei passi. Mai potuto sopportare le “enclosures” (che - detto fra parentesi - furono nell’Età Moderna elemento fondamentale dell’accumulazione originaria capitalistica: cfr. Marx, Il Capitale, primo libro). In ogni modo tutti possono facilmente constatare che qui nel nostro territorio con le recinzioni nelle zone agricole e perfino boschive si è francamente esagerato. Nel mondo in generale le cose vanno poi anche peggio tanto che stanno “recintando” foreste equatoriali, ghiacci polari, dna. Pure per frequentare la nostra anima dobbiamo sempre più spesso sperare in un varco o tagliare con fatica una recinzione posta da altri, o perfino da noi stessi… (m.m.).

Cfr. anche San Paolo d’Argon, Enclosures: qui


Proclamata a Bergamo quest’anno unitariamente da tutte le organizzazione sindacali degli inquilini, la giornata “Sfratti Zero” ha avuto pieno successo e visibilità di fronte ad una classe politica indifferente e anche ad una sinistra che - con l’esclusione di Rifondazione Comunista - disdegna lo scendere in piazza, dimenticando che senza lotte concrete non si va da nessuna parte. Qualcosa sembra si sia mosso e il Prefetto riceverà i sindacati degli inquilini nella giornata di martedì prossimo. Vedremo se ci troveremo di fronte alle solite fregnacce, cosa non improbabile, o se qualcosa si è mosso. Di certo non ci facciamo illusioni. Le famiglie sfrattate che oggi sono state in piazza con i loro bambini sanno bene che per conquistare un tetto la strada più affidabile è quella della mobilitazione, della resistenza e della solidarietà fra proletari. (m.m.)

Altre foto del presidio odierno a Bergamo: qui

Le foto di Rosanna: qui

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 10.10.15: qui; IlGiorno.it 11.10.15: qui; L’Eco di Bergamo 11.10.15: qui

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* Sabato 10 ottobre, dalle ore 16.oo PRESIDIO a Bergamo, Porta Nuova (Per info: 339.7728683)

La situazione degli sfratti per morosità incolpevole a Bergamo, come nel resto di Italia, si fa ogni giorno più grave. Questo appare chiarissimo osservando l’ultimo Rapporto statistico, redatto dal Ministero degli Interni, che riassume i dati degli sfratti del 2014.
Sono stati 14.533 i nuovi sfratti per morosità convalidati in Lombardia nel 2014, con un incremento del 4% sul 2013, che si aggiungono a quelli degli anni precedenti portando il totale delle richieste di esecuzione a 51.891 (+14%).
A Bergamo e provincia i nuovi sfratti per morosità nel 2014 sono stati 818; le richieste di esecuzione 2.529 (+23%), le esecuzioni con l’ausilio della forza pubblica sono state nel 2013 ben 540 con un incremento del 4%.
In tutta la Bergamasca ed in particolare nelle aree industriali la perdita del posto di lavoro da parte di migliaia di lavoratori determinata dalla crisi economica, la crescente precarietà e la diminuzione del salario reale hanno fatto sì che ormai da molti anni gli sfratti per morosità abbiano ampiamente superato quelli per scadenza contrattuale, superando il 91% del totale, mentre crescono in maniera rilevantissima le esecuzioni immobiliari determinate dal mancato pagamento dei mutui.
La situazione non potrà che peggiorare nei prossimi anni a causa della ulteriore diminuzione del potere di acquisto conseguente alle politiche di austerità del governo basate sull’abbandono di politiche pubbliche, privatizzazione del patrimonio di Regione e Comuni, liberalizzazione degli affitti.
Il “Piano casa” del governo Renzi persevera nella inconsistente politica abitativa basata su contributi a sostegno dell’affitto: un finanziamento insufficiente rispetto all’emergenza abitativa che si scontra con un’imbarazzante incapacità di spesa da parte di Comuni e Regioni. Infatti i contributi non hanno frenato il boom di sfratti per morosità e sono stati di fatto solo un travaso di risorse pubbliche verso la rendita immobiliare.
Sabato 10 ottobre 2015 si svolgerà in tutta Italia la Giornata nazionale di mobilitazione “sfratti zero”. Per questo promuoviamo anche a Bergamo un presidio che si svolgerà a Porta Nuova a partire dalle ore 16. Invitiamo a questa iniziativa di lotta tutti i cittadini solidali, i comitati e le associazioni che difendono il diritto all’abitare, i partiti e i sindacati.
Chiediamo innanzitutto alla Prefettura di Bergamo che stabilisca in tutti i comuni, a partire dal comune capoluogo, la sospensione delle esecuzioni degli sfratti in modo che nessuno rimanga sulla strada e sia quindi assicurato un passaggio da casa a casa per chi ha in corso uno sfratto.
Chiediamo inoltre che il Governo ma anche gli Enti Locali predispongano politiche per aumentare gli alloggi pubblici a canone sociale, tramite la ristrutturazione del patrimonio esistente, ma anche tramite l’acquisizione i alloggi sul mercato, anche con lo strumento della requisizione.

Promuovono: UNIONE INQUILINI, SUNIA-Cgil, SICET-Cisl, AsIA-Usb. Per adesioni: alternainsieme@yahoo.it - tel. 3389759975

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RIFORMA DELLA LEGGE 27/09: LA GIUNTA MARONI VUOLE SNATURARE L’EDILIZIA PUBBLICA E AUMENTARE GLI AFFITTI

La Giunta Regionale intende modificare entro fine novembre la legge 27/09 che regola le assegnazioni e la gestione delle case popolari.

Invece di affrontare  le questioni sulle quali da tanti anni gli inquilini attendono risposte, quella delle fonti di finanziamento dell’edilizia pubblica,  del degrado manutentivo, della non corretta gestione da parte delle ALER,  del costo in molti casi proibitivo di canoni e spese, si vuole far pagare agli assegnatari i costi degli sperperi e delle  politiche sbagliate di questi anni, aumentando nuovamente i canoni e riducendo i diritti degli assegnatari.

In particolare si prevede:

Ø     L’entrata massiccia dei privati ed il particolare delle cooperative nella gestione del patrimonio pubblico

Ø     La “riforma” dei canoni di affitto, abrogando la L. 27/09 e l’ attuale sistema di aree  e fasce, delegando la Giunta regionale a stabilire i nuovi canoni in modo da garantire la “sostenibilità economica” dei gestori pubblici o privati: una delega in bianco ad aumentare gli affitti

Ø     Assegnazioni a termine con contratti di 8 anni, passaggio all’ hausing sociale (canone di mercato “calmierato”) degli inquilini con redditi superiori a quelli dell’accesso (l’attuale area della permanenza) e ulteriori fortissime limitazioni alle possibilità di subentro anche tra genitori e figli

A questo si accompagnerebbe l’ulteriore riduzione del patrimonio pubblico a canone sociale, tramite le vendite e ulteriori forme di “valorizzazione del patrimonio” quali l’affidamento a cooperative o fondi, la delega ai comuni, con nessuna garanzia che questa avvenga realmente, della tutela delle condizioni di maggior difficoltà economica, l’ aumento dei possibili casi di decadenza dall’assegnazione, nonché lo smantellamento delle attuali procedure di assegnazione demandando la gestione dell’emergenza abitativa al privato sociale

SI TRATTA DI UN ATTACCO PESANTISSIMO NON SOLO  AI REDDITI ED AI DIRITTI DEGLI ATTUALI E FUTURI ASSEGNATARI, MA ANCHE DI UNO STRAVOLGIMENTO DELLA FUNZIONE SOCIALE DELL’EDILIZIA PUBBLICA, CHE VERREBBE TOTALMENTE ASSOGGETTATA ALLE ESIGENZE DEI GESTORI PUBBLICI O PRIVATI.

MOBILITIAMOCI FIN DA SUBITO PER DIRE NO ALLA CONTRO-RIFORMA DELL’EDILIZIA  PUBBLICA PER IMPEDIRE CHE LA REGIONE, DOPO SOLO POCHI ANNI DAL PESANTISSIMO AUMENTO DEGLI AFFITTI DEL 2008, METTA ANCORA LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ASSEGNATARI E NE CALPESTI I DIRITTI.

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I 6 bambini di Hanani e Mohammed a quest’ora dormono tranquillamente nella casa di Piazza Vittorio Veneto. Ci auguriamo che anche i loro genitori e la loro nonna possano fare altrettanto, malgrado il lungo stress di oggi per l’attesa dell’ufficiale giudiziario (che è arrivato nel primo pomeriggio invece che alle 8 del mattino). Alla fine è prevalso il buon senso e lo sfratto è stato rimandato al 19 novembre prossimo. Tutta la famiglia ora sa che può contare sulla solidarietà di coloro che stamattina, marocchini, italiani, uomini e donne, altri sfrattati e sfrattate, dalla Valcavallina, dall’Alto Sebino, da Bergamo hanno trovato modo di passare dalla loro casa. Anche diversi amici endinesi doc ci hanno comunicato la solidarietà al telefono e con facebook. Ci auguriamo e siamo ora impegnati tutti per chiedere che l’Amministrazione comunale e i servizi sociali di Endine Gaiano e della Valcavallina operino ora in modo puntuale.

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(06.10.15) ENDINE. SFRATTI: SI MANDERANNO 6 BAMBINI IN STRADA?

* Martedì 6 ottobre, dalle ore 8.30 a Endine, in Piazza Vittorio Veneto 3 PRESIDIO SOLIDALE contro lo sfratto della famiglia di Hanni e Mohammed (per info, tel. 3426334747 - Rosanna)

Questa bella famiglia (nella foto mancano solo la mamma e la nonna) il prossimo 6 ottobre potrebbe essere sgomberata dal proprio alloggio nel centro storico di Endine. Quel giorno, dalle 8,00 del mattino è previsto l’arrivo dell’ufficiale giudiziario per eseguire lo sfratto. Mohamed è stato licenziato lo scorso anno da un’impresa edile della Valcavallina, presso la quale aveva lavorato per ben 12 anni. Un licenziamento ingiustificato (si era opposto al lavoro in nero) per il quale è ancora ancora in corso la causa. Rimasto disoccupato e senza reddito, Mohamed non è stato più in grado di pagare l’affitto. Ora ci sono 4 bambine e 2 bambini, la più grande ha 11 anni, in totale 9 persone che rischiano di trovarsi senza alloggio. A tutt’oggi da parte dei servizi sociali a cui Mohammed e la moglie Hannih si sono rivolti non è ancora giunta una risposta certa rispetto ad un alloggio alternativo o ad un impegno per la proroga dello sfratto. Ormai siamo all’ottavo anno della crisi economica ma in tema di sfratti la situazione continua ad essere esplosiva, senza che siano all’ordine del giorno della politica i provvedimenti come la sospensione degli sfratti e il rilancio dell’edilizia sociale che il movimento per la casa richiede da tempo. Anche nel nostro territorio, il numero degli sfratti per morosità incolpevole non accenna a diminuire. I bambini - in questo ben sei - sono coloro che vivono l’esperienza dello sfratto in modo particolarmente drammatico. In mancanza di certezze sul destino della famiglia, abbiamo convocato un presidio solidale per martedì 6 ottobre dalle ore 8.00 davanti all’abitazione di Hanni e Mohamed in Piazza Vittorio Veneto a Endine. (ottobre 2015, Unione Inquilini - Valcavallina)

Rassegna stampa. Bergamonews.it 05.10.15: qui

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