(29.10.15) MARTINENGO. RIMANDATO AL 14 GENNAIO LO SFRATTO DI JAMILA

* L’Unione Inquilini denuncia lo scandalo degli alloggi pubblici lasciati vuoti o messi in vendita.

Ancora una volta, la terza, Jamila con la madre e i suoi tre bambini, di cui il più grande (5 anni) è affetto da “autismo infantile severo” e riconosciuto invalido al 100%, quest’oggi hanno subito nella loro abitazione di via San Zeno 4 a Martinengo la visita dell’ufficiale giudiziario e del proprietario dell’abitazione per l’esecuzione dello sfratto.
Presente dalle ore 13.30 anche un presidio solidale a cui hanno partecipato più di 30 persone, in maggioranza donne. Dopo una trattativa serrata e tesa tra la proprietà e l’Unione inquilini, per Jamila e i suoi familiari è stato concordato il rinvio dello sfratto al 14 gennaio 2016.
Come abbiamo precedentemente comunicato, la famiglia è in attesa di entrare in una casa popolare a seguito di regolare partecipazione al bando. Tale assegnazione continua però ad essere procrastinata nonostante nel comune di Martinengo ci siano 5 alloggi di edilizia residenziale pubblica, che però da tempo sono in attesa di manutenzione e pertanto tenuti vuoti.
“A questi 5 appartamenti - ricorda Davide Canto dell’Unione Inquilini - si aggiungono altri 11 alloggi di case popolari, inseriti nel piano vendita del Comune, ma ancora vuoti e lasciati al degrado perché probabilmente non si trovano acquirenti. E’ davvero scandaloso che - di fronte alla drammaticità della crisi alloggiativa in corso - ci siano svariati comuni oltre a Martinengo che lasciano gli alloggi pubblici vuoti o li mettano, peraltro inutilmente, in vendita!”(Unione Inquilini Bergamo, 29.10.15)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(29.10.15) MARTINENGO. ANCORA SOTTO SFRATTO JAMILA, I SUOI BAMBINI E LA MADRE ANZIANA MENTRE CI SONO CASE POPOLARI VUOTE

* Giovedì 29 ottobre dalle ore 13.15, PRESIDIO SOLIDALE e CONFERENZA STAMPA in Via San Zeno 4 a Martinengo (per info tel. 3345086230 - Davide)

Per diverse famiglie l’esperienza traumatica dello sfratto per morosità non avviene una sola volta, ma può ripetersi anche a distanza (non lunga) di tempo. Questo perché la crisi economica continua a produrre i suoi effetti nefasti (riduzione dei redditi e disoccupazione. La situazione è però aggravata dalle politiche economiche di austerità che (con i tagli ai servizi sociali e più in generale al welfare) rendono più pesante la povertà a cui sono condannati strati sempre più ampi della popolazione.
Jamila vive insieme a tre figli (di uno, tre e cinque anni) ospite dall’anziana madre perché ha subito uno sfratto già un anno fa. Il più grande dei bambini, affetto di “autismo infantile severo”, è stato riconosciuto invalido al 100%. Purtroppo anche la madre è priva di reddito per pagare l’affitto, pertanto è stata raggiunta anche lei da ingiunzione di sfratto.
Nel confronto con i servizi sociali del comune di Martinengo, gli attivisti dell’Unione Inquilini hanno ottenuto l’impegno dell’Amministrazione comunale a erogare un contributo per il rinvio dello sfratto. Però il proprietario di casa, detentore di decine di alloggi nel territorio comunale, non ha ancora dato la sua disponibilità.
Nel frattempo Jamila è in lista di attesa per una casa popolare a Martinengo. Purtroppo, come succede sempre più spesso, in questo comune ci sono 5 (cinque) alloggi vuoti dell’Aler che devono essere rimessi in condizione di essere assegnati. Passa il tempo ma gli alloggi non vengono sistemati.
Giovedì 29 ottobre l’ufficiale giudiziario verrà a bussare ancora una volta alla casa di Jamila, della madre e dei tre bambini, per eseguire lo sgombero con l’ausilio della polizia. Per difendere il diritto alla casa e il diritto alla salute, l’Unione Inquilini ha indetto un presidio solidale dalle ore 13.15, in Via San Zeno 4 a Martinengo. Durante il presidio è indetta una conferenza stampa in cui accompagneremo i giornalisti intervenuti a visitare le case popolari tenute colpevolmente vuote mentre le persone vengono sbattute in strada.(Unioni Inquilini Bergamo, 28.10.15)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(23.10.15) ALME’. RIMANDATO AL 10 DICEMBRE LO SFRATTO DI LOREDANA E DELLE SUE DUE FIGLIE

La mobilitazione antisfratto per Loredana e per le due figlie che vivono con lei ha ottenuto di procrastinare lo sfratto al 10 dicembre prossimo. Grande assente l’Amministrazione comunale del paese con la quale non è ancora stato possibile stabilire un confronto per la ricerca di una soluzione alloggiativa alternativa. (Unioni Inquilini Bergamo, 23.10.15)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


* Sabato 24 ottobre ore 15.30, presso Sala consiliare del Comune di Endine Gaiano

Lunedì 21 settembre è stata assegnato il Premio “Giuseppe Brighenti per lo studio e la divulgazione della storia del Novecento” secondo le modalità del nuovo bando entrato in vigore nel 2013. Il Premio, istituito alla memoria di Giuseppe Brighenti, partigiano della 53a Brigata Garibaldi e poi, nel dopoguerra, sindacalista, sindaco e parlamentare, promosso dall’Isrec Bg, in collaborazione con il Comune e l’Anpi di Endine Gaiano e con il patrocinio e sostegno del Comitato antifascista bergamasco, dell’Anpi provinciale e della Camera del Lavoro Cgil di Bergamo, è giunto quest’anno alla XIXa edizione.

Per questa edizione la Commissione non avendo potuto assegnare il Premio previsto per la tesi di laurea, in quanto i lavori presentati non erano corrispondenti ai criteri del Bando, ha deciso di attribuire l’intero ammontare del Premio alla Borsa di ricerca, rifinanziando, come già previsto l’anno scorso, il progetto archivistico triennale Riordino, condizionamento e restauro delle carte della Resistenza conservate presso l’archivio dell’Isrec Bg, vincitore dell’edizione 2014. L’ammontare del Premio sarà così suddiviso: € 1000,00 per la continuazione del lavoro di riordino dei Fondi e delle carte relative alla 53a Brigata Garibaldi, conservate presso l’Archivio dell’Isrec Bg, e € 1000,00 per l’inizio della seconda fase, prevista dal progetto, di restauro e messa in sicurezza dei documenti più compromessi.
Barbara Curtarelli, presentatrice del progetto, che ha lavorato lo scorso anno sul Fondo Brighenti, quest’anno sistemerà il Fondo Brasi e le carte della 53a Brigate depositate in altri Fondi, provvedendo al controllo e riordino delle carte, al ricondizionamento (sostituzione dei contenitori, delle buste, dei fascicoli e delle camicie) e infine alla predisposizione di un elenco del materiale deterioratosi, per consentirne l’eventuale restauro.
Ilaria Lanfranconi inizierà la fase due del progetto provvedendo in primo luogo al restauro delle lettere dei condannati a morte conservate in originale nel nostro archivio (Galimberti, Turani, Sporchia, Caslini) e del documento originale della resa dei tedeschi, nonché dei documenti del Fondo Brighenti segnalati come necessari di intervento conservativo.

Durante la giornata dedicata alla premiazione, fissata per sabato 24 ottobre 2015 alle 15:30 presso la Sala Consiliare del Comune di Endine Gaiano, Barbara Curtarelli illustrerà il lavoro svolto sul Fondo Brighenti e presenterà l’intervento che svolgerà sugli altri Fondi e carte della 53a e Ilaria Lanfranconi interverrà sulle problematiche e sul senso e valore di un intervento di restauro per le carte di un archivio del Novecento come quello dell’Isrec Bg. (da www.isrecbg.it)


(23.10.15) ALME’. MOBILITAZIONE ANTISFRATTO PER LOREDANA E LE SUE DUE FIGLIE

* Venerdi’ 23 ottobre, dalle ore 8.00, Presidio antisfratto in Piazzale Don Seghezzi 1 ad Almè (per info tel. 380.6933401 - Rita)

Loredana ha sempre lavorato ma da diversi mesi… non la pagano, e quindi non ha più potuto pagare l’affitto. Vive con due figlie, due ragazze di 16 e 13 anni, e venerdì l’ufficiale giudiziario si presenterà alla loro casa per cacciarle senza che ci sia ancora una soluzione abitativa alternativa, come abbiamo potuto verificare. Rivolgiamo un caldo appello alla mobilitazione e alla solidarietà per impedire una prevaricazione inaccettabile, una delle centinaia di migliaia di cui il governo intende occuparsi solo a suon di sgomberi polizieschi, come è avvenuto ieri a Bologna. (Unione Inquilini Bergamo, 21.10.15)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(25.10.15) TRESCORE B. (bg). “SOLDI CI SONO!”. CAMPAGNA CONTRO I TAGLI E LE PRIVATIZZAZIONI

Anche a Bergamo, come in tutta Italia, è partita la campagna, “I soldi ci sono”, lanciata da Rifondazione Comunista. Una campagna di informazione per spiegare che i soldi ci sono, mentre il debito pubblico è servito a giustificare tagli e privatizzazioni. Continuano a ripetere che ‘i soldi non ci sono, che abbiamo sperperato e vissuto al di sopra delle nostre possibilità e che sono necessari sacrifici. Un leitmotiv buono per giustificare le politiche di austerità, i tagli al welfare e ai diritti, le privatizzazioni dei beni comuni, il peggioramento delle condizioni di vita, la devastazione del servizio sanitario. Lo spauracchio della scarsità è servito ad alimentare la guerra tra poveri, a mettere lavoratori, disoccupati e pensionati gli uni contro gli altri. Si tratta di falsità totali che non diventano vere per il solo fatto di essere ripetute ogni giorno. Quello che è realmente successo è che la ricchezza è stata trasferita nelle tasche dei ricchi e della finanza, che la usano per speculare. “Noi proponiamo - sostiene Rifondazione Comunista - una soluzione alternativa ai tagli: prendere i soldi dove ci sono, cioè dalle banche e dai ricchi, per darli a chi non ne ha abbastanza”.

Domenica 25 ottobre, a Trescore Balneario, in mattinata banchetto e volantinaggio in V.le Locatelli. Il volantino: qui

(25.10.15) Alcune foto: qui



(27.07.14) GRONE (bg). SORGENTI DI ACQUA SPARSA

Altre foto: qui

(16.10.15) DALMINE. SFRATTO: IERI COLPI DI SCENA E STRESS PER DANIELA E I SUOI DUE BAMBINI. MA POI LA LOTTA PAGA…

E’ finita bene la mobilitazione per Daniela e i suoi due bambini, che ancora ieri mattina dovevano essere sfrattati in Via Seghezzi a Dalmine. Grazie alle risorse economiche messe a disposizione dal Fondo nazionale a sostegno degli inquilini morosi incolpevoli, destinate ai comuni cosiddetti ad “alta tensione abitativa” (su 240 sono solo 4 - tra cui Dalmine - in tutta la provincia di Bergamo), la piccola famiglia avrà a disposizione per almeno un anno un appartamento che fa capo alle proprietà della parrocchia di Sabbio.
E’ finita bene, ma fino a ieri mattina Daniela ha rischiato di essere buttata in strada e, se ciò non è avvenuto, è stato solo grazie alla presenza dei compagni e dei volontari antisfratto e alla mobilitazione solidale indetta dall’Unione Inquilini.
E’ successo infatti che, a causa del mancato coordinamento tra il comune, ufficiale giudiziario, prefettura - dopo che ci era stato comunicata in via ufficiosa una proroga di un mese dell’esecuzione dello sfratto - si è presentata la proprietà con ufficiale giudiziario, forze dell’ordine e… fabbro ad esigere - bruscamente e perentoriamente - lo sgombero dell’alloggio.
C’è voluta tutta la determinazione di Daniela, dei nostri compagni (Rita e Davide) e degli altri amici per dissuadere e convincere la controparte a procrastinare lo sfratto di una decina di giorni.
In serata poi è stato possibile definire un accordo che dovrebbe consentire a Daniela di trovare un sistemazione dignitosa per almeno un anno, con la speranza nel frattempo di ottenere un lavoro meno precario, meno saltuario e con un salario decente.
Abbiamo spesso denunciato i limiti della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che nel decreto attuativo 14 maggio 2014 impone ai Comuni di sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di “accompagnamento sociale” e di “graduazione” dello sfratto. Succede che - come ci viene segnalato da più parti d’Italia e come rischiava di avvenire anche a Dalmine ieri mattina - tale provvedimento resti lettera morta e le risorse per il disagio abitativo, per altro modestissime, rimangano inutilizzate per l’incapacità delle amministrazioni comunali di fronte alle situazioni concrete delle persone e famiglie sfrattate.
Anche a Dalmine solo la mobilitazione attiva degli amici e del movimento per il diritto all’abitare ha potuto evitare il peggio; staremo bene attenti che le briciole messe a disposizione del governo ai comuni della bergamasca siano effettivamente e tempestivamente utilizzate per chi ne ha impellente bisogno. E staremo ben attenti a che Daniela e suoi due bambini non debbano ora incappare in qualche altro disguido imprevisto che li costringa di nuovo a vivere altre situazioni di stress inaccettabile. (Unioni Inquilini Bergamo, 16.10.15)

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 18.10.15: qui

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(15.10.15) DALMINE. SFRATTI: DANIELA, DONNA SOLA CON DUE BAMBINI, RISCHIA DOMANI DI FINIRE IN STRADA PERCHE’ LE AUTORITA’ PREPOSTE NON APPLICANO LE PROCEDURE DI LEGGE!

* Presidio in solidarietà a Daniela giovedì 15 ottobre a partire dalle ore 7.00 a Dalmine in Via Don Seghezzi 4 (loc. Sabbio)

Daniela, italiana, è madre di due figli minorenni (anni 7). Da un anno a seguito dei tagli del Ministero della pubblica istruzione ha perso il lavoro con un’impresa di pulizie che lavorava nella scuole e non è più riuscita a pagare l’affitto (500 Euro al mese) con i proventi che derivano dai lavori saltuari e precari che riesce ad avere tramite le agenzie interinali. Per questo motivo la proprietà dell’alloggio, che possiede l’intero caseggiato in cui Daniela abita, ha avviato le procedure di sfratto che sono giunte ormai alla fase esecutiva.
La colpa più grave di Daniela è di essersi illusa che il Comune non l’avrebbe abbandonata, che sarebbe stata aiutata con qualche misura di sostegno, anche se solo limitata o temporanea. Sperava di evitare lo sfratto, perché da oltre un anno vi è una legge che la difende dallo sfratto forzoso. Purtroppo la sua applicazione si è fermata nelle pastoie burocratiche. Stiamo parlando della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che nel decreto attuativo 14 maggio 2014 OBBLIGA i Comuni a sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di accompagnamento sociale e di “graduazione” dello sfratto: in altre parole, il comune di Dalmine deve aiutare chi, come Daniela, non può più pagare l’affitto. In mancanza o ritardo di questo aiuto, lo sfratto non deve essere eseguito, così come già previsto da diversi Prefetti in tutta Italia (Milano, Pisa, Livorno e altre province).
A dispetto della Legge, il Comune e l’Ufficiale giudiziario - secondo l’Unione Inquilini di Bergamo - disattendono l’applicazione di norme molto semplici. Il Comune ritarda la messa in campo di un accompagnamento sociale che permetta alla donna di trovare una nuova sistemazione abitativa e l’Ufficiale giudiziario decide di buttare per strada una donna con minori. Abbiamo pertanto deciso da parte nostra di mettere in campo la nostra legalità e invitiamo a partecipare al presidio in solidarietà di Daniela e dei suoi due bambini giovedì mattina a partire dalle ore 7.00 in avanti in via Don Seghezzi 4, a Sabbio di Dalmine. (Per comunicazioni: tel. 3345086230 - Davide)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(14.10.15) AGRONOMIA - SAN PAOLO D’ARGON. ASSOLTO DAL GIUDICE IL LAVORATORE ACCUSATO DI ESTORSIONE

Flai CGIL: “Noi non difendiamo i caporali, ora si continui a indagare”

Assolto perché il fatto non sussiste Kumar Sandeep, il dipendente di Agronomia reintegrato al lavoro dopo un ingiusto licenziamento e poi accusato da tre colleghi di estorsione.

La vicenda comincia nel 2012 quando Agronomia, azienda di San Paolo d’Argon specializzata nella lavorazione di quarta gamma, licenzia Sandeep per aver raccolto la verdura dalla serra sbagliata. Asssitito dalla Flai CGIL il lavoratore ha impugnato il licenziamento e vinto la causa: nel 2013 il giudice ha considerato illegittima la sanzione e imposto il reintegro.
Dopo pochi giorni, nell’agosto 2013, Kumar viene denunciato da tre compagni di lavoro con un’accusa grave: avrebbe infatti chiesto ai colleghi 200 euro per poter lavorare.
Il processo a Kumar Sandeep, imputato per estorsione e assistito dall’avvocato Pamela Nodari, si è concluso oggi con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”. I tre lavoratori indiani che lo avevano denunciato hanno infatti spiegato al giudice Ilaria Sanesi che Sandeep non aveva mai chiesto loro dei soldi, ma che erano stati obbligati dall’azienda a dichiarare il falso per non perdere l’impiego.
Il giudice ha infine trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica per l’eventuale individuazione di condotte penalmente rilevanti, alla luce di quanto emerso dal dibattimento, a carico di Gaia Novali, procuratore dell’azienda, e di Stefano Savini, responsabile delle produzioni agricole di Agronomia.
“Il tribunale ha stabilito che l’estorsione non è mai avvenuta - commenta Francesca Seghezzi, segretaria Flai CGIL di Bergamo - come non sussistono evidentemente le accuse mosse dall’azienda nei confronti della CGIL di difendere sfruttatori e caporali. Confidiamo nel lavoro della magistratura perché si faccia finalmente chiarezza su tutte le situazioni emerse durante il processo”.
“Siamo particolarmente soddisfatti per la sentenza - aggiunge il segretario provinciale CGIL Luigi Bresciani - Ora chiediamo si faccia piena luce su una vicenda grave e torbida“. (Comunicato stampa Cigil-Bergamo, 14.10.15)

Cfr. anche Bergamo.corriere.it 14.10.15: qui; Bergamonews.it 14.10.15: qui

Agronomia, le nostre precedenti info: qui


Pagina successiva »