(30.07.15) BERGAMO. PRESIDIO  IN SOLIDARIETA’ A MARINELLA (AFFETTA DA MALATTIA RARA E INVALIDA AL 100%) E CONTRO L’INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI

* Giovedì 30 luglio, alle ore 8.30, in Via Al Pianone 4, Bergamo

Marinella ha 57 anni e vive insieme al marito; è affetta da una grave e rara patologia, che la rende invalida al 100%. Si tratta della Sindrome da sensibilità chimica multipla (M.C.S.), malattia che determina una intolleranza a molteplici sostanze chimiche, in particolare ambientali, quali solventi, pitture, materiali edili, farmaci, profumi, deodoranti e così via. A causa di tale condizione di salute Marinella è costretta a vivere in luoghi sottoposti ad importanti bonifiche ambientali.
Il reddito famigliare è molto scarso e dipende da una magra pensione e dalla retribuzione del marito, rientrato da poco al lavoro dopo una lunga Cassa Integrazione.
Dopo il disimpegno della precedente Amministrazione comunale che, dopo averla collocata come ospite in un Bed&Breakfast, l’aveva abbandonata a se stessa, le condizioni di vita della donna sono velocemente peggiorate. Infatti il gestore del B&B, dopo aver staccato gas, metano e energia elettrica, aveva avviato le procedure di sfratto.
Marinella non si è mai arresa nella ricerca di un’abitazione alternativa, ma la casa adatta non è stata ancora trovata. Il problema è individuare un alloggio lontano da fonti inquinanti a cui la donna è fortemente allergica. Dopo aver trascorso tutto l’inverno senza riscaldamento, Marinella dovrà subire l’esecuzione dello sfratto.
Giovedì 30 luglio l’Ufficiale giudiziario uscirà di nuovo per sgomberare la famiglia con il supporto della polizia e di un medico dell’ASL. Se il medico certificherà che Marinella è trasportabile in un ospedale, le forze dell’ordine potrebbero sgomberare l’alloggio, ma non si quale abitazione idonea potrebbe accogliere Marinella.
Unione Inquilini ha più volte rivolto un appello al Sindaco di Bergamo e al Prefetto perché lo sfratto fosse fermato per garantire il passaggio da casa a casa. Purtroppo il Comune si è attivato soltanto permettendo alla famiglia di fare domanda, all’apertura del bando, per l’assegnazione di una casa popolare.
Marinella è risultata tra i primi inquilini in graduatoria. Quasi certamente però anche la casa popolare non potrà accoglierla, sia perché l’assegnazione non sarà pronta per il giorno dell’esecuzione dello sfratto sia perché la patologia di Marinella le impedisce di abitare in un condominio esposto agli inquinanti tipici della vita quotidiana (detergenti per pulizia, deodoranti, ecc..).
Di fronte all’assenza di un intervento da parte delle istituzioni di governo, non è rimasta che l’arma estrema della disobbedienza civile. Insieme alle famiglie sfrattate che parteciperanno, giovedi 30 luglio, dalle ore 8.30, saremo in presidio solidale davanti alla casa di Marinella a Bergamo in via Al Pianone n.4. (A cura di: Unione Inquilini. Per comunicazioni: tel. 3396166142 - Elisa Lucchini)

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(28.07.15) LOCATELLO (Valle Imagna). DONNA SOLA E INVALIDA. SGOMBERO SCONGIURATO E RESPINTE LE PROVOCAZIONI

Locatello è un piccolo paese di montagna nella Valle Imagna, con molte case vuote e abbandonate a causa delle emigrazioni e spopolamento del secolo scorso, oggi - come in altri paesi della zona - in ripresa demografica grazie anche alla presenza di immigrati.
Mariame vive a Locatello da diversi anni, ma stamattina doveva essere sfrattata dal suo alloggio al piano terra di una palazzina di Via Alighieri. Vive sola, è disoccupata e malata, per questo non era più riuscita a pagare l’affitto, ed oggi doveva subire la seconda uscita dell’ufficiale giudiziario dopo quella di fine giugno
, quando le era stata concessa una proroga a seguito della mobilitazione antisfratto che avevamo promosso anche in quella occasione.
Mariame ha bisogno di aiuto e per questo erano stati informati dall’unione inquilini sia il Comune di Locatello, senza sindaco e senza amministrazione quindi retto da un commissario prefettizio, sia i servizi sociali consortili. Nessuna delle istituzioni però si è occupata di Mariame in modo risolutivo e, questa mattina, è stato necessario organizzare un altro presidio per scongiurare che Mariame finisse letteralmente in strada il giorno stesso in cui doveva presentarsi in ospedale per una visita oncologica.
Anche a seguito delle nostre comunicazioni, dalla Prefettura all’ultimo momento sono venute indicazioni perché non intervenisse la forza pubblica ed è stato possibile pertanto sottoscrivere un accordo per un rinvio dello sgombero al 19 settembre prossimo.
Non sono però mancate gravi provocazioni da parte di alcuni residenti che, aizzati dalla proprietà, hanno inveito contro Mariame e il nostro picchetto (multietnico) facendo uso della peggiore terminologia razzista (e non solo), inquietante segnale di un degrado culturale (Locatello peraltro è un paese di emigranti!), che si alimenta anche delle difficolta e del disimpegno degli enti locali nello svolgere un ruolo di mediazione sociale e di garanzia dei diritti umani fondamentali.
Anche in questa occasione la presenza solidale a fianco di Mariame degli attivisti antisfratto è stata determinante per evitare un esito traumatico. Nei prossimi giorni torneremo a far pressione sulle istituzioni preposte perché operino per dare una soluzione ragionevole ai problemi abitativi di Mariame individuando per lei un alloggio alternativo. (28 luglio 2015, Unione Inquilini Bergamo)

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 29.07.15: qui

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