(GENOVA, 20.07.2001 -2015) OGGI E’ IL GIORNO DI CARLO

Il 20 luglio 2001 veniva assassinato Carlo Giuliani (…). Il giorno successivo, 21 luglio, una folta delegazione da San Paolo d’Argon con i compagni e le compagne de L’Alternativa e Rifondazione Comunista insieme a un gruppo numeroso dell’Oratorio, partecipò alla grande manifestazione conclusiva delle giornate di mobilitazione indette dal Genoa Social Forum. Anche tale manifestazione - come il giorno precedente - venne ripetutamente e brutalmente attaccata dalle forze dell’ordine. Mentre tornavamo da Genova sui pullman apprendemmo da Radio popolare, in diretta, della “macelleria messicana” alla scuola Diaz….

Giorni non molto entusiasmanti quelli in cui si deve assistere ai pogrom in alcune parti d’Italia. Mai avrei detto quand’ero giovane che il futuro mi avrebbe riservato anche questo insieme ad altre vergogne in tema di giustizia sociale, istruzione pubblica, diritti dei lavoratori. L’avessi saputo avrei fatto scelte militanti piuttosto diverse. E ha senso - mi chiedevo stamattina ai Colli di San Fermo - assistere un’altra volta alla commemorazione della battaglia di Fonteno e Monte Torrezzo (i partigiani in quell’occasione riuscirono perfino a catturare il capo delle SS), quando si è in difficoltà - per esempio - a mettere in campo una seria e determinata mobilitazione antirazzista per spazzare via lo schifo che ci ritroviamo in casa, oppure una altrettanto seria e determinata mobilitazione a sostegno della Grecia affamata dalla finanza europea? La risposta l’ha data Adelmo Cervi che è arrivato nel pomeriggio alla Casa “La Resistenza” per presentare il suo libro (*). Certo ha parlato di suo padre (che non ha conosciuto) e degli altri fratelli Cervi, del nonno Alcide e delle donne della famiglia. Ha parlato poco della storia, molto invece su quello che si deve fare perché non è certo questo il Paese che i fratelli Cervi volevano. Ha parlato a ruota libera, o almeno così è sembrato, mettendo nel conto alcune delle cose che stavo pensando (il razzismo, la Grecia) e altre ancora come il Jobs Act, la disoccupazione giovanile che dilaga, l’istruzione, l’ingiustizia sociale, l’inconsistenza e l’avidità della classe politica e dei personaggi che guidano o hanno guidato il Paese negli ultimi tempi. Con grande passione ha parlato dell’urgenza di reagire, perché questo è il compito che gli uomini della Resistenza ci hanno lasciato. Ho aspettato in fila agli altri che Adelmo mi firmasse la mia copia del libro: “Al compagno Maurizio, con affetto Adelmo”. Propongo che alla prossima commemorazione ai Colli di San Fermo, quella del 72°, oltre che ricordare quello che fecero Giovanni Brasi “Montagna” e gli altri partigiani della 53a Brigata Garibaldi il 31 agosto del 1944, si parli e si ragioni dei fatti di “resistenza” che saremo riusciti a mettere in campo da qui al luglio 2016. Guai se non avremo niente o poco da raccontare, perché questo sarebbe un affronto alla memoria del passato e un affronto a chi sta soffrendo, nel presente, delle nuove - orrende - prevaricazioni. Nonché al nostro antifascismo. (19.07.15, m.m.)

(*) Adelmo Cervi (con Giovanni Zucca), Io che conosco il tuo cuore. Storia di un padre partigiano raccontata da un figlio, PIEMME Voci 2014

Altre foto: qui


(14.07.15) SERIATE. VILLA AMBIVERI

Edificata nei secoli XVII-XVIII, ampliata nel secolo XIX. Denominazione completa Villa Ambiveri già Vertova Bonomi. Sede del Centro Russia Cristiana. Ora di proprietà della Diocesi di Bergamo. Presenti statue romane e affreschi di C. Raucilio e P. V. Bonomini (XIX). Portico interno a colonne binate; due cortili; decorazioni esterne e giardino antistante.

Altre foto: qui