(17-26.07.15) CASTRO (bg). FESTA IN ROSSO SEBINO-VALLECAMONICA 2015

La festa - a cura de “L’Altra Europa con Tsipras” dell’Alto Sebino e della Vallecamonica - si svolge nell’area feste del Lungolago di Castro, TUTTE LE SERE da venerdì 17 a domenica 26 luglio.

Tutte le sere eventi di approfondimento e di musica; presenti le associazioni Libera, Emergency, I Ribelli della Montagna, Anpi, Nidil - Sindacato Precari della CGIL e l’Associazione di Amicizia Italia-Cuba. Ogni sera inoltre vi sarà il ristorante tipico con apertura dalle ore 19.00 alle 22.30, servizio bar spuntino dalle 10 alle 23.30. La domenica aperti anche a mezzogiorno. Inizio spettacoli ore 21.00. Info tel. 368.7441048.

* Locandina con il programma completo: QUI


(21.07.15) BREMBATE/STEZZANO. SFRATTI: UNA GIORNATA MOVIMENTATA

Doveva essere una giornata tranquilla sul fronte degli sfratti, tant’è che come Unione Inquilini non avevamo indetto alcuna particolare mobilitazione. In realtà è stata una delle più drammatiche e più tese e solo con lunga fatica si sono evitati o almeno limitati esiti traumatici.
Di prima mattina Paolo ed io abbiamo raggiunto Brembate, dove abbiamo trovato anche il giovane compagno Wahid. Alle 8.30 era atteso l’ufficiale giudiziario a casa di C., disoccupato, la cui famiglia doveva lasciare l’abitazione, un piccolo appartamento di due stanze in un caseggiato a ringhiera con incipienti tratti di fatiscenza. C. era riuscito nei giorni scorsi a trovare una nuova abitazione, sottoscrivendo pure un preliminare di contratto d’affitto. Gli servono solo un paio di mesi per adeguare l’appartamento. Il proprietario però si è dimostrato subito irremovibile e deciso a voler entrare senz’altro in giornata in possesso dell’appartamento affittato, tanto che subito sono stati chiamati i carabinieri del paese. Ad un certo punto le forze dell’ordine ci hanno intimato lo sgombero immediato, ma siamo riusciti ad intavolare un discussione serrata fino a quando si è raggiunto - non senza tensioni e rotture - un accordo che consentirà all’inquilino di rimanere per altri due mesi.
Non avevamo ancora verbalizzato l’accordo, quando ci chiamano al cellulare da Stezzano, per informarci che - senza alcun preavviso - era già in corso lo sfratto di Love, la ragazza nigeriana madre di un bambino di un anno e mezzo e incinta di due gemelli. Le compagne e i compagni dell’Unione Inquilini hanno seguito questa vicenda da diverso tempo, in particolare dall’8 luglio giorno della prima uscita dell’ufficiale giudiziario che aveva rimandato lo sfratto di una settimana senza però precisare la data dell’uscita successiva. In queste due settimane non abbiamo lasciato nulla di intentato per cercare il confronto con il comune di Stezzano per un percorso condiviso che portasse ad una soluzione abitativa alternativa dignitosa e non precaria, viste anche le condizioni di salute di Love. Quando Paolo, Wahid, io e poi anche Rita siamo arrivati, nella casa di Love erano già entrati carabinieri ed ufficiale giudiziario, mentre i proprietari stavano già procedendo a sostituire le serrature delle porte. Il piccolo Daniel che piangeva, tensione alle stelle, parole concitate. E’ stato possibile mantenere l’occupazione di una stanza. Quando abbiamo chiamato il comune una prima volta non ci è stato risposto. Sono passate così alcune ore fino quando, ormai nel primo pomeriggio, la signora ufficiale giudiziario ha accettato di andare lei stessa in municipio con il nostro Paolo per incontrare l’amministrazione comunale. Dopo un’ora sono rientrati alla casa di Love. Per stasera - questo quanto hanno concordato Paolo e l’ufficiale giudiziario con il comune - Love potrà rimanere nella “sua”casa; domani alle 17 verrà accompagnata dai servizi sociali alla comunità di Torre Boldone, dove avrà a disposizione un piccolo appartamento; confermati gli impegni economici del comune per aiutare Love e il suo compagno ad affittare un appartamento non appena riusciranno a sottoscrivere un preliminare di contrattto d’affitto. Questa la soluzione ragionevole a cui siamo potuti arrivare. Dobbiamo riconoscere che almeno negli ultimi passaggi la signora ufficiale giudiziario si è spesa molto per questa soluzione “umana”. Resta però il rammarico, come abbiamo già denunciato (cfr. alternainsieme.net 15.07.15: qui), che questo sfratto ha avuto un di più di tensioni e sofferenze che si sarebbero potute evitare con una più tempestiva disponibilità d’ascolto da parte delle istituzioni preposte.
Un ultima notazione. A Brembate il proprietario è un africano e italiana la famiglia sfrattata; a Stezzano invece l’esatto inverso. Entrambi piccoli (micro) proprietari hanno mostrato la medesima intransigenza, quasi con le medesime parole e argomentazioni contro le famiglie sfrattate. In ogni caso questi conflitti rischiano di essere devastanti sul piano della convivenza civile e “coesione sociale” ed è pertanto urgente che vengano radicalmente cambiate le politiche economiche e in particolare le politiche della casa, prima che la crisi accentui all’inverosimile la conflittualità tra chi, seppure in modo diverso, ne sta pagando i prezzi. Per questo bisogna intensificare l’opposizione e la lotta sociale e politica. (21.07.15, m.m. - Unione Inquilini Bergamo)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


PANCHO VILLA, pseudonimo di Doroteo Arango Arámbula

Durango, 5 giugno 1878 – Parral, 20 luglio 1923


(GENOVA, 20.07.2001 -2015) OGGI E’ IL GIORNO DI CARLO

Il 20 luglio 2001 veniva assassinato Carlo Giuliani (…). Il giorno successivo, 21 luglio, una folta delegazione da San Paolo d’Argon con i compagni e le compagne de L’Alternativa e Rifondazione Comunista insieme a un gruppo numeroso dell’Oratorio, partecipò alla grande manifestazione conclusiva delle giornate di mobilitazione indette dal Genoa Social Forum. Anche tale manifestazione - come il giorno precedente - venne ripetutamente e brutalmente attaccata dalle forze dell’ordine. Mentre tornavamo da Genova sui pullman apprendemmo da Radio popolare, in diretta, della “macelleria messicana” alla scuola Diaz….

Giorni non molto entusiasmanti quelli in cui si deve assistere ai pogrom in alcune parti d’Italia. Mai avrei detto quand’ero giovane che il futuro mi avrebbe riservato anche questo insieme ad altre vergogne in tema di giustizia sociale, istruzione pubblica, diritti dei lavoratori. L’avessi saputo avrei fatto scelte militanti piuttosto diverse. E ha senso - mi chiedevo stamattina ai Colli di San Fermo - assistere un’altra volta alla commemorazione della battaglia di Fonteno e Monte Torrezzo (i partigiani in quell’occasione riuscirono perfino a catturare il capo delle SS), quando si è in difficoltà - per esempio - a mettere in campo una seria e determinata mobilitazione antirazzista per spazzare via lo schifo che ci ritroviamo in casa, oppure una altrettanto seria e determinata mobilitazione a sostegno della Grecia affamata dalla finanza europea? La risposta l’ha data Adelmo Cervi che è arrivato nel pomeriggio alla Casa “La Resistenza” per presentare il suo libro (*). Certo ha parlato di suo padre (che non ha conosciuto) e degli altri fratelli Cervi, del nonno Alcide e delle donne della famiglia. Ha parlato poco della storia, molto invece su quello che si deve fare perché non è certo questo il Paese che i fratelli Cervi volevano. Ha parlato a ruota libera, o almeno così è sembrato, mettendo nel conto alcune delle cose che stavo pensando (il razzismo, la Grecia) e altre ancora come il Jobs Act, la disoccupazione giovanile che dilaga, l’istruzione, l’ingiustizia sociale, l’inconsistenza e l’avidità della classe politica e dei personaggi che guidano o hanno guidato il Paese negli ultimi tempi. Con grande passione ha parlato dell’urgenza di reagire, perché questo è il compito che gli uomini della Resistenza ci hanno lasciato. Ho aspettato in fila agli altri che Adelmo mi firmasse la mia copia del libro: “Al compagno Maurizio, con affetto Adelmo”. Propongo che alla prossima commemorazione ai Colli di San Fermo, quella del 72°, oltre che ricordare quello che fecero Giovanni Brasi “Montagna” e gli altri partigiani della 53a Brigata Garibaldi il 31 agosto del 1944, si parli e si ragioni dei fatti di “resistenza” che saremo riusciti a mettere in campo da qui al luglio 2016. Guai se non avremo niente o poco da raccontare, perché questo sarebbe un affronto alla memoria del passato e un affronto a chi sta soffrendo, nel presente, delle nuove - orrende - prevaricazioni. Nonché al nostro antifascismo. (19.07.15, m.m.)

(*) Adelmo Cervi (con Giovanni Zucca), Io che conosco il tuo cuore. Storia di un padre partigiano raccontata da un figlio, PIEMME Voci 2014

Altre foto: qui


(14.07.15) SERIATE. VILLA AMBIVERI

Edificata nei secoli XVII-XVIII, ampliata nel secolo XIX. Denominazione completa Villa Ambiveri già Vertova Bonomi. Sede del Centro Russia Cristiana. Ora di proprietà della Diocesi di Bergamo. Presenti statue romane e affreschi di C. Raucilio e P. V. Bonomini (XIX). Portico interno a colonne binate; due cortili; decorazioni esterne e giardino antistante.

Altre foto: qui


(19.07.15) COLLI DI SAN FERMO. 71° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI FONTENO E MONTE TORREZZO

DOMENICA 19  LUGLIO 2015. Programma:

* ore 9.45: Ritrovo alla casa “La Resistenza” dei Colli di San Fermo
* ore 10.15: partenza per la camminata con arrivo al monumento del Colletto (circa 30 minuti - il monumento è raggiungibile anche in auto)
* ore 11.00 Santa Messa
* ore 11.45  Discorsi ufficiali
* ore 12.30 circa, presso la Casa “La Resistenza”: pranzo sociale (è gradita la prenotazione: Tiziano tel. 335.7559628 oppure Marco tel. 340.6171469)
* Ore 14.00 Presentazione in anteprima del progetto di trasformazione della Casa “La Resistenza” in Museo
* Ore 14.15 Letture resistenti. Scritti e lettere della Lotta di Liberazione, a cura della Compagnia teatrale “Il Campanone”
* Ore 14.45 Presentazione del libro “Io che conosco il tuo cuore”, incontro e intervista con Adelmo Cervi

A cura di: Anpi Valcavallina e Valcalepio

Locandina: Qui. Altre informazioni: http://anpivalcalepio-cavallina.blogspot.com

Scheda sulla battaglia di Fonteno e Monte Torrezzo, 31 agosto 1944: QUI ["Sulle tracce della libertà, Itinerari didattici sui luoghi della Resistenza bergamasca", a cura Isrec, Provincia, Cai bg]

Altre immagini: 2014 - 2013 - 2011 - 2010 - 2009


Molto partecipato il presidio solidale antisfratto che è proseguito per tutta la mattinata di oggi per difendere la famiglia di Jamila dallo sfratto. Per ancora tre mesi Jamila, la madre anziana e i suoi tre bambini potranno rimanere nell’appartamento in cui abitano tuttora. Si spera, e faremo serrate pressioni in tal senso, che il comune si attivi nel frattempo per una soluzione abitativa alternativa. Non si può uscire dalla recessione imposta dall’Europa delle banche della finanza, non si potrà mai costruire l’Europa dei popoli se non si difende il diritto primario alla casa per tutti e tutte attraverso la mobilitazione e la lotta solidale concreta. Nei prossimi giorni di fine luglio, sono previste numerose esecuzioni di sfratti, concentrate in poche settimane perché poi tribunali ed avvocati andranno in ferie. L’Unione Inquilini è impegnata quotidianamente in una o più vertenze di questo tipo. Ringraziamo pertanto la delegazione del Comitato antisfratto Diritto alla casa di Brescia che stamattina è venuta a rafforzare il presidio antisfratto di Martinengo. (16.07.15 - Unione Inquilini Bergamo)

Le altre foto di stamattina: qui. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(15.07.15) STEZZANO. E’ PROPRIO NECESSARIO AGGIUNGERE LA PRESA IN GIRO AL DRAMMA DELLO SFRATTO?

Stamattina doveva esserci lo sfratto di Love (incinta di due gemelli) e del suo Daniel di un anno e mezzo (cfr. anche Alternainsieme.net 08.07.15 qui). La volta precedente, esattamente una settimana fa, l’ufficiale giudiziario aveva rimandato lo sfratto di sette giorni, senza però precisare né data né ora dell’uscita come invece solitamente avviene.
Già ieri Paolo e chi scrive questa nota eravamo stati dai servizi sociali del comune con la famiglia sfrattata per sottoporre alcune proposte di mediazione per permettere un’uscita “dolce”, procrastinata di qualche tempo per dare tempo di trovare un alloggio alternativo. Tanto più che un’agenzia immobiliare nei giorni scorsi ha rilasciato a Love e al suo compagno Jusef una dichiarazione di disponibilità per l’affitto di un appartamento.
Si trattava di capire con certezza quali impegni concreti si sarebbe presa l’amministrazione comunale. “Il sindaco non c’è”, ci è stato però detto, come non c’era nei giorni scorsi. O per lo meno non c’è e non c’era per una famiglia sfrattata di origine nigeriana.
Stamattina ci siamo recati all’alloggio di Love (dove - ricordiamo - da 4 mesi manca l’acqua e da un mese anche il gas!), la quale ci aspettava sola con il piccolo Daniel, perché Jusef era dovuto andare al lavoro al mattino presto (ne avrà fino a stasera tardi) non avendo potuto chiedere il permesso perché è ancora in prova.
Paolo ha chiamato per ore il comune, ma nessuno ci ha dato ascolto. Love intanto non riusciva a nascondere la propria ansia. Non si può che star male, quando non si sa che cosa ti succederà, quando c’è più di una possibilità di finire fuori dalla propria casa senza sapere dove andrai a finire.
L’idea nostra era quella di aprire, in presenza dell’ufficiale giudiziario, una trattativa in extremis - come facciamo sempre in queste situazioni - per ottenere un rinvio ragionevole. Ma l’ufficiale giudiziario tardava ad arrivare.
Poi Love - nelle ore più calde del primo pomeriggio - ha preso a star male in modo preoccupante, con dolori all’addome e alla schiena. Tanto che, quando ha sentito al telefono il suo medico, questi le ha consigliato di farsi portare al pronto soccorso.
Paolo, nel frattempo, è riuscito verso le due del pomeriggio a parlare con l’ufficiale giudiziario che ci ha detto che lo sfratto non sarebbe stato oggi, ma un altro giorno, senza precisare quale - nemmeno questa volta - nonostante le insistenze di Paolo.
Poi ancora telefonate, altre telefonate (all’avvocato della proprietà, a un familiare dei proprietari, in comune), pure una visita al Municipio per parlare con assistente sociale, assessore, sindaco, qualcuno…, ma nessuno ci ha aperto, anche se dentro qualcuno ci stava.
Unica cosa positiva è stato che Love poi ha preso a star meglio.
Riteniamo che e istituzioni coinvolte, in queste calde giornate di luglio, non abbiano dato una bella immagine di sé!
Infine nel tardo pomeriggio, quando già ce ne eravamo andati da Stezzano, Love - spaventata - ci ha raggiunto con una telefonata, che ci ha costretto a girare l’auto e tornare a Stezzano, perché a casa sua si erano presentati i proprietari convinti di poter rientrare in possesso dell’appartamento affittato!
Chiaro che ci ripresenteremo domani e ancora dopo, se necessario, fino a quando non ci sarà un minimo di certezza e tranquillità per Love e per il suo compagno, per Daniel e per i gemelli che Love sta aspettando per dicembre.
Love stasera potrà dormire ancora a casa sua, con il piccolo Daniel, ma domani che succederà?
Un altro giorno di ansia e di sofferenza? Quanti giorni ancora? Quanti telefoni che non rispondono o danne risposte vaghe? Quanti municipi che rimangono chiusi? Perché? E’ umanamente accettabile ciò a cui abbiamo assistito quest’oggi e nei giorni scorsi?
(Love vive in Italia in quanto rifugiata perché nel sua Paese d’origine, quando studiava all’università, era perseguitata, minacciata, aggredita brutalmente e più volte dalle “gilde” studentesche, violente, mafiose e protette dalla politica, che imperversano in diversi atenei africani.)

Diritto alla casa. Precedenti info: qui


(15 e 18.07.15) BERGAMO. ASSEMBLEE CONTRO IL CARO-AFFITTI DELL’ALER

* Mercoledì 15 luglio alle ore 18.00, Bergamo, via Moroni 356, saletta riunioni condominiali (volantino: qui)

* Sabato 18 luglio alla ore 10.00, Bergamo, saletta condominiale Via Giovannelli 7 (volantino: qui)

AUMENTA CRISI e CARO-AFFITTI. INQUILINI NON RIESCONO PIU’ A PAGARE. Gli affitti, decisi dalla Regione Lombardia e bollettati dall’ALER, diventano ogni anno più pesanti per gli inquilini delle case popolari. Sempre più famiglie si trovano in gravissima difficoltà, accumulano debiti e rischiano di essere sfrattati.
Gli affitti dell’ALER di Bergamo sono cresciuti in questi anni in media del 40%.
A questo si deve aggiungere la crescita enorme dell’affitto del box che dal 2008 ad oggi è quaduplicato. Oggi gli affitti dei box sono uguali ai prezzi del mercato privato.
Per ultimo ALER ha bloccato le manutenzioni dei caseggiati che sono in grande parte in uno scarso stato di conservazione.
Gli inquilini si devono unire e lottare per ottenere dall’ALER di Bergamo: 1. forte riduzione dell’affitto del Box; 2. controllo degli inquilini sulle manutenzioni straordinarie; 3. aumento degli stanziamenti economici per i Contributi di Solidarietà. 4. Riduzione dell’affitto dell’appartamento. (a cura Sunia-Cgil, Sicet-Cisl, Unione Inquilini, per info tel. c/o Fabio 339.7728683)

Diritto alla casa. Precedenti info: qui


« Pagina precedentePagina successiva »