(30.07.15) BERGAMO - CASTAGNETA. SFRATTO DI MARINELLA PROROGATO AL 29 SETTEMBRE

Gran parte della mattinata è stata occupata dalla visita da parte dei medici dell’Asl che hanno verificato “la trasportabilità” di Marinella che in ogni caso data la sua patologia invalidante e causa di sofferenze (cfr. alternainsieme.net: qui) non potrebbe che avvenire secondo un preciso protocollo. Non è disponibile però allo stato attuale un alloggio, posto in una località idonea e sterilizzato in modo approfondito, che possa ospitare Marinella. Quasi due ore è durata la visita dei medici, che per Marinella è stata molto stressante, per arrivare poi alla più scontata delle conclusioni. Mentre alcuni settori del volontariato hanno dichiarato il loro impegno per trovare a Marinella un alloggio idoneo, nessun segnale è ancora giunto - per esempio - da parte del Comune di Bergamo. E’ inaccettabile che Marinella sia lasciata solo dalle istituzioni. Unione Inquilini è impegnata a sostenere le proposte che garantiscono una abitazione sicura e non più precaria per Marinella. Se al 29 settembre prossimo, nuova data fissata per l’esecuzione dello sfratto, non ci sarà ancora un alloggio alternativo adatto, ci opporremo a che Marinella sia sgomberata. (30.07.15, Unione Inquilini Bergamo)

La altre foto di stamattina: qui.

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 30.07.15: qui; Il Giorno 30.07.15: qui

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(30.07.15) BERGAMO. PRESIDIO  IN SOLIDARIETA’ A MARINELLA (AFFETTA DA MALATTIA RARA E INVALIDA AL 100%) E CONTRO L’INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI

* Giovedì 30 luglio, alle ore 8.30, in Via Al Pianone 4, Bergamo

Marinella ha 57 anni e vive insieme al marito; è affetta da una grave e rara patologia, che la rende invalida al 100%. Si tratta della Sindrome da sensibilità chimica multipla (M.C.S.), malattia che determina una intolleranza a molteplici sostanze chimiche, in particolare ambientali, quali solventi, pitture, materiali edili, farmaci, profumi, deodoranti e così via. A causa di tale condizione di salute Marinella è costretta a vivere in luoghi sottoposti ad importanti bonifiche ambientali.
Il reddito famigliare è molto scarso e dipende da una magra pensione e dalla retribuzione del marito, rientrato da poco al lavoro dopo una lunga Cassa Integrazione.
Dopo il disimpegno della precedente Amministrazione comunale che, dopo averla collocata come ospite in un Bed&Breakfast, l’aveva abbandonata a se stessa, le condizioni di vita della donna sono velocemente peggiorate. Infatti il gestore del B&B, dopo aver staccato gas, metano e energia elettrica, aveva avviato le procedure di sfratto.
Marinella non si è mai arresa nella ricerca di un’abitazione alternativa, ma la casa adatta non è stata ancora trovata. Il problema è individuare un alloggio lontano da fonti inquinanti a cui la donna è fortemente allergica. Dopo aver trascorso tutto l’inverno senza riscaldamento, Marinella dovrà subire l’esecuzione dello sfratto.
Giovedì 30 luglio l’Ufficiale giudiziario uscirà di nuovo per sgomberare la famiglia con il supporto della polizia e di un medico dell’ASL. Se il medico certificherà che Marinella è trasportabile in un ospedale, le forze dell’ordine potrebbero sgomberare l’alloggio, ma non si quale abitazione idonea potrebbe accogliere Marinella.
Unione Inquilini ha più volte rivolto un appello al Sindaco di Bergamo e al Prefetto perché lo sfratto fosse fermato per garantire il passaggio da casa a casa. Purtroppo il Comune si è attivato soltanto permettendo alla famiglia di fare domanda, all’apertura del bando, per l’assegnazione di una casa popolare.
Marinella è risultata tra i primi inquilini in graduatoria. Quasi certamente però anche la casa popolare non potrà accoglierla, sia perché l’assegnazione non sarà pronta per il giorno dell’esecuzione dello sfratto sia perché la patologia di Marinella le impedisce di abitare in un condominio esposto agli inquinanti tipici della vita quotidiana (detergenti per pulizia, deodoranti, ecc..).
Di fronte all’assenza di un intervento da parte delle istituzioni di governo, non è rimasta che l’arma estrema della disobbedienza civile. Insieme alle famiglie sfrattate che parteciperanno, giovedi 30 luglio, dalle ore 8.30, saremo in presidio solidale davanti alla casa di Marinella a Bergamo in via Al Pianone n.4. (A cura di: Unione Inquilini. Per comunicazioni: tel. 3396166142 - Elisa Lucchini)

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(28.07.15) LOCATELLO (Valle Imagna). DONNA SOLA E INVALIDA. SGOMBERO SCONGIURATO E RESPINTE LE PROVOCAZIONI

Locatello è un piccolo paese di montagna nella Valle Imagna, con molte case vuote e abbandonate a causa delle emigrazioni e spopolamento del secolo scorso, oggi - come in altri paesi della zona - in ripresa demografica grazie anche alla presenza di immigrati.
Mariame vive a Locatello da diversi anni, ma stamattina doveva essere sfrattata dal suo alloggio al piano terra di una palazzina di Via Alighieri. Vive sola, è disoccupata e malata, per questo non era più riuscita a pagare l’affitto, ed oggi doveva subire la seconda uscita dell’ufficiale giudiziario dopo quella di fine giugno
, quando le era stata concessa una proroga a seguito della mobilitazione antisfratto che avevamo promosso anche in quella occasione.
Mariame ha bisogno di aiuto e per questo erano stati informati dall’unione inquilini sia il Comune di Locatello, senza sindaco e senza amministrazione quindi retto da un commissario prefettizio, sia i servizi sociali consortili. Nessuna delle istituzioni però si è occupata di Mariame in modo risolutivo e, questa mattina, è stato necessario organizzare un altro presidio per scongiurare che Mariame finisse letteralmente in strada il giorno stesso in cui doveva presentarsi in ospedale per una visita oncologica.
Anche a seguito delle nostre comunicazioni, dalla Prefettura all’ultimo momento sono venute indicazioni perché non intervenisse la forza pubblica ed è stato possibile pertanto sottoscrivere un accordo per un rinvio dello sgombero al 19 settembre prossimo.
Non sono però mancate gravi provocazioni da parte di alcuni residenti che, aizzati dalla proprietà, hanno inveito contro Mariame e il nostro picchetto (multietnico) facendo uso della peggiore terminologia razzista (e non solo), inquietante segnale di un degrado culturale (Locatello peraltro è un paese di emigranti!), che si alimenta anche delle difficolta e del disimpegno degli enti locali nello svolgere un ruolo di mediazione sociale e di garanzia dei diritti umani fondamentali.
Anche in questa occasione la presenza solidale a fianco di Mariame degli attivisti antisfratto è stata determinante per evitare un esito traumatico. Nei prossimi giorni torneremo a far pressione sulle istituzioni preposte perché operino per dare una soluzione ragionevole ai problemi abitativi di Mariame individuando per lei un alloggio alternativo. (28 luglio 2015, Unione Inquilini Bergamo)

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 29.07.15: qui

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(28.07.15) LOCATELLO. MARIANNE NON E’ SOLA: LA SOLIDARIETA’ SI MOBILITA PER FERMARE SFRATTO

* Martedì 28 luglio, PRESIDIO, in Via Dante Alighieri 6, a Locatello (Valle Imagna)

Marianne è una donna sola. E’ rimasta senza lavoro due anni fa. Da quel momento si è depressa e ha notevoli problemi di salute.

A causa di questa situazione non è più riuscita a pagare l’affitto.
Per questo la proprietà ha avviato lo sfratto per morosità e martedì mattina l’ufficiale giudiziario si presenterà per eseguire lo sgombero dell’alloggio.

Gli attivisti anti-sfratto organizzeranno un presidio martedì 28 luglio dalle ore 8.30 in solidarietà a Marianne.

Il comune di Locatello è senza Sindaco e Amministrazione comunale ed è retto da un Commissario. Abbiamo chiesto che il Prefetto di Bergamo e il Commissario prefettizio assumano i provvedimenti necessari per sospendere lo sfratto e per garantire un alloggio alternativo a Marianne, viste anche le condizioni di salute di Marianne. Abbiamo altrsì chiesto che non venga fatta intervenire la forza pubblica. (A cura di: Unione Inquilini. Per comunicazioni tel. 346.3680766- Davide Canto)

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(27.07.15) ANPI-ENDINE. RISTAMPATO “IL PARTIGIANO BIBI” DI GIUSEPPE BRIGHENTI

Abbiamo ricevuto da Andrea Brighenti e Pasquale Lampugnani, rispettivamente presidente e segretario della Sezione Anpi di Endine Gaiano il comunicato che informa dell’avvenuta ristampa del primo libro di Giuseppe Brighenti “Il partigiano Bibi”.

“La realizzazione di questo sogno - così scrive l’Anpi di Endine - è avvenuta grazie all’impegno di Giacinto Brighenti, Eugenia Valtulina e l’editore Stefano Stefanoni della Sestante Edizioni che si sono adoperati nell’ottima riuscita di quanto compiuto nei ristretti tempi intercorsi per la pubblicazione. Un Abbraccio particolare di ringraziamento lo vogliamo rivolgere anche a Salvo Parigi e Ornella Ravaglia unitamente a tutti i componenti della dirigenza dell’Anpi Provinciale per l’aiuto offerto senza il quale sarebbe stato ancor più difficile giungere a ciò. La ristampa del volume esaudisce la volontà di rendere ancora fruibile questa pubblicazione che nell’edizione originale [Bergamo, WalkOver 1983] aveva da tempo esaurito tutte le copie a disposizione. Avremmo piacere che ‘Il partigiano Bibi’ trovi diffusione giungendo anche al maggior numero di insegnanti che trasmettano, attraverso la passione per la lettura a scuola con gli studenti, anche sentimenti di appartenenza alla storia considerando il periodo resistenziale stimolo di successivo approfondimento. Riteniamo che attraverso questa ristampa si possa in qualche modo diffondere non solo il ricordo di Brach e delle vicende della Resistenza ma anche l’impegno dell’Anpi nel proseguire la sua attività di presenza e proposta culturale sul territorio. Rivolgendoci oltre che al lettore anche alle Sezioni Anpi, all’Istituto storico di Bergamo Isrec, alle Associazioni, ai Gruppi culturali, ai Circoli di partito, alle Biblioteche, chiediamo con profonda umiltà di proporre presso le proprie Feste popolari, nelle Iniziative culturali e d’intrattenimento la diffusione di questo libro. Il testo raccoglie, oltre alle preziose testimonianze di vita e battaglia partigiana, narrate con significativa capacità descrittiva, anche un messaggio denso di umanità degli uomini e delle donne che hanno offerto il loro impegno e sacrificio per la libertà nei luoghi descritti, e di pungente ironia per gli invasori e i loro amici.”

Di seguito il saluto di Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica, che apre “Il partigiano Bibi” (1983). “La mia non è una vita eccezionale. Simili alla mia, ci sono altre decine, centinaia di vite di operai e contadini, ignorate perché nessuno ha pensato e pensa di scrivere queste vite veramente edificanti. Sono persone che io ho conosciuto in carcere, al confino, che con fierezza affrontarono il tribunale speciale, la galera, il confino, che si gettarono nella guerra di Liberazione. Questo libro di Giuseppe Brighenti ne è un esempio. Sandro Pertini”

Per la richiesta di copie contattare la sezione Anpi “Giuseppe Brighenti” di Endine Gaiano al telefono numero 035825412 oppure al 3464700260. A chi desiderasse ricevere un numero pari o superiore alle dieci copie, è previsto un forte sconto sul prezzo di copertina di 10 euro. Per i nostri concittadini di San Paolo d’Argon interessati a “Il partigiano Bibi”, posso contattare anche alternainsieme.net (tel. 3389759975)

Su Giuseppe Brighenti (Endine Gaiano 08.06.1924 - Bergamo, 10.08.1996), partigiano, sindacalista, parlamentare, cfr. le nostre schede  qui


(27.07-16.08.15) RESISTENZA AGOSTO IN MALGA LUNGA. TUTTE LE INIZIATIVE

L’ANPI SEZIONE “GIUSEPPE BRIGHENTI” ENDINE GAIANO (BG) in collaborazione con il Comitato della Malga Lunga organizza l’ospitalità presso il Museo Rifugio “Malga Lunga” intitolato alla 53° Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere” dal 27 luglio al 16 agosto 2015 nei luoghi che furono testimoni della Resistenza antifascista. Info Museo Rifugio Malga Lunga tel. 347/4763335 oppure 035/825412

* Si ricorda che è operativo il “Museo multimediale della Malga Lunga”: i visitatori, semplicemente toccando uno schermo video, possono consultare gli elenchi delle formazioni partigiane che hanno operato nella provincia di Bergamo o dei bergamaschi che hanno combattuto per la libertà in altre zone d’Italia oppure all’estero.Per approfondimenti: qui

Il volantino con tutto il programma: QUI. Info essenziali sulla Malga Lunga da Wikipedia: qui; le nostre foto 2014 (qui) e 2009 (qui)

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Sul fondovalle, lungo un canale derivato dal Cherio, venne fondato un insediamento fortificato ed a carattere produttivo, che costituisce il nucleo medievale più originale ed interessante della zona giunto fino a noi. La produzione fu legata alla presenza dell’acqua e si pensa furono realizzati almeno due mulini, con edifici di servizio annessi.
Nel 1482, dopo oltre due secoli di vita del nucleo, i mulini, entrambi a due ruote e quattro mole, lavoravano cereali e legumi.
L’evoluzione edilizia del complesso, oltremodo intricata, prende avvio dalla fondazione dell’impianto, formato probabilmente da due cortine di edifici contrapposte e collegate da una cinta muraria, e vede il progressivo infittimento del tessuto edilizio, dapprima negli spazi liberi lungo il perimetro e successivamente, a causa della privatizzazione, nelle aree centrali, forse in origine destinate a corte comune.
La parte maggiormente conservata, il corpo est, presenta elementi architettonici dai caratteri talvolta inconsueti, come ad esempio le lavorazioni a rilievo su alcune porte che fanno propendere per una datazione ai primi decenni del XIII secolo.  (da invalcavallina.it: qui)

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(25.07.15) CASAZZA. FOTO DAL BORGO DI COLOGNOLA


L’attuale abitato di Colognola si sviluppò sulla base di un nucleo documentato nella seconda metà del XV secolo, ma risalente almeno alla fine del XIII.
L’insediamento originario, un piccolo borgo fortificato comprendeva, nella seconda metà del ‘400, alcune case d’affitto per i coloni, e racchiudeva anche l’abitazione del signore, a quest’epoca Antonio Suardi, costituita da un edificio residenziale collegato alla torre. (da invalcavallina.it: qui)

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(27.07.15) ITALIA-SFRATTI. VIOLATI I DIRITTI UMANI FONDAMENTALI

L’Unione Inquilini, sindacato maggiormente rappresentativo, ha richiesto nei giorni scorsi un’audizione alla Commissione diritti umani del Senato in merito alla applicazione dell’articolo 11 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, recepito dall’Italia con la legge 881/1977, nonché della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Secondo Massimo Pasquini, segretario nazionale dell’Unione Inquilini, nell’esecuzione degli sfratti sarebbero infatti violati i diritti umani fondamentali dei soggetti sociali in disagio abitativo o in presenza di minori, anziani e persone disabili.

In Italia ogni anno sono emesse circa 70.000 sentenze di sfratto. Di queste circa 65.000 sono motivate da morosità incolpevole (ovvero derivante da riduzione di reddito a seguito di perdita di lavoro o altre motivazioni a carattere lavorativo o per sostenere cure di patologie gravi). In Italia nel solo 2014 gli ufficiali giudiziari hanno presentato oltre 150.000 richieste di assistenza della forza pubblica per l’esecuzione degli sfratti. Nel 2014 sono stati oltre 36.000 gli sfratti eseguiti con la forza pubblica, di fatto ogni giorno in Italia, esclusi festivi, periodi di ferie e festività, si eseguono ogni giorno almeno 140 sfratti.
L’articolo 11 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali tra gli altri diritti sancisce il diritto all’alloggio e il commento n° 7 dell’ONU all’articolo 11 afferma che in materia di sfratti e sgomberi l’articolo 11 si applica garantendo prima dello sgombero o dello sfratto il passaggio da casa a casa.
La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza all’articolo 27 afferma: 1) che gli Stati parti riconoscono il diritto di ogni fanciullo a un livello di vita sufficiente per consentire il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale. 2). Spetta ai genitori o ad altre persone che hanno l’affidamento del fanciullo la responsabilità fondamentale di assicurare, entro i limiti delle loro possibilità e dei loro mezzi finanziari, le condizioni di vita necessarie allo sviluppo del fanciullo. 3.) Gli Stati parti adottano adeguati provvedimenti, in considerazione delle condizioni nazionali e compatibilmente con i loro mezzi, per aiutare i genitori e altre persone aventi la custodia del fanciullo ad attuare questo diritto e offrono, se del caso, un’assistenza materiale e programmi di sostegno, in particolare per quanto riguarda l’alimentazione, il vestiario e l’alloggio.
Quando si esegue uno sfratto senza garanzia di rialloggio e in periodo scolastico, al minore coinvolto rischiano di essere compromessi altri diritti garantiti dalla Costituzione italiana quale il diritto allo studio e alla salute.
Oggi in Italia assistiamo quotidianamente alla esecuzione di sfratti di famiglie svantaggiate, in disagio economico e in presenza di anziani, minori, persone disabili ai quali di fatto non viene prestata alcuna forma di assistenza e per i quali si assiste non al passaggio da casa a casa ma al passaggio da casa a strada.
Dal nostro punto di vista assistiamo quotidianamente alla sistematica violazione da parte delle Amministrazioni Centrali e locali di quanto previsto da Patti e Convenzioni internazionali che recano tra gli diritti quello all’alloggio. Nei rari casi nei quali negli sfratti, relativamente a quelli con presenza di minori, in cui il Comune interviene si assiste allo smembramento della famiglia con la mamma e il minore che vengono collocati presso enti assistenziali o in alberghi temporaneamente con costi esorbitanti e il papà che viene lasciato a se stesso.
Dal 28 giugno 2015 sono stati liberalizzati anche gli sfratti motivati da fine locazione di famiglie con anziani, portatori di handicap, minori e malati terminali con reddito lordo complessivo inferiore a 27.000 euro, senza che sia fornita in questi casi alcuna forma di sostegno o di rialloggio.
Infine in Italia sono 700.000 le famiglie collocate utilmente nelle graduatorie comunali per l’accesso ad un alloggio di edilizia residenziale pubblica a canone sociale. Questo significa che i Comuni hanno certificato che 700.000 famiglie hanno diritto ad una casa popolare ma visto che in Italia si sono abbandonate le politiche pubbliche in materia di edilizia residenziale pubblica ( nel 1984 in Italia si realizzavano 36.000 case popolari oggi meno di 1000) alle famiglie viene offerto no alloggi ma di “abitare in una graduatoria” ma le graduatorie non si abitano.
Per i motivi sopra esposti siamo a chiedere di essere convocati per una audizione sul tema del diritto all’alloggio sancito a livello internazionale attraverso Patti internazionali e Convenzioni alle quali l’Italia ha aderito ma ai quali, nei fatti, non ottempera. (luglio 2015, Massimo Pasquini, segretario nazionale Unioni inquilini)

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Dopo l’orgia razzista dei pogrom di Treviso e Roma, dopo mesi e mesi che anche a Bergamo tiene banco nei media il Salvini-pensiero, perfino - in alcuni paesi - tantativi di blocco anti-rifugiati, era importante rendere visibile l’antirazzismo anche nella nostra città. L’augurio è che la piccola manifestazione di stasera sia punto di partenza per una grande mobilitazione che spazzi via tutte le narrazioni tossiche. La tecnica del capro espiatorio, infatti, serve solo a proteggere i poteri forti responsabili della crisi e i governi che hanno distrutto wellfare e diritti dei lavoratori, nonché a garantire ritorni elettorali alle consorterie fascio-leghiste. Bisogna chiudere un capitolo vergognoso della storia del nostro Paese. (22.07.15, m.m.)

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