(18.06.15) SAN PAOLO D’ARGON. DEL BALZELLO PER IL CONSORZIO DI BONIFICA E DELLE TASSE IN GENERALE (CON NOTE AUTOBIOGRAFICHE)

Il mese di giugno, oltre alle svariate bollette che arrivano tutti mesi, ci sono un bel po’ di tasse da pagare. Mentre adempi ai tuoi doveri, il conto in banca ti si assottiglia ad ogni modulo pagato, ma pure ti assale il dubbio di non aver fatto bene, di aver sbagliato, di aver dimenticato qualcosa o addirittura perso una bolletta. Dubbio che si accompagna al fosco presagio della futura ed implacabile nemesi da parte di quell’ufficio a cui - pur senza volerlo - hai sottratto qualcosa che gli spettava. Quest’anno sono stato diligente, ordinato, meticoloso e mi pareva fino a qualche ora fa di aver fatto tutte le cose a meraviglia grazie anche alla (infastidita) consulenza di amici e conoscenti di indiscussa sapienza fiscale. Arrivato il momento agognato di chiudere il tutto e godere, quindi, la meritata soddisfazione di aver fatto diligentemente il proprio dovere, ecco che da sotto un mucchio di carte fino a quel momento ritenuto inoffensivo spunta, horribile visu, un’altra bolletta, per di più scaduta da settimane, nella fattispecie quella del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca che arriva una volta all’anno ai proprietari di qualsiasi immobile presente nel territorio di 108 dei 244 comuni della nostra provincia. La cifra è modesta in se stessa, ma - nell’equilibrio sempre più precario tra le disponibilità (calanti) e le uscite (crescenti) - è come la goccia che fa traboccare il vaso e per di più ti costringe ad un altro passaggio in banca o in posta, tanto che lungo il tragitto di andata e ritorno non puoi evitare di far correre la mente alle svariate prese di posizione di politici e amministratori locali, che più volte negli anni scorsi - a detta loro - si erano prodigati per l’abolizione di questo balzello, perché le (importanti) opere di controllo del territorio che competono al suddetto Consorzio possono essere svolte con altre fonti di finanziamento, senza bisogno di mantenere il carrozzone di un ente di dubbia utilità e di dover ricorrere all’odiosa bolletta aggiuntiva che arriva nelle case di 270.000 bergamaschi (sulla questione si rimanda ad alternainsieme.net 25.05.13: qui). Quest’anno nessuno ha detto niente, forse perché i partiti e movimenti antitasse, che hanno mostrato di avere avuto sempre a cuore la questione, sono - una coincidenza? - quelli più fieramente e stenuamente impegnati nel fronteggiare in questi giorni l’ondata migratoria che - a detta loro - tutti ci minaccia. C’è da dire che, da quando nel nostro Paese hanno preso il sopravvento le istanze antifiscali - ormai dogma trasversale e indiscutibile - non solo la pressione fiscale non è per niente diminuita, ma si sono pure aggiunte - a quelle vecchie - altre nuove tasse, con i terrorizzanti acronimi che le designano, tutte in ogni caso sapientemente modulate o rimodulate in modo da colpire principalmente la parte meno ricca, maggioritaria della popolazione. Che paga e s’affanna kantianamente - come chi scrive - per ottemperare ai propri doveri di cittadino, col terrore (kafkiano?) che qualcuno verrà a bussare alla porta a chiedere severamente conto degli errori che non sei riuscito ad evitare, nonostante tutto il tuo impegno categorico. Senza dimenticare l’altro terrore, ancor più agghiacciante, che si è aggiunto in questo giugno 2015, caldo mese delle tasse: che i barbari invasori da Africa e Medio Oriente, dopo averci rapinato di tutto, ci portino via perfino le nostre bollette da pagare! (18.06.15, maurizio mazzucchetti)