Ieri durante il presidio antifascista al cimitero di Lovere ho potuto vedere per la prima volta il monumento ai caduti della Guerra di Liberazione nel Loverese.
C’erano i nomi dei Tredici Martiri e degli altri partigiani della 53a Brigata Garibaldi. Nomi che mi avevano insegnato da quand’ero bambino, primo fra tutti quello del Ten. Eraldo Locardi, che mio padre aveva conosciuto di persona.
In questo cimitero, col pretesto di due repubblichini che vi sono sepolti, i neofascisti ieri, come l’anno scorso e il precedente, volevano venire a fare la loro provocazione, con tanto di saluti romani, di fasci littori, croci celtiche e i loro slogan disumani, accanto alle tombe e al monumento dei caduti della Resistenza
Altro che innocui vecchietti che portano fiori alla tomba, come ha provato a convincermi – senza molto impegno, per la verità - il funzionario della Digos che incontro da molti anni ad ogni manifestazione.
Per inscenare sul lungo lago di Lovere la commemorazione dei due militi della famigerata “Tagliamento” uccisi dai partigiani e per raggiungere poi il Cimitero, scortati dalle forze dell’ordine (come era successo per due anni di fila), ieri i fascisti sono arrivati dal lago con il battello.
La piazza di Lovere (dedicata ai 13 Martiri) e, su in alto, il piazzale antistante il cimitero erano presidiati dagli antifascisti, come pure il lago, su cui si era avventurato un piccolo motoscafo noleggiato dai nostri per diffondere canzoni e musiche della Resistenza.
Il battello dei fascisti, raggiunto dalla motovedetta delle forze dell’ordine, è stato presto fermato e fatto tornare a Pisogne da dove era partito.
Quest’anno niente parata fascista a Lovere, quindi.
(C’è stata ancora, invece, oggi al cimitero di Rovetta. Purtroppo)
I giornali hanno raccontato e descritto quanto successo ieri a Lovere con sgradevoli accenti ironici. E’ sull’antifascismo che è stata costruita la Repubblica italiana e scritta la sua Costituzione, e noi ci teniamo a ricordarlo, come pure a ricordare e onorare i nostri morti, contro i fascismi vecchi e nuovi che stanno prendendo piede e contro una classe dirigente che quella Costituzione si sta apprestando a stravolgere, per altre avventure, sotto il segno esplicito della volontà di prevaricazione. Se i media fanno dello spirito, significa che sono un pezzo di questo disegno. (maurizio m., 24.05.15)

Foto monumento ai Caduti della Resistenza loverese: qui