(30.04.15) BORGO DI TERZO. TAVOLA ROTONDA SUI TEMI DEL LAVORO

* Giovedì 30 aprile, ore 20.45, Borgo di Terzo, c/o Sala Consiliare (Municipio, Via Nazionale 30)

La lista Nuova Proposta invita la cittadinanza a partecipare all’incontro pubblico Giovedì 30 Aprile 2015, alle ore 20.45 presso la sala Consiliare Comunale, sul tema:

“Il lavoro non è finito… Sguardi di condivisione tra vulnerabilità e opportunità

Relazioneranno:

* Don Cristiano RE, direttore dell’Ufficio Pastorale Diocesi di Bergamo

* Eliana COMO, sindacalista, Comitato centrale Fiom-Cgil

A cura di Nuova Proposta Borgo di Terzo: qui


(28.04.15) BERGAMO. PER UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA CONTRO LA CRISI, L’AUSTERITA’ E IL RAZZISMO

* Martedì 28 aprile, ore 20.45, Bergamo, c/o Unione Inquilini Via Borgo Palazzo 84/g, incontro delle famiglie sfrattate e degli attivisti antisfratto. (Per info: 339.7728683-Fabio)

Il Primo Maggio che sta per arrivare vedrà scendere in piazza a Milano migliaia di persone pronte per protestare contro Expo 2015, una grande operazione speculativa e propagandistica che cela il solito meccanismo di sperpero di denaro pubblico a favore degli imprenditori, dei loro amici politici e dell’immagine pubblica del governo Renzi.
L’Italia proposta da Renzi, quella delle grandi opere e dei mega eventi, si rivela infatti ogni giorno di più per quella che è: appropriazione del denaro pubblico e sottrazione di qualcosa di utile per tutti e tutte.
Lo Sblocca Italia, il Jobs Act e la Buona Scuola sono solo alcuni degli esempi della politica disastrosa di questo paese.
Se pensiamo agli ospedali che chiudono, ai tetti delle scuole che cascano sulle teste dei bambini, a chi rimane senza casa, ai territori che alle prime piogge crollano e all’emergenza dei migranti che a migliaia muoiono nei nostri mari, ecco che l’inutile passerella di Expo 2015 ci spinge con urgenza a scendere in piazza.
La politica delle Grandi Opere e dei Grandi Eventi, che continua ad essere venduta come la panacea di tutti i mali, ha oramai rivelato il suo vero volto, quello di chi devasta il territorio, sfrutta con il lavoro perfino gratuito strumentalizzando il precariato e gli studenti e ruba la ricchezza che noi tutti produciamo.
L’Expo di Milano non è nient’altro che lo specchio già infranto di questa favoletta trita e ritrita e a raccontarla, insieme ai nostri governanti, il Primo Maggio a Milano ci saranno decine di capi di stato, responsabili delle politiche di austerità che attanagliano l’Europa, delle guerre e delle tragedie che colpiscono i migranti in cerca di salvezza nei mari europei.
Il Primo Maggio 2015 sarà anche a Bergamo, provincia colpita dalla crisi e che ogni giorno vede aumentare le difficoltà di tante persone che ci abitano e non arrivano a fine mese: sfruttate e senza speranze per il futuro.
Il governo Renzi vorrebbe una popolazione di spettatori e sottomessi, mentre continuano i tagli al welfare state e vengono privatizzati i servizi e le risorse pubbliche.
Perché questo Primo Maggio non sia solo una ricorrenza, scendiamo in piazza a Bergamo come a Milano e facciamo sentire la nostra voce.

Unione Inquilini, precedenti info: qui


L’ALTRA EUROPA - BERGAM0. 25.04.1945 - 2015. AL DI LA’ DEL RITO: IL PRESENTE E LA MEMORIA

Coloro che hanno combattuto in Italia e in Europa non hanno inteso la lotta solo come una liberazione dal giogo nazifascista. Nella mente delle madri e dei padri del nostro Paese era chiara la volontà di costruire un mondo diverso, di solidarietà e di giustizia sociale. Di quella costruzione, oggi, la nostra Costituzione ne è la più importante eredità e testimonianza storica.

Oggi, però, le stesse fondamenta della società nata dalla Resistenza sono in pericolo e la nostra stessa Costituzione è negata nei suoi enunciati fondamentali:

“Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”
Il Jobs Act, opera del PD renziano, al di là di qualsiasi falso proclama, nega alle persone la possibilità di poter costruire un progetto di vita fondato sul lavoro, seguendo la falsariga delle politiche liberiste e di attacco al mondo del lavoro in auge in Europa ormai da troppi anni.

“Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
La discriminazione di genere che sfocia nell’estremismo della violenza femminicida, il fondamentalismo razzista ed omofobo che dilaga in Italia come in Europa penetrando nuovamente nella vita quotidiana, nei luoghi di lavoro e nelle stesse famiglie, l’indifferenza o addirittura il giubilo di fronte alle stragi di migranti, dei nuovi resistenti, sepolti come militi ignoti nella fossa comune del Mare Nostrum stanno riportando indietro l’orologio della storia.

“Art. 11 L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
L’Italia e l’Europa, a prescindere dalle coalizioni di governo che sono seguite, hanno calpestato questo principio ormai da decenni, non solo incapaci di trovare soluzioni diverse, bensì conniventi con quelle forze politiche ed economiche che quelle guerre hanno sapientemente creato e alimentato. Oggi, dall’altra sponda del Mediterraneo all’Ucraina, la guerra è alle nostre porte.

Per questi motivi non possiamo né accodarci al semplice rito annuale celebrato da coloro che sono corresponsabili della situazione politica e storica del nostro Paese, né pensare di non opporci strenuamente al ritorno della barbarie perché come scriveva Primo Levi “è accaduto, quindi potrebbe accadere di nuovo”.

Recuperare la cultura e il progetto delle nostre madri e dei nostri padri resistenti è oggi un dovere e la via da seguire per la costruzione necessaria di un’Italia e di un’Europa diversa.

Facebook.com/Tsipras Bergamo - bergamolistatipras@yahoo.com altraeuropabergamo.wordpress.com

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(24.04.15) QUINTANO di CASTELLI CALEPIO. RIESUMATO DAL CONSIGLIO DI STATO IL “MEGACENTROCOMMERCIALE”

COMUNICATO STAMPA - RIFONDAZIONE COMUNISTA VALCALEPIO. Il Consiglio di Stato, con sentenza depositata in data 20.04.2015 (cfr. qui) ha riaperto la questione del “megacentrocommerciale” di Quintano. Ricordiamo che con precedente sentenza lo stesso Consiglio di Stato aveva annullato l’autorizzazione commerciale n.1 del 5 giugno 2009 rilasciata dal Comune di Castelli Calepio rilevando gravi vizi nel procedimento autorizzativo (mancanza di esecuzione della V.I.A).
Ora la nuova sentenza prende atto che nel 2010 la Regione Lombardia ha emesso una legge (L.R. 5 2010) che esclude la VIA per i centri commerciali con superficie di vendita inferiore a 15.000 mq. (guarda caso il megacentrocommerciale prevede 14.990 mq di superficie di vendita) e quindi indica al Comune di Castelli Calepio, che aveva ricorso in appello contro la prima sentenza, che può concedere una nuova autorizzazione commerciale sulla base degli atti del vecchio procedimento anche in mancanza di VIA, non più necessaria dopo la pubblicazione della legge regionale citata.
Nel rilevare l’assurdità di quanto previsto dalla regione Lombardia (in tutta Europa la VIA è obbligatoria per interventi così impattanti) osserviamo anche la sollecitudine del sindaco Benini e della sua amministrazione nel ricorrere alle vie legali per consentire all’operatore di ripartire con la speculazione sul territorio di Castelli Calepio.
Non altrettanto sollecitudine ha dimostrato nel chiedere allo stesso operatore, che si dimostrato non rispettoso degli impegni sottoscritti di portare a termine gli interventi di bonifica ormai fermi da quasi 2 anni.
Rifondazione Comunista, a livello locale e provinciale, ha sempre espresso la contrarietà a questo insediamento sostenendo con convinzione la battaglia condotta dai cittadini del Comitato contro il megacentrocommerciale.
Di fronte ad una nuova eventuale autorizzazione riprenderemo la lotta sempre più convinti di essere di fronte ad una colossale speculazione finanziaria completamente sganciata dalle reali esigenze del territorio.
Al sindaco Benini, così sollecito a ricorrere agli avvocati per salvaguardare l’operatore, chiediamo cosa aspetti invece a farsi carico del diritto dei cittadini alla salute e far portare a termine nel più breve tempo possibile i lavori di bonifica. (Castelli Calepio, 24.04.2015. Per Rifondazione Comunista, circolo Valcalepio. Il segretario, Claudio Sala)

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(14.04.15) SERIATE. “SERIATE X TUTTI” DOPO LA MANIFESTAZIONE DI SABATO 11 APRILE. COMUNICATO

CONTINUA PIU’ FORTE LA MOBILITAZIONE CONTRO LA “TASSA DISCRIMINATORIA” E CONTRO LE CAMPAGNE DI ODIO E PAURA

“Seriate X Tutti” è molto soddisfatta della manifestazione che si è svolta sabato nella nostra città per chiedere all’Amministrazione comunale di ritirare l’odiosa tassa antimmigrati del certificato di idoneità alloggiativa i cui costi - a carico esclusivamente delle famiglie non comunitarie - sono stati portati da 70 a 220 euro (nel resto d’Italia sono poche decine di euro, a Roma 35 euro, in molte città solo… 50 centesimi!).
E’ stata una manifestazione partecipata e plurale, che ha visto la presenza di tanti immigrati, associazioni, sindacati e altre forze impegnate sul terreno della solidarietà e dell’integrazione.
Una festa che ha percorso le vie del paese portando una carica nuova, “meticcia”, a significare che anche a Seriate la solidarietà tra cittadini e famiglie italiane e immigrate è viva e reale, a fronte di una amministrazione comunale ancora attardata ad innalzare muri e barriere che non hanno ragione di esistere.
Una manifestazione che ha parlato a tutta la città, malgrado le istituzioni abbiano vanamente cercato di isolarla mobilitando uno schieramento di forze dell’ordine tanto spropositato quanto inutile.
I problemi sul cammino dell’integrazione non si risolveranno né con le campagne strumentali di odio e paura né tanto meno con le tasse vessatorie contro gli immigrati.
Questo il messaggio forte che la manifestazione le persone (poco meno di un migliaio) che vi hanno partecipato hanno ribadito con forza e determinazione sabato scorso a Seriate.
Confortati da questo straordinario risultato, il nostro comitato intende proseguire e rafforzare la sua mobilitazione fino quando questa assurda tassa di 220 euro non sarà ritirata.
Comunicheremo a breve le nostre prossime iniziative, ricordando che il Comitato - aperto a tutti gli interessati - si riunisce il martedì alle ore 21, in Via Marconi 40 a Seriate. (Seriate, 14.04.15)

* Comitato Seriate X tutti - No discriminazioni. Per info e adesioni: cell. 338 9759975 - mail: enrico.rita55@alice.it . Il Comitato si riunisce tutti i Martedì dalle ore 21.00 in via Marconi, 40 - Seriate. Alcune foto della manifestazione: qui


(15.04.15) ROGNO. TENSIONE AL PRESIDIO ANTISFRATTO, CHE PERO’ FA RINVIARE LO SGOMBERO. L’8 MAGGIO IL PROSSIMO APPUNTAMENTO DI LOTTA

IL COMUNE DI ROGNO DEVE DARE RISPOSTA AI PROBLEMI DELLA CRISI ECONOMICA. LA MOBILITAZIONE CONTINUA:8 MAGGIO, “L’OTTO IO LOTTO!”

Quello che è successo la mattina di mercoledi 15 aprile a Rogno (bg) rappresenta qualcosa di scandaloso e profondamente emblematico della asseenza di una politica abitativa (a partire dal governo Renzi fino alla Amministrazione comunale) da opporre alla crisi economica La famiglia di Simona, del marito e delle tre bambine (di cui una invalida), ha infatti seriamente rischiato di essere sgomberata dalla abitazione e successivamente smembrata (le figlie e la madre accolte presso una comunità gestita dalla Caritas e il padre abbandonato a se stesso - per strada, ndr).
Nonostante gli attivisti anti-sfratto (circa sessanta persone) e le organizzazioni presenti al presidio avessero richiesto all’Ufficiale giudiziario un rinvio della esecuzione di tre mesi, impegnandosi attivamente individuare una soluzione abitativa alternativa per la famiglia, si è assistito da parte delle forze di polizia presenti ad un atteggiamento inutilmente aggressivo. Solo la determinazione degli attivisti presenti al presidio ha prodotto un esito positivo alla situazione: si è ottenuto un rinvio dell’esecuzione al prossimo 8 maggio 2015.
Purtroppo non è stato preso in considerazione, dall’Ufficiale giudiziario e dalla proprietà, il percorso che  utilizzare i tremila euro che il comune investirebbe nella collocazione della madre nella comunita della Caritas a sostegno diretto della famiglia di Simona, per una nuova abitazione in affitto.
“Consideriamo ridicolo un rinvio così ravvicinato”, ha dichiarato il Collettivo,“I lentissimi e burocratici tempi delle amministrazioni comunali non saranno in grado di trovare una soluzione abitativa per la famiglia entro la data del 8 maggio”. Se l’Amministrazione comunale non troverà una soluzione saremo costretti al gesto estremo della disobbedienza alla esecuzione dello sfratto. “Denunciamo il comportamento irresponsabile della Amministrazione comunale di Rogno - denuncia il Collettivo - che, nonostante l’occupazione del palazzo comune, ha preferito non presentarsi per incontrare le organizzazioni sindacali che insieme alla famiglia chiedevano di parlare con il sindaco. Dopo tante insistenze si era riusciti a fissare un incontro nel tardo pomeriggio ma a quell’ora il portone dell’edificio comunale è rimasto chiuso e nessuno a risposto alle richieste della famiglia di Simona. Proseguiremo a cercare una soluzione abitativa alternativa ma invitiamo tutti i cittadini democratici a partecipare al presidio di venerdi 8 maggio dalle ore 8.30 a Rogno in via Roma”. (a cura Unione Inquilini Bergamo)

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(14.04.2015) TREVIGLIO. SFRATTO DI MARIKA E RAFFAELE. IL COMUNE RIAPRE LA TRATTATIVA. UN VITTORIA DELLA MOBILITAZIONE

SOSPESO IL PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE. Dopo alcuni giorni di mobilitazione, con un presidio permanente davanti al Municipio di Treviglio, è arrivata la bella notizia per tutti gli attivisti anti-sfratto. L’Amministrazione Comune di Treviglio ha accettato di riaprire la trattativa per trovare una soluzione alla emergenza abitativa di Marika, Raffaele e il loro figlioletto Arturo. Raffaele e Marika, va ricordato, sono una coppia di ventenni con un figlio di appena 2 anni che erano stati sgomberati venerdi scorso dall’alloggio che abitavano in via IV Novembre. Entrambi i ragazzi sono disoccupati (cfr. alternainsieme.net 10.04.15: qui)
L’Amministrazione comunale di Treviglio, dopo i tanti ritardi dei Servizi sociali, aveva rifiutato di prendersi carico della giovane coppia, invitando Marika e Raffaele a ritornare presso i loro rispettivi nuclei famigliari. Una decisione impensabile a causa della grave condizione di precarietà che attanaglia anche i genitori dei due ragazzi.
Per queste ragioni Raffaele e Marika si erano accampati davanti al Municipio di Treviglio per protestare contro l’immobilismo dell’Amministrazione comunale. Gli attivisti del Unione Inquilini sono da subito intervenuti a sostegno della lotta dei due giovani. Da quel momento il presidio è diventato uno spazio di solidarietà a cui tanti trevigliesi hanno portato il loro contributo.
Poi è avvenuto un fatto nuovo. La Caritas di Treviglio si è interessata della situazione dei due giovani. Questo intervento, insieme alla mobilitazione, ha permesso la riapertura di un tavolo di trattativa che sta studiando un progetto di sostegno che possa permettere ai due ragazzi di uscire sia dalla precarietà abitativa sia da quella lavorativa.
Fabio Cochis, Unione Inquilini, è soddisfatto: “E’ la vittoria della solidarietà contro la disperazione e la solitudine determinata dalla crisi economica”. “L’unico rimpianto è che ancora una volta il Comune di Treviglio interviene quando una famiglia è gia stata sbattuta in strada. Pensiamo che si debba smetterla di alzare le mani dichiarandosi impotenti. Vogliamo che il Prefetto di Bergamo e l’Amministrazione comune assumano i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze: la graduazione dell’esecuzione (il blocco) degli sfratti e la sistemazione delle case popolari chiuse perché prive di manutenzione perché vengano ass egnate alle famiglie colpite dalla crisi.” (14.03.15. Unione Inquilini Bergamo)

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(15.04.15) ROGNO (bg). PRESIDIO PER FERMARE LO SFRATTO DI UNA FAMIGLIA CON BAMBINO INVALIDO

* Mercoledì, 15 aprile, dalle ore 7.45 in poi, a Rogno (bg) in via Roma 36 (Per chi sale da Bergamo e Valcavallina, info c/o: 3463680766 - Davide)

Il 15 aprile 2015 a Rogno (BG) una famiglia composta da sei persone, nonna, genitori e tre bambine piccole di cui una disabile, rischia di essere sfrattata per morosità incolpevole. Come tantissimi altri cittadini, anche questa famiglia ha dovuto fare i conti con le gravissime conseguenze della crisi economica, perdendo il lavoro e non riuscendo quindi a pagare l’affitto da circa un anno. In una crisi provocata da un sistema economico basato sullo sfruttamento a pagare il prezzo più alto sono sempre gli oppressi.
Denunciamo con questo comunicato la totale insensibilità da parte delle istituzioni, che hanno dimostrato di non avere alcuna intenzione di tutelare il diritto alla casa di queste persone: ci riferiamo all’amministrazione comunale di Rogno ed ai relativi servizi sociali, i quali dovrebbero avere il dovere morale, civile e politico di trovare una soluzione alternativa allo sfratto, ma ad ora non hanno ancora mosso un dito in questa direzione.
L’unica soluzione proposta dal comune sarebbe quella di dividere la famiglia, sistemando la madre e le tre figlie presso l’ente cattolico “Caritas”. Riteniamo quest’ipotesi inaccettabile e contraddittoria in quanto si tratterebbe di una sistemazione di sole due settimane, dal costo di tremila euro e traumatica sia per i bambini sia per i genitori. Perché dividere una famiglia con la forza, dando 3.000 euro alla Caritas senza risolvere definitivamente il problema? Cosa succederà alla famiglia, trascorse le due settimane?
Invitiamo l’amministrazione comunale di Rogno a non “parcheggiare” il problema abitativo di queste persone, ma a sostenere la famiglia direttamente. Con i tremila euro che servirebbero a coprire le spese della madre e delle figlie presso il centro d’accoglienza Caritas si può, infatti, sostenere la famiglia in difficoltà senza smembrarne il nucleo familiare, consentendole quindi di poter trovare una soluzione e ponendo le basi per far sì che possa ritornare autonoma nel giro di pochi mesi.
Siamo fermamente convinti che il diritto alla casa sia un diritto fondamentale di ogni cittadino nonostante non sia tutelato nella nostra società. Annunciamo quindi che, se le istituzioni non si impegneranno a trovare una soluzione abitativa reale per queste persone, resisteremo con essa per impedire lo sfratto, come già abbiamo fatto quindici giorni fa.
Ritenendo questa mobilitazione una lotta comune, invitiamo tutta la cittadinanza a portare la propria solidarietà il 15 Aprile a partire dalle 7.45 in Via Roma, 36 a Rogno (BG). (Promuovono: Collettivo Antisfratto Provincia*Lotta, Collettivo N4Ovunque, Collettivo Studentesco Camuno, As.i.a. Bergamo, Unione Inquilini di Bergamo, Associazion e Diritti per Tutti Brescia)

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