(27.02.15) TRESCORE BALNEARIO. DICIAMO NO JOBS ACT E AUSTERITY! VIA IL GOVERNO DI “TROIKA”, BANCHE E CONFINDUSTRIA

* Venerdì 27 febbraio, dalle ore 20.00, PRESIDIO E VOLANTINAGGIO a Trescore Balneario, Via Damiano Chiesa (semaforo nei pressi di monumento caduti), in contemporanea e in alternativa all’incontro pro Jobs Act promosso Pd.

Con i decreti attuativi del cosiddetto Jobs Act il governo Renzi ha riportato - con il plauso della Confindustria - il lavoro alla condizione servile. Alle imprese basterà etichettare il licenziamento con la motivazione economica per aver via libera e dover corrispondere solo una piccola mancia al lavoratore, anche nel caso in cui quella motivazione sia falsa e venga riconosciuta l’illegittimità del licenziamento.
E’ la logica del lavoro “usa e getta” col massimo di ricattabilità nei posti di lavoro, senza neppure - come affermano anche gli economisti pro Jobs Act - la speranza di incrementi occupazionali.
Alle Banche e alla “Troika” non basta strozzare gli stati con il debito e austerity, ma vogliono anche imporre una società radicalmente ingiusta dove i ricchi siano sempre sempre più ricchi e più potenti, e i poveri sempre più poveri e più ricattabili.
NOI DICIAMO NO, e chiamiamo alla mobilitazione contro questo governo e contro questa Europa, che sta manifestando - in nome della finanza e delle banche - tutta la sua protervia, ma - come nella vicenda del debito greco - pure la sua debolezza.
Cacciare il Governo Renzi si può, cambiare l’Europa si può e si deve: in nome del lavoro e dei diritti delle persone e dei popoli
La Valcavallina, che sta pagando duramente per la crisi, non si identifica con la sua classe politica targata Pd, la quale - dopo aver sostenuto l’austerity e il massacro sociale - ora intende farci ingoiare pure il Jobs Act, facendosi aiutare da banche e confindustria, come si evince dall’assemblea indetta dal Pd venerdì 27 febbraio a Trescore Balneario (cfr. qui).
O dalla parte della finanza e del capitale, o dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici. Le nostre scelte sono opposte a quelle del Pd: perché non si esce dalla crisi se non si riconquistano salario, pensioni, diritti per tutte e tutti.
Per questo invitiamo i lavoratori e tutti coloro che si battono contro austerity e precarietà al presidio indetto, a Trescore Balneario, via D. Chiesa (semaforo nei pressi di monumento caduti), venerdì 27 febbraio, dalle ore 20.oo, in contemporanea e in alternativa all’assemblea del Pd. (promuove: Rifondazione Comunista - Circolo della Valcavallina, info c/o tel. 3498782624)

Volantino: QUI


(23.02.15) CIVIDINO DI CASTELLI CALEPIO. RIMANDATO LO SFRATTO DELLA FAMIGLIA DI JOHNSON

Alta, e sempre più multietnica, la partecipazione al presidio per difendere dallo sfratto la famiglia di Jonhson. Tensione quando sono arrivati i carabinieri che hanno cominciato registrare i documenti di tutti. Già mercoledì scorso era stato fatto un presidio analogo e lo sfratto era stato rimandato di soli 5 giorni. Appunto oggi. Ma il Comune di Castelli Calepio - oltre a mettere a disposizione poco più di un migliaio di euro - non aveva ancora approntato un bel nulla per ricoverare anche solo i bambini piccoli. E questo nonostante svariati incontri con gli amministratori comunali richiesti dall’Unione Inquilini e dal nostro Sportello sociale della Valcalepio nei mesi scorsi. Dopo quasi due ore di presidio, anche proprietà e forze dell’ordine hanno concordato che non si potevano mettere per strada persone con bambini piccoli. Così l’ufficiale giudiziario ha rimandato lo sfratto di un altro mese, mentre l’Amministrazione comunale - incontrata da una delegazione del presidio antisfatto - si è impegnata ad aprire un “tavolo” con le parti per “perfezionare” l’accordo. La resistenza agli sfratti ormai diventa sempre più ampia, consapevole, determinata. Solo chi governa il Paese o amministra i comuni non ha ancora capito che occorre dare risposta radicalmente diverse a tutte le persone, sempre più numerose, a cui viene negato al diritto alla casa. (23.02.15, Sportello Sociale Valcalepio)

Le altre foto di stamattina: qui. Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(23.02.15) UNIONE INQUILINII. LA BUFALA (GOVERNATIVA) DELLA PROROGA DEGLI SFRATTI. LUNEDI’ 23 DUE PRESIDI ANTISFRATTO

* Lunedì 23 febbraio, alle ore 8.3o, PRESIDI ANTISFRATTO: a Cividino di Castelli Calepio, Via S. Francesco d’Assisi n. 59 - alle ore 14.00 a Bonate Sotto, Via Montale n. 3

L’annuncio del governo di una “miniproroga di 4 mesi” (cfr., ad esempio, “L’Eco di Bergamo” 21.02.15: qui) è una gigantesca azione di distrazione di massa, tanto più feroce perché illude povera gente in gravissima difficoltà. La realtà è tutta un’altra: i nuclei con bassi redditi e pesantissime fragilità personali, sfrattate per finita locazione (cioè persone che pagano regolarmente il canone ma a contratto scaduto il proprietario richiede indietro l’appartamento), possono rivolgersi al giudice per ottenere fino a 4 mesi (cioè fino a giugno), pagando alcune centinaia di euro, perché neanche hanno voluto esentare queste istanze dal pagamento dei bolli e altri oneri giudiziari.

Si afferma poi che sono stati stanziati 25 milioni di euro per queste famiglie e che i quattro mesi (eventuali) sono sufficienti per reperire un alloggio alternativo. Una bugia dietro l’altra. Quei soldi sono stati sottratti al Fondo sociale per gli affitti (FSA), che serve per altre famiglie con redditi bassi e difficoltà a reggere il canone per evitare di cadere nella morosità. Inoltre i soldi non sono ancora in disponibilità dei Comuni. Una guerra tra poveri: la coperta è sempre la stessa e se la tiri per coprire i piedi, lasci scoperta la testa o viceversa.

È stata innescata una nuova bomba ad orologeria che si aggiunge a una condizione disperata di sfratti per morosità incolpevole in ascesa costante a causa della crisi, a fasce sociali sempre più estese che non riescono più a sostenere i costi dell’abitazione.

Un  Paese in cui può essere considerato normale che un malato terminale, un portatore di handicap grave, un anziano con basso reddito o un minore possano essere sfrattati e buttati per strada è incivile. Un governo che permette questo commette un crimine sociale tanto più ripugnante se mascherato con parole e promesse finte.

Non è rimasta che l’arma estrema della disobbedienza civile. Insieme alle famiglie sfrattate che parteciperanno, lunedi 23 febbraio, la mattina, ci mobiliteremo per fermare due (2) sfratti ai danni di famiglie con bambini minorenni e invalidi.

Saremo in presidio davanti alla casa della famiglia di Johnson che risiede in via S. Francesco d’Assisi n° 59 a Cividino di Castelli Calepio. Johnson abita con la moglie Felicia, e due (2) figli, uno di 4 anni l’altro di 1 anno. Johnson è senza lavoro dal febbraio 2011 dopo aver lavorato per 14 anni come operaio generico in una ditta di Corte franca (BS).

L’altro presidio è ai danni di Bachir, muratore costretto a lavorare solo saltuariamente: Bonate Sotto, via Montale n° 3. Bachir vive con moglie, casalinga, e 3 figli minorenni (10 e 8 anni); il più piccolo dei figli (4 anni) è epilettico e invalido al 100%. (Unione Inquilini Bergamo, tel. 3397728683)

  • Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

(28.02.15) SERIATE. ASSEMBLEA PUBBLICA PER DIRE NO ALLA TASSA RAZZISTA CHE COLPISCE GLI STRANIERI

* Sabato 28 febbraio, a Seriate, alle ore 16.00 presso Biblioteca Civica di Via Italia 58

L’APPELLO. NO ALLA TASSA DISCRIMINATORIA CONTRO GLI IMMIGRATI DI SERIATE
Il Comune di Seriate ha approvato una delibera di giunta che porta da € 70 a € 220 (+314%) il costo per il “Certificato di idoneità alloggiativa”, a partire dal 2015.
Solo i cittadini stranieri devono produrre questo documento, ad esempio, per la sottoscrizione del contratto di lavoro - per la richiesta della carta di soggiorno - per i ricongiungimenti familiari. La durata del certificato è valida per soli 6 mesi.
Si tratta di una vera e propria tassa discriminatoria, di significativa entità, che colpisce gli stranieri residenti nel nostro Comune.
Perché solo dove governa la Lega si fanno queste delibere discriminatorie nei confronti delle persone extracomunitarie, col chiaro intento di disincentivare la loro permanenza sul territorio?
E’ troppo facile colpire gli ultimi invece che colpire i poteri forti che fanno ricchissime poche persone, mettendo invece in difficoltà quanti sono venuti da noi da paesi lontani per sfuggire alla guerra e alla miseria.
Forse bisogna cominciare a domandarsi perché, dai dati ufficiali, il 10% della popolazione detiene più della metà della ricchezza mentre tutti gli altri devono suddividersi quello che resta.
Perché un cittadino italiano seriatese non dovrebbe solidarizzare con un cittadino con problemi più gravi dei suoi solo perché extracomunitario, ed avere invece simpatia per uno speculatore finanziario nostrano che fa il suo interesse ma non quello del suo Paese e dei suoi cittadini?
Questo comitato intende sostenere il diritto alla “non-discriminazione” garantita dalla Costituzione Italiana e chiede che venga abolita questa tassa ingiusta.
Per questo invitiamo i cittadini italiani e stranieri all’assemblea indetta contro la scelta discriminatoria del Comune.”

* All’incontro previsto nel pomeriggio (ore 16.oo) di sabato 28 febbraio presso la biblioteca di Seriate sono invitati invitati i cittadini, le famiglie interessate, le associazioni, le forze sindacali e politiche. L’assemblea è promossa dal “Comitato Seriate X tutti - No discriminazioni” che, col contributo di alcune associazioni, si è costituito nelle scorse settimane. Il Comitato nel mese di febbraio si riunisce tutti martedì alle ore 21 in Via Marconi 40 a Seriate ed è aperto a tutti gli interessati. Per comunicazioni: cell. 338.9759975, mail: enrico.rita55@alice.it

Volantino:  fronte retro (trad. inglese, arabo, spagnolo, hindi, francese)

Say NO to the discriminating tax against immigrants

The local administration of Seriate arose from 70€ to 220€ the “Certificato di idoneità alloggiativa”.
It is a racist tax which damages foreign citizens.
In order to contrast this unjustified tax, you are invited to a public assembly on Saturday 28th february at 4.00 P.M. near the Library of Seriate, via Italia, 58.
By Comitato Seriate X tutti - Against discriminations

Digamos NO al impuesto discriminatorio sobre los inmigrados

El ayuntamiento de Seriate augmentò a 220€ en lugar de 70€ el “Certificado de idòneo alojamiento”.
Es algo injusto y racista impuesto sobre los ciudadanos extranjeros.
Para constrastar el impuesto Os invitamos a una asamblea pùblica el sàbado 28 de febrero a las 4 de la tarde.
Nos reuniremos en Seriate cerca de la Biblioteca en via Italia, 58.
Coordinado por el Comitato Seriate X tutti - No a las discriminaciones

On dit NON à l’impôt discriminant les inmigrés

La Mairie de Seriate a augmenté a 220€ (à la place de 70€) le “Certificato di idoneità alloggiativa”.
Il s’agî t d’un impôt injustifié et raciste qui frappe sour tout les citoyens étrangers.
Pour lutter contre cet impô t injuste on Vous invite à une réunion publique samedi 28 de février à 4 heures chez la Bibliothèque de Seriate, via Italia,58.

Par les soins de Comitato Seriate X tutti - Contre les discriminationns


(17.02.15) SAN PAOLO D’ARGON. SOLO 15 GIORNI DI PROROGA PER LO SFRATTO DI FRANCESCO. CHIEDIAMO CHE IL COMUNE SI ATTIVI PER ALLOGGIO ALTERNATIVO

* Mercoledì 18 febbraio, alle ore 17.oo, davanti al Comune in via Medaglie d’oro 2, presidio per il diritto alla casa

Grazie alla presenza delle compagne e dei compagni del nostro “sportello sociale” stamattina nel corso del presidio in solidarietà a Francesco, di cui era previsto oggi lo sgombero dalla casa in cui vive, è stato possibile concordare con la proprietà una proroga di 15 giorni. Per due settimane pertanto Francesco e Luciana, due lavoratori over sessanta disoccupati di cui abbiamo scritto l’altro giorno (cfr. Alternainsieme.net 15.02.15: qui), avranno ancora un tetto, seppure senza luce e senza riscaldamento. Da una parte due persone ormai anziane e disoccupate a causa delle politiche economiche e sociali, volute dalla Ue e dal nostro governo,  e come “controparte” un imprenditore anch’egli con l’acqua alla gola per le stesse ragioni e per le medesime istituzioni responsabili. Questo mentre da parte dei servizi sociali del nostro comune non c’è stato ancora un segnale chiaro di volere farsi carica di una vicenda sociale ed umana di persone che rischiano di finire in  strada o al “dormitorio”, senza una prospettiva. Una vicenda di cui ha scritto anche L’Eco di Bergamo (cfr. L’Eco di Bergamo 16.02.15: qui) e si sta interessando Rai1. Per questo abbiamo chiesto un appuntamento con il sindaco di San Paolo d’Argon, per domani sera alle ore 17 circa. Alla stessa ora, davanti al comune, in via medaglie d’oro 2, è indetto un presidio per diritto alla casa. (17.02.15, Sportello Sociale Autogestito-Valcavallina, Unione Inquilini - Bergamo - tel. 338.9759975)

L’Eco di Bergamo 18.02.15: qui; Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui

(17.02.15) SAN PAOLO D’ARGON. QUANDO A PERDERE LA CASA SONO LAVORATORI ANZIANI, DISOCCUPATI E SOLI…

* Martedì 17 febbraio, dalle ore 9.oo, Via Nazionale 87 (”Bivio”), a San Paolo d’Argon PRESIDIO ANTISFRATTO in solidarietà di Francesco; alle ore 9.30: CONFERENZA STAMPA

Dopo i 60 anni, se perdi il lavoro, è veramente difficile trovarne un altro; impossibile se poi chiedi di trovarne uno che ti possa garantire una vita minimamente dignitosa. Francesco, nostro concittadino di 64 anni e mezzo, da diversi mesi non è stato più in grado di pagare l’affitto di casa, e ultimamente nemmeno le bollette della luce e del gas. Di professione fa il cuoco pizzaiolo e nel suo lungo curriculum vanta numerosi ristoranti prestigiosi qui nella bergamasca o anche nelle più note località turistiche dove si recava per le “stagioni”. Una vita senza particolari problemi economici, ma poi tutto è precipitato velocemente con la crisi economica. Nel dicembre appena passato Francesco - malgrado le numerose conoscenze e relazioni negli ambienti della ristorazione - è riuscito a lavorare non più di tre giorni, un giorno solo a gennaio. Martedì 17 febbraio, ultimo giorno di carnevale, è prevista l’esecuzione dello sfratto. Dove andare? I servizi sociali del nostro comune, dopo i primi colloqui che lasciavano ben sperare, hanno detto alla fine in modo perentorio che non intendono farsi carico e che pertanto Francesco dovrà rivolgersi al dormitorio, come la “Galgario” a Bergamo, “anche se in questo periodo è tutto occupato”. Eppure a Francesco basterebbe solo qualche mese, perché - è una buona notizia, che gli ha dato l’ufficio della Cgil qualche giorno fa - in autunno potrebbe andare in pensione, sia pure con la retribuzione minima, attorno ai 600 euro. Purtroppo non è un caso isolato quello di Francesco, cioè di una persona che - giunta quasi alla fine della sua età lavorativa, dopo una vita certo fra alti e bassi, ma senza gravi problemi economici (”Mai avevo pensato - ci ha detto - di dovere andare alla Caritas per avere un pacco viveri!”) - si ritrova, senza casa, senza lavoro, solo, con la prospettiva del dormitorio pubblico. Non possiamo fa a meno di notare che, fra precarietà lavorativa ormai generalizzata, innalzamento demenziale dell’età di pensionamento, crisi economica voluta dalla finanza internazionale (la vicenda greca ormai lo ha dimostrato con grande chiarezza), situazioni e vicende personali di questo tipo - che una volta si potevano risolvere all’interno della rete familiare o amicale - oggi diventano sempre più numerose e drammatiche, e non c’è un minimo di strategia di intervento pubblico per dare risposte adeguate, anche a difesa della dignità delle persone. Francesco non è solo e c’è anche chi sta forse peggio, come Luciana, 61 anni compiuti, sempre lavorato sia pure in modo precario, ora rimasta senza neppure la casa, tanto da essere costretta a dormire in macchina anche per lunghi periodi. “Cerco un lavoro, il lavoro è un diritto, non cerco altro”, ci ripete con insistenza e rabbia. Non possiamo che rilanciare il suo appello: Luciana ha lavorato anche lei in ristoranti e pizzerie, sa fare la cameriera, la colf, la badante, ha lavorato anche in imprese di pulizie; se qualcuno può darle lavoro, anche breve, può chiamare al nostro numero. Francesco e Luciana si sono conosciuti solo quando si sono incontrati nei giorni scorsi al nostro Sportello Sociale Autogestito. Francesco ha così ospitato Luciana nel suo appartamento, seppure freddo e senza luce. Martedì 17 febbraio cercheremo di convincere proprietà e ufficiale giudiziario a posticipare l’esecuzione dello sfratto, per non mettere in strada due persone e consentire la ricerca di una soluzione abitativa alternativa dignitosa, possibilmente per entrambi. Abbiamo anche indetto una conferenza stampa - a cui invitiamo i media e le persone sensibili - dove chiederemo il blocco degli sfratti e per denunciare il dramma, ormai anche nei nostri territori più diffuso di quanto non si pensi, delle persone non più giovani che - per effetto della crisi - si trovano senza un lavoro, senza un reddito, senza più una casa. (15.02.15, Unione Inquilini / Sportello Sociale Autogestito - Valcavallina: tel. 338.9759975 - maurizio)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(15.02.15) SVENDITA ALL’ASTA DELLE CASE POPOLARI. RETROMARCIA DEL GOVERNO. E’ UN RISULTATO DELLA MOBILITAZIONE DEGLI INQUILINI

Il governo ha scritto un nuovo Decreto legge. Infatti il vecchio Decreto legge era un progetto folle di smantellamento delle case popolari in Italia a vantaggio della speculazione e del mercato immobiliare.
Ricordiamo che sul vecchio testo del decreto, l’Unione Inquilini ha condotto una vasta campagna di lotta nazionale per il ritiro. A Treviglio il 10 gennaio scorso c’è stata una manifestazione degli inquilini di fronte al Comune (cfr. Giornale di Treviglio 16.01.15: qui e foto: qui)
Il governo ha dovuto fare modifiche sostanziali. In pratica il vecchio decreto è stato radicalmente cambiato (cfr. il testo del nuovo decreto qui).
E’ la prima volta che accade. Non sarebbe mai accaduto senza una mobilitazione così intensa come quella promossa dall’Unione Inquilini.
Quattro le modifiche sostanziali:
1) Si cambia completamente sia la procedura di vendita che il suo prezzo. L’assegnatario adesso deve avere l’offerta di acquisto preventivamente e il prezzo deve essere fissato al valore catastale diminuito fino al 20% (in media € 39.144,00 ad alloggio).
2) L’assegnatario che non compra deve avere un alloggio alternativo adeguato nel comune di residenza.
3) Gli anziani, i malati terminali e i portatori di handicap o invalidi, in caso di non acquisto, hanno diritto a rimanere nell’alloggio attuale.
4) Non si parla più di vendita in blocco degli stabili interi.

LA LOTTA CONTINUA: PROTEGGERE GLI ASSEGNATARI, AUMENTARE LE CASE POPOLARI
Per risolvere la sofferenza abitativa del paese, determinata dalla crisi economica, è necessario aumentare l’offerta di case popolari e non vedere quelle che ancora ci sono. Su questo l’Unione Inquilini si attiverà per continuare la lotta rivolgendoci a Regione Lombardia e i comuni di Treviglio, Caravaggio e Bergamo perché prendano posizione contro qualsiasi piano vendite. Per ora, però, esprimiamo soddisfazione per il risultato ottenuto, parziale ma senz’altro importante e in controtendenza.

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(12.02.15) BERGAMO. PRESIDIO IN SOLIDARIETA’ DEL POPOLO GRECO

* Giovedì 12 febbraio, a Bergamo, dalle ore 17.00 in Piazza Vittorio Veneto

* Sabato 14 febbraio, a Roma, MANIFESTAZIONE NAZIONALE

L’APPELLO DEL COMITATO BERGAMASCO DE “L’ALTRA EUROPA”: BASTA AUSTERITÀ. CAMBIAMO L’ITALIA E L’EUROPA, COMINCIANDO DALLA GRECIA

A Piazza Syntagma la Grecia torna in piazza per difendere le proprie scelte, la dignità dei popoli e la democrazia di tutta Europa.
Il ricatto della BCE al nuovo governo greco è un ricatto contro tutti noi. Il momento è ora, per fare in tutta Europa come hanno fatto i greci: alzare la testa e non avere paura. Siamo tutti in gioco.
La Grecia dimostra che una alternativa democratica e sociale alla austerità e al neoliberismo è possibile e può vincere.
Non siamo costretti a vivere strangolati nella trappola del debito e del pareggio di bilancio. Non sono obbligatorie le privatizzazioni, lo smantellamento dello stato sociale, la precarietà e la disoccupazione. Le sole riforme efficaci sono quelle che fanno pagare i ricchi e non i poveri, che combattono la corruzione, l’evasione fiscale, la fuga dei capitali - come propone il nuovo governo greco.  I prossimi giorni e settimane saranno cruciali.
Non possiamo lasciare i nostri fratelli greci da soli a combattere. Facciamo la nostra parte.
Il braccio di ferro fra la Grecia e la BCE è la prova di forza fra due idee di Europa - diamo forza alla parte giusta, insieme a tanti altri paesi del nostro continente. Fermiamo i mercati, le banche, la Troika e i governi liberisti.
La Grecia con il voto ha scelto la dignità, i diritti e la democrazia.  Anche noi.
Chiediamo a tutti e tutte uno sforzo straordinario di impegno e di attivismo. Ci rivolgiamo a tutto il mondo amplissimo che si è detto in questi giorni vicino a Tsipras e al popolo greco e a tutti coloro che hanno a cuore la democrazia, la dignità e una nuova Europa.
Decidere di fare una manifestazione nazionale in una settimana è una scelta impegnativa. Ma sentiamo che non si può fare diversamente. C’è bisogno di un impegno straordinario perché la manifestazione unitaria sia grande e all’altezza di una sfida cruciale, da cui dipende il futuro nostro e di ciò che abbiamo a cuore. (Bergamo, 07.02.15, Comitato bergamasco de “L’Altra Europa con Tsipras” -
altraeuropabergamo.wordpress.com - facebook.com/Bergamo con Tsipras - listatsipras.eu - bergamolistatsipras@yahoo.com)

* A Treviglio, venerdì 20 febbraio, ore 20.45, ASSEMBLEA PUBBLICA, presso Auditorium del Centro Civico Culturale (biblioteca), Largo Marinai d’Italia: “Costruiamo la casa comune della sinistra e dei democratici italiani”. Intervengono: Argyrios Argiris Panagopoulos (portavoce di Syriza in Italia), Dino Greco (già direttore di Liberazione), Eliana Como (Comitato Centrale Fiom), esponenti delle realtà territoriali associative e del mondo del lavoro.

  • VOLANTINO E PROGRAMMA: QUI - “L’Altra Europa”, le nostre precedenti info: qui

(09.02.15) VALCAVALLINA. UN NUOVO PROGETTO DI VARIANTE TRESCORE ENTRATICO PER RIDURRE I COSTI

La sortita a Trescore Balneario del Ministro Lupi di due mesi fa (cfr. Alternainsieme.net 29.11.14: qui) fa sta producendo un nuovo progetto di Variante alla SS 42 nel tratto tra il rondò di Trescore e Gorlago ed Entratico (cfr. L’Eco di Bergamo, 09.02.15: qui). Si vogliono cioè ridurre i costi preventivati nel precedente progetto da 110 milioni (per 3 chilometri di strada) a 60-70, che sono comunque una cifra più che ragguardevole (i 4.5 chilometri della variante tra Albano e Trescore, tutta pianeggiante, sono costati “solo” 36 milioni). E’ da mezzo secolo che l’argomento più gettonato fra politici e amministratori della Valcavallina continua ad essere la nuova strada, ma in questi cinquant’anni nessuno di questi amministratori, di generazione in generazione, in larga misura all’interno delle stesse famiglie del notabilato locale, si è mai preoccupato di limitare le speculazioni fondiarie e di… lasciare lo spazio per fare una strada più adeguata, anzi hanno incentivato tutte le urbanizzazioni possibili e immaginabili nel modo più folle e disordinato. Ecco perché ora per la nuova strada si è costretti a cercare i percorsi più improbabili e costosi.

Strada Statale n.42, precedenti info: qui


(05.02.15) TREVIGLIO. CONTRO LA PRESENZA DI FORZA NUOVA A TREVIGLIO

GLI ANTI-FASCISTI SI MOBILITINO PER DIFENDERE I DIRITTI DELLA COSTITUZIONE: UGUAGLIANZA E LIBERTA’

Sabato 31 gennaio i cittadini di Treviglio hanno visto consumarsi una farsa. Infatti per permettere al partito neo-fascista di Forza Nuova di montare un gazebo in piazza Setti, il centro città è stato completamente bloccato da decine di membri delle forze dell’ordine in assetto antisommossa.
L’Unione Inquilini da tempo lavora sul territorio a sostegno delle famiglie colpite dagli sfratti per morosità che a causa della crisi economica stanno crescendo soprattutto tra le fasce di popolazione più povere. Ne è prova l’iniziativa di metà gennaio, contro il tentativo del governo di vendere all’asta le case popolari, che ha portato sotto il municipio circa 200 inquilini delle case popolari, italiani e stranieri.
Di contro forze razziste e fasciste, come si dichiara Forza Nuova, che a Treviglio non ha una presenza, stanno cercando, attraverso campagne politiche demagogiche, di mettere poveri contro poveri attraverso una proposta di legge sull’assegnazione delle case popolari razzista e al di fuori del diritto costituzionale.
Sabato scorso a Treviglio una manifestazione antifascista, organizzata da giovani residenti, ha voluto rimarcare il rifiuto a questa presenza, estranea alla vita democratica del paese, testimone il fatto che la quasi totalità dei neo-fascisti presenti fosse venuta da province limitrofe.
Ci poniamo però degli interrogativi su quello che è avvenuto. Visti gli episodi già accaduti il 13 dicembre scorso, quando un nutrito gruppo di cittadini trevigliesi aveva contestato la presenza dei neo-fascisti, perché questa volta il sindaco o il prefetto non hanno proibito il gazebo?
Perché hanno alimentato tensioni di cui nessuno aveva bisogno bloccando la città e impiegando un numero spropositato di agenti e mezzi? A chi giova questo clima su un tema come quello della casa che già crea forti tensioni sociali?
Infine vogliamo fare una riflessione. Pochi giorni fa, durante la giornata della memoria del 27 gennaio, abbiamo ricordato tutti insieme le vittime dello sterminio degli ebrei operato dai nazisti. Proprio per questo auspichiamo che le istituzioni e le forze democratiche della città, non si limitino a utilizzare “belle parole” solo durante le giornate commemorative, ma si mobilitino concretamente contro forze politiche che fanno attività politica attraverso parole d’ordine razziste. E’ necessario che tutti insieme ribadiamo, anche a Treviglio, i valori dell’antifascismo che è fondamento delle libertà del nostro paese. (05.02.15, Unione Inquilini - Treviglio)

Unione Inquilini Bergamo, le nostre precedenti info: qui