(30.11.14) SAN PAOLO D’ARGON. DI COME ANCHE NEL NOSTRO VILLAGGIO LE ANZIANE SIGNORE ABBIANO INIZIATO A TEMERE LE “OCCUPAZIONI”

Una delle signore che mi ricorda sempre di avermi tenuto in braccio nei primi mesi di vita, qualche giorno fa, mi ha detto che doveva andare di fretta, perché era preoccupata che gli si infilasse qualche “abusivo” nell’appartamento e se ne appropriasse “come succede a Milano”.
L’età, ahinoi, non porta lucidità, ma ancor di meno ne portano i media e la politica nazionale, che in meno di quarantott’ore sono riusciti con successo ad inoculare nel corpo della nazione pure la fobia degli “occupanti abusivi”.
Eppure a chiunque basterebbe guardarsi in giro per vedere che il problema vero è che ci sono ovunque tantissime case vuote perché le famiglie non hanno più i soldi né per comprarle né per affittarle; e basterebbe aver letto anche solo “L’Eco di Bergamo” negli ultimi mesi per sapere che sta crescendo oltremisura il numero delle persone che rischiano la strada perché sono state sfrattate.
Case senza famiglie e famiglie senza casa: un governo serio, anche moderato, si sforzerebbe senz’altro di correggere questa mostruosa anomalia nel mercato della casa.
Almeno, si dovrebbe operare in via d’urgenza perché gli appartamenti di edilizia pubblica non fossero - come avviene - lasciati vuoti o abbandonati al degrado ma venissero invece celermente ristrutturati e assegnati secondo i regolamenti a quelli che hanno presentato le loro regolari domande.
Abbiamo anche noi denunciato più volte che nella sola città di Bergamo ci sono più di 200 alloggi popolari sfitti mentre non meno di un migliaio sono le domande inevase di chi ne avrebbe diritto e bisogno; e anche a Bergamo cresce il numero delle famiglie sfrattate che non si sa più dove alloggiare.
Cogliamo l’occasione per ricordare che gli alloggi del condominio occupato nel quartiere Celadina dal Comitato di lotta per la casa non rientrano affatto fra quelli destinati all’assegnazione, e che da parte nostra riteniamo questa occupazione assolutamente giustificata, legittima e lodevole, anche in relazione al positivo rapporto che i ragazzi del comitato stanno costruendo con il quartiere.
Esemplare però quello che sta succedendo nella città di Milano. Qui ci sono ben 9.700 appartamenti pubblici lasciati colpevolmente sfitti dall’Aler; i cosiddetti “abusivi” sono meno di 4.000 mentre le domande di edilizia sociale inevase sono ben 25 mila
(per una analisi più approfondita si rimanda all’articolo del nostro amico Luciano Muhlbauer, di Milano, nel suo blog: qui).
La prima cosa da fare dovrebbe essere quella di sistemare al più presto i quasi 10 mila appartamenti sfitti e dare così risposta ad altrettante famiglie che cercano casa; solo in un secondo tempo procedere alla verifica attenta delle situazioni di cosiddetto “abusivismo”, notoriamente molto diversificate, ma comunque quasi tutte famiglie che hanno bisogno di casa.
A Milano si è scelto di fare il contrario e manu militari la polizia ha proceduto in questi giorni a gettare famiglie per strada con la violenza per sgomberare appartamenti che poi saranno lasciati vuoti per chissà quanto tempo.
I media per parte loro hanno contribuito a stravolgere il senso comune creando la fobia degli “occupanti”. Il problema non sono più le centinaia di migliaia di famiglie che non hanno più casa o la stanno perdendo; non è più la speculazione edilizia che ha distrutto paesaggio e territorio lasciando in giro un numero impressionante di case vuote; non è più la politica che ha consegnato al degrado gli edifici di edilizia popolare invece di assegnarli.
No, per i media il problema è quello degli “occupanti”, fenomeno peraltro molto ristretto, limitato ad alcune fra le città più grandi, e per di più con la mistificazione di mettere sotto la stessa etichetta tanto i giri illegali e malavitosi quanto le iniziative - secondo noi del tutto meritorie e da sostenere- di comitati o gruppi di quartiere che sono seriamente impegnati contro il degrado urbano o per dare risposte alle famiglie più in difficoltà.
Non c’è da stupirsi che così avvenga proprio con l’attuale governo Pd, attento anche più di quelli precedenti agli interessi della speculazione edilizia e intenzionato ad affrontare i problemi sociali gravissimi indotti dalla crisi come problemi puramente di ordine pubblico.
Di certo la mia cattolicissima balia occasionale di tanti anni fa, oltre alla paura di ebola, dei ladruncoli di appartamento, dei clandestini, dei musulmani e dei comunisti (con l’esclusione di quelli che ha tenuto in braccio da bambini), per colpa dei media governativi, dovrà convivere negli ultimi anni della sua vita anche con la paura - a San Paolo d’Argon pateticamente ridicola - degli “occupanti”, e questo soprattutto per il tornaconto non solo del signor Salvini, ma anche per quello - parallelo e complementare - dell’impagabile Matteo Renzi e degli speculatori di ogni specie.
(m.m.)

P.s.
A San Paolo d’Argon tutti gli appartamenti di edilizia pubblica (solo 35, percentualmente una quantità ampiamente al di sotto di tutte le medie provinciali, regionali, nazionali, per non parlare di quelle europee) sono regolarmente assegnati ed abitati. Sul mercato ci sono però numerosi alloggi, vecchi, nuovi, nuovissimi ancora vuoti perché non si riescono a vendere né ad affittare. Gli affitti, anche se scesi leggermente, sono ancora molto alti. Per la famiglia che vive in un box e di cui abbiamo parlato anche noi (cfr. Alternainsieme.net 26.10.14: qui), i servizi sociali del comune hanno proposto un alloggio in convivenza con un’altra famiglia (però solo le rispettive madri con figli minori, padri e adulti… per strada), oppure un alloggio per qualche mese nelle case a disposizione del Consorzio Valcavallina a Vigano San Martino, ipotesi che comprometterebbe non solo le relazioni sociali ma anche qualche modesta occasione di lavoro e reddito che J. e K. riescono ad avere stando qui in paese. Invece di recuperarla a fini abitativi, alcuni mesi fa, l’amministrazione comunale ha abbattuto la cosiddetta “casa gialla” all’inizio di Via dei Benedettini di cui era venuta in possesso (cfr. Alternainsieme.net 31.03.14: qui). Ci risulta che a San Paolo d’Argon alcune cause di sfratto stiano per concludersi in queste settimane con lo sgombero; le abitazioni di alcuni nostri concittadini sono finite nelle aste giudiziarie (sono storie tristissime che mostrano come bisogna aver paura delle banche, altro che occupanti, clandestini e così via!). Alcune ricerche universitarie hanno documentato che in bergamasca la domanda di edilizia residenziale pubblica - per effetto della crisi e per il crollo dei salari - è destinata nei prossimi anni a crescere vertiginosamente.

Diritto alla casa. Le nostre precedenti info: qui


(29.11.14) TRESCORE BALNEARIO. LUNEDI’ SCORSO IL BLITZ DEL MINISTRO LUPI PER UN ALTRO PEZZETTO DI STATALE 42

Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti e Infrastrutture, è politico molto potente, uomo forte del governo Renzi, portavoce dei vasti interessi che fanno capo alla Compagnia delle Opere e più in generale dell’affarismo più spinto, quello che intende più spregiudicatamente lucrare su grandi opere e privatizzazioni. Si dà il caso che a tanto potere che fa capo alla sua persona, corrisponda - per il suo partito, l’Ncd - un sempre più declinante trend elettorale a causa del Pd di Renzi che catalizza ormai tutta l’area cosiddetta moderata.
Crediamo sia stata principalmente questa preoccupazione a spingere il ministro Lupi a venire a Trescore Balneario all’inizio della scorsa settimana, chiamato dal segretario bergamasco dell’Ncd, Angelo Capelli, per consolidare la propria area facendosi in qualche modo carico del problema della Statale 42, sempre molto sentito da noi, anche perché l’entrata in funzione della variante Albano-Trescore ha contribuito ad intasare ancor di più la viabilità nella Valcavallina vera e propria.
Trescore Balneario, peraltro, è storica roccaforte ciellina e da maggio pure si ritrova con un’amministrazione comunale che ricalca perfettamente la composizione della maggioranza che sostiene il governo Renzi. L’uscita di Lupi quindi è avvenuta in un contesto a lui favorevole, e lunedì scorso si è preso l’impegno di convocare nei prossimi giorni un tavolo con l’Anas per imbandirci - in questa occasione - il tratto di variante stradale da Trescore ad Entratico. Dove poi si vadano a prendere i soldi (110 milioni) non è ben chiaro, ma abbiamo la netta sensazione che - al di là di questo dettaglio - l’establishment vallivo abbia trovato qualche soddisfazione per ripagarsi delle delusioni passate.
Oltre trent’anni di agitazione pro strada, infatti, hanno avuto finora il magrissimo risultato dei 4 chilometri da Albano Sant’Alessandro a Trescore Balneario, cioè il tratto meno impegnativo e meno costoso. Veramente troppo poco per i lunghi sforzi propagandistici e lobbistici delle amministrazioni comunali della Valcavallina, le quali però in tutti questi anni non si sono mai preoccupate di lasciare anche solo lo spazio per far passare la strada attraverso il sacrificio di qualche interesse speculativo fondiario (non sia mai detto!). Tanto che qualsiasi ipotesi di strada nuova a questo punto può essere pensata solo come un costosissimo susseguirsi di gallerie e viadotti, e figuriamoci se il governo sgancia i soldi di questi tempi, fosse pure per arrivare soltanto ad Entratico. Ed ha un bel metterci la faccia il ministro Lupi!
Ma è indubbio che la ripresa dell’agitazione pro strada può servire anche in questa stagione renziana, in ogni caso, a ridare coesione ai gruppi di potere locali, quegli stessi che in trent’anni non hanno mai combinato nulla di serio, nemmeno in tema di viabilità perché programmaticamente privi di uno straccio di idea su quale futuro, e quindi quale strada, dare alla Valle, alla sua economia e alla sua società.
Prontamente, infatti, anche il nuovo sindaco di Trescore Balneario, signora Donatella Colombi, ha fatto da cassa da risonanza all’iniziativa dell’Ncd e del ministro Lupi. Non crediamo però che la signora Colombi abbia allo stesso modo fatto presente al ministro, da una parte, i gravi problemi di dissesto idrogeologico che ci stanno interessando ultimamente e, dall’altra, quelli - drammatici specialmente a Trescore Balneario - delle numerose famiglie e persone che stanno perdendo la casa perché non riescono a pagare l’affitto.
Sia  con lo “Sblocca Italia” sia con  il decreto che porta il suo nome, l’apporto personale del ministro Lupi, della sua area politica di riferimento insieme al business molteplice di cui è portavoce, è stato decisivo per promuovere il dissesto idrogeologico, da una parte e, dall’altra, per aumentare il numero dei senza casa. Due questioni che negli ultimi tempi - lo diciamo senza alcuna ironia - stanno turbando seriamente anche il lavoro di sindaco della signora Colombi, ma certamente la sua compagine ci sembra quantomeno poco incline a prese di posizioni conseguenti. (29.11.14, Alternainsieme.net)

Rassegna stampa. L’Eco di Bergamo 22.11.14: qui; BergamoTv 24.11.14: qui


LA CAUSA GIUSTA: BASTA RENZI E LA TROIKA

Manifestazione nazionale: 29 Novembre, ore 14
Roma, Piazza Farnese

Il Jobs Act, lo “Sblocca Italia”, l’inciucio di Renzi-Berlusconi, l’abolizione dell’Art. 18 dello statuto dei lavoratori, i tagli drammatici agli Enti Locali a partire dai Comuni, ecc., stanno provvocando una reazione di rabbia popolare contro il governo Renzi. Riparte anche in Italia un movimento di opposizione sociale contro il governo e contro le politiche di austerità imposte dalla Troika (UE-BCE-FMI).

“L’ALTRA EUROPA con TSIPRAS” è parte di questo movimento. Infatti parteciperemo allo sciopero generale proclamato dalla CGIL per il 12 Dicembre. Ma la Lista Tsipras vuole fare qualcosa di più: indice una manifestazione nazionale sabato 29 novembre a Roma per costruire un soggetto di sinistra anti-capitalista in Italia.

“L’ALTRA EUROPA con TSIPRAS” di Bergamo organizza un pullman. La partenza è prevista per le ore 4.00 dal Piazzale della Malpensata di Bergamo. Il costo del pullman, che è in autofinanziamento, è di € 30 a testa (andata e ritorno).Per info e prenotazioni: 3494588095 (Laura)

* Per chi parte dalla zona della Valcavallina: info e prenotazioni tel. 338.9759975 (maurizio)

“L’Altra Europa”, le nostre precedenti info: qui


(23.11.14). BERGAMO. SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI DEL COMITATO DI LOTTA PER LA CASA DENUNCIATI DAL PD

Apprendiamo dai media, con stupore, che nei giorni scorsi, alcuni militanti del comitato Lotta per la casa sono stati denunciati per l’”occupazione” della sede provinciale del PD avvenuta nel corso della giornata di mobilitazione del 14 novembre. Un’occupazione pacifica durata meno di un’ora, senza nemmeno violazione di domicilio, e conclusa con un accordo con il segretario del Pd.
Come Sportello Sociale Autogestito della Valcavallina e come Unione Inquilini di Bergamo esprimiamo solidarietà per i compagni denunciati, perché questa denuncia colpisce tutto il movimento di lotta che si è espresso il 14 novembre con la partecipazione di migranti, disoccupati, sfrattati, lavoratori e studenti che lottano insieme contro le politiche di questo governo.
L’azione alla sede provinciale del PD voleva mettere il partito di governo di fronte alle sue responsabilità rispetto alla prosecuzione delle politiche di austerità che peggiorano la condizione di milioni di persone, nonché rispetto agli sgomberi, alla svendita del patrimonio pubblico di edilizia popolare e alla nuova norma che recita che “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi” (art. 3 e 5 del cd. Piano Lupi).
Anche questa volta il partito di Renzi ha mostrato che intende rispondere ai problemi dei lavoratori e degli sfrattati chiudendosi a riccio, a difesa di politiche antipopolari che non disdegnano denunce, manganelli e repressione.
Anche noi diciamo basta!
Che gli esponenti del Pd di Bergamo si degnino invece di togliersi le fatte di salame e prendano atto della condizione in cui versano le centinaia di famiglie con cui le varie associazioni e sindacati impegnati nella lotta per il diritto alla casa anche a Bergamo e provincia sono impegnate da tempo a costruire un percorso di resistenza e di dignità.
(Trescore Balneario/Bergamo, 23.11.14 - Sportello Sociale Autogestito - Valcavallina, Unione Inquilini - Bergamo)

Diritto alla casa, le nostre precedenti info: qui


(23.11.14) TRESCORE BALNEARIO. NO JOBS ACT - BASTA RENZI - BASTA TROIKA

* Domenica 23 novembre a Trescore Balneario, dalle ore 9.30 circa alle ore 12.30 in Viale Locatelli, banchetto e volantinaggio a sostegno della manifestazione nazionale de “L’Altra Europa con Tsipras” (Roma, 29 novembre 2014) e dello sciopero generale del 12 dicembre. A cura di: Circolo Rifondazione Comunista - Valcavallina, info c/o: Tiziano tel. 3498782624

* Mercoledì 26 novembre a Castelli Calepio, alle ore 21, presso la Sala Polivalente di Calepio (Via Ambrogio da Calepio), ASSEMBLEA de “L’Altra Europa con Tsipras”. Intervengono Dino GRECO (già segretario Camera del Lavoro di Brescia e direttore di Liberazione) e Michele MONTELEONE (assemblea per le riforme costituzionali de “L’Altra Europa”). A cura del Coordinamento Valcalepio de “L’Altra Europa con Tsipras” (in formazione), info c/o Andrea 333-5926883 - Claudio 333-8737525

* Sabato 29 novembre, Roma - Piazza Farnese - ore 14.30, Manifestazione Nazionale indetta da “L’Altra Europa con Tsipras”: No a Renzi - No alla Troika. Pullman da Bergamo: per info: 3494588095 (Laura) oppure Rifondazione Comunista Bergamo tel. 035225034, da lunedì a venerdì ore 15.00-19.00.

* Venerdì 12 dicembre: SCIOPERO GENERALE


(21.11.14) BERGAMO. COS’E’ IL TTIP? INCONTRO PUBBLICO

* Venerdì 21 novembre, ore 20.45, Bergamo, Sala del Mutuo soccorso (via Zambonate, 33)

“Cos’è il TTIP? Cerchiamo di capire cos’è il Trattato Transatlantico Usa-Europa e perché è tenuto volutamente segreto”

Incontro pubblico con

FILIPPO PIZZOLATO Docente di Diritto pubblico presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca

MARCO NORIS Saggista, attivista commercio equo-solidale e della finanza etica

CLEMENTINA GABANELLI Docente di economia e diritto

Durante la serata verrà proiettato il filmato a fumetti “Ttip secret - No al trattato di Troya”

Organizza il Comitato bergamasco de “L’Altra Europa con Tsipras”

(29.11.14) ROMA. MANIFESTAZIONE NAZIONALE “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”. Durante l’assemblea raccoglieremo le prenotazioni per il pullman per andare a Roma. Per info: 3494588095 (Laura)


(26.11.14) CASTELLI CALEPIO (bg). ASSEMBLEA DE “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”

Un’Altra Italia è possibile.

* Per continuare il lavoro iniziato con “L’altra Europa con TSIPRAS”

* Per costruire anche sul nostro territorio una rete tra tutti i soggetti, le associazioni, le forze politiche e sociali che si oppongono alle politiche neoliberiste e di austerità

* Per mettere al primo posto le persone, il lavoro, la solidarietà

Mercoledì 26 Novembre, ore 21:00
Sala polivalente nel centro storico di Calepio
(Via Fra’ Ambrogio da Calepio – Castelli Calepio)

Intervengono:

DINO GRECO già segretario Camera del Lavoro di Brescia e direttore di Liberazione

MICHELE MONTELEONE assemblea per le riforme costituzionali de “L’Altra Europa”


A cura del Coordinamento Valcalepio “L’ALTRA EUROPA con TSIPRAS” (in formazione)
Info: Andrea 333-5926883 - Claudio 333-8737525

*** Sabato 29 Novembre a Roma: manifestazione nazionale “L’Altra Europa con Tsipras” - pullman in partenza anche da Bergamo (per info c/o Prc-bg: tel. 035.225034 ore 15.00/19.00 da lunedì a venerdì)

Locandina: qui; L’Altra Europa, le nostre precedenti info: qui


(18.11.14) BERGAMO. VIA BROSETA: MARATONA ANTI-SFRATTO RINVIA LO SGOMBERO DI MARISA. LATITANTE IL COMUNE DI BERGAMO

Dopo una maratona antisfratto che ha impegnato gli attivisti del sindacato dalla mattina alla sera di oggi, martedì 18 novembre, si è riusciti infine a ottenere il rinvio dello sgombero della famiglia di Marisa al prossimo 5 dicembre. L’ufficiale giudiziario aveva scelto di non rendere nota l’ora dell’esecuzione dello sfratto, evidentemente in attesa che il presidio venisse meno e poter poi sfrattare in santa pace le persone che abitano l’alloggio di via Broseta 9 e destinarle … alla strada!
Gli attivisti antisfratto che già conoscono questi espedienti “giolittiani”, hanno continuato imperterriti il presidio (per 8 ore!), facendo appello anche ai cittadini sensibili alle tematiche per il diritto alla casa che si sono alternati al presidio per tutta la giornata.
Lo sfratto di oggi a Bergamo in via Broseta n 9, coinvolgeva Marisa, lavoratrice precaria e il suo compagno, anch’egli italiano, disoccupato.
Nella vicenda di questo sfratto esiste un grande colpevole: il comune di Bergamo. Infatti l’Assessore alla casa, Valesini, avrebbe dovuto intervenire per evitare lo sfratto, perché da oltre 1 anno vi è una legge che difende dallo sfratto forzoso i morosi incolpevoli (coloro che a causa della crisi non riescono più pagare l’affitto). Purtroppo la sua applicazione si è fermata nelle pastoie burocratiche.
Stiamo parlando della Legge 124 dell’ottobre del 2013 che OBBLIGA i Comuni a sostenere i casi di “morosità incolpevole” con misure di accompagnamento sociale e di “graduazione” dello sfratto: in altre parole, il comune di Bergamo avrebbe dovuto aiutare chi, come Marisa, non può più pagare l’affitto. In mancanza di questo aiuto, lo sfratto non avrebbe dovuto essere eseguito, così come già previsto da diversi Prefetti in tutta Italia (Milano, Pisa, Livorno e altre province).
Oggi è successo esattamente il contrario. Infatti l’ufficiale giudiziario si è presentato alle ore 17.30, accompagnato da un ingente spiegamento di forze di polizia (5 volanti tra polizia e Digos). Dopo una trattativa tesissima, a causa della esagerata aggressività delle forze dell’ordine, si è riusciti a convincere la società Immobiliare “Vala” srl ad accettare un breve rinvio.
Quello che chiediamo è molto semplice: che l’Amministrazione comunale intervenga e garantisca un alloggio alternativo ragionevole alle persone sfrattate, ed eviti loro il dramma di uno sgombero forzato e del finire in strada. (Fabio Cochis, Unione Inquilini Bergamo, 18.11.14)

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Sabato 15 Novembre 2014,c’eravamo anche noi del Partito della Rifondazione Comunista, con una significativa presenza alla manifestazione di Zogno,una manifestazione indetta dai sindacati confederali per portare solidarietà ai 300 dipendenti colpiti dalla chiusura della MVB e per accendere i riflettori su una valle in evidente emergenza sociale.
La manifestazione si è svolta in un clima di rassegnazione e di rabbia per la chiusura della storica azienda ,un triste epilogo di una vicenda complessa e dolorosa.
Abbiamo sfilato a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori per chiedere l’immediato reintegro nel tessuto lavorativo, preferibilmente territoriale, visto che la Valle Brembana versa in una situazione a dir poco catastrofica.
Non eravamo però all’assemblea tenutasi al termine del corteo, con chi ha contribuito all’attuale situazione e che ancora oggi dispensa ricette di risanamento, proponendo di continuare a percorrere una strada che non solo ha portato al dissesto economico e sociale dell’intera valle,ma che la crisi attuale,alimentata dalle politiche neoliberiste degli ultimi governi,da Berlusconi a Renzi,rende ancora più inutili e dannose.
La Valle Brembana in 20 anni ha subìto un impoverimento incredibile mostrando tutte le contraddizioni della regione Lombardia, venduta in campagna elettorale come eccellente ma disastrosa nei fatti e nella realtà.
Quello del lavoro è solo uno dei problemi che affliggono la valle,problema che si interseca con carenze infrastrutturali mai risolte e spesso sottovalutate,episodi di frane e chiusure di importanti arterie viarie nell’ultimo anno ne sono la dimostrazione,mostrando il vero volto di un territorio gestito malissimo e abbandonato agli eventi.
Per non parlare della variante di Zogno,opera da sempre indicata come indispensabile per il rilancio del territorio,ma che proprio in queste ore, a conferma di quanto scritto,viene ignorata ,infatti apprendiamo che:”La regione Lombardia non ha ancora trovato le risorse economiche necessarie per coprire gli extra costi emersi a fine Settembre”…
Il problema della valle è da ricercare nella cattiva gestione,da decenni affidata ad una classe politica inadeguata e dannosa, complice di imprenditori di dubbia morale e capacità.
Si cerca ora una risposta alla crisi del lavoro da chi la crisi del lavoro l’ha creata e continua ad alimentarla.
Auspichiamo che questa manifestazione diventi il punto di partenza per la costruzione di una opposizione di massa alle politiche inefficienti che hanno caratterizzato la gestione della valle e di una presa di coscienza dei cittadini,ormai rassegnati,sui veri responsabili della grave condizione in cui versa l’intero territorio. (Zogno, 15.11.14, Gianpiero Bonvicino -Segretario PRC-SE - Valli Brembana e Imagna)

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SCIOPERO SOCIALE DEL 14 NOVEMBRE: UNA BELLA GIORNATA DI LOTTA CONTRO LE POLITICHE DI AUSTERITA’ DEL GOVERNO RENZI. LA MOBILITAZIONE DEVE CONTINUARE E CRESCERE. PROSSIMA TAPPA: SCIOPERO GENERALE DEL 5 DICEMBRE

Gli attivisti dell’Unione Inquilini, insieme alle famiglie sfrattate, hanno partecipato alla manifestazione indetta a Bergamo per lo sciopero generale e sociale. Il sindacato si è mobilitato contro l’emergenza abitativa, per chiedere che le istituzioni si attivino per bloccare gli sfratti per morosità e per aumentare le case popolari disponibili. Il corteo di Bergamo ha portato in piazza un migliaio di persone che hanno sfilato tra slogan e azioni simboliche contro le banche, la Confindustria e il governo Renzi.
Le immagini che pubblichiamo, insieme a quelle provenienti da tutta Italia, raccontano di una giornata unitaria di lotta contro le politiche di Renzi:studenti e precari, lavortaori e disoccupati, pensionati e migranti sono scesi in piazza chiedendo al governo reddito e lavoro per tutti. La mobilitazione, così ampia e partecipata, deve continuare: da oggi allo sciopero generale del 5 dicembre (e anche dopo!) facciamo crescere le lotte.
L’unica nota stonata della giornata è stato il lancio di alcuni palloncini di vernice contro la sede della Cgil di Bergamo. ll dissenso con la CGIL non si dovrebbe esprimere in questo modo, in particolare nel momento in cui questo sindacato è sotto attacco del governo Renzi tanto da dover proclamare lo sciopero generale, che in tanti chiedevano.
L’Unione Inquilini continuerà a lottare, insieme a tutte le organizzazioni della sinistra politica e sociale, contro le misure legislative del governo, imposte dai diktat della BCE: tagli alla spesa pubblica e al welfare, tagli ai fondi agli enti locali (che poi sono costretti a ridurre i servizi e ad aumentare le tasse), le privatizzazioni. Soprattutto ci opponiamo alle misure legislative che vogliono dismettere e vendere il patrimonio di edilizia residenziale pubblica (le case popolari).

Le altre foto: qui

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