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(30.05.14) TREVIGLIO. PRESIDIO ANTI-SFRATTO PER SALVARE UNA FAMIGLIA CON FIGLIO MINORENNE. UNIONE INQUILINI ATTACCA IL SINDACO: ESCA DALL’IMMOBILISMO.

* Treviglio, venerdì 30 maggio, dalle ore 9.00, presidio antisfratto in Via di Mezzo 23

Fayad è un muratore disoccupato da più di 1 (uno) anno, vive a Treviglio insieme alla moglie, casalinga, e a un figlio minorenne. Non essendo più riuscito a pagare l’affitto ha subito uno sfratto e ora rischia di rimanere in strada. Questo nonostante la famiglia risulti nella graduatoria una dei primi che devono ricevere una casa popolare. Nonostante questo propietario e ufficiale giudiziario insistono per eseguire lo sgombero con l’ausilio della polizia.
Il proprietario di casa è la benestante società immobiliare “Manenti srl” che detiene sul territorio di Treviglio un ingente patrimonio immobiliare che affitta, sopratutto a immigrati, a canoni esorbitanti. Gli alloggi affittati, come in questo caso, sono spesso in precarie condizioni igienico-sanitarie.
Venerdi 30 maggio alle ore 9 Unione Inquilini Bergamo organizza un presidio antisfratto a davanti alla casa di Fayad a Treviglio in via di Mezzo 23. Vogliamo denunciare l’immobilismo dell’Amministrazione comunale di Treviglio. Di fronte al l’aumento delle richieste di accedere ad alloggi popolari (le domande sono circa 200) le assegnazioni si limitano ad una ventina all’anno, mentre rimangono chiusi più di 40 case popolari perché il Comune non fa le manutenzione. Tante persone quindi vengono sfrattate da casa senza soluzione alternativa. Per questo chiediamo al sindaco Piazzoni che proceda alla sospensione degli sfratti come è avvenuto in città come Pisa e Firenze.

Per info, Unione Inquilini: 3453191717 (Samira)

Diritto alla Casa, le nostre precedenti info: qui


(02.06.14) NOI ANDIAMO ALLA MALGA LUNGA, RIFUGIO E MUSEO DELLA RESISTENZA BERGAMASCA. VENITE ANCHE VOI?

Si parte da San Paolo d’Argon lunedì 2 giugno, anniversario della Repubblica; ci si trova alle ore 8.00 precise al Bar Vogue di via Locatelli (quello vicino alla scuole). Poi si va a Sovere in automobile, si parcheggia al santuario e si sale dalla zona di Possimo. E’ una tirata di 1 ora e mezza o due, per arrivare ai 1.250 mt slm della Malga Lunga. Per l’ora del ritorno ci si mette d’accordo. Conviene portarsi cibo e bevande necessari, nonché abbigliamento adatto. Previsioni del tempo “chiamano” un po’ d’acqua nel pomeriggio. Scampagnata è rigorosamente antifascista; tolleratissime però diversioni bacchiche. Chi vuol venire con noi può contattare Tommy (tel. 392.6873082) o me che sto scrivendo, Maurizio (tel. 338.9759975)

Per saperne di piu’. Le nostre precedenti info su Malga Lunga: qui; wikipedia: qui; il sito del museo: qui




(27.05.14) PONTE SAN PIETRO E TRESCORE BALNEARIO. TRE PICCHETTI ANTISFRATTO, TRE SFRATTI RIMANDATI

Questa mattina, martedi 27 maggio, si sono tenuti tre presidi anti-sfratto organizzati dagli attivisti dell’Unione Inquilini insieme al collettivo delle famiglie sfrattate.
A Ponte San Pietro erano 2 (due) gli sfratti che avrebbero dovuto essere eseguiti. Lo sfratto della famiglia di Mohamed, operaio disoccupato con moglie e 2 figli minorenni, è stato rinviato al prossimo 23 settembre. La trattativa che la delegazione dell’Unione Inquilini ha avviato con l’Amministrazione comunale è riuscita a ottenere un contributo economico che ha convinto il proprietario a rinunciare allo sgombero.
Molto più complicato è stato il presidio per bloccare lo sfratto della famiglia di Brahim, venditore ambulante anch’egli con moglie e figli molto piccoli. Il proprietario di casa in questo caso è rappresentato dalla MIA, abbreviazione che identifica la Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo, una fondazione legata dalla Curia di Bergamo che detiene un ingente patrimonio immobiliare che affitta a canoni non proprio popolari (in questo caso Brahim pagava per un triocale circa 700 euro/mese tra affitto e spese condominiali). Il presidio è riuscito a convicere il funzionario della MIA a rinviare l’esecuzione con la promessa di aprire una trattativa per mantenere la famiglia di Brahim nell’alloggio.
A Trescore lo sfratto riguardava la famiglia di Zineb, suo marito Faris e ai loro tre figli, tutti minorenni. Faris è in Italia da molti anni ed un “ferraiolo” disoccupato a causa della crisi dell’edilizia. Da un anno e mezzo circa non riesce più a pagare l’affitto, ha uno sfratto per morosità divenuto esecutivo. Il comune di Trescore non ha mai provveduto a reperire soluzioni abitative alternative. Oggi il nutrito presidio, composto in gran parte da famiglie sfrattate giunte a solidarizzare, ha bloccato lo sfratto. Gli attivisti degli sportelli sociali di Valcavallina e Valcalepio hanno ottenuto un rinvio fino al prossimo 14 luglio.
L’Unione Inquilini anche oggi ha messo in scena azioni di disobbedienza civile. Questi gesti sono anche il tentativo di smuovere il Prefetto di Bergamo dall’immobilismo che lo sta caratterizzando perché metta in attuazione il blocco degli sfratti.

Altre foto dal presidio di Trescore Balneario: qui

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(27.05.14) FUSIONE COMUNI DI BORGO-VIGANO-LUZZANA. CONSIGLIO REGIONALE CHIUDE DEFINITIVAMENTE VICENDA FUSIONE

COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI BORGO DI TERZO. Oggi 27 maggio, si è riunito a Milano il Consiglio Regionale per deliberare il Progetto di Legge N.119, di fusione dei tre comuni di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino.
Preso atto del parere negativo espresso:
* dalla II Commissione “Affari Istituzionali” di Regione Lombardia nella seduta del 2 aprile
* dal referendum indetto fra i cittadini di Borgo di Terzo
* dal Consiglio Comunale di Borgo di Terzo in due delibere Consiliari
il Consiglio Regionale, all’unanimità, ha deliberato definitivamente la NON FUSIONE fra i tre Comuni. (Borgo di Terzo,27 maggio 2014, Il Sindaco Mauro Fadini)

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(27.05.14) TRESCORE BALNEARIO. NO ALLO SFRATTO DELLA FAMIGLIA DI ZINEB E FARIS

* Martedì 27 maggio, dalle ore 8.30, a Trescore Balneario, PRESIDIO ANTISFRATTO, in via Pasinetti 30. Per info: tel. 338.9759975 (maurizio) o 339.7728683 (fabio)

A Trescore Balneario è previsto per martedì 27 maggio lo sfratto di una famiglia, una delle tante che in questi mesi stanno pagando sulla propria pelle i prezzi della crisi economica.
Questa volta tocca a Zineb, a suo marito Faris e ai loro tre figli, Manal (ragazzina di 12 anni, che frequenta la seconda media), Zakaria (di quattro anni) e il piccolo Adam che ha solo un anno e tre mesi.
Faris è in Italia da molti anni ed ha sempre lavorato regolarmente come “ferraiolo”, un lavoro pesante, che con la crisi dell’edilizia è venuto meno. Sta cercando lavoro, ma quello che riesce a trovare sono solo occupazioni precarie, temporane, sottopagate, o niente affatto retribuite! Da un anno e mezzo circa non riesce piùa pagare l’affitto, e da qui la procedura di sfratto giunta ormai alla fase esecutiva, senza che il comune abbia provveduto a reperire soluzioni abitative alternative.
L’intera famiglia rischia di finire in strada, in un comune dove abbondano le case vuote (si parla di centinaia e centinaia di alloggi sfitti), e fra esse anche gli appartamenti di edilizia pubblica, che stanno a poche centinaia di metri dall’abitazione di Zineb e Faris: 12 alloggi a canone moderato, di cui solo 3 occupati mentre gli altri 9 sono vuoti da oltre due anni. Nove appartamenti che potrebbero dare risposta ai bisogni abitativi non solo della famiglia di Zineb e Faris, ma anche a gran parte delle famiglie che in questi mesi nella cittadina termale stanno vivendo l’incubo dello sfratto.
L’Unione Inquilini chiama pertanto alla mobilitazione. Per questo indiciamo per martedì 27 maggio, dalle ore 8.30 un presidio di solidarietà davanti alla casa di Zineb, a Trescore Balneario in via Pasinetti 30. Anche in questa occasione chiederemo al Prefetto di decidere di avviare una sospensione degli sfratti negli alloggi dove vivono anziani, minorenni, disabili come già avvenuto per iniziative di diverse altre Prefetture. (24.05.14, Unione Inquilini Bergamo)

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(25.05.14) LOVERE. BASTA CON LE PROVOCAZIONI FASCISTE A LOVERE

Riportiamo condividendolo e confermando tutto quanto vi è espresso - ieri eravamo a Lovere al presidio antifascista in Piazza 13 Martiri -  il comunicato della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista che denuncia la provocazione fascista che ieri si è verificata ancora una volta a Lovere con la protezione delle forze dell’ordine del governo Renzi-Alfano.

Il prefetto, il questore di Bergamo, le forze dell’ordine hanno consentito sabato 24 maggio2014 un’altra ignobile gazzarra fascista a Lovere.
Le polizia ha persino scortato per il paese un corteo non autorizzato e consentito ai fascisti di svolgere una cerimonia apologetica della Rsi al cimitero di Lovere, là dove sono sepolti i martiri della Resistenza loverese. Un ingente schieramento di polizia ha di fatto blindato la piazza dove si sono mobilitati gli antifascisti e ha spalleggiato i fascisti presidiando il cimitero.
I funzionari presenti hanno a più riprese negato che vi fossero in corso reati e ciò mentre i fascisti sfoggiavano cimeli repubblichini e saluti romani; in sostanza hanno tenuto un atteggiamento al limite della connivenza coi fascisti.
Il governo antipopolare Renzi-Alfano ha autorizzato lo svolgimento di questa manifestazione di ostentato stampo neofascista che da qualche tempo si tiene a fine maggio a Lovere in sfregio alla Costituzione e alle leggi della repubblica
Tutto ciò mostra come ai disegni a-democratici se non autoritari di questo governo corrispondano precisi intendimenti revisionisti, per mettere sullo stesso piano chi ha combattuto per la libertà e la democrazia e chi ha torturato e massacrato sotto le bandiere degli invasori e del nazi-fascismo.
Rifondazione Comunista di Bergamo chiama tutti i sinceri antifascisti alla massima vigilanza e mobilitazione per impedire il ripetersi di fatti così gravi e offensivi per la memoria di coloro che sono morti per consentire la nascita della nostra Repubblica democratica. (Bergamo, 24.5.14 - La segreteria provinciale di Rifondazione Comunista)

Alcune foto dal presidio antifascista di ieri: qui


(23.05.14) CASTELLI CALEPIO. IN ALTO MARE LA BONIFICA DELLE EX FONDERIE DEL QUINTANO

* Comitato NO Mega centro commerciale. Il sindaco Bizzoni ci ha ingannato: per l’area ex Fonderie del Quintano bonifica in alto mare. Il TAR di Brescia sospende l’escussione della fidejussione.

Il TAR per la Lombardia, Sezione di Brescia, ha pronunciato un’ordinanza (n.00259/2014 del 09.05.20141) che, purtroppo, smentisce clamorosamente quanto più volte pubblicamente promesso e sbandierato dal sindaco di Castelli Calepio Flavio Bizzoni. L’ordinanza riguarda la vicenda della bonifica delle aree della ex Fonderia del Quintano e del megacentro-commerciale che si vorrebbe far sorgere su quell’area.
Secondo il TAR la bonifica dell’area e la realizzazione del megacentro commerciale sarebbero indissolubilmente legate. Ancora poche settimane fa, all’inizio della campagna elettorale, dalle pagine dell’Eco BG, Bizzoni dichiarava invece che i lavori di bonifica, fermi da mesi, non erano per nulla legati al centro commerciale e, in difetto dell’operatore, sarebbero stati portati a termine in breve tempo dall’amministrazione coi soldi della fidejussione depositata.
Purtroppo, dobbiamo dire purtroppo, ancora una volta avevamo ragione: fin dalla sua costituzione nel 2004 il comitato si è battuto affinchè, a garanzia della salute dei cittadini, fosse realizzata e certificata la bonifica del sito, pesantemente contaminato, prima della concessione di qualsiasi variante e/o autorizzazione riconoscendo come l’operatore (non direttamente responsabile dell’inquinamento) fosse però soggetto subentrato all’inquinatore.
Invece i proprietari dell’area, grazie alla compiacenza delle amministrazioni comunali che si sono avvicendate in questi anni, hanno ottenuto, in cambio della reiterata promessa di bonifica, una serie di varianti al PRG che hanno portato le dimensioni del comparto dai 37.000 mq. originali del sito ex-Fonderie, prima a 54.000mq poi a 68.000 ed infine, con l’ultima variante BIZZONI, a 78.500 mq che includono oltre 30.000mq di aree originariamente a destinazione agricola.
Anche l’ultimo atto unilaterale d’obbligo che prevede la bonifica (oggi purtroppo solo avviata) è stato sottoscritto dall’operatore solo a condizione ed a seguito dell’approvazione da parte dell’amministrazione BIZZONI dell’ultimo ampliamento (delibera c.c. 20.03.2012).
Nell’ordinanza il TAR sostiene che l’operatore “….non ha sottoscritto l’atto unilaterale d’obbligo in qualità di soggetto responsabile dell’inquinamento (o di soggetto subentrato nella posizione dell’inquinatore), le operazioni di bonifica presuppongono necessariamente la possibilità di realizzare il centro commerciale, e pertanto qualora si accerti che tale obiettivo è divenuto impossibile……cade anche l’obbligo di sostenere i costi della bonifica” e dispone la sospensione dell’escussione della fidejussione, in attesa di sentenza, fissando la prima udienza al marzo 2015. I tempi si allungano notevolmente e sul posto rimane una buca enorme profonda 9 metri, con materiale sparso con notevoli pericoli per la sicurezza: non è possibile aspettare i tempi del TAR; il Comitato chiede che urgentemente sia indetta una riunione tra gli enti competenti per portare a termine il più presto possibile i lavori e porre fine a questa presa in giro. (Claudio Sala per Comitato No Mega Centro Commerciale, 23.05.14)

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