(28.02.14) BERGAMO: Sfratti, il 2013 è peggio del 2012: il Ministero diffonde i primi dati ma Prefetto e comuni sono immobili di fronte a questo dramma

Si aggrava la crisi degli sfratti. A dimostrarlo i dati provvisori elaborati dal Ministero dell’Interno relativi ai primi sei mesi del 2013. Sei mesi angosciosi per chi vive in affitto a Bergamo e in provincia. Nel periodo da gennaio a giugno sono state infatti 645 gli sfratti convalidati in bergamasca. Nel corso dell’intero 2012 erano state 1.173. Se nella seconda metà del 2013 si confermasse lo stesso andamento, gli sfratti emessi l’anno appena passato ammonterebbero a 1290. Circa centoventi sfratti in più. Solo una stima dal momento che difficilmente nella seconda metà del 2013 si riproporrà lo stesso numero ma che serve comunque a dire che il fenomeno è peggiorato.

Aumentano anche gli sfratti per morosità. Secondo i dati raccolti nel primo semestre dello scorso anno 622 famiglie non sono più riuscite a pagare la casa in cui vivono. La morosità si riconferma anche la causa principale delle richieste di sfratto: 96%. Anche per questo dato la crescita rispetto all’anno precedente è significativa.

Cattive notizie anche sul fronte delle richieste di esecuzione di sfratto. Se in tutto il 2012 sono state 1.702, solo nei primi mesi del 2013 la cifra raggiunge quota 993. Infine, gli sfratti eseguiti: nella prima metà del 2013 sono 288 le famiglie che sono state cacciate dagli appartamenti in cui vivevano. Nell’intero 2012 erano state circa 500.

Quelli che abbiamo di fronte sono dati terribili perché segnalano che non è stato posto alcun freno agli sfratti, in particolare quelli per morosità incolpevole” commenta Fabio Cochis dell’Unione Inquilini. “A Bergamo, sul tema, si assiste alla più totale immobilità. Il tutto nonostante la legge indichi alcune misure che si potrebbero prendere. Chiediamo da tempo al Prefetto di questa città e all’amministrazione Tentorio di fare qualcosa ma fino ad oggi non è ancora stato fatto nulla. Diversi gli esempi: “Il Prefetto potrebbe decidere di avviare una commissione per la graduazione degli sfratti e nel mentre si procede alla sua elaborazione sospenderli come è avvenuto in città come Pisa e Firenze.”

Anche l’Amministrazione comunale della città capoluogo è immobile. Un esempio su tutti: durante questi 5 anni, potevano sistemare almeno alcuni dei più di 200 alloggi comunali ad affitto popolare tenuti vuoti (non assegnati, ndr) perché privi di manutenzione, nonostante siano più di 1.000 le persone in graduatoria che avrebbero il diritto di avere una casa popolare. Invece, nonostante i proclami dell’assessore D’Aloia, non è previsto alcun lavoro di sistemazione nel futuro.

Peggio fanno i comuni della provincia, dove si concentrano il 90% degli sfratti. Alla colpevole ignavia istituzionale si sommano scelte scellerate che portano tanti sindaci alla vendita del proprio patrimonio di alloggi che nonostante sia scarso sarebbe un prezioso strumento per calmierare la difficile situazione abitativa di tante famiglie. Il risultato di tale prigrizia è il dramma di famiglie gettate in strada senza alternativa che, mosse dalla disperazione, cercano di sistemarsi in qualunque spazio abbandonato. (28.02.14 - Unione Inquilini Bergamo)

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(02.03.14) LUZZANA. BANCHETTO “ARANCE CONTRO LA CRISI”. PER AIUTARE CHI E’ COLPITO DALLA CRISI - PER OPPORSI ALLE POLITICHE DI AUSTERITA’

* Domenica 2 marzo, a Luzzana, dalle ore 9.oo alle ore 12.oo, in Piazza G. Meli

“Arancia contro la crisi” è la campagna che Rifondazione Comunista sta portando fuori dalle fabbriche e nelle piazze dei paesi della bergamasca. Il ricavato della distribuzione delle arance sarà destinato a progetti di solidarietà concreta per aiutare chi è colpito dalla crisi.

In particolare vogliamo sostenere tutte quelle iniziative di solidarietà e auto-organizzazione che si battono per resistere agli effetti devastanti della crisi economica. Infatti tante famiglie a causa dell’aumento di disoccupazione e povertà non riescono più a sostenere il costo di luce, gas, affitto di casa ma anche delle spese alimentari.

Il ricavato della distribuzione delle arance servirà a finanziare esperienze concrete e importanti:

Sportelli sociali (come quello operativo a Borgo di Terzo: qui) che danno assistenza e consulenza a famiglie in difficoltà lavorativa e abitatitiva

l’Unione Inquilini, il sindacato di base imoegnato nella lotta contro gli sfratti per impedire che la famiglie rimaste senza lavoro e senza reddito finiscano in strada

Ripetizioni scolastiche a prezzi popolari per gli studenti di famiglie povere che non si possono permettere le lezioni private

Durante il banchetto raccoglieremo le firme sulla proposta di legge del “Piano per il Lavoro e l’Economia Ecologia e Solidale” che si pone l’obiettivo di dare risposta alla crisi economica e alla gravissima situazione occupazionale, in attuazione del diritto al Lavoro e dei principi sanciti dalla Costituzione, indicando una strada alternativa alle politiche perseguite negli ultimi anni.

Il banchetto successivo è previsto a Trescore Balneario nella mattinata di domenica 9 marzo in Via Locatelli. Banchetti si terranno in altri paesi della Valcavallina. (per comunicazioni tel. 349 8782624 - Tiziano)

Volantino: fronte retro


(28.02.14) CALCINATE. DISOBBEDIAMO ALLO SFRATTO PER IMPEDIRE UN ESITO DRAMMATICO. DENUNCIAMO L’INSENSIBILITA’ DEL SINDACO E CHIEDIAMO AL PREFETTO DI FERMARE GLI SGOMBERI.

* Venerdì 28 febbraio, dalle ore 8.30, PRESIDIO-ANTISFRATTO a Calcinate, via Paolo VI n. 13 (per info tel. 339.7728683)

Il 17 febbraio doveva essere eseguito lo sfratto ai danni di Majid e della sua famiglia. Questi erano stati raggiunti da un provvedimento di sfratto per morosità perché non erano più riusciti a pagare l’affitto a causa della disoccupazione del capofamiglia.
L’ufficiale giudiziario si era presentato per sgomberare utilizzando le forze dell’ordine. Per fortuna la mobilitazione solidale era riuscita a fermare e rinviare.
Purtroppo gli attivisti del sindacato hanno appreso soltanto oggi che l’ufficiale giudiziario, fuggito quasi subito dal luogo del picchetto, aveva deciso un rinvio di una sola settimana.
Questo nonostante il sindacato avesse strappato alla propietà un accordo abbastanza soddisfacente. Il locatore, Meridana srl, si era resa disponibile a far rimanere la famiglia nell’alloggio in cambio di un contributo economico erogato dall’Amministrazione Comunale.
L’aspetto più sconcertante era stata la chiusura ad ogni ascolto espressa dal sindaco di Calcinate che negava qualsiasi iniziativa di sostegno. Questo nonostante sul territorio il Comune mantenga vuoti, privi di assegnazione, alloggi comunali che sarebbero un prezioso strumento per calmierare l’emergenza abitativa.
Venerdi 28 febbraio è previsto lo sfratto per morosità della famiglia di Majid che rischia di venire cacciate dalla abitazione.
L’Unione Inquilini ha informato il Prefetto della insensibilità del sindaco di Calcinate, chiediamo che intervenga sull’Amministrazione comunale per evitare esiti drammatici. Chiediamo ai Comuni di smetterla di alzare le mani dichiarandosi impotenti. Chiediamo che Governo, Prefetto ed Enti Locali di fronte all’emergenza casa assumano tutti i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze: il blocco degli sfratti, l’attuazione della graduazione degli sfratti (come previsto dalla legge 124 del 2013), l’utilizzo di edifici pubblici abbandonati.
Venerdi 28 febbraio, a partire dalle ore 8.30, l’Unione Inquilini di Bergamo sarà in piazza, a fianco della famiglia sfrattata, per opporsi all’esecuzione dello sgombero. Invitiamo tutti i cittadini democratici e solidali al presidio indetto davanti alla casa di Majid, a Calcinate in Via Paolo VI n° 13. (24.02.14 - Unione Inquilini Bergamo).

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


Francisco Sánchez Gómez, in arte Paco de Lucía

(Algeciras, 21 dicembre 1947 – Cancún, 26 febbraio 2014)


(26.02.14) BERGAMO. 1° INCONTRO COMITATO BG PER “LISTA TSIPRAS”

* Mercoledì 26 febbraio, ore 20.45, c/o Arci di via Quarenghi 34, Bergamo

Fra pochi mesi si terranno le elezioni per il Parlamento Europeo. Sarà un appuntamento importante perché è dal livello europeo che oggi discende la maggior parte delle politiche che determinano e condizionano la vita e il futuro dell’Italia e dell’Europa, da tempo attanagliate da una gravissima crisi economica e sociale.
In questo contesto è maturata la candidatura di Alexis Tsipras, leader del maggiore partito di opposizione in Grecia, a presidente della Commissione dell’Unione Europea, una candidatura che simboleggia il riconoscimento dei sacrifici del popolo greco, ma anche la solidarietà per tutti i popoli del Sud dell’Europa che hanno subito le catastrofiche conseguenze sociali dei Memoranda di austerità e recessione.
La candidatura di Tsipras, che - più che una candidatura - è un mandato di speranza e cambiamento in Europa, ha già conseguito anche in Italia un ampio sostegno e rappresenta la possibilità di costruire un percorso unitario alternativo alle politiche di austerità e ai governi di larghe intese in Europa ed in Italia. Un percorso che sia capace di rimettere al centro la necessità di un’alternativa al neoliberismo e al modello sociale che ha prodotto e che aggrava questa crisi, per rappresentare le ragioni del lavoro, della giustizia sociale, della pace. Per cambiare l’Europa, per un’ Europa del lavoro e non delle banche.
I promotori dell’appello - presentato mercoledì scorso presso l’Arci di Bergamo da Vittorio Armanni (già consigliere proviciale), Massimo Cortesi (presidente provnciale Arci), Giovanna Pedroni (militante antimafia sociale) e da Alberto Scanzi (Circolo Gramsci di Bergamo) - si rivolgono agli aderenti alle organizzazioni politiche e sindacali, al mondo associativo, ai movimenti e alle singole persone, della sinistra e progressiste, per invitarle ad aderire al comitato che proponiamo per avviare in tutto il territorio della nostra provincia un percorso unitario di costruzione della campagna elettorale, del programma, delle liste. Visti i tempi strettissimi, infatti, è essenziale avviare al più presto la raccolta delle firme a sostegno della lista, cosa che sottolinea l’autonomia dell’iniziativa che vogliamo costruire.
Tutti coloro che intendono aderire sono invitati a sottoscrivere l’appello e a partecipare alla prima riunione aperta a tutti gli interessati presso la sede provinciale dell’ARCI in via Quarenghi n 34, il giorno Mercoledi 26 febbraio 2014 alle ore 20,45.

Per info, comunicazioni, ulteriori adesioni: tel. 338.9759975 maurizio mazzucchetti - mail (provvisoria): alternainsieme@yahoo.it

Di seguito il testo completo dell’appello con l’elenco dei primi firmatari: qui

Lista Tsipras -elezioni europee 2014, le nostre precedenti info: qui

Leggi tutto…


(21.02.14) VALCAVALLINA. RIFONDAZIONE COMUNISTA INTERVIENE SULLA MESSA IN LIQUIDAZIONE DI SODALITAS SRL

“E a pagare già da oggi c’è la povera gente”

Rifondazione Comunista della Valcavallina interviene su Sodalitas, la S.r.l compartecipata dal Comune di Trescore e dal Consorzio Servizi Valcavallina per la gestione dei servizi sociali nei vari comuni della nostra valle.

Nel 2011 - come noto – Sodalitas perdeva la gestione della casa di riposo di Trescore Balneario, la principale fonte di introito che garantiva funzionamento dell’ente, “ritrovandosi sommersa da una montagna di debiti. Attualmente la società si avvia alla liquidazione e ora il Consorzio dei Servizi, rappresentante della parte pubblica, si ritrova a dover vendere pure le case destinate all’emergenza abitativa “perché altrimenti il debito andrebbe a gravare sui Comuni!”

Ne sanno qualcosa alcune famiglie che abitano in queste case, le quali si sono viste recapitare una letterina in cui Sodalitas (proprietaria degli immobili) chiede al Consorzio (che ha in gestione le case) di liberare gli appartamenti per far fronte alla liquidazione. “A rimetterci – denuncia Rifondazione - sono sempre le persone bisognose di aiuto, e questo per responsabilità di chi ,per anni, ha gestito in modo “allegro” la cosa pubblica”.

Rifondazione punta l’attenzione anche sulla vicenda dell’immobile Monasterola, comprata nel 2007, per la quale – spulciando tra i blianci - risulta ancora un mutuo da 420.000 euro, acceso dall’allora Comunità Montana della Valcavallina, presieduta dall’attuale consigliere Regionale Mario Barboni. L’obiettivo era adibirla a “…centro per la valorizzazione ambientale e turistica del lago di Endine…”.

Dopo quasi 6 anni in cui l’immobile non è mai stato utilizzato (salvo per una convention dei Giovani Democratici!), viene rimesso in vendita forse - continua il documento di Rifondazione - per far fronte a una condanna di 1° grado dovuta al mancato pagamento dei lavori alla società Icla per la realizzazione dell’acquedotto consortile costruito nei primi anni ‘90 ( la multa si aggirerebbe attorno attorno ai 1.400.000 di euro). La società in questione era fallita a causa del mancato pagamento dei lavori svolti e di conseguenza ha denunciato la Comunità Montana. Ad oggi la causa è ancora in corso e il Consorzio ha stanziato per l’assistenza legale la bellezza di 16.805 euro. Soldi che vengono sottratti alla collettività”.

Ma non finisce qui.”Dopo l’acquisizione dello stabile “Monasterola”, l’allora Comunità Montana ha ricevuto dalla Regione Lombardia un finanziamento di svariate decine di migliaia di euro (alcuni organi di stampa hanno riportato che la cifra potrebbe aggirarsi intorno ai 150.000-200.000 euro) per la sistemazione del piano terra.Di questi soldi la Regione ora ne chiede la restituzione”

Era così necessario spendere tutti questi soldi – chiede Rifondazione - senza portare nessun beneficio tangibile alla Valle? Non era forse meglio investirli nei servizi sociali e nell’assistenza alle famiglie che ora - come non mai accaduto prima - vengono sbattute fuori di casa? Non era meglio coinvolgere i vari comuni per un piano di edilizia popolare? Chi pagherà i debiti accumulati da queste società?? I Comuni e quindi ancora i cittadini?”


(21.02.14) MEDIA VALCAVALLINA. PRIMA VOLEVANO LA FUSIONE E ORA VOGLIONO ANDARSENE DALL’UNIONE DEI COMUNI!?!?

Riceviamo e pubblichiamo il testo del volantino distribuito nei giorni scorsi a Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano dal “Gruppo No alla Fusione dei Comuni di Borgo di Terzo, Luzzana, Vigano S.Martino”.

A poco più di una settimana dal referendum, l’invito ad un incontro di tutti i consiglieri dei tre Comuni al posto della Convocazione dell’Assemblea dell’UNIONE, è apparso subito strano ma a qualcuno poteva balenare il pensiero che fosse una irrituale presa d’atto del risultato della partecipazione democratica, libera e trasparente dei cittadini opposta a quella opaca e condizionata della raccolta firme, come le 593 sparite hanno dimostrato.
Ma, anche stavolta, i sostenitori della fusione non si sono smentiti.
Possiamo comprendere l’amarezza, per l’esito referendario, degli artefici di questa consultazione ottenuta con procedura d’urgenza e raffazzonata, che hanno rimediato una figuraccia territoriale e regionale ed una sconfitta politica e morale.
Ma le dichiarazioni rilasciate ai soliti giornali simpatizzanti nel dopo-referendum, sono nulla a confronto degli interventi scomposti, arroganti, violenti, volgari ed - in ultima analisi – distruttivi mandati in scena la sera di mercoledì 12 febbraio nella quale hanno dimostrato di essere riusciti a superare persino se stessi.
Anziché adottare il basso profilo del “ci abbiamo provato ma ci è andata buca” e quindi attenersi ad un atteggiamento dialogante e costruttivo, hanno minacciato di distruggere, in poco meno di un mese dalla loro decadenza, il lavoro che in 15 anni ha permesso di costruire l’UNIONE, modello funzionante di partecipazione, solidarietà ed economie di scala… fino alla scorsa estate.
Da allora, improvvisamente, l’Unione è funzionata “male” ( a loro dire) causa il malcontento dei dipendenti. Hanno però omesso di precisare che tale disagio deriva dalla arroganza di certi amministratori scomposti, autorizzati a “scorrazzare” liberamente e dal loro disprezzo del ruolo ricoperto dai lavoratori che deve essere indipendente dai politici di turno ( lavoratori, non sudditi ).
Poi l’illuminazione: si spende troppo !!!
Allora, non essendo riusciti ad eliminare Borgo, adesso
ci provano con l’UNIONE. I loro intenti dichiarati:

  • riportare l’anagrafe nei tre Comuni
  • ripristinare 3 uffici tecnici al posto di quello esistente (che i maligni dicono indisponibile ad accontentare certi desiderata)
  • togliere i servizi sociali a Borgo e spostarli a Vigano (il Fadini è troppo disponibile!)
  • da ultimo, ma non per importanza, rivedere lo Statuto in modo che ogni Comune paghi il suo, alla faccia della collaborazione, della sussidiarietà, della solidarietà, della comunanza di intenti, delle economie e del risparmio.

Che diamine: non hanno voluto fondersi? Borgo si paghi i suoi disagi e le sue disabilità; Vigano si pagherà, ovviamente, la sua palestra restituendo il dovuto agli altri due Comuni.
Non è campanilismo, questo! E’ l’irrefrenabile passione per il risparmio e per l’interesse dei cittadini che hanno animato i sostenitori della fusione.
Questo è il loro spessore culturale e morale.
Ricordiamoci il nome di tutti questi cosiddetti politici, alle prossime elezioni: senza il nostro voto non sono nulla!
(Gruppo NO alla Fusione dei Comuni di Borgo di Terzo, Luzzana, Vigano San Martino - febbraio 2014 - cfr. facebook)

Volantino pdf: qui

Referendum fusione Borgo-Luzzana-Vigano, le nostre precedenti info: qui


(17.02.14) SFRATTO A CALCINATE. LA PROPRIETA’ APRE A SOLUZIONE MA IL SINDACO E’ OSTILE. LO SGOMBERO RINVIATO DALLA MOBILITAZIONE SOLIDALE

Questa mattina doveva essere eseguito lo sfratto ai danni di un ultra-cinquantenne disoccupato. Majid abita a Calcinate da tantissimi anni con tutta la sua famiglia, moglie e due figli (rispettivamente di 15 e 19 anni). È stato licenziato da una azienda edile nel 2011 e non è più riuscito a pagare l’affitto.
L’ufficiale giudiziario si è presentato per eseguire lo sfratto utilizzando le forze dell’ordine per sgomberare l’alloggio. Per fortuna la mobilitazione indetta dall’Unione Inquilini, sostenuta da decine di famiglie di Calcinate, è riuscita a fermare l’ennesimo sfratto.
Il rinvio dell’ennesimo sloggio è stato raggiunto dopo una lunga e difficile trattativa che ha visto coinvolti gli attivisti del sindacato, i carabinieri  ma soprattutto la società “Meridiana”, proprietaria di questo come di altre decine di appartamenti a Calcinate. Al termine della concitata contrattazione pensavamo di essere riusciti a strappare un accordo soddisfacente che poteva valere anche per altre persone in difficoltà. La proprietà si era resa disponibile a far rimanere la famiglia nell’alloggio in cambio di un contributo economico limitato alle spese condominiali.
Purtroppo ci ha pensato il sindaco di Calcinate a gelare i facili entusiasmi della delegazione sindacale che si è recata in tarda mattinata in Municipio per informare e chiedere l’intervento dell’Amministarzione comunale: il Sindaco ha negato  la possibilità del confronto e non ha voluto nemmeno ascoltare la famiglia sfrattata.
“Siamo allarmati per l’insensibilità del sindaco di Calcinate di fronte alla gravità dell’emergenza sfratti, e informeremo quanto prima il Prefetto di Bergamo perché intervenga sull’Amministrazione comunale di Calcinate”, dichiara Fabio Cochis, segretario dell’Unione Inquilini di Bergamo: “La situazione è assurda e incredibile: registriamo maggiore disponibilità a trovare soluzioni da parte della proprietà edilizia (ma anche delle forze dell’ordine intervenute). Pesano purtroppo sulle persone in difficoltà residenti sul territorio comunale i nefasti risultati di una colpevole ignavia istituzionale. Infatti questa mattina abbiamo scoperto che mentre le famiglie di Calcinate finiscono in strada il sindaco lascia vuoti, privi di assegnazione, alloggi comunali che sarebbero un prezioso strumento per calmierare la difficile situazione sociale. Chiediamo ai Comuni e ai Sindaci di smetterla di alzare le mani dichiarandosi impotenti.  Chiediamo  che Governo, Prefetto ed Enti Locali di fronte all’emergenza casa assumano tutti i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze: il blocco degli sfratti,  l’attuazione della  graduazione degli sfratti (come previsto dalla legge 124 del 2013), l’acquisizione di alloggi sfitti tramite indennizzo, l’utilizzo di edifici pubblici inutilizzati. Tutto quello che si deve fare con prontezza come succede dopo un terremoto!”
(17.02.14 - Unione Inquilini Bergamo)

Cfr. anche L’Eco di Bergamo 18.02.14: qui

Le altre foto di stamattina: qui

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(17.02.14) UNIONE INQUILINI. ENNESIMA FAMIGLIA RISCHIA DI PERDERE LA CASA. FERMIAMO LO SFRATTO

* Lunedì 17 febbraio, dalle ore 8.30, PRESIDIO-ANTISFRATTO a Calcinate, in Via Paolo VI n° 13 (per comunicazioni tel. 339.7728683 - Fabio)

Siamo nel pieno dell’inverno e sono riprese numerose le esecuzione degli sfratti nei confronti di lavoratori e famiglie che a causa della crisi economica non sono più in grado di pagare l’affitto per l’alloggio. Questa volta, il 17 febbraio, tocca ad un non più giovane lavoratore residente in Italia da tantissimi anni. Majid abita a Calcinate con tutta la sua famiglia, la moglie e due figli (rispettivamente di 15, 19 anni). È stato licenziato da tre anni ma prima lavorava come muratore in una azienda edile.
La casa abitata dalla famiglia di Majid appartiene alla grossa agenzia immobiliare, nonché impresa edile, che detiene decine di appartamenti nel Comune di Calcinate (ma non solo).
Majid ha sempre pagato regolarmente l’affitto senza chiedere mai aiuto al comune. Ora che ha veramente bisogno di aiuto l’Amministrazione comunale gli ha negato qualsiasi sostegno a causa della presunta mancanza di fondi. Ora il cinquantenne rischia di essere costretto ad abbandonare la casa in cui abita insieme alla sua famiglia.
L’Unione Inquilini di Bergamo non se la sente di lasciare nella solitudine una famiglia in difficoltà economica. Come scudi umani gli attivisti del sindacato porteranno la loro solidarietà e si opporranno all’esecuzione dello sfratto. Invitiamo tutti i cittadini democratici e solidali al presidio indetto davanti al condominio dove abita Majid, a Calcinate in Via Paolo VI n° 13, dalle ore 8.30 di lunedi 17 febbraio per chiedere che venga sospesa l’esecuzione dello sfratto.
Vogliamo denunciare l’insensibilità dell’Amministrazione comunale. Quanto alla Prefettura di Bergamo chiediamo che esca dall’immobilismo e attui quanto previsto dalla legge 124 del 2013 in materia di graduazione degli sfratti. (16.02.14 - Unione Inquilini Bergamo)

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(14.02.14) A SINISTRA - PER UN’ALTRA EUROPA. ISCRIZIONI ALLA “LISTA TSIPRAS” PER PARTECIPARE ALLE CONSULTAZIONI

*ISCRIVERSI  alla “Lista Tsipras” per partecipare alla prima delle consultazioni per costruire la lista della sinistra alle prossime elezioni europee

Pubblichiamo l”indirizzo del sito a cui iscriversi come sostenitori della “lista Tsipras” entro le ore 18 di domenica 16 febbraio. L’iscrizione è indispensabile per partecipare alle consultazioni on line in cui si assumeranno le decisioni sulla lista, a partire dal nome e dal simbolo elettorale. La registrazione è sul sito: http://listatsipras.eu/, clicca “Partecipa”, segui le indicazioni e compila il form in basso alla pagina listatsipras.eu/la-consultazione.html


(15-17.02.14) PRIMA CONSULTAZIONE: PER DECIDERE NOME E SIMBOLO DELLA LISTA

Da sabato 15 febbraio alle ore 10, fino a lunedì 17 febbraio alle 18, ci sarà la prima consultazione sulla scelta del nome e del simbolo. Gli iscritti a http:/listatsipras.eu potranno esprimere la preferenza fra quattro alternative: 1) L’altra Europa con Tsipras, 2) Cambiamo l’Europa con Tsipras, 3) Con Tsipras riprendiamoci l’Europa, 4) Con Tsipras Risorgimento Europeo. Per noi “L’altra Europa con Tsipras” sembra il più efficace e anche il più bello. Per comunicazioni: tel. 338.9759975 (maurizio)


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