(24.12.13) ALTERNAINSIEME.NET FOTOGRAFIE 2013

E’ passato in fretta anche questo 2013. La crisi però non è affatto passata, anche se qualcuno è ancora convinto che basta aspettare come fosse un temporale che poi finisce. In realtà la crisi non passa proprio perché in troppi stanno solo ad aspettare e non si ribellano alle politiche che producono crisi e che fanno i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.  Speriamo che nel prossimo 2014 l’aria cambi. Noi ce l’abbiamo messa tutta nel 2013 e intendiamo continuare anche nel prossimo anno. Cogliamo in ogni caso l’occasione per augurare un “BUON 2014″ a tutte e tutti.

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Cfr. anche: San Paolo d’Argon-Avvenimenti: qui e San Paolo d’Argon-Paesaggi: qui


(24.12.13) OMICIDIO CANTAMESSA/BALDEV. LE INDAGINI ORA VERTONO SUL RACKET DEL CAPORALATO

Dopo i fatti di Chiuduno della sera dell’8 settembre scorso, in cui persero la vita un immigrato indiano, Kumar Baldev, ed Eleonora Cantamessa, la dottoressa di Trescore Balneario che si era fermata per soccorrerlo, diverse erano state le voci che avevano indicato il racket del caporalato come il possibile movente della rissa all’origine del duplice omicidio. Secondo quanto riportato oggi da L’Eco di Bergamo (cfr. qui), la pista del caporalato sembrerebbe avere trovato credito anche in campo investigativo a riguardo delle indagini sulla tragica vicenda di Chiuduno. Già ad ottobre la Cgil di Bergamo aveva lanciato l’allarme parlando dei “recenti dolorosi fatti di cronaca” che avevano messo in luce come in alcuni comparti lavorativi sia diffusa, anche nel nostro territorio, la pratica del caporalato e come i lavoratori migranti siano costretti a pagare tangenti per poter accedere ad un posto di lavoro”. Francesca Seghezzi, segretaria del sindacato di categoria Flai/Cgil, aveva, ancor più esplicitamente, indicato come “prioritario” che “nelle vicende legate all’omicidio della dottoressa Eleonora Cantamessa e di Kumar Baldev, avvenuti lo scorso mese a Chiuduno, si proseguano le indagini anche sul filone legato al mercato del lavoro.” (cfr. qui) Che il caporalato nella nostra zona sia particolarmente diffuso, e non solo nel comparto dell’agroindustria, è noto da tempo, tanto che Tg2 Dossier (marzo 2007) girò un servizio in Via Lioni a San Paolo d’Argon fra le decine e decine di lavoratori immigrati dell’edilizia che aspettavano, al mattino presto presto, di essere “presi” dalle imprese o dai caporali. Sia l’indiano morto a Chiuduno sia il fratello della vittima, principale indiziato nell’inchiesta, lavoravano entrambi presso Agronomia di via Puccini a San Paolo d’Argon, azienda specializzata nella produzione di insalate di IV gamma.