(29-30.12.13) LAGO DI TOBLINO (tn) E ALTRO

Ancora i depliant turistici locali ricordano che dal lago di Toblino e dal suo incantevole castello passò  Franz Kafka, nel settembre 1909. “Una fotografia - scrive infatti l’amico e poi (discusso) biografo Max Brod - presenta Franz sotto gli archi di Castel Toblino, un’altra lo mostra seduto insieme con mio fratello su una lastra di marmo tra la selvaggia vegetazione della sponda”. (M. Brod, Franz Kafka, traduzione E. Pocar, pagina 92 nell’edizione Oscar Mondadori del 1978). Pochi giorni dopo Kafka partecipò al primo convegno aviatorio italiano, tenutosi a Montichiari, e scrisse “Gli aeroplani a Brescia”, testo bellisssimo che ho sempre associato a “Il teatro naturale di Oklahoma”, l’ultimo stupendo capitolo dell’incompiuto romanzo “America”. (mm)

ARCO, TOBLINO, CAVEDINE - ALTRE FOTO: QUI


(28.12.13) DIRITTO ALLA CASA IL GOVERNO NEGA LA PROROGA DEGLI SFRATTI. FERMIAMOLI CON LA DISOBBEDIENZA CIVILE!

* Dichiarazione di Walter de Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini

UN GOVERNO CRUDELE, CINICO E BUGIARDO NEGA LA PROROGA DEGLI SFRATTI PER MOROSITA’ INCOLPEVOLE E FA UNA MINI PROROGA, DI SEI MESI, PER FAMIGLIE POVERE E CON ANZIANI, MINORI, PORTATORI DI HANDICAP, MALATI TERMINALI CON SFRATTO PER FINITA LOCAZIONE ..
A QUESTO PUNTO, LE PAROLE NON SERVONO PIU’: IN ATTESA CHE IL PARLAMENTO ELIMINI QUESTA CRUDELTA’ SOCIALE, IMPEDIREMO GLI SFRATTI PER MOROSITA’ INCOLPEVOLE E PER FINITA LOCAZIONE AI DANNI DEI SOGGETTI DEBOLI CON LA DISOBBEDIENZA CIVILE.

“Credevamo che non si arrivasse a questo punto ma il peso delle lobbies del mattone conta di più anche del semplice buon senso.
Il governo ha mostrato tutta la sua crudeltà sociale: da gennaio e per soli sei mesi solo le famiglie che hanno uno sfratto per finita locazione, cioè che pagano regolarmente l’affitto e il cui proprietario non ha bisogno dell’alloggio, che hanno redditi bassi e al loro interno anziani, malati terminali, portatori di handicap grave e minori, potranno usufruire della proroga. Questo il risultato minimale di un braccio di ferro che ha visto impegnata, ieri, l’Unione Inquilini nei confronti del Governo. Non si tratta di altro che di miopia sociale, etica e politica, da parte di Ministri che, come sepolcri imbiancati, la domenica plaudono alle omelie del Pontefice che parla di garantire una casa a tutti e poi, nei giorni feriali, si comportano al contrario. Il governo si dimostra anche cinico perché, invece di affrontare i problemi al suo interno e assumersi la responsabilità, la scarica sul Parlamento che deve convertire il decreto. Infine, il governo si dimostra bugiardo in quanto solo 6 giorni fa aveva accolto due ordini del giorno, uno del PD e uno di SEL, che lo impegnava a varare la proroga degli sfratti in vigore e a valutare la possibilità di estenderla alla morosità incolpevole, responsabile del 90% delle nuove sentenze di sfratto. Non abbiamo parole per esprimere la repulsa, anche morale, di questo atto inciviltà sociale e politica che chiude gli occhi di fronte al fatto incontrovertibile, ammesso dai sindaci medesimi, che i comuni non hanno possibilità di fornire alloggi alternativi alle vittime degli sfratti ed in particolare al 90% di questi per morosità incolpevole. A questo punto, non ci rimane che l’arma estrema della disobbedienza civile. Come scudi umani contro gli sfratti, impediremo fisicamente l’esecuzione degli sfratti ai danni dei soggetti deboli in mancanza di soluzione alternativa. Invitiamo associazioni, sindacati, movimenti, comitati a formare catene umane di volontari che, assieme agli sfrattati, città per città, agiscano come una “croce rossa” per impedire che nuclei familiari vengano gettati nelle strade o smembrati.
Al Parlamento, infine, la responsabilità di inserire una modifica che sani questo crimine sociale. Ci rivolgiamo anche ai Prefetti di tutta Italia affinché, attuino quanto previsto dalla legge 124 del 2013 in materia di graduazione degli sfratti, almeno nelle more della conversione in legge del decreto, venga sospesa la concessione della forza pubblica in tutte le province e nei comuni ad alta tensione abitativa.” (W. de Cesaris, Unione Inquilini, 27.12.13)

Sfratti, le nostre precedenti info: qui


(24.12.13) ALTERNAINSIEME.NET FOTOGRAFIE 2013

E’ passato in fretta anche questo 2013. La crisi però non è affatto passata, anche se qualcuno è ancora convinto che basta aspettare come fosse un temporale che poi finisce. In realtà la crisi non passa proprio perché in troppi stanno solo ad aspettare e non si ribellano alle politiche che producono crisi e che fanno i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.  Speriamo che nel prossimo 2014 l’aria cambi. Noi ce l’abbiamo messa tutta nel 2013 e intendiamo continuare anche nel prossimo anno. Cogliamo in ogni caso l’occasione per augurare un “BUON 2014″ a tutte e tutti.

Alternainsieme net: FOTO 2013

Cfr. anche: San Paolo d’Argon-Avvenimenti: qui e San Paolo d’Argon-Paesaggi: qui


(24.12.13) OMICIDIO CANTAMESSA/BALDEV. LE INDAGINI ORA VERTONO SUL RACKET DEL CAPORALATO

Dopo i fatti di Chiuduno della sera dell’8 settembre scorso, in cui persero la vita un immigrato indiano, Kumar Baldev, ed Eleonora Cantamessa, la dottoressa di Trescore Balneario che si era fermata per soccorrerlo, diverse erano state le voci che avevano indicato il racket del caporalato come il possibile movente della rissa all’origine del duplice omicidio. Secondo quanto riportato oggi da L’Eco di Bergamo (cfr. qui), la pista del caporalato sembrerebbe avere trovato credito anche in campo investigativo a riguardo delle indagini sulla tragica vicenda di Chiuduno. Già ad ottobre la Cgil di Bergamo aveva lanciato l’allarme parlando dei “recenti dolorosi fatti di cronaca” che avevano messo in luce come in alcuni comparti lavorativi sia diffusa, anche nel nostro territorio, la pratica del caporalato e come i lavoratori migranti siano costretti a pagare tangenti per poter accedere ad un posto di lavoro”. Francesca Seghezzi, segretaria del sindacato di categoria Flai/Cgil, aveva, ancor più esplicitamente, indicato come “prioritario” che “nelle vicende legate all’omicidio della dottoressa Eleonora Cantamessa e di Kumar Baldev, avvenuti lo scorso mese a Chiuduno, si proseguano le indagini anche sul filone legato al mercato del lavoro.” (cfr. qui) Che il caporalato nella nostra zona sia particolarmente diffuso, e non solo nel comparto dell’agroindustria, è noto da tempo, tanto che Tg2 Dossier (marzo 2007) girò un servizio in Via Lioni a San Paolo d’Argon fra le decine e decine di lavoratori immigrati dell’edilizia che aspettavano, al mattino presto presto, di essere “presi” dalle imprese o dai caporali. Sia l’indiano morto a Chiuduno sia il fratello della vittima, principale indiziato nell’inchiesta, lavoravano entrambi presso Agronomia di via Puccini a San Paolo d’Argon, azienda specializzata nella produzione di insalate di IV gamma.


(23.12.13) SAN PAOLO D’ARGON. ARRIVA DAL LIBANO IL PIANO DI RILANCIO DEL GRUPPO LEDIBERG

Nelle scorse settimane per la Lediberg, cioè la più importante azienda presente nel nostro comune e leader nei settori cartotecnico e grafico, è stato raggiunto l’accordo per la ristrutturazione del debito, presentato, sulla base dell’articolo 182 bis della Legge fallimentare, al Tribunale di Bergamo per l’omologa.
All’origine del debito ci sarebbe la crisi del 2008 intervenuta proprio mentre era in corso un piano di investimenti.
Dopo mesi di trattative le banche finanziatrici, tra cui Intesa San Paolo e Unicredit seguite da Mps, Bnl, Natixis e Ihb, hannocosì accettato l’offerta presentata da un gruppo di investitori libanesi affiancati da un pool di investitori privati bergamaschi. Investitori (circa otto) che faranno ora da nuovo punto di riferimento mentre la famiglia Castelli resterà con una quota di minoranza.
Attraverso questa operazione la Lediberg potrà introitare 60 milioni, con 5 milioni di nuovi investimenti, abbattendo il debito finanziario da 140 a 85 milioni, che saranno spalmati su un periodo di 8 anni, con tre anni di moratoria sul capitale. Fornitori e altri creditori, incluse le banche finanziatrici a breve termine, non saranno coinvolti nella ristrutturazione e i loro crediti verranno integralmente onorati. L’attività industriale risulterebbe in buona salute con un fatturato consolidato oltre i 160 milioni di euro (gli occupati a San Paolo d’Argon e in bergamasca sono circa 700, mentre il totale dei dipendenti è di 1600 unità)
Il gruppo Lediberg ha sette stabilimenti (quattro in Italia, uno in Germania, Brasile e Romania) e produce agende datate e non, ma è anche attiva nella stampa commerciale e di pregio con la controllata Castelli Bolis Poligrafiche Spa mentre con il brand Nazareno Gabrielli produce accessori in pelle. Cfr. L’Eco di Bergamo 15.11.13: qui; Stampamedia.net 18.12.13: qui)

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(23.12.13) MEDIA VALCAVALLINA. IL 2 FEBBRAIO 2014 IL REFERENDUM CONSULTIVO PER LA FUSIONE DEI COMUNI DI BORGO DI TERZO, LUZZANA E VIGANO SAN MARTINO

Alla fine la Regione ha deciso di avviare a fusione dei tre comuni che fanno già parte dell’Unione della Media Valcavallina, con legge regionale, “dall’alto”, stabilendo per il 2 febbraio prossimo la data del referendum, a cui saranno chiamati a votare tutti i cittadini di Vigano San Martino, Borgo di Terzo e Luzzana. Un referendum solo consultivo dopo il quale sarà comunque ancora la Regione a tirare le somme. Lo schieramento del SI, che in sede locale fa capo soprattutto all’area governativa delle “larghe intese”, è già partito con la propria campagna annunciando tre assemblee, una per ogni comune, nel mese di gennaio. (cfr. Araberara 20.12.13: qui) Intanto la Lega Nord, che in Regione si è schierata a favore della fusione dall’alto malgrado la contrarietà di una delle amministrazioni coinvolte, quella di Borgo di Terzo, in sede locale preferisce non prendere posizione in vista del referendum, annunciando la libertà di voto per i propri adepti. (cfr. Araberara 20.12.13: qui)

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(22.12.13) LOVERE. 70° ANNIVERSARIO DELLA FUCILAZIONE DEI “TREDICI MARTIRI”

* Lovere, domenica 22 dicembre, CORTEO COMMEMORATIVO

“Nel 70° Annivesario della fucilazione si ricordano i TREDICI MARTIRI Francesco Bessi, Giulio Buffoli, Salvatore Conti, Andrea Guizzetti, Eraldo Locardi, Vittorio Lorenzini, Guglielmo Macario, Giovanni Moioli, Luca Nitckisc, Ivan Piana, Giuseppe Ravelli, Mario Tognetti e Giovanni Vender. Con loro saranno ricordati i Caduti loveresi della Resistenza Pietro Caminada, Luigi Caroli, Pietro Ghedini, Francesco Petenzi e Francesco Tarzia. Domenica 22 dicembre 2013, corteo commemorativo. Programma:
ore 8.30: Santa messa nella Chiesa di San Giorgio
ore 9.45: Raduno dei partecipanti in Piazza Tredici Martiri. I rappresentanti delle Amministrazionie delle Associazioni sono invitati a presenziare con i loro gonfaloni. Deposizione di corona al Monumento dedicato ai Tredici Martiri. Corrteo e sfilata per le vie cittadine con deposizione di corona d’alloro in Piazza Tredici Martiri, al Monumento di piazza Vittorio Emanuele II.
Ore 11.00: Arrivo al cimitero. Deposizione di corona d’alloro al Monumento dei fratelli Pellegrini e dei Tredici Martiri. Intervento del Sindaco di Lovere. Intervento conclusivo a cura di Tullio Montagna – Presidente ANPI regionale. (il Presidente Anpi zonale Giorgio Faccardi, Il Sindaco di Lovere, Dott. Giovanni Guizzetti)


(16.12.13) CRISI. I COMUNI BERGAMASCHI TASSANO DI PIU’, SPENDONO DI MENO E PER IL SOCIALE ADDIRITTURA TAGLIANO. ALTRO CHE BALLE!

Quando - come Unione Inquilini - chiediamo ai comuni di intervenire per aiutare le famiglie sfrattate, la riposta che ci viene data puntualmente è che non hanno risorse sufficienti per far fronte ai nuovi problemi posti dalla crisi economica. Tutto questo sembra smentito dai dati diffusi dalla Cgil di Bergamo, che ha condotto - tramite l’Ires Morosini - sui bilanci di previsione dei comuni negli ultimi anni. Le spese (correnti) per i servizi sociali tra il 2009 e il 2012 in bergamasca sono diminuite del 2.10% (-7.3% nel comune di Bergamo) a fronte di una media regionale ferma a - 1.10%. Dovremmo attenderci che tale diminuzione sia stata determinata dal crollo delle entrate, ma non è così. Infatti le entrate correnti in questi tre anni nei comuni bergamaschi sono cresciute del 7.7% (+ 11,6% a Bergamo città). Così pertanto conclude Gianni Peracchi, segretario provinciale Spi-Cgil: “Aumentano le entrate correnti, aumentano ma di poco le spese correnti, anzi in misura assai inferiore, al di sotto dell’inflazione se si scorporano i dati del Comune capoluogo. Soprattutto però diminuiscono le spese per il sociale e considerando quelle pro-capite la nostra provincia si trova al penultimo posto in regione”. C’è pertanto un’altissima probabilità che quando un sindaco e un assessore ci dicono che non hanno risorse per aiutare una famiglia sfrattata stiano semplicemente contando balle! (cfr. L’Eco di Bergamo 14.12.13: qui)

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(15.12.13) SAN PAOLO D’ARGON. PERCHE’ NON SIAMO ANDATI IN STRADA CON I FORCONI

Continua la mobilitazione dei cosiddetti forconi, il movimento esploso in queste ultime settimane prenatalizie, suscitando consensi vivaci e altrettanto vivaci discussioni.
Si tratta di un movimento - come tutti i movimenti - certamente eterogeneo, ma non crediamo di sbagliare se individuiamo nella piccola borghesia produttiva il nucleo egemone. Sono quei soggetti sociali che nei decenni scorsi sono cresciuti con le partite iva, quando si inneggiava al liberismo e al piccolo è bello: una middle class a cui sembrava facile potersi arricchire, attraverso il lavoro autonomo o la mini impresa, tra tanto lavoro nero e non poca evasione fiscale. Con la crisi economica - siamo ormai al quinto anno - le fortune di queste categorie sono crollate verticalmente. Ci pare così di cogliere in tre
punti gli obiettivi del movimento.
Il primo è quello della rivolta antifiscale, di fronte a tasse, sistemi di riscossione e more aggiuntive (Equitalia) che hanno contribuito in modo selvaggio a falcidiare redditi, a far chiudere attività, a gettare sul lastrico tante piccole imprese.
Il secondo è quello dell’uscita dall’euro, dal momento che - dopo i vantaggi iniziali conseguiti da alcune categorie di reddito - da diversi anni a questa parte, l’Europa e la moneta unica sono ora viste - correttamente - come un cappio nelle mani della finanza internazionale.
E il terzo tema, infine, è la polemica contro la casta, che non a caso proprio con gli ultimi governi ha dato la peggior prova di sé.
Nulla di particolarmente nuovo né tantomeno di originale, dal momento che da tempo questi temi hanno già scaldato soprattutto gli animi di elettori leghisti, berlusconiani o grillini, i quali ora si sentono delusi da vecchie promesse e scendono in piazza, peraltro mostrando di essere in buona misura sincronizzati col peggio del peggio della destra fascista, nazista e razzista.
L’impressione nostra è che gli obiettivi prima descritti siano di per sé tremendamente ambigui.
Rivolta fiscale per chiedere un fisco più giusto (pagare meno - pagare tutti; chi più ha più paghi e chi meno ha meno paghi) o semplicemente per non pagare più niente e affossare così definitivamente lo stato sociale già pesantemente colpito in questi anni?
Fuori dall’Euro e dall’Europa per poter attuare trasformazioni strutturali a difesa del lavoro e della giustizia sociale o semplicemente per permettere a qualcuno di vivacchiare ancora di speculazioni grandi e piccole, sotto un protezionismo d’accatto e lasciando le cose come stanno in quanto a giustizia sociale e distribuzione del reddito fra ricchi e poveri?
Infine contro la casta per rendere trasparente e partecipato il potere politico o invece per affossare il sistema democratico già seriamente deteriorato?
Ci par di capire che finora i “forconi” non abbiano ancora trovato il modo di sciogliere questi nodi, anzi! E per questo sono già pronte le manovre per cavalcare il movimento e poter così spostare ancora più a destra l’asse politico del nostro Paese: il che è proprio quello che vogliono i poteri forti di banche, finanza e capitale in genere.
Non a caso polizia e carabinieri - sulla base peraltro di precise direttive governative - continuano a mostrare benevola attenzione nei loro confronti, mentre gli studenti, in lotta per la difesa del diritto allo studio, o i valsusini No Tav, che si battono contro un’opera devastante e inutile, vengono sistematicamente massacrati e denunciati. (Alternainsieme.net, San Paolo d’Argon, 15.12.13)


(14.12.13) ZINGONIA. ASSEMBLEA PUBBLICA: CONTRO L’ABBATTIMENTO DELLE TORRI E PER IL DIRITTO ALLA CASA. PER UNA RI-QUALIFICAZIONE ALTERNATIVA

* Sabato 14 dicembre, ore 16.00-19.00, presso la Sala Civica di Piazza della Pace, Ciserano-Zingonia (bg)

Intervengono: Alessandro DAL LAGO (sociologo, già preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova, scrive su “Il Manifesto”); Luciano MUHLBAUER (già Consigliere regionale per Rifondazione Comunista, collaboratore di riviste on line “Milano X” e “Milano in Movimento”); Abdou Samath KAMA e Claudio CERUTI (portavoce del Comitato Residenti delle “Torri” di Zingonia); Luca BERTOLINO (Associazione “Razzismo Stop” e portavoce della lotta per il superamento del ghetto di Via Anelli); Umberto GOBBI (Associazione “Diritti per Tutti” e portavoce della lotta contro l’abbattimento dei palazzi denominati “Torri” di San Polo a Brescia)

Conclude: Francesco MACARIO (già Assessore alla casa per il Comune di Bergamo, segretario provinciale Rifondazione Comunista)

A cura di: Rifondazione Comunista – Federazione provinciale di Bergamo e Circolo di Zingonia

(14.12.13) CISERANO. FOTO DALL’ASSEMBLEA: QUI

Volantino: fronte/retro - Zingonia, le nostre precedenti info: qui


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