(17.11.13) BORGO DI TERZO. IX CONGRESSO DEL CIRCOLO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DELLA VALCAVALLINA

* Domenica 17 novembre, dalle ore 9.oo, presso Casa Zinetti, a Borgo di Terzo via Roma 25/27

* Orario indicativo delle votazioni: ore 11.30 - 12.30

Tutti i materiali congressuali sono reperibili in www.rifondazione.it. I materiali in formato cartaceo potranno essere ritirati nell’incontro - sui temi del congresso e della fase politica nazionale e locale - aperto a tutti gli iscritti e simpatizzanti che è stato indetto per giovedì 7 novembre, alle ore 21.00 presso la sede di Rifondazione Comunista a Borgo di Terzo, in via Rivolta 1, oppure telefonare al segretario del Circolo Tiziano Ghidelli (tel. 3498782624).

(17.11.13) BORGO DI TERZO. CONGRESSO CIRCOLO RIFONDAZIONE COMUNISTA DELLA VALCAVALLINA

Risultati. Il documento 1 è stato sottoscritto da 21 iscritte/i; il documento 2 da 4 iscritte/i; il documento 3 da 1 iscritto. Approvato anche l’emendamento Mainardi e altri alla tesi 18 del documento 1. Quattro le/i delegate/i espressi - tutti del documento 1 - al congresso provinciale che si terrà sabato 23 e domenica 24 novembre presso la Sala del Mutuo Soccorso in via Zambonate 33 a Bergamo.

Foto del congresso: qui


(19.11.13) MORNICO AL SERIO. PRESIDIO PER BLOCCARE TUTTI GLI SFRATTI

* Martedì 19 novembre, dalle ore 8.30, PRESIDIO ANTISFRATTO a Mornico al Serio, Via Mazzini 16

Lo scorso martedì 22 ottobre l’ufficiale giudiziario si era presentato presso l’abitazione di Rosario nel comune di Mornico (bg). La mobilitazione di solidarietà, promossa dal Unione Inquilini, aveva ottenuto il risultato di rimandare l’esecuzione.
Rosario è un camionista disoccupato, la moglie è invalida al 100% e i figli sono alle prese con la persistente precarietà lavorativa.
L’esecuzione dello sfratto per morosità è prevista per il prossimo martedì 19 novembre. Gli incontri che la delegazione dell’Unione Inquilini ha avuto con il sindaco di Mornico non hanno sortito alcun risultato almeno fino ad oggi. Il sindaco, alla guida una giunta monocolore Lega Nord, sta dimostrando insensibilità anche di fronte alla sofferenza di una famiglia bergamasca.
Nel frattempo però il governo ha approvato, nel decreto legge 102/2013 sull’IMU, l’articolo 6 che dà competenza ai Prefetti di graduare l’esecuzione degli sfratti e chiede ai Comuni di costituire delle commissioni per offrire un sostegno, soprattutto quando sono coinvolte famiglie con minori, anziani o invalidi. Anche a seguito di questa novità, ora il Prefetto di Bergamo e il sindaco avrebbero tutti gli strumenti per intervenire, per fermare e rinviare questo sfratto, come tutti gli altri.
I governi (intendendo anche quelli regionali e i comuni) sono posti di fronte alla responsabilità di dover fornire delle risposte. La manifestazione nazionale del 19 ottobre, con il protagonismo dei movimenti dell’abitare, è stato un appuntamento importantissimo per la lotta in difesa del diritto alla casa.
L’Unione Inquilini intende ora rilanciare con una manifestazione per chiedere ai Sindaci, a partire proprio da quello di Mornico, e alla Prefettura di Bergamo di compiere scelte coraggiose che la legge oggi ha precisato. Chiediamo una proroga di tutti gli sfratti per l’avvio di una nuova politica sociale che permetta di dare casa a chi non c’è l’ha e il passaggio da casa a casa per chi è sotto sfratto.
Per questo, anche in questa occasione, gli attivisti anti-sfratto martedì 19 novembre, dalle ore 8.30, presidieranno la casa della famiglia di Rosario a Mornico al Serio, in via Mazzini 16, per evitare che venga gettata per strada. (Per comunicazioni, tel 339.7728683, Fabio Cochis)

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(11.11.13) BRESCIA. PROVOCAZIONI FASCISTE NELLA CITTA’ DELLA STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA

Riceviamo e diffondiamo:

Sabato 9 novembre 2013 si è svolto il presidio sotto la Prefettura organizzato dal Centro Sociale 28 maggio di Rovato, dal Partito della Rifondazione Comunista e dai Cittadini per la Costituzione di San Vigilio - Concesio.
Abbiamo presentato un esposto al Prefetto per chiedere la chiusura di tutti i covi fascisti sul nostro territorio dopo: il “Sabato Fascista” organizzato da Casa Pound a San Vigilio, il presidio di Forza Nuova per “festeggiare” a suo modo le 363 vittime della strage di Lampedusa al crocevia di Sarezzo, i gravi attentati alla sede di Rifondazione Comunista di Lonato e al Centro Sociale 28 maggio di Rovato, le ripetute provocazioni al quartiere Carmine di Brescia.
Il clima di tensione latente si è accentuato quando abbiamo pubblicizzato il presidio su facebook; sui social network sono infatti comparse ripetute minacce, insulti e inviti ai camerati alla partecipazione al nostro presidio con i sampietrini.
Nella notte antecedente il presidio sono comparsi nel quartiere Carmine e nei pressi del luogo del presidio volantini oltraggiosi sempre riconducibili ai fascisti, tutto questo a dimostrazione che l’allerta che abbiamo voluto lanciare con il nostro esposto al Prefetto è legittima e oltremodo urgente.
Questo clima di tensione evidente avrebbe dovuto allertare le forze dell’ordine, che invece non sono state in grado di gestire le ripetute provocazioni dei nazifascisti presenti da ore nelle vicinanze del luogo del presidio e durante il suo svolgimento.
La questura non ha pensato che fosse utile isolare questi soggetti per renderli inoffensivi, creando i presupposti di una provocazione che ha generato un contatto che poteva essere evitato.
L’intervento tardivo e inefficiente della Celere ancora una volta si è scatenato contro i compagni e le compagne del presidio che tentavano di evitare un inasprimento della situazione.
Una nostra compagna è stata brutalmente manganellata sulla fronte, riportando un grosso ematoma e la rottura degli occhiali che fortunatamente non le ha lesionato gli occhi.
L’impressione che abbiamo è che lo scontro, chiaramente prevedibile, era auspicato per mettere in ombra e ridurre mediaticamente la nostra azione politica antifascista, azione che con l’esposto al Prefetto chiede un’urgente presa di posizione della massima autorità di Governo del territorio sul tema del rispetto della nostra Costituzione “senza se e senza ma”, come scritto nella copertina dell’esposto stesso:
Brescia, mortalmente colpita con la strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974, chiede ancora che ai suoi morti venga data verità e giustizia. Pertanto non possiamo tollerare che formazioni di chiara ispirazione fascista siano presenti sul nostro territorio promuovendo come da sempre POLITICHE DELL’ODIO NEI PERIODI DI CRISI! A BRESCIA : IN FONDO A DESTRA dobbiamo avere solo serrande chiuse!!! (Brescia, 10 novembre 2013, Centro Sociale 28 maggio, Rifondazione Comunista, Cittadini per la Costituzione di S.Vigilio-Concesio)


(09.11.13) ALBANO S.A. FOTO DAL MATRIMONIO DI NAWAL E FABIO: QUI

(16.11.13) NO TAV. IL 16 NOVEMBRE IN VALSUSA: ROMPIAMO LO STATO D’ASSEDIO

A stigmatizzare l’idea che lo Stato ha della Valsusa ci ha pensato Claudio Graziano, capo di stato maggiore dell’Esercito, in una recente intervista rilasciata a un quotidiano torinese. Il capo di stato maggiore parla della recente missione di quattrocento militari destinati alla Valsusa, quattrocento militari e più armati di tutto punto, dislocati in una valle che protesta contro il cantiere dell’alta velocità Torino Lione: “Sono tutti uomini di grande esperienza che hanno prestato servizio all’estero, in Afghanistan, in altri scenari internazionali”, dichiara il generale, uomini che assumono “funzioni di polizia giudiziaria” in un’area della Valsusa che è stata dichiarata di “interesse strategico nazionale”. Se all’Esercito aggiungiamo le forze di polizia, carabinieri, guardia di finanza mille sono le unità di stanza in Valsusa con un costo di mantenimento di circa 100 mila euro al giorno. In pratica siamo ad una vera e propria occupazione militare di una parte di territorio italiano. Territorio nemico di una idea di progresso ad alta voracità.

Questa idea di progresso ruota intorno a un giro di affari colossale. Insieme a un nuovo tracciato ferroviario si tratta di scavare 50 chilometri sotto il Moncenisio. Poco importa se l’opera è costosissima, distruttiva ed anche totalmente inutile visto che la sua realizzazione avverrebbe doppiando una linea ferroviaria internazionale, sottoutlizzata, che c’è già. Poco importa di un’opera insostenibile alla luce di qualsiasi valutazione costi/benefici, opera divenuta ancor di più scandalosa dal momento in cui la crisi viene usata per tagliare welfare, pensioni, redditi, sanità pubblica, scuola pubblica, servizi vari. Il fatto è che siamo in piena recessione economica, vanno create nuove occasioni di profitto, costi quel che costi.

Ciò spiega perché in Valsusa, abbandonata da tempo ogni parvenza di dialogo e democrazia, è scontro frontale. Nessun confronto con i sindaci e gli innumerevoli studiosi ed esperti sostenitori della insensatezza del Tav, figuriamoci se vale la pena stare a sentire la protesta dei cittadini. La parola d’ordine che percorre i Palazzi del potere è repressione e denigrazione. Balza in primo piano l’operato degli apparati giudiziari, di polizia e di organi di informazione interpreti fedeli di una legalità illegale - quella della distruzione del territorio, dello spepero di risorse pubbliche, delle zone rosse attorno ai cantieri Tav - decretata da una politica legata a un vecchio modello di sviluppo, nel peggiore dei casi collusa in affari con il mondo delle imprese e delle banche. Il fatto straordinario in Valsusa è che questo vissuto di espropriazione si traduce e si esprime in uno straordinario senso di appartenenza, di legame sociale, di solidarietà diffusa, di protagonismo conflittuale. per il governo, i poteri forti una cosa assolutamente intollerabile.

Il salto di qualità col quale si è cercato di determinare un punto di svolta in termini di repressione e di assoggettamento di una comunità indomita lo si è visto negli ultimi mesi: un crescendo parossistico di arresti, perquisizioni, avvisi di garanzia, fogli di via e soprattutto tanto fango. L’idea diffusa a piene mani è che incendi di macchinari vari, spesso obsoleti e fuori uso, nella presidiatissima area del cantiere, così come la messa in circolazione di strane e provocatorie lettere minatorie per forza di cose sono opera di No Tav. Colpevoli a prescindere. Nessun dubbio su provocazioni e depistaggi vari. Miopia allo stato puro. Persino il Presidente della Repubblica non si è sottratto alla sequela di posizioni aprioristiche. Intanto continuano le provocazioni, le minacce e gli attentati contro gli attivisti e i presidi No Tav, ma queste sono altre storie, storie minori - di mezzo ci sono dei rompiscatole, non imprese, non interessi affaristici, non potentati vari - a cui è bene non dare troppo risalto. Chissà perché in questi casi i colpevoli non si trovano mai.

Il 16 novembre i valsusini torneranno in piazza per manifestare “contro la distruzione e l’occupazione militare della Valle, per dire no al furto di denaro pubblico”. Non solo una manifestazione per dire di una opposizione, di una resistenza coriacea ma per affermare con forza la necessità di una diversa politica di equità, di giustizia, di sviluppo: “per un lavoro utile e dignitoso, per ospedali, scuole e trasporti efficienti, per la cura del territorio”. Ancora una volta sarà una dimostrazione di grande dignità e di grande determinazione di una comunità che non intende essere calpestata, vivere in stato di assedio, trattata alla stregua di una colonia; di una comunità che non intende subire passivamente la violazione di alcuni diritti fondamentali alla salute, all’ambiente, alla partecipazione democratica su scelte che riguardano il proprio territorio.

Intorno a questa comunità indomita, diventata riferimento per le lotte in tutta Italia, occorre continuare a tessere una rete di sostegno e solidarietà. Rifondazione Comunista in questo farà la sua parte. Ne va non solo della Valsusa ma delle lotte e delle speranze di cambiamento che sono presenti in questo momento in tutto il Paese. (Ezio Locatelli, segretario Prc Torino - in www.liberazione.it- 08.11.13)

* No Tav. Le nostre precedenti info: qui


(06.11.13) NEMBRO. SFRATTATA CON DUE FIGLI. NUOVO ALLOGGIO A NEMBRO

di Francesco Lamberini (L’Eco di Bergamo.06.11.13)

NEMBRO. Epilogo a lieto fine, ieri, per la vicenda della mamma con due figli residenti a Nembro che hanno rischiato di trovarsi senza un tetto a seguito di sfratto esecutivo.

Ieri hanno lasciato l’appartamento di via Sora per trasferirsi in un alloggio provvisorio trovato dal Comune. Tra qualeche settimana, inoltre, potranno insediarsi in maniera stabile in un’altra casa reperita grazie all’interessamento dell’Unione Inquilini di Bergamo e dell’associazione “Diamo una mano”. L’ufficiale giudiziario si era presentato nella casa di Angela già il 18 sttembre per eseguire lo sfratto, poi spostato di un mese e nuovamente rinviato, in parte per le condizioniin cui versa la famiglia. Angela, infatti, percepisce solo una pensione di invalidità in quanto malata, ha una figlia affetta da sindrome di Down e un figlio minorenne. Ma il rinvio dello sfratto si eve anche alle buone prospettive di ricollocazione della famiglia emerse di recente: “Determinante è risultato l’intervento del Comune - ha confermato il segretario dell’Unione Inquilini Fabio Cochis - che ha messo a disposizione l’alloggio di una associazione che si occupa di minori. Nel frattempo anche noi abbiamo individuato unanuova sistemazione. Il canone d’affitto è alla portata dells ignora e riteniamo possa traslocare a breve nell’alloggio definitivo in un altro comune”.

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04.11.1918 - 2013

Per non dimenticare il più grande massacro (fino ad allora) di proletari e contadini.


Altre immagini da “Krieg dem kriege” di Ernst Friedrich, Berlino 1924: Qui


(09.06.12) SAN PAOLO D’ARGON. I CADUTI DI SAN PAOLO D’ARGON NELLA GUERRA 1915-18

E’ l’elenco ricavabile dal sito www.albodorolombardia.it della Regione Lombardia che riproduce le schede individuali de “L’Albo d’Oro dei caduti della guerra 1915-18″, pubblicato a partire dal 1925 a cura del Ministero della Guerra. I volumi X-XI-XII sono dedicati agli oltre 80.000 caduti della Lombardia. I militari caduti nati a San Paolo d’Argon risultano in numero di 28. Ci sono alcune diversità tra questo elenco sia con i nominativi riportati nella lapide degli anni Venti in viale delle Rimembranze (cfr. qui) sia con quelli riportati sul monumento dei caduti costruito alla fine degli anni Sessanta. Per ogni nominativo il link rimanda a una breve scheda con indicazione del reparto di appartenenza, data, luogo e causa del decesso.

Caduti nella Prima Guerra Mondiale nati a San Paolo d’Argon: qui


(05.11.13) NEMBRO. FERMARE LO SFRATTO DI MAMMA E FIGLIA INVALIDA

* Martedì 5 novembre, dalle ore 8.30, presidio antisfratto a Nembro, Via G. Sora 12

Lo scorso 18 ottobre l’ufficiale giudiziario si è presentato nell’abitazione di Angela di Leo, a Nembro (bg) in via Gennaro Sora n° 12, accompagnato dalla polizia. La mobilitazione di solidarietà promossa dal Unione Inquilini ha ottenuto il risultato di rimandare l’esecuzione.
Angela ha 2 figli ed è divorziata dal marito. La figlia Lucia di 25 anni è affetta dalla sindrome di down e Angela risulta invalida al 100% con inabilitata al lavoro perché affetta da un tumore.
Angela è immigrata dal meridione d’Italia, spinta dal desiderio di sfuggire alla povertà che oramai, a causa della crisi economica, coinvolge strati sempre più ampi di popolazione. Purtroppo non è riuscita a sostenere l’affitto troppo oneroso rispetto al suo reddito. Per questo il proprietario ha avviato la procedura di sfratto per morosità nei pagamenti.
Gli attivisti del Unione Inquilini Bergamo e della Associazione Italiana Volontari “Diamo una Mano” hanno iniziato una difficile trattativa con l’Amministrazione comunale per trovare una sistemazione abitativa alternativa. La trattativa purtroppo è ancora in corso ma lo sfratto incombe pericolosamente.
L’Unione Inquilini chiede che la Prefettura di Bergamo si decida ad intervenire. Non ci si può più nascondere dietro la scusa della mancanza di strumenti legislativi. Infatti il governo, incalzato dalle mobilitazioni delle ultime settimane (le manifestazioni del 10 ottobre e del 19 ottobre), ha introdotto, nel decreto sull’IMU (DL 102/2013), l’art. 6 comma 5 che da il potere hai Prefetti di adottare misure “di graduazione programmata della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto”.
Per questo gli attivisti anti-sfratto convocano un presidio di solidarietà fissato per martedi 5 novembre, a partire dalle ore 8.30, a Nembro (bg) in via Gennaro Sora n° 12 (fronte alla fermata del tram delle valli).
La mobilitazione ha l’obbiettivo di sollecitare l’immediata sospensione temporanea dell’esecuzione di questo sfratto, come di tutti gli altri programmati, per dare modo alle autorità preposte e alle parti sociali di concordare un meccanismo che consenta il passaggio da casa a casa.
Chiediamo a tutti gli amici di Angela di partecipare.
Per info: 339.7728683 (Fabio)

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Giuseppe Di Vittorio

Cerignola, 11 agosto 1892

Lecco, 3 novembre 1957


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