(18-19.10.13) SOLLEVIAMOCI! SCIOPERO GENERALE E MANIFESTAZIONE DEI MOVIMENTI PER IL REDDITO E PER IL DIRITTO ALLA CASA

* Venerdì 18 ottobre, SCIOPERO GENERALE di 24 ore, con manifestazione nazionale a Roma. Lo sciopero è proclamato da USB, Confederazione Cobas, CUB con l’ adesione di SNATER, OR.S.A. Scuola Università e Ricerca, Sindacato SIAE, USI e Unicobas

FERMIAMOCI PER FERMARLI. SETTE BUONI MOTIVI PER SCIOPERARE
E’ bene che lavoratori, disoccupati e pensionati non si lascino ingannare dal clima di consenso intorno al governo Letta e ai provvedimenti che intende adottare.
Nelle prossime settimane il governo presenterà la Legge di Stabilità - dopo che verrà vagliata dai tecnocrati dell’Unione Europea. In questo provvedimento ci saranno misure ancora una volta penalizzanti per lavoratori e settori popolari e vantaggiose per le banche e i “prenditori”.
1) Il cuneo fiscale è un vero inganno. Dei miliardi stanziati per ridurre imposte e contributi sul lavoro, la gran parte andranno ai padroni e solo le briciole ai lavoratori. Se va bene si parla di duecento euro l’anno (praticamente 16,6 euro al mese, 55 centesimi al giorno) di riduzione delle tasse sugli stipendi! Mentre l’Istat comunica i dati sull’ulteriore diminuzione del potere d’acquisto di salari e pensioni si regalano soldi alle imprese e si lasciano i salari fermi di fronte all’aumento dei prezzi incattiviti anche dall’aumento dell’Iva.
2) Gli stipendi dei lavoratori pubblici continuano a rimanere bloccati dal 2009 e lo saranno sino al 2017, mentre nel settore privato assistiamo ad un abbassamento reale delle retribuzioni con paghe che in molti casi sono scese a 5 euro l’ora per i giovani e i precari.
3) Il balletto sull’Imu fa prevedere una sua possibile reintroduzione - non solo per le abitazioni di lusso - perché frutta quei miliardi che non vengono sottratti agli evasori, alle spese militari, alle società che gestiscono il gioco d’azzardo e le slot machine. Possiamo scommettere che torneranno alla carica con il pretesto che “ce lo chiede l’Unione Europea”.
4) Da dicembre sarà maggiorata la Tares, imposta sulla gestione rifiuti. Da gennaio dovrebbe poi entrare in vigore la Service Tax, una supertassa comunale che incorporerà Imu e Tares.
5) La disoccupazione giovanile sfiora ormai il 50% e due giovani su dieci hanno rinunciato sia a studiare che lavorare. Non ci sono idee né progetti per ridurre una piaga sociale che rischia di diventare devastante per il futuro del paese.
6) Gli sfratti stanno dilagando, anche nelle città dove non è mai esistita l’emergenza abitativa. In moltissimi casi si tratta di “morosità involontaria” dovuta al licenziamento o alla perdita del lavoro in moltissime famiglie.
7) Stanno svendendo alle multinazionali straniere e per un piatto di lenticchie aziende strategiche come Telecom e Alitalia che dovrebbero essere servizi pubblici e beni collettivi e non società privatizzate in mano a speculatori.
C’è qualcuno che ha il coraggio di dire che di fronte a tutto questo occorre rimanere zitti, fermi e buoni? Si! Sono i sindacati amici del governo come Cgil Cisl Uil, la Confindustria, le banche e l’Unione Europea che vogliono avere mano libera per rastrellare soldi da lavoratori e pensionati e destinarli ai grandi gruppi bancari, alle spese militari, alle multinazionali, ai “prenditori”.
Ci sono quindi ottimi motivi per scioperare, scendere in piazza e farsi sentire, indicare altre priorità per i lavoratori, i disoccupati e i pensionati nel nostro paese. (Unione Sindacale di Base)

* Sabato 19 ottobre, manifestazione nazionale a Roma dei movimenti per il reddito e per il diritto all’abitare

Si informa che a Bergamo il csa Pacì Paciana organizza un pullman con partenza dal piazzale della Malpensta alle ore 5.00 di sabato 19 ottobre, e rientro in tarda notte (partenza da Roma alle 22). Costo indicativo 25 euro.

Il pullman ci sarà solo se sarà raggiunto un numero minimo di partecipanti, per info e prenotazioni mandatere una mail a paci.paciana@inventati.org con oggetto “roma 19 ottobre”.


(14.10.13) SAN PAOLO D’ARGON. FIACCOLATA PER I MORTI DI LAMPEDUSA. DOCUMENTI

* Di seguito riportiamo la mail inaspettata che abbiamo ricevuto nella tarda serata di venerdì 11 ottobre dal Gruppo Adelphos, promotore della manifestazione del 13 ottobre indetta per ricordare a San Paolo d’Argon i migranti vittime del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre scorso.

Buona sera
sono ***, referente del gruppo giovani Adelphos…
Siamo contenti che aderiate alla nostra proposta…
Vi scrivo in merito all’articolo pubblicato sul vostro sito
(cfr. QUI - ndr)
Pensiamo che l’iniziativa di domenica sera sia e debba essere un semplice momento di ricordo, appoggio e memoria all’accaduto e pertanto vi invitiamo a specificarlo come priorità sul vostro sito!
Il vostro articolo, a partire dal Titolo, fa risultare la Fiaccolata organizzata per appoggiare l’abolizione della Legge Bossi-Fini e non per ricordare tutte le vittime degli sbarchi nel mediterraneo dalla fine degli anni ‘80 ad oggi!
Non vogliamo, da come la fiaccolata è nata, relazionare il ricordo alla protesta per una legge sicuramente ingiusta, pertanto chiediamo di vivere il momento nella semplicità più totale senza politicizzazione ne manifestazioni di dissenso!
Vi invito a leggere l’articolo pubblicato sul ponte che spiega il vero senso della fiaccolata:
http://ilpontenotizie.blogspot.it/2013/10/dopo-questi-morti-cosa-resta.html#more
Non volevamo creare polemiche o contestazioni ma semplicemente ribadire il nostro pensiero…
Partecipiamo come singoli Uomini di coscienza. A Domenica
(11.10.13, ** e gruppo Giovani Adelphos)

* La risposta di “L’Alternativa-San Paolo d’Argon” al “gruppo Giovani Adelphos” in data odierna.

Come da programma ieri sera si è tenuta per le vie del nostro paese la fiaccolata, toccante , suggestiva e partecipata, indetta in memoria dei migranti morti a Lampedusa.
Rispondiamo solo ora alla richiesta di rettifica, che ovviamente ci siamo guardati bene dall’esaudire, sia perché con apposito link l’articolo in questione rimandava diligentemente alla pagina ufficiale dei promotori della manifestazione, sia perché ciascuno è libero di motivare le ragioni della propria adesione a questa o a quella iniziativa nonché di chiedere agli altri di condividerle.
La legislazione xenofoba che vige nel nostro paese è presupposto strutturale delle tragedie come quelle di Lampedusa e causa strutturale delle condizioni di vergognosa discriminazione subita dai cittadini stranieri che vivono e lavorano nel nostro Paese. Volere escludere l’opposizione a queste norme dalla manifestazione per Lampedusa la riteniamo scelta sbagliata, priva di coerenza e chiarezza. Questo nei giorni in cui perfino una parte non piccola della stessa classe dirigente in un sussulto di dignità - che speriamo perduri e dia frutti concreti - sta prendendo posizione contro la legge Bossi Fini e il reato di clandestinità. Giungere poi fino al punto di andare a chiedere ieri sera in piazza alle compagne e ai compagni de “L’Alternativa” - da molti anni impegnati sui temi dell’antirazzismo e della solidarietà verso i migranti - di togliere lo striscione “Via la legge Bossi-Fini” è stato davvero un brutto gesto.
Da parte nostra siamo fermamente convinti che contrapporre, perfino ostentatamente, l’emotività al senso di responsabilità nelle scelte sia un’operazione fortemente diseducativa in quanto provoca una paralizzante e schizofrenica visione della realtà.
Undici anni fa, nei giorni in cui il centrodestra di Berlusconi, Bossi e Fini si apprestava a varare l’odiosa riforma della legislazione che peggiorava in modo indecente la precedente normativa (Turco-Napolitano) contro i migranti, ci mobilitammo convinti e con passione anche a San Paolo d’Argon insieme a molti migranti. Quelli della politica “responsabile e sopra le parti” glissarono facendoci capire che a stare esplicitamente dalla parte dei migranti e dei diritti universali (recitati suggestivamente pure nella manifestazione di ieri sera) si correva il rischio di perdere voti e consensi: li mandammo allora a quel paese.
Ci dispiacerebbe che anche i giovani - in particolare quelli di Adelphos - fossero sulla stessa lunghezza d’onda, perché - se così fosse - non potremmo che comportarci allo stesso modo di undici anni fa. (14.10.13 Maurizio M. e Luca L., “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”)