(31.10.13) ENTRATICO. PINCO PALLINO METTE IN CASSA INTEGRAZIONE 13 LAVORATORI PER ESTERNALIZZARE LA PRODUZIONE

Da lunedì scorso 13 lavoratori della logistica sono stati messi in cassa integrazione straordinaria dalla Pinco Pallino, la nota griffe di abbigliamento per bambini con sede ad Entratico, fondata dalla famiglia Cavalleri e ora controllata interamente dal fondo Opera Italia. Non è chiaro il futuro di questi lavoratori, in un’azienda dove è in vigore la solidarietà con una riduzione massima dell’orario di lavoro del 30%. Col contratto di solidarietà “ci si aspettava una riorganizzazione dell’azienda - afferma Terry Vavassori del Fisascat-Cisl - con l’obiettivo di renderla più efficiente dal punto di vista organizzativo, cosa che non è stata fatta.” E ora, appunto la Cigs per 13 lavoratori, situazione che “come sindacato cercheremo di governare al meglio per garantire la tutela dei lavoratori”. Tutt’altre le preoccupazioni dell’ad Gaetano Sallorenzo per il quale questa è solo “una prima fase di esternalizzazione di attività non tipiche dell’impresa, quali logistica, materie prime e prodotti finiti”. Così che, se c’è una prima fase di esternalizzazione, è giocoforza che ce ne sarà anche una seconda, in cui la Cigs “interesserà altri dipendenti”. L’obiettivo dell’azienda è quello di concentarsi sui progetti stilistici ed, evidentemente, di buttare fuori tutto il resto, per di più attraverso l’uso della Cigs. Tutto questo - è il nostro parere - ci appare un po’ sconcertante. In ogni caso, quando Opera Italia vorrà esternalizzare pure la gestione dei profitti della Pinco Pallino, il collettivo di Alternainsieme.net non mancherà di far presente la sua disponibilità. (Cfr. L’Eco di Bergamo 30.10.13: qui)


(29.10.13) CENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO. DOPO LA BOCCIATURA LANGUE LA BONIFICA DELLE EX FONDERIE. E C’E’ PURE DELL’ALTRO

Riceviamo da Claudio Sala, portavoce del Comitato contro il megacentro commerciale di Quintano.

Poiché da mesi, ormai, i lavori di bonifica presso l’area ex fonderie del Quintano sono fermi, a nome del comitato ho richiesto la convocazione del tavolo informativo permanente istituito dal comune di Castelli Calepio perché spieghino la situazione.
Tra l’altro oggi, il Corriere della Sera riporta notizia di indagini a carico dell’ing. Giovanni Filippini che è (salvo improbabili omonimie) il consulente nominato dal sindaco per il comune di Castelli Calepio a garanzia della bonifica stessa. (cfr. Bergamo.corriere.it 29.10.13: qui - ndr).
Ho chiesto pertanto che il tavolo informativo permanente venga convocato il più presto possibile (cfr. lettera al sindaco di Castelli Calepio: qui).
Successivamente propongo, per aggiornamenti, una riunione del nostro comitato. (29.10.13, C. Sala - Comitato contro il Megacentro commerciale di Quintano)

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(22.10.13) BERGAMO. CASA, REDDITO, DIRITTI: PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA PER SOSTENERE I MOVIMENTI CHE INCONTRANO A ROMA UN MINISTRO DEL GOVERNO

* Bergamo, martedì 22 ottobre, dalle ore 17.30, presidio davanti alla Prefettura ( via Tasso 8 )

Dopo la grande manifestazione a Roma di sabato 19 ottobre, i movimenti hanno ottenuto un incontro con il ministro Lupi. L’incontro si terrà domani martedì 22 ottobre a Roma, ma in tutto il Paese sono state promosse iniziative e mobilitazione a sostegno delle richieste dei movimenti.
Invitiamo pertanto tutti a partecipare al presidio che è stato convocato anche a Bergamo per martedì 22 ottobre, alle ore 17,.30 davanti alla Prefettura di Bergamo. Chiediamo il blocco generalizzato degli sfratti e della svendita del patrimonio pubblico, l’avviamento di un piano pubblico per la casa in alternativa alle grandi opere inutile e speculative (come la Tav), il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza dei migranti. Con le mobilitazioni e manifestazioni di ottobre è diventato ormai visibile e reale un vasto movimento di opposizione alle politiche pesantemente antipopolari dell’Unione Europea e del Governo delle larghe intese. L’Unione Inquilini è impegnata perché questo movimento cresca e si rafforzi ovunque. (per comunicazioni: c/o Fabio, tel. 339.7728683)

(22.10.13) FOTO DAL PRESIDIO: QUI

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(19.10.13) ROMA. “UNA BELLA GRANDE MANIFESTAZIONE DA CUI SI RIPARTE”

Sulla manifestazione di ieri a Roma riportiamo, condividendolo, il contributo di Giorgio Cremaschi

Quella del 19 ottobre è stata una delle più belle e più grandi manifestazioni degli ultimi anni. E anche una vera manifestazione di popolo, fatta di decine e decine di migliaia di giovani, di migranti, di donne e di militanti dei movimenti sociali e di quelli ambientali, di lavoratori e pensionati.
Se la si collega, come è stato deciso dagli stessi promotori, con quella del 18 ottobre per lo sciopero dei sindacati di base, vediamo delineato un possibile blocco sociale antagonista, che rompe le barriere tra generazioni, tra lavoro precarietà disoccupazione e reddito, tra diritti sociali e ambiente. E si comincia a sentire anche una maturazione di obiettivi politici, con la rivendicazione democratica di decidere mentre si individuano come avversari diretti l’Europa dell’austerità e i suoi governi, da noi quello voluto da Giorgio Napolitano.
Chi condivide molti obiettivi sociali e politici di questi movimenti, ma non è venuto per settarismo o supponenza aristocratica, farà bene a dirsi che ha sbagliato.
Infine c’è da ridere nel vedere la vergogna della grande informazione italiana, davvero ridicola espressione del palazzo. Tutti i grandi mass media hanno annunciato la manifestazione del 19 ottobre come un mattinale della questura. Poi, nonostante ci siano stati meno incidenti che in una normale partita di calcio, han cancellato la forza, la bellezza, la freschezza di una manifestazione, ove per la prima volta le famiglie dei migranti sfilavano con i bambini, e han gonfiato all’inverosimile piccolissimi episodi.
Ancora una volta la grande informazione si conferma come parte della crisi della nostra democrazia. Ma la manifestazione del 19 ottobre dimostra che si può ripartire lo stesso. Senza esaltarsi troppo e consapevoli di tante difficoltà, si riparte. (MicroMega, 19.10.13, Giorgio Cremaschi)


(18.10.13) NEMBRO. IL PRESIDIO DI SOLIDARIETA’ RINVIA LO SFRATTO DI MAMMA ANGELA E DEI SUOI DUE FIGLI

Articolo di Francesco Lamberini su “L’Eco di Bergamo” del 19.10.2013

È stato rinviato al 5 novembre lo sfratto nei confronti di Angela Di Leo, 44 anni, che abita con i suoi due figli in via Sora a Nembro. Lo ha deciso ieri l’ufficiale giudiziario dopo essersi presentato in casa della donna per eseguire il provvedimento. Nel frattempo gli attivisti dell’Unione Inquilini di Bergamo, con il segretario Fabio Cochis, e i volontari dell’Associazione «Diamo una mano», con il presidente Filippo Ingrassano, hanno iniziato alle ore 8.30 una manifestazione di solidarietà presso il fabbricato. Anche a seguito del presidio, il proprietario della casa si è messo in contatto con l’ufficiale giudiziario dando la propria disponibilità ad un rinvio. Angela, immigrata dal Sud, è divorziata e si sostiene solo grazie alla pensione di invalidità che percepisce in quanto malata. In via Sora vive con la figlia Lucia di 25 anni, affetta da sindrome di Down, e con il figlio Gianluca di 14. Dice di essersi fidata di un uomo che prima si è offerto di ospitarla, prendendosi cura dei suoi problemi, e poi, quando Angela si è sottratta alle sue pretese, ha voluto un affitto per lei insosterubile. Così il proprietario, parente dell’uomo, ha avviato la procedura di sfratto per morosità. «La trattativa in corso con il Comune di Nembro riguardante questo caso - ha detto Fabio Cochis - sta procedendo bene. Sembra infatti che voglia spostare mamma e figli entro breve nell’alloggio di una cooperativa che dovrebbe ospitarla per qualche tempo. Noi come sindacato ci adopereremo nel frattempo per trovare una sistemazione stabile alla famiglia». «Il governo - ha aggiunto - ha approvato nel decreto dell’Imu un articolo che dà competenza ai prefetti di graduare gli sfratti e chiede ai Comuni di costituire delle commissioni per offrire un sostegno, soprattutto quando sono coinvolte famiglie con minori, anziani o invalidi. Ora le indicazioni legislative ci sono per cui mi appello per l’ennesima volta alla Prefettura di Bergamo affinché non siano sempre i picchetti dell’Unione Inquilini a spostare gli sfratti» .

FOTO DEL PRESIDIO18.10.13 (studio photo graphics): QUI

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(22.10.13) MORNICO AL SERIO. PRESIDIO ANTISFRATTO

* Martedì 22 ottobre, dalle ore 8.30, a Mornico al Serio in Via Mazzini 16

Quando si rimane disoccupati ad età non più giovane, è ancora più difficile poi “rientrare”. E’ il caso di Rosario che vive a Mornico, moglie invalida al 100% e figli alle prese con la precarietà lavorativa. L’esecuzione dello sfratto è prevista per il prossimo martedì. Nel luglio scorso, durante l’incontro con l’Unione Inquilini, il sindaco di Mornico si era impegnato ad operare per una mediazione, ma a tutt’oggi non se ne sa ancora nulla. Non resta anche in questa occasione fare appello alla solidarietà. L’appuntamento per il presidio antisfratto è per martedì 22 ottobre, dalle ore 8.30 a Mornico al Serio in via Mazzini 16. (per comunicazioni, tel 339.7728683, Fabio Cochis)

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(17.10.13) OTTOBRE “SFRATTI ZERO”. SI MUOVE QUALCOSA IN PARLAMENTO?

Passa alla Camera un nuova versione del Comma che istituisce il fondo per la morosità incolpevole. Si introducono disposizioni per “percorsi di accompagnamento sociale” per soggetti sottoposti a sfratto, anche attraverso organismi comunali, e di misure per la graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica

Dichiarazione di Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini

“Non siamo ancora al passaggio da casa a casa, che è il nostro obiettivo di fondo ma la campagna sfratti zero coglie un primo risultato importante. Il decreto legge 102/2013 IMU, ormai nella fase finale di discussione alla Camera dei Deputati, all’articolo 6 in cui si istituisce il fondo nazionale per la morosità incolpevole, è stato modificato il comma 5, introducendo esplicitamente nella legge la possibilità per i Prefetti di intervenire al fine della graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto. Questa norma si unisce ad un’altra che esplicitamente prevede percorsi di accompagnamento sociale per i soggetti sottoposti a sfratto anche attraverso organismi comunali. Il combinato disposto di queste due norme, introdotte nella legislazione nazionale, possono spostare e di molto in avanti le vertenze territoriali per la graduazione di tutti gli sfratti, compresa la morosità incolpevole, in modo da mettere in relazione l’effettiva esecuzione del rilascio al suddetto percorso di accompagnamento sociale verso una soluzione abitativa alternativa. Questa previsione deve valere per tutti i soggetti che, sulla base delle leggi, disposizioni, convenzioni internazionali vigenti, hanno diritto a un intervento di protezione sociale. Deve riguardare, quindi, oltre coloro colpiti da provvedimenti come licenziamento o cassa integrazione a causa della crisi, i nuclei utilmente collocati nelle graduatorie per le case popolari, le famiglie con presenza di minori, gli anziani, portatori di handicap, malati, ecc. Va tenuto presente che l’attuale testo afferma che i comuni potranno ottenere le risorse di cui al fondo per la morosità esclusivamente se, entro la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, abbiano emanato bandi o altre procedure amministrative per l’erogazione di contributi in favore di inquilini morosi incolpevoli. Scadendo il decreto entro il mese di ottobre, è chiaro, quindi, che mancano solo pochissimi giorni per ottemperare a tale disposizione. Solleciteremo, pertanto, da subito le amministrazioni locali a mettersi in regola.
E’ stato, inoltre, anche presentato, a firma dell’on. Di Stefano, un ordine del giorno, accolto dal Governo, che recupera il testo di un emendamento, dichiarato inammissibile, da noi proposto e che riguarda la messa in sicurezza delle norme che oggi consentono di contrastare il canone nero e irregolare. Un altro punto a favore della nostra iniziativa a cui chiederemo immediatamente al governo di essere conseguente.”

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(18-19.10.13) SOLLEVIAMOCI! SCIOPERO GENERALE E MANIFESTAZIONE DEI MOVIMENTI PER IL REDDITO E PER IL DIRITTO ALLA CASA

* Venerdì 18 ottobre, SCIOPERO GENERALE di 24 ore, con manifestazione nazionale a Roma. Lo sciopero è proclamato da USB, Confederazione Cobas, CUB con l’ adesione di SNATER, OR.S.A. Scuola Università e Ricerca, Sindacato SIAE, USI e Unicobas

FERMIAMOCI PER FERMARLI. SETTE BUONI MOTIVI PER SCIOPERARE
E’ bene che lavoratori, disoccupati e pensionati non si lascino ingannare dal clima di consenso intorno al governo Letta e ai provvedimenti che intende adottare.
Nelle prossime settimane il governo presenterà la Legge di Stabilità - dopo che verrà vagliata dai tecnocrati dell’Unione Europea. In questo provvedimento ci saranno misure ancora una volta penalizzanti per lavoratori e settori popolari e vantaggiose per le banche e i “prenditori”.
1) Il cuneo fiscale è un vero inganno. Dei miliardi stanziati per ridurre imposte e contributi sul lavoro, la gran parte andranno ai padroni e solo le briciole ai lavoratori. Se va bene si parla di duecento euro l’anno (praticamente 16,6 euro al mese, 55 centesimi al giorno) di riduzione delle tasse sugli stipendi! Mentre l’Istat comunica i dati sull’ulteriore diminuzione del potere d’acquisto di salari e pensioni si regalano soldi alle imprese e si lasciano i salari fermi di fronte all’aumento dei prezzi incattiviti anche dall’aumento dell’Iva.
2) Gli stipendi dei lavoratori pubblici continuano a rimanere bloccati dal 2009 e lo saranno sino al 2017, mentre nel settore privato assistiamo ad un abbassamento reale delle retribuzioni con paghe che in molti casi sono scese a 5 euro l’ora per i giovani e i precari.
3) Il balletto sull’Imu fa prevedere una sua possibile reintroduzione - non solo per le abitazioni di lusso - perché frutta quei miliardi che non vengono sottratti agli evasori, alle spese militari, alle società che gestiscono il gioco d’azzardo e le slot machine. Possiamo scommettere che torneranno alla carica con il pretesto che “ce lo chiede l’Unione Europea”.
4) Da dicembre sarà maggiorata la Tares, imposta sulla gestione rifiuti. Da gennaio dovrebbe poi entrare in vigore la Service Tax, una supertassa comunale che incorporerà Imu e Tares.
5) La disoccupazione giovanile sfiora ormai il 50% e due giovani su dieci hanno rinunciato sia a studiare che lavorare. Non ci sono idee né progetti per ridurre una piaga sociale che rischia di diventare devastante per il futuro del paese.
6) Gli sfratti stanno dilagando, anche nelle città dove non è mai esistita l’emergenza abitativa. In moltissimi casi si tratta di “morosità involontaria” dovuta al licenziamento o alla perdita del lavoro in moltissime famiglie.
7) Stanno svendendo alle multinazionali straniere e per un piatto di lenticchie aziende strategiche come Telecom e Alitalia che dovrebbero essere servizi pubblici e beni collettivi e non società privatizzate in mano a speculatori.
C’è qualcuno che ha il coraggio di dire che di fronte a tutto questo occorre rimanere zitti, fermi e buoni? Si! Sono i sindacati amici del governo come Cgil Cisl Uil, la Confindustria, le banche e l’Unione Europea che vogliono avere mano libera per rastrellare soldi da lavoratori e pensionati e destinarli ai grandi gruppi bancari, alle spese militari, alle multinazionali, ai “prenditori”.
Ci sono quindi ottimi motivi per scioperare, scendere in piazza e farsi sentire, indicare altre priorità per i lavoratori, i disoccupati e i pensionati nel nostro paese. (Unione Sindacale di Base)

* Sabato 19 ottobre, manifestazione nazionale a Roma dei movimenti per il reddito e per il diritto all’abitare

Si informa che a Bergamo il csa Pacì Paciana organizza un pullman con partenza dal piazzale della Malpensta alle ore 5.00 di sabato 19 ottobre, e rientro in tarda notte (partenza da Roma alle 22). Costo indicativo 25 euro.

Il pullman ci sarà solo se sarà raggiunto un numero minimo di partecipanti, per info e prenotazioni mandatere una mail a paci.paciana@inventati.org con oggetto “roma 19 ottobre”.


(14.10.13) SAN PAOLO D’ARGON. FIACCOLATA PER I MORTI DI LAMPEDUSA. DOCUMENTI

* Di seguito riportiamo la mail inaspettata che abbiamo ricevuto nella tarda serata di venerdì 11 ottobre dal Gruppo Adelphos, promotore della manifestazione del 13 ottobre indetta per ricordare a San Paolo d’Argon i migranti vittime del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre scorso.

Buona sera
sono ***, referente del gruppo giovani Adelphos…
Siamo contenti che aderiate alla nostra proposta…
Vi scrivo in merito all’articolo pubblicato sul vostro sito
(cfr. QUI - ndr)
Pensiamo che l’iniziativa di domenica sera sia e debba essere un semplice momento di ricordo, appoggio e memoria all’accaduto e pertanto vi invitiamo a specificarlo come priorità sul vostro sito!
Il vostro articolo, a partire dal Titolo, fa risultare la Fiaccolata organizzata per appoggiare l’abolizione della Legge Bossi-Fini e non per ricordare tutte le vittime degli sbarchi nel mediterraneo dalla fine degli anni ‘80 ad oggi!
Non vogliamo, da come la fiaccolata è nata, relazionare il ricordo alla protesta per una legge sicuramente ingiusta, pertanto chiediamo di vivere il momento nella semplicità più totale senza politicizzazione ne manifestazioni di dissenso!
Vi invito a leggere l’articolo pubblicato sul ponte che spiega il vero senso della fiaccolata:
http://ilpontenotizie.blogspot.it/2013/10/dopo-questi-morti-cosa-resta.html#more
Non volevamo creare polemiche o contestazioni ma semplicemente ribadire il nostro pensiero…
Partecipiamo come singoli Uomini di coscienza. A Domenica
(11.10.13, ** e gruppo Giovani Adelphos)

* La risposta di “L’Alternativa-San Paolo d’Argon” al “gruppo Giovani Adelphos” in data odierna.

Come da programma ieri sera si è tenuta per le vie del nostro paese la fiaccolata, toccante , suggestiva e partecipata, indetta in memoria dei migranti morti a Lampedusa.
Rispondiamo solo ora alla richiesta di rettifica, che ovviamente ci siamo guardati bene dall’esaudire, sia perché con apposito link l’articolo in questione rimandava diligentemente alla pagina ufficiale dei promotori della manifestazione, sia perché ciascuno è libero di motivare le ragioni della propria adesione a questa o a quella iniziativa nonché di chiedere agli altri di condividerle.
La legislazione xenofoba che vige nel nostro paese è presupposto strutturale delle tragedie come quelle di Lampedusa e causa strutturale delle condizioni di vergognosa discriminazione subita dai cittadini stranieri che vivono e lavorano nel nostro Paese. Volere escludere l’opposizione a queste norme dalla manifestazione per Lampedusa la riteniamo scelta sbagliata, priva di coerenza e chiarezza. Questo nei giorni in cui perfino una parte non piccola della stessa classe dirigente in un sussulto di dignità - che speriamo perduri e dia frutti concreti - sta prendendo posizione contro la legge Bossi Fini e il reato di clandestinità. Giungere poi fino al punto di andare a chiedere ieri sera in piazza alle compagne e ai compagni de “L’Alternativa” - da molti anni impegnati sui temi dell’antirazzismo e della solidarietà verso i migranti - di togliere lo striscione “Via la legge Bossi-Fini” è stato davvero un brutto gesto.
Da parte nostra siamo fermamente convinti che contrapporre, perfino ostentatamente, l’emotività al senso di responsabilità nelle scelte sia un’operazione fortemente diseducativa in quanto provoca una paralizzante e schizofrenica visione della realtà.
Undici anni fa, nei giorni in cui il centrodestra di Berlusconi, Bossi e Fini si apprestava a varare l’odiosa riforma della legislazione che peggiorava in modo indecente la precedente normativa (Turco-Napolitano) contro i migranti, ci mobilitammo convinti e con passione anche a San Paolo d’Argon insieme a molti migranti. Quelli della politica “responsabile e sopra le parti” glissarono facendoci capire che a stare esplicitamente dalla parte dei migranti e dei diritti universali (recitati suggestivamente pure nella manifestazione di ieri sera) si correva il rischio di perdere voti e consensi: li mandammo allora a quel paese.
Ci dispiacerebbe che anche i giovani - in particolare quelli di Adelphos - fossero sulla stessa lunghezza d’onda, perché - se così fosse - non potremmo che comportarci allo stesso modo di undici anni fa. (14.10.13 Maurizio M. e Luca L., “L’Alternativa - San Paolo d’Argon”)


(18.10.13) NEMBRO. FERMARE LO SFRATTO DI MAMMA INVALIDA CON DUE BAMBINI

* Appuntamento a Nembro, PRESIDIO ANTISFRATTO in Via G. Sora 12, venerdì 18 ottobre a partire dalle ore 8.30

Lo scorso 18 settembre l’ufficiale giudiziario si è presentato nell’abitazione di Angela di Leo, a Nembro (bg) in via Gennaro Sora n° 12, accompagnato dal proprietario della casa con il suo avvocato. Le proteste della donna hanno ottenuto il risultato di rimandare di un mese l’esecuzione.
Angela ha 3 figli ed è divorziata dal marito. La figlia Lucia di 25 anni è affetta dalla sindrome di down e Angela risulta invalida al 100% con inabilitata al lavoro perché affetta da un tumore.
Angela è immigrata dal meridione d’Italia, spinta dal desiderio di sfuggire alla povertà che oramai, a causa della crisi economica, coinvolge strati sempre più ampi di popolazione. Purtroppo, come capita sempre più spesso a chi è debole e isolato, è stata truffata da un bergamasco autoctono. Un uomo che prima si è offerto di ospitarla, prendendosi cura dei suoi problemi, e poi, quando Angela si è sottratta ai ricatti, ha preteso un affitto oneroso, per lei insostenibile.
Così il proprietario, parente dell’uomo, ha avviato la procedura di sfratto per morosità nei pagamenti.
“Sono sola e malata - dichiara Angela - vorrei pagare l’affitto di questa casa ma è insostenibile. Il proprietario si è accanito contro di me, mi vuole vedere in mezzo ad una strada. Io vorrei trovare una casa con un canone di affitto sostenibile da una persona come me: una donna senza lavoro che vive della pensione di invalidità”. La famiglia di Angela vive con 2 pensioni di invalidità, di 1.000 euro al mese. Gli attivisti del Unione Inquilini Bergamo e della Associazione Italiana Volontari “Diamo una Mano” hanno iniziato una difficile trattativa con l’Amministrazione comunale per trovare una sistemazione abitativa alternativa.
“La Prefettura di Bergamo deve decidersi ad intervenire per dare soluzione a questo caso, come alle centinaia di famiglie che vivono condizioni analoghe”. Dichiara Fabio Cochis del Unione Inquilini “chiediamo una immediata sospensione temporanea dell’esecuzione dello sfratto per morosità incolpevole, per dare modo alle autorità preposte e alle parti sociali di concordare un meccanismo che consenta il passaggio da casa a casa.”
Nel frattempo gli attivisti anti-sfratto convocano un presidio di solidarietà fissato per venerdi 18 ottobre dalle ore 8.30 a Nembro (bg) in via Gennaro Sora n° 12 (fronte alla fermata del tram delle valli). chiediamo a tutti gli amici di Angela di partecipare. Per info: 339.7728683 (Fabio); 338.5982815 (Filippo).

L’iniziativa è un appuntamento per preparare la manifestazione nazionale di Sabato 19 ottobre a Roma organizzata da tanti movimenti locali e dai sindacati per il diritto alla casa e al redditto.
Partenza pullman da Bergamo piazzale della Malpensta alle ore 5.00 di sabato 19 ottobre, e rientro in tarda notte (partenza da Roma alle 22). Costo indicativo 25€. Per info e prenotazioni mandateci una mail a paci.paciana@inventati.org.

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