(18.09.13) SAN PAOLO D’ARGON. “LE MAFIE AL NORD”. INCONTRO PUBBLICO

* Mercoledì 18 settembre, ore 2O,45, presso Sala Consiliare presso la Biblioteca Luigi Cortesi - Ingresso da via Papa Giovanni XXIII – San Paolo d’Argon

INFORMAZIONI E NOTIZIE A CURA DELLA BIBLIOTECA POPOLARE ‘PEPPINO IMPASTATO’ DI BERGAMO-COLOGNOLA

Contributi di: Marco Fraceti (osservatorio antimafia Monza e Brianza), Giovanna Pedroni (movimento Agende Rosse - Bergamo), Cristiano Poluzzi (biblioteca popolare “‘Peppino Impastato” Colognola)

L’iniziativa fa parte del ciclo “Voglia di Legalità: e noi da che parte stiamo?”, promossa dal Comune di San Paolo d’Argon e dalle associazioni


(19.09.13) COSTA VOLPINO. PRESIDIO PER FERMARE LO SFRATTO DI M., OPERAIO LICENZIATO DALLA FORNERO

* A Costa Volpino, giovedì 19 settembre, in Via Primo Maggio n° 12, PRESIDIO ANTISFRATTO, dalle ore 8.30

Finite le ferie sono riprese numerose le esecuzione degli sfratti nei confronti di lavoratori e famiglie che a causa della crisi economica non sono più in grado di pagare l’affitto per l’alloggio. Questa volta, il 19 settembre, tocca a Mustafa, un giovane lavoratore residente Italia da tantissimi anni. Mustafa abita a Costa Volpino con tutta la sua famiglia, la moglie e tre figli molto piccoli (rispettivamente di 11, 9 e 5 anni).
La storia di Mustafa è paradigmatica di questi tempi in cui la crisi economica incombe ma le politiche economiche sbagliate di questo governo aggravano la situazione. Da più di un anno Mustafa è stato licenziato da una cooperativa perché non accettava il duro sfruttamento a cui era sottoposto. Assistito dai sindacati, è ricorso al giudice che ha valutato il licenziamento privo di giusta causa, richiedendo la immediata riassunzione. Però, a causa della riforma Fornero dell’art. 18, il datore di lavoro ha scelto di risarcire l’ex-lavoratore rendendosi però indisponibile alla sua riassunzione.
Ma nell’attesa di ricevere il risarcimento la famiglia ha consumato tutti i risparmi che sono bastati a malapena per pagare i consumi essenziali (gas, luce, alimentazione). Per questo il padrone di casa ha avviato le procedure di sfratto.
Mustafa ha sempre pagato regolarmente l’affitto senza chiedere mai aiuto al comune. Ora che ha veramente bisogno di aiuto l’Amministrazione comunale gli ha negato il sostegno.
Ora il giovane rischia di essere costretto ad abbandonare la casa in cui abita insieme a quattro persone che non sono autosufficienti.
L’Unione Inquilini di Bergamo non se la sente di lasciare nella solitudine una famiglia che ha subito tante ingiustizie. Le disavventure di Mustafa infatti sono da imputare ai nefasti effetti delle politiche di austerità che hanno ridotto le garanzie per i lavoratori (lasciando mano libera ai padroni nei licenziamenti) e hanno tagliato quasi tutti i sostegni economici statali al pagamento dell’affitto (il fondo di sostegno all’affitto è stato azzerato).
Invitiamo pertanto tutti i cittadini solidali al presidio antisfratto indetto davanti al condominio dove abita Mustafa, a Costa Volpino in Via Primo Maggio  n° 12, dalle ore 8.30 di giovedì 19 settembre per chiedere che venga sospesa l’esecuzione dello sfratto. Ricordiamo anche che questa iniziativa, come le altre che organizzeremo in queste settimane, hanno l’obbiettivo di preparare la giornata di mobilitazione del 10 ottobre, in concomitanza con le iniziative previste in numerose altre città. A Bergamo si terrà una manifestazione degli inquilini davanti alla Prefettura per chiedere di sospendere i numerosi sfratti previsti anche nella nostra provincia e di voltare pagina in tema di politica della casa attuando provvedimenti in grado di ampliare da subito l’offerta dell’edilizia residenziale pubblica. (per comunicazioni: tel. 339.7728683 - Fabio)

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(18.09.13) EMERGENZA SRATTI. CASE POPOLARI: LA REGIONE LOMBARDIA TAGLIA LE ASSEGNAZIONI IN DEROGA PER LE FAMIGLIE SFRATTATE

Da Unione Inquilini Milan-comunicato 18.09.13

Dalla settimana prossima niente più assegnazioni in deroga per chi ha lo sfratto in esecuzione a Milano:questi sono i risultati della decisione della Regione Lombardia di non permettere ai Comuni il superamento della quota del 25% delle assegnazioni in deroga alla graduatoria di bando, la maggior parte delle quali sono quelle che avvengono in caso di esecuzione dello sfratto. La legge regionale prevede che il superamento della quota del 25%, fino ad arrivare al 50% vada autorizzata, su richiesta dei Comuni, da parte della Regione Lombardia, cosa che avviene regolarmente da circa 20 anni. La decisione della giunta Maroni ha comportato come prima conseguenza il fatto che questa mattina è stata annunciata la sospensione dei lavori della commissione comunale per l’ esame delle domande di assegnazione in deroga a partire dalla settimana prossima. Quindi chi verrà sfrattato nei prossimi mesi a Milano dovrà per forza, indipendentemente dall’età, dallo stato di salute e dalla presenza di minori, attendere il suo turno nella graduatoria di bando sulla strada, o, se va bene, in strutture assistenziali. Si tratta di una decisione assurda, in una situazione di grave crisi economica e di recrudescenza degli sfratti, che da un colpo mortale alla possibilità dei comuni-Milano in primis, ma anche tutti i comuni dell’area metropolitana, di gestire l’emergenza sfratti assicurando un passaggio da casa a casa al momento dell’esecuzione dello sfratto o comunque in tempi ragionevoli e sopportabili. Nel ribadire la necessità che la Regione riveda immediatamente tale decisione e che invece pensi a misure serie per eliminare lo scandalo delle migliaia di alloggi pubblici vuoti, assicurando a comuni e ALER i finanziamenti necessari al loro riadattamento, riteniamo ancor più necessario che si proceda ad una immediata moratoria dell’esecuzione degli sfratti. Da parte nostra continueremo e intensificheremo le iniziative antisfratto, insieme a tutte le forze sindacali, politiche sociali disponibili, confortati anche dal buon successo delle iniziative che stiamo conducendo, quale quella di questa mattina a Baggio, in via Sella Nuove, dove un presidio di circa 100 persone ha impedito che venisse buttata sulla strada una famiglia con tre minori. (Bruno Cattoli, Unione Inquilini Milano, 19.08.13)

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