(31.07.13) UNA GIORNATA NEL BASSO GARDA E DINTORNI, PARTENDO DALLA TORRE DI SAN MARTINO

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(01.08.13) TRESCORE BALNEARIO. VALIGIE, BAMBINI, UN BORGO DI MONTAGNA E UN MOTEL. MA E’ UNO SGOMBERO FORZATO, NON LA PARTENZA PER LE VACANZE

Quando è arrivato il Doblò Fiat dell’assistenza sociale nel cortile di via Brembati 31, abbiamo cominciato a portare giù le valigie dalla mansardina del terzo piano da cui la famiglia di H. deve andarsene. M., la moglie di H., con in braccio la bambina di pochi mesi, non è riuscita a nascondere le lacrime, ma tutti gli altri sono saliti e scesi delle scale con borse e valigie sforzandosi di mostrare buon umore per distrarre i due bambini più grandi (5 e 7 anni). Dopo la giornata del 18 luglio, quando in via Brembati 31 abbiamo resistito allo sgombero ottenendo per H. un ulteriore breve rinvio fino a quest’oggi, non avevamo nascosto che per il collettivo non esistevano le condizioni organizzative per un’ulteriore azione diretta antisfratto. Le autorità preposte hanno pertanto agito perché il diritto di proprietà avesse senz’altro la prevalenza su quello alla salute e alla casa, non senza approfittare dell’occasione per aggiungere qualche ulteriore elemento di rigidità, giusto per dare una lezione, e per prevenire qualsiasi nuova turbativa all’ordine pubblico. Negli incontri che abbiamo avuto nei giorni scorsi, il sindaco e i servizi sociali del comune hanno escluso di prendersi carico di tutta la famiglia sfrattata scartando seccamente le nostre proposte in tal senso. Per M., per i due bambini in età scolare e per la bambina ancora di pochi mesi - ci è stato detto - sarà a disposizione un appartamento da dividere con una coppia, nel comune di Gaverina, senza ulteriore precisazione. Malgrado l’assicurazione esplicita, anche alle forze dell’ordine, che la nostra azione solidale si sarebbe limitata a collaborare con i servizi sociali perché alla moglie ai figli di H. fosse garantita una sistemazione adeguata, abbiamo potuto constatare che alla vigilia dello sgombero dal portale d’ingresso agli alloggi di via Brembati 31 sono state divelti e portati via gli storici battenti, rustici e massicci, che si erano dimostrati particolarmente efficaci nell’ultima azione di resistenza antisfratto. Riempiti gli automezzi delle cose della famiglia, non senza il discreto e fugace controllo a distanza dei carabinieri di Trescore, ci siamo potuti avviare verso Gaverina, incolonnati dietro il Doblò guidato dall’assistente sociale. Risalita mezza Valcavallina, Roberta a Casazza ha girato a sinistra, ma non si è fermata alla frazione più bassa (dove si trovano le fonti) e nemmeno al capoluogo due tornanti sopra, ma ha proseguito spedita salendo oltre il municipio e la chiesa parrocchiale, su verso la frazione di Piano, quella che si trova più in alto, dopo altri numerosi tornanti. Negli anni settanta Piano presentava una buona vitalità, con almeno un negozio, edicola e tabacchi e perfino un’osteria ben frequentata. A quarant’anni di distanza dopo una ricognizione abbiamo potuto avere la conferma da uno dei rari passanti che in paese sono rimasti in pochi, che non ci sono più esercizi pubblici e che pertanto M., che l’italiano lo capisce male e non lo parla, si sarebbe trovata sola con i suoi bambini, in convivenza con sconosciuti, in un paese semi-disabitato, avendo il negozio di alimentari più vicino a non meno di 2.5 (Gaverina) o 5 chilometri (Casazza). Tutti abbiamo concordato che non potevamo lasciarli lì, deportati fuori dal mondo, e siamo pertanto ritornati a Trescore. Ci avessero posto nelle condizioni di poter verificare prima, si sarebbe potuta evitare una gita fuori programma fino ai 650 slm. di Piano di Gaverina. In municipio abbiamo pressato i servizi sociali perché M. e i suoi figli avessero una nuova e più adeguata sistemazione. La soluzione - fra telefonate convulse e ridondanti esternazioni di rimbrotto e disappunto del personale politico (Lega Nord) - alla fine è stata individuata in una comunità alloggio a Bergamo-Monterosso, che però sarà disponibile solo da martedì prossimo. Per questi giorni di fine settimana M. e i suoi figli avranno a disposizione una camera in un motel della media Valcavallina. Pochi minuti fa li abbiamo sentiti al cellulare; stanno bene, ci hanno detto, e, ci è parso di capire, il loro morale non è del tutto a terra. Anche questo è resistenza alla crisi.

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